Chiesa e universalismo: un patto tra i diversi

Per inquadrare correttamente l’auspicabile discussione sul ruolo della Chiesa cattolica nel mondo attuale occorre per prima cosa definire quest’ultimo.


A me sembra che il modo migliore per farlo è constatare che, per la prima volta dalla fine del primo conflitto mondiale, ci troviamo senza un’istituzione universale: alla fine della Società delle Nazioni è seguito, senza certificazione ovviamente, il costante collasso delle Nazioni Unite. La scomparsa delle istituzioni universali, globali, rende la Chiesa cattolica unica: è la sola istituzione universale, o globale, rimasta, con una visione universalista chiara e così riassunta da Leone XIV: “Ciascuno di noi, nel corso della vita, si può ritrovare sano o malato, occupato o disoccupato, in patria o in terra straniera: la sua dignità però rimane sempre la stessa, quella di creatura voluta e amata da Dio “. Ma si può fare la Chiesa solo con chi va in Chiesa? Il post-credente non interpella? E dall’altra parte, si può sperare in un leggero, iniziale ritorno dell’universalismo senza interloquire con la Chiesa? ...

L'intero intervento di Riccardo Cristiano è a questo link:

https://www.settimananews.it/chiesa/chiesa-e-universalismo-un-patto-tra-i-diversi/


Tutte le costruzioni di questa Cicago ora sono alimentate (più o meno) da energia rinnovabile

Chicago ha avviato un ambizioso progetto per alimentare tutte le sue strutture con energia rinnovabile entro il 2035, grazie a un accordo con Constellation e Swift Current Energy. La città ridurrà l'impronta di carbonio di oltre 290.000 tonnellate metriche all'anno, principalmente attraverso la fattoria solare Double Black Diamond.

Chicago brilla con l’energia rinnovabile. Una delle più grandi metropoli degli Stati Uniti ha dato il benvenuto a questo nuovo anno all’insegna della decarbonizzazione. Le oltre 425 strutture di tutta la città, incluso il Municipio e uno degli aeroporti più trafficati del mondo, hanno adottato le misure necessarie per mitigare gli effetti disastrosi del cambiamento climatico. Lo aveva già dichiarato nel 2022 Sandra Blakemore, Commissario ad interim per il Department of Assets, Information and Services, il Dipartimento dei Beni, Informazioni e Servizi (AIS). Il processo è iniziato nel settembre 2020, quando l’allora sindaca Lori E. Lightfoot aveva avviato un processo di gara con una richiesta di proposte di AIS, per ridurre l’impronta di carbonio di Chicago e accelerare la transizione verso l’energia pulita e rinnovabile delineata nel 2022 Chicago Climate Action Plan (CAP)....

L'articolo di gioia Burzachechi continua a questo link:

https://www.greenme.it/ambiente/smart-city/tutte-le-costruzioni-di-questa-citta-ora-sono-alimentate-piu-o-meno-da-energia-rinnovabile/

XXVII Domenica PA - Lc 17,5-10

Con la parabola di oggi Gesù intende sradicare l’idea della “religione dei meriti” che, in una certa spiritualità deleteria, si cerca di accumulare non comprendendo che anche questo è egoismo e riduce Dio ad un “ragioniere”


Domenica scorsa Gesù è tornato ancora una volta sul tema della ricchezza che, nel nostro ego centrato solo sui nostri bisogni, ci rende ciechi agli altri e incapace di condividere. La parabola di Lazzaro e del ricco terminava di nuovo con l’invito all’ascolto della Parola, senza di questa capacità si corre il pericolo di trovarci in assenza della presenza di Dio nella nostra vita e, pur avendoli accanto alla nostra porta e incrociandoli quotidianamente per le scale o per strada, essere incapaci di “vedere” gli altri nella loro realtà, nei loro bisogni. Dio non è e non rimane mai indifferente a loro fino a porre nella loro identità il suo nome: Lazzaro non significa forse “Dio aiuta”?

In queste settimane poi Gesù ha prospettato un cammino difficile per i discepoli e per tutti coloro che pongono la loro fiducia in lui come anche noi: è necessario entrare per “la porta stretta” (Lc 13,24), essere disposti a “odiare” il padre e la madre per mettere lui davanti a tutto (Lc 14,26), rinunciare a tutti i propri beni (Lc 14,33), ed essere capaci di perdonare senza limiti e senza condizioni (Lc 17,5-6). 

Se ci si confronta realmente con queste indicazioni qualche domanda chiunque dovrebbe porsela. Anche nell’Evangelo di Giovanni compare il disorientamento nel quale di può incorrere: “Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?” (Gv 6,60). Si può giungere a titubare e a temere di non farcela. 

I discepoli e noi con loro dovremmo a questo però aver compreso che la fede non è il frutto di uno sforzo personale, non ha nulla che vedere con un cammino di ascesi. La fede è un dono di Dio che va accolto e poco ha a che vedere con un pacchetto di nozioni da sapere più o meno a memoria, a delle prassi e dei riti da compiere più o meno coscienti o convinti. La fede è un dono che porta con sé anche un compito. Era più facile comprenderlo in quel mondo semita il cui linguaggio non aveva i “concetti” ed era invece estremante concreto. Accogliere quel dono significa fare delle scelte concrete, il porre la propria totale fiducia in Cristo, aderire convintamente e fattivamente a un preciso “stile” di vita, ad agire come Lui fino a donare totalmente la propria vita che non significa “morire” per gli altri, ma giocare la propria vita fino in fondo per gli altri questo sì.

Se lo si comprende, se lo si vive realmente, è però ugualmente facile avere ogni tanto dei tentennamenti e giungere a chiedere come fecero i discepoli al Signore “Aumenta la nostra fede!”.

Come abbiamo notato, in queste sezioni dell’Evangelo Gesù è molto diretto, non le manda a dire, è duro nelle sue espressioni, a volte sembra anche brutale nel suo parlare. Va sempre alla radice dei problemi rifiutando compiti che, pur nel suo ruolo, avrebbe potuto svolgere come nel caso dell’eredità tra i due fratelli in lite.

Anche qui non risponde direttamente alla richiesta che gli è stata rivolta ma fa degli esempi che a prima vista possono anche lasciare interdetti. In fin dei conti coloro che lo stavano seguendo avevano lasciato tutto per farlo: la barca, il lavoro, la famiglia … e avevano riposto in lui tutta la capacità di fiducia che avevano. Perché apostrofarli dicendo “Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo sicomoro sradicati e vai a piantarti nel mare ed esso vi obbedirebbe”? Il sicomoro è una pianta che ha radici talmente profonde che è difficilmente sradicabile e il termine usato può certamente riferirsi anche a un gelso (come traduce la Cei) ma il sicomoro è più aderente all’immagine che Gesù vuole dare.

In realtà con questo desiderava rassicurarli: tutto è possibile per chi ha fede e, questa non ha nessuna “misura” o la si è accolta o meno. Se è sì nella dimensione prima indicato, nulla è impossibile. Certo, l’esempio che ha portato è una iperbole, ma se si appoggia realmente in Dio il nostro agire, tutto davvero può accadere. Oggi è facile pensare che le radici dell’inimicizia nei popoli in conflitto Palestina e Ucraina in primis siano talmente profonde che non potranno mai essere strappate e che la pace mai tornerà. Certo, appoggiare per un qualsiasi buon motivo una parte contro quell’altra non fa che aumentare l’odio: essere invece facitori, costruttori di pace significa operare caricandosi delle fatiche di ambedue le parti e lenirle. Questi sono i miracoli che in alcune esperienze proprio a cavallo di quei confini anche oggi operano ma è necessario riuscire a “vederle” ed alimentarle, sapendo poi dire: siamo semplici servi, non abbiamo fatto altro che il nostro dovere (più che “siamo servi inutili”) come chiude la parabola di oggi. Con questa Gesù intende sradicare l’idea della “religione dei meriti” che, in una certa spiritualità deleteria, si cerca di accumulare non comprendendo che anche questo è egoismo e riduce Dio ad un “ragioniere”.

Gesù non intende sottovalutare le opere buone, non disprezza il lavoro dell’uomo né assume un atteggiamento di supponenza nei confronti di chi si impegna a compiere il bene. Cerca piuttosto di liberare i discepoli da una forma di orgoglio pericolosa per loro e per gli altri: l’autocompiacimento.

(BiGio)

 

 

 

 

 

 

 

 

Donne nella Chiesa: questione di dignità

Tra i temi affrontati dal recente Sinodo, connessi a quello centrale della sinodalità, spicca per importanza e conseguenze la discussione che verte sulla posizione delle donne nella Chiesa.


Quando si parla di Chiesa è difficile, sia in sede di analisi, che di proposta, formulare un pensiero che possa tenere conto della vastità del soggetto ecclesiale, presente con notevoli differenze in tutti i continenti. Perciò avrà senso che quanto qui scritto si riferisca in prima istanza alla Chiesa italiana, come soggetto conosciuto e su cui pertanto ha senso esprimersi. Vista dall’esterno, la Chiesa italiana appare come una singolarità sociale.Da una parte, le istituzioni pubbliche e la società civile tentano, con fatica e non senza contraddizioni, di realizzare il principio costituzionale della parità di diritti tra i generi. Dall’altra parte, al suo interno, la stessa Chiesa si struttura in modo rigidamente maschile, teorizzando e realizzando il principio per cui alla donna non è riservato ...

La riflessione di Roberto Mozzi è a questo link:

La "Carta" dei giornalisti del Corriere della Sera

In vista dei 150 anni dalla fondazione del Corriere della Sera, le giornaliste e i giornalisti della testata si impegnano a mantenere un profilo professionale indipendente e corretto in dieci punti votato all'unanimità.



 

I «due volti» della spiritualità digitale

Nel contesto attuale di rapida evoluzione tecnologica, il rapporto tra spiritualità e tecnologia digitale solleva domande profonde e complesse. L’intelligenza artificiale e le piattaforme digitali stanno progressivamente trasformando la nostra esperienza del sacro e del trascendente, introducendo nuove modalità di espressione e pratica spirituale. Quali le motivazioni che ci spingono a integrare queste tecnologie nella nostra vita spirituale?


Da questa domanda nasce una riflessione su ciò che definisco i «due volti» della spiritualità digitale, ciascuno con implicazioni etiche ed esistenziali uniche. Quando ci riferiamo alla spiritualità digitale intendiamo, in prima battuta, l’uso delle tecnologie digitali per supportare, espandere o trasformare esperienze e pratiche spirituali. Questo fenomeno include attività che vanno dalla meditazione guidata tramite applicazioni (app), ai rituali religiosi in spazi virtuali, fino alla creazione di comunità spirituali online. La spiritualità digitale, tuttavia, non si limita all’adozione di strumenti tecnologici per finalità pratiche, ma implica una ridefinizione profonda del modo in cui comprendiamo e viviamo il trascendente...

L'articolo di 

La nascita delle “quasi religioni”. Alla ricerca di Dio nell’era digitale

I profondi cambiamenti culturali e sociali portati dalle tecnologie digitali spingono ad un cambio di paradigma di numerosi aspetti della vita e da questi non può essere esente la sfera religiosa.

Assistiamo da una parte ad un processo di secolarizzazione sempre più rapido accompagnato, in alcune parti del mondo, dal declino delle religioni tradizionali. Questo processo non deve indurre in errore e portare a concludere che la dimensione religiosa vada ad assumere un ruolo marginale nelle vite degli individui e delle comunità. Questo errore epistemologico e già stato commesso in passato e ha generato notevoli difficoltà e confusione nell’interpretazione dei fenomeni sociali legati alla dimensione religiosa...

L'analisi di Pasquale Annicchino è a questo link:

I valori identitari che guidano gli elettori.

Alla fine dello scorso anno sono stato in Polonia per ricordare il ventesimo anniversario del suo ingresso nell’Unione Europea. Ho trovato un paese incredibilmente migliorato sotto ogni aspetto un vero successo per la Polonia e per l’Unione Europea. Tuttavia il popolo polacco, solo pochi mesi dopo, ha scelto un presidente della Repubblica duramente antieuropeo e tenacemente legato al passato. 

Gli elettori di oltre atlantico, pur in un contesto diverso, si sono espressi in modo del tutto simile: dopo un quadriennio di grande progresso dell’economia americana il partito del presidente in carica è stato sconfitto con un inimmaginabile margine di voti. Stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione della democrazia: gli elettori (come hanno giustamente messo in rilievo in un’acuta analisi Nicola Gennaioli e Guido Tabellini) sono sempre meno guidati dall’interesse materiale e sempre più dalla loro identità, cioè dai valori radicati nella loro memoria e nella società in cui vivono. Impauriti per i vorticosi cambiamenti della società cercano ...

L'analisi di Romano Prodi continua a questo link:

https://www.romanoprodi.it/strillo/22802_22802.html

Siria, la bonifica di Palmira dieci anni dopo lo Stato islamico

La città vive oggi una drammatica realtà fatta di mine e ordigni inesplosi che mettono a repentaglio la vita dei cittadini che vogliono rientrare in ciò che resta delle loro case. Il direttore della ong Halo Trust, impegnata nello sminamento: è necessario seguire gli standard internazionali, per evitare “una negligenza criminale”


Palmira, fulcro del patrimonio siriano, in passato ha fornito molti posti di lavoro e, spiega O’Brien, “come molti luoghi in Siria, dovrà essere reinsediata e ricostruita, il che richiederà molto tempo”. La prova che attende è imponente, proprietà private e infrastrutture, come in gran parte del Paese, sono in rovina. “Tornare è una sfida che scoraggia molti siriani”, indica ancora O’Brien, anche perché molti abitanti, dopo aver trascorso anni all'estero, potrebbero esitare a rientrare senza garanzie di stabilità, lavoro o servizi di base. A differenza di Aleppo, dove alcune aree sono ancora vivibili, la città moderna di Palmira è completamente inabitabile. Ma, oltre a quella della ricostruzione, la lotta più importante da affrontare è quella della ...

Il reportage di Francesca Merlo è a questo link:

Affreschi romani ricomposti dopo 1.800 anni: a Londra risolto un incredibile puzzle archeologico

L’archeologa Han Li ha impiegato tre mesi per riassemblare i frammenti di affreschi ritrovati in una fossa: il risultato è un viaggio nel cuore della Londra romana


C’è qualcosa di profondamente commovente nel gesto di riportare alla luce ciò che il tempo ha cercato di cancellare. Lo sa bene Han Li, archeologa e specialista in materiali antichi presso il Museum of London Archaeology (MOLA), che ha appena completato uno dei più delicati e straordinari lavori di ricostruzione artistica degli ultimi anni....

L'articolo di Ilaria Rosella Pagliaro è a questo link:

https://www.greenme.it/scienza-e-tecnologia/archeologia/affreschi-romani-ricomposti-dopo-1-800-anni-a-londra-risolto-un-incredibile-puzzle-archeologico/