Spigolando
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L'america Latina vira a destra?
Tra rumori di guerra e note di gioia
Lo scorso 30 maggio, prima del concerto di László Fassang nella Cattedrale di Pisa, don Severino Dianich ha proposto la riflessione che proponiamo di seguito
La riflessione di Severino Dianich è a questo link:
«Io afghana a Teheran: una vita in fuga»
L’ultimo messaggio arriva via email il 14 maggio. Poche righe, come al solito. Ogni minuto di Internet costa a Shaila – il nome è di fantasia per ragioni di sicurezza – uno sforzo immenso. Trovare una connessione in grado di aggirare il blocco di fatto imposto dagli ayatollah richiede tempo, soldi, pazienza. La ragazza, però, non vuole rinunciare a far sentire la propria voce.
«È l’ultima cosa che mi resta. L’altro me lo hanno rubato». Sono tanti gli autori del “furto” della vita di Shaila, afghana di etnia hazara e profuga perenne. Nata in un campo profughi iraniano nella primavera del 2001, è stata riportata in patria dai genitori in seguito al crollo del regime taleban e l’affermazione della Repubblica filo-occidentale. Nell’agosto 2023, però, è dovuta fuggire di nuovo per ritrovarsi al punto di partenza...
L'articolo di Lucia Capuzzi è a questo link:
https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202605/260521capuzzi.pdf
Guerra robotica con caratteristiche cinesi
Nel deserto della Mongolia Interna, tra nuvole di polvere sollevate dai mezzi e il rumore degli spari, prende forma uno scenario che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato una scena di un film di fantascienza.
L'articolo di Emanuele Rossi è a questo link:
https://mailchi.mp/formiche/litalia-si-affaccia-nellindo-pacifico-7270225?e=0225c88c7b
La grandezza fragile di una magnifica umanità (MH primo commento)
La longa Manus del Partito. Ecco cosa racconta della Cina il blocco imposto a Meta sull’AI
Il caso Meta–Manus mostra come l’intelligenza artificiale sia ormai un terreno di competizione strategica, dove il controllo politico prevale sulle logiche di mercato. Tra Stati Uniti, Cina ed Europa, la sfida si gioca sempre più sui modelli di governance e sul controllo dello stack tecnologico
La decisione della Cina di bloccare retroattivamente l’acquisizione di Manus da parte di Meta non è solo un episodio di cronaca economica. È un segnale di sistema. Un’indicazione chiara di come, nell’era dell’intelligenza artificiale, il confine tra mercato, tecnologia e potere politico si stia rapidamente dissolvendo. Il caso è tanto più significativo perché avviene in una fase avanzata dell’operazione, con integrazioni già avviate, e perché coinvolge un’azienda ...
L'articolo di Emanuele Rossi è a questo link:
Festa del Corpus Domini - Gv 6,51-58
Partecipare all’Eucaristia non ha nulla a che fare con quella tradizione spiritualizzante che l'ha resa un atto di pietà personale duro a morire. È invece “masticare” la vita di Cristo per assimilarla e portarla nel nostro quotidiano
In questa seconda festa che apre il cammino di questa parte dell’Anno Liturgico che troverà il suo compimento in quella di Cristo Re dell’Universo, dopo la sintesi della manifestazione di Dio come Padre, Figlio e Spirito, viene consegnato nelle nostre mani il bene più prezioso del Padre nel Corpo e nel Sangue di suo Figlio perché, seguendo il suo esempio, possiamo già ora vivere della sua vita che è eterna, accompagnati dal Paraclito che sarà presso di noi fino alla fine dei tempi.
Amare e donare sono i due verbi centrali che viene chiesto di far nostri, cioè aderire al modello di vita proposto da Gesù (che significa “credere” in lui) e con lui liberare (“salvare”) il mondo da ciò che opprime, dalle catene dell’egoismo, delle paure, dei limiti, delle incapacità a farsi prossimi, di condividere e realizzare così una umanità nuova che al centro abbia il dono gratuito di sé.
Gesù oggi si propone come cibo. Per l’uomo, il mangiare è il suo legame essenziale con la vita che implica lavoro e preparazione, condivisione ed espressione culturale. Il mangiare è legato all’essere attorno ad una tavola con familiari o amici, rinsalda i legami, le relazioni nello scambio di opinioni investendo la sfera emotiva ed affettiva. Anche un breve tratto di strada di qualsiasi tipo compiuto assieme, facilmente sfocia nel desiderio di condividere un pasto per rafforzare amicizia, solidarietà, fraternità, socialità, alleanze.
Quest’ultimo termine (berit in ebraico) nella Scrittura si trova per quasi 300 volte e molti vengono sugellati da un pasto rituale; basti ricordare l’ospitalità di Abramo ai tre viandanti che rende sacra l’accoglienza, la cena pasquale la notte dell’Esodo, il banchetto sul Monte Sinai (Es 24,11), il dono della manna e delle quaglie nel deserto, ma anche per sugellare patti tra persone come quello tra Isacco e Abimelec (Gn 26,28-30). Pasti che simboleggiano una comunione intima tra i commensali, che si evolvono diventando veri e propri riti di comunione tanto da percepire l’esigenza di regolamentarli nel libro del Levitico (cap.3). Pasti di alleanza che iniziavano con il sacrificio di un animale per metà bruciata sull’altare (per Dio) e l’altra condivisa gioiosamente tra gli offerenti.
Ma un nutrimento essenziale per la vita e lo spirito viene considerata anche la Parola di Dio a partire da Deut 8,3 “L’uomo non vive di solo pane ma di ogni parola che esce dalla bocca del Signore”, per giungere a Ezechiele che riceve l’ordine di mangiare un rotolo che contiene la Parola di Dio (Ez 3,1-3) descritta come “dolce al palato”. Immagine ripresa soprattutto dal salmo 119: “La tua Parola mi fa vivere” (v. 50), “Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: più del miele per la mia bocca” (v. 103). Quindi quando Gesù parla di “mangiare” la sua Parola, premettendo quel “Io sono” che, come si sa, sono le due prime lettere del Nome di Dio rivendicando così la condizione divina, tutti capiscono bene di cosa sta parlando.
Nell’Evangelo di oggi però l’accento si approfondisce e parla di “mangiare” la sua carne “masticandola” (questo è il termine greco usato) per farla diventare corpo di chi l’assume. È chiaro che non intende proporre atti di cannibalismo perché la “carne” nel linguaggio semitico identifica la realtà di una persona con pregi, difetti, debolezze, fragilità comprese: “Il pane che vi darò è la mia carne per la vita del mondo”. La vita di Dio, i doni dello Spirito, non possono che passare attraverso la realtà, la “carne” umana, più lo si è (cioè si vive secondo il progetto di Dio), più si scopre, emerge il divino che è in noi. Il progetto di Dio è quello di fondersi con la vita dell’uomo “chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui”. È da qui che si irradia l’amore del Padre che comunica vita.
Ma Gesù aggiunge una richiesta ancora più cruda che viene ribadita con insistenza: è necessario bere anche il suo sangue e questo cozza contro molti testi biblici che proibiscono severamente questa pratica (Lv 7,26-27) “perché la vita della carne è nel sangue” (Lv 17,10-11) e la vita non appartiene all’uomo, ma a Dio. Il sangue dei sacrifici degli animali sparso sull’altare e sul popolo significava creare una comunione di vita con Dio suggellando così una mutua appartenenza, instaurando rapporti di consanguineità.
È in questa mentalità che Gesù inserisce il suo discorso sulla necessità di mangiare la sua carne e bere il suo sangue, per entrare in piena comunione di vita con lui e con il Padre, per poter vivere concretamente in lui e viceversa.
Partecipare all’Eucaristia non ha nulla a che fare con quella tradizione che ha spiritualizzato il pane eucaristico che non doveva essere masticato rendendo tutto un atto di pietà personale. È invece “masticare” la vita di Cristo, è assimilarsi a Lui nella concretezza della nostra innanzitutto come Comunità e poi anche personalmente. Aspetti, soprattutto il primo, che mi pare purtroppo ancora per lo più lontani dalla sensibilità comune.
(BiGio)
“Nello sguardo dell’altro c’è un dolore profondo quanto il tuo”
Le scrittrici Manuela Dviri e Sarah Mustafa sono tra gli ospiti del YouTopic Festival che si è aperto il 4 giugno, a Rondine Cittadella della Pace sul tema “Inquietudine – Come custodire la scintilla dell’umano?”.
L'intervista di Fiamma Andrei è a questo link:
IA, Pegoraro: la promessa di benefici per la salute non violi la dignità umana
Nel suo intervento al terzo incontro sulla revisione della Dichiarazione di Taipei inaugurato oggi, il presidente della Pontificia Accademia per la Vita auspica che né logiche commerciali né politiche erodano la fiducia dei pazienti nel sistema sanitario quando condividono i loro dati: le sfide poste dal progresso tecnologico non richiedono solo strumenti tecnico-giuridici, ma soprattutto “un’etica incarnata nella pratica”
L'articolo di Edoardo Giribaldi è a questo link:
Il Corno d'Africa crocevia di interessi globali
A lungo ignorato dai radar dei media anche italiani, benché abbiamo proprio nella regione parte della nostra memoria storica con le colonie dell’Eritrea e della Somalia oltre all’effimera ma tragica avventura “imperiale” in Etiopia, il Corno d’Africa è stato improvvisamente proiettato sulla scena internazionale alla fine dello scorso anno per il clamoroso riconoscimento diplomatico del Somaliland da parte di Israele.
L'articolo di Luciano Ardesi è a questo link:
https://www.viandanti.org/website/il-corno-dafrica-crocevia-di-interessi-globali/
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Questi appunti storici sono una mia reazione alla pubblicazione della sintesi dei lavori della commissione vaticana incaricata di studiare l...
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Anche quest’anno si è chiusa la Mostra di Venezia alla sua ottantaduesima edizione e, nel valutarla con i suoi premi, va tenuto ben presento...