Pizzaballa: in tempo di conflitto guarire le ferite con il coraggio del perdono

In una lettera pastorale alla diocesi il patriarca latino di Gerusalemme riflette sul contesto di guerra e sul ruolo della Chiesa in Terra Santa: "Nella desolazione, le comunità cristiane restano un segno tangibile di speranza e di coraggiose esperienze di vitalità e fraternità, grazie anche alla costante vicinanza spirituale e fattiva della Chiesa universale"


Come vivere da cristiani nella situazione di conflitto che sta affrontando la Terra Santa?  E’ la domanda a cui tenta di rispondere la lettera indirizzata alla diocesi a firma del patriarca di Gerusalemme dei latini, cardinale Pierbattista Pizzaballa, che è stata diffusa con il titolo “Tornarono a Gerusalemme con grande gioia. Una proposta per vivere la vocazione della Chiesa in Terra Santa”....

La presentazione della Lettera Pastorale di Beatrice Guarrera è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/pizzaballa-lettera-alla-dicoesi.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Migranti: un futuro di disumanità

Quanto è accaduto a Modena ha dato modo ai sovranisti nostrani di invocare l’espulsione degli stranieri colpevoli di reati. Punizione anziché integrazione.


Ogni avvenimento predatorio o di sangue, il cui autore abbia una assonanza aliena, scatena immediatamente l’alzata in volo degli avvoltoi patriottici che invocano punizioni esemplari e scacciate di massa, ribadendo l’equazione: straniero, potenziale portatore di devianze delinquenziali....

La riflessione di Franco Valenti è a questo link:

https://www.settimananews.it/societa/migranti-un-futuro-disumanita/

Violenza politica negli Stati Uniti: le novità dell’era Trump

Un caso problematico e difficilmente spiegabile. Il ruolo di Trump nell’aumento del clima comunicativo violento. Radici profonde: ma c’è oggi un salto di qualità

Già nel 1970, lo storico Richard Hofstadter metteva in guardia dalla necessità di affrontare seriamente il tema della violenza, che non poteva più essere considerata un fenomeno sporadico o confinato a singoli individui o gruppi marginali. Per Hofstadter, la violenza rappresentava una minaccia non solo perché incrinava il mito eccezionalista di una società americana stabile e consensuale, ma anche perché le sue conseguenze travalicavano i confini nazionali: una violenza politica interna incontrollata costituiva un pericolo per l’intero equilibrio internazionale, dato...

Il punto di vista di Raffaella Baritono è a questo link:

https://appuntidiculturaepolitica.it/2026/05/22/violenza-politica-negli-stati-uniti-le-novita-dellera-trump/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet&utm_campaign=maggio%20-%20seconda%202026

Nemici ed esigenze in comune. Perché Musk collabora con Anthropic

l tycoon sudafricano era tutt’altro che entusiasta di Anthropic. Ora ci si allea per provare ad affossare il loro avversario, Sam Altman, e per risolvere alcune problematiche in vista dell’Ipo di SpaceX


Una partnership per restare al vertice. Va letta così la collaborazione appena nata tra Elon Musk e Dario Amodei. L’azienda xAI metterà a disposizione di Anthropic l’enorme data center di Memphis, Colossus 1, un tempo pensato per alimentare il chatbot Grok – che opererà sull’altro supercomputer Colossus 2. Nel costruirlo, l’idea di Musk era chiara: se si hanno i chip, si può vincere la sfida della...

L'articolo di Lorenzo Santucci è a questo link:

https://formiche.net/2026/05/nemici-ed-esigenze-in-comune-perche-musk-collabora-con-anthropic/#content

Un ragazzo indonesiano trasforma i rifiuti in risorse mentre il governo punta alla riforma.

A soli 12 anni, Syazwan Luftan Riady ha fondato un nonprofit di giovani impegnati nella protezione ambientale nella provincia di Giava Orientale.


 Oggi studente al secondo anno di un’università prestigiosa in Indonesia, Luftan è anche protagonista di un libro per bambini e ha ricevuto riconoscimenti da un’organizzazione statunitense per il suo attivismo. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, l’Indonesia produce annualmente 3,2 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, il secondo dato più elevato al mondo dopo la Cina...

L'articolo di Luigi Salemi è a questo link:

https://www.blog.it/un-ragazzo-indonesiano-trasforma-i-rifiuti-in-risorse-mentre-il-governo-punta-alla-riforma/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=ecologia_ambiente

Il dibattito sulla liturgia tra Enzo Bianchi, Melloni e Grillo

Diceva Seneca: nello stesso prato il cane cerca la lepre, il bue l’erba e l’ape il fiore. È del tutto legittimo che lo stesso tema, la liturgia, possa essere guardato dal monaco, dallo storico o dal teologo in modo diverso. La ricchezza delle prospettive viene proprio da questa pluralità di sguardi e di interessi. Ma ciascuno, allo stesso tempo, non deve semplificare i dati e non deve pensare che si riduca il prato alla lepre, all’erba o ai fiori.



Nella discussione che si è aperta nei giorni scorsi ho scritto a Enzo Bianchi una “lettera aperta” in cui sollevo alcune obiezioni alla sua ricostruzione monastica e spirituale delle contese in ambito liturgico. Il motivo della contestazione è fondato sul piano teologico: dal 2007 mi sono convinto che una soluzione dei conflitti liturgici che non sia fondata teologicamente non solo non risolve le questioni, ma le complica. Alberto Melloni, di fronte alle mie obiezioni  ha scritto un breve commento in cui si dice “dispiaciuto”. Ha successivamente precisato la cosa e lo ha fatto sul piano storico. ...

Il testo di Andrea Grillo è a questo link:

https://www.settimananews.it/liturgia/liturgia-la-versione-di-melloni/

Stefano Allievi risponde a domande su quando si diventa adulti

 Quando si diventa adulti è una domanda difficilissima ormai. Ecco cosa pensa di questo passaggio Stefano Allievi, docente ordinario di Sociologia all'Università di Padova.


Una volta diventare adulti aveva tappe riconoscibili: casa, famiglia, lavoro. Quali sono i nuovi riti di passaggio all'età adulta?

«Mi sorprende come, rispetto al 2011, non sia più il lavoro a determinare il passaggio. Questo perché, giustamente, nessuno crede più nel lavoro stabile, che pare non esista più. Il matrimonio conta sempre meno, le convivenze sono moltiplicate, vivere da soli non è più rara prerogativa se si pensa che in Italia due terzi delle persone sotto i 35 anni sta ancora con i genitori. La pensione è rimasta un rito di passaggio: che può accadere però in diverse età semplicemente perché l'aspettativa di vita è raddoppiata».

Oggi l'infanzia è molto più protetta e ai bambini si affidano meno responsabilità. Questo influisce sul senso di maturità?

«È un problema che gli psicologi evidenziano da parecchi anni. Quel senso di apparente libertà è soffocato da un eccesso di controllo a cui molto ha contribuito la tecnologia. L'ipercontrollo è legato al fatto che i bambini sono diventati merce rara, prima era una popolazione in sovrabbondanza. E poi gli adulti accusano i giovani di eccesso nell'uso della tecnologia, quando invece sono loro a esagerare».

Le nuove generazioni saranno più fragili e meno preparate?

«La responsabilità sta negli adulti. Quando si dice che la scuola non forma più, in realtà è che oggi a scuola ci vanno tutti, una volta era prerogativa solo della classe dirigente, questo ha influito drasticamente sulla media delle capacità dimostrabili. Più che sull'istruzione, metterei l'enfasi sulla presenza delle tecnologie. In Italia, parlo sia di adulti che di ragazzi, esiste la percentuale più alta d'Europa di analfabeti funzionali. Vuol dire che una persona su tre non sa distinguere una notizia vera da una falsa, non sa calcolare una percentuale, confonde milioni con miliardi, e via così... Questo è un problema che deve risolvere la società; non è problema solo dei giovani».

Si diventa adulti quando lo decide la società o quando lo percepisce la persona stessa?

«Tutte e due: un filosofo diceva ego sum uguale ego cum, cioè io sono la misura in cui mi ritrovo nello sguardo degli altri. L'autostima è molto legata alla percezione che gli altri hanno di te. L'io non esiste senza la società e viceversa».

(Intervista a cura di Leila Clara Falconi)


I dati del sondaggio su quando di diventa adulti è a questo link:


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A Nord Est si diventa adulti a 35 anni, comprando casa

Il confine che separa la giovinezza dall’età adulta si è fatto, nel tempo, sempre più mobile e sfumato: quella che un tempo era una soglia definita piuttosto chiaramente, da tappe precise, oggi appare come un percorso lungo e, spesso, periglioso.

Secondo le ultime analisi di Demos per l'Osservatorio sul Nordest del Gazzettino, l'idea che ha l'opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia di Trento su quando (e per quale motivo) si diventa adulti è profondamente mutata rispetto a soli 15 anni fa. Nel 2011, infatti, l'età media in cui si riteneva terminata la giovinezza era ferma a 31 anni, mentre oggi è balzata a 35 anni. Più nel dettaglio ...

L'analisi del sondaggio è a questo link:

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Firenze è la prima città italiana a vietare le pubblicità dei fossili

Auto inquinanti, voli aerei (a breve raggio) e navi da crociera sono vietati negli spazi pubblici e in prossimità di luoghi sensibili (ospedali, scuole e parrocchie)


Primo stop alle pubblicità fossili in Italia. «Firenze fa la storia» esultano gli ambientalisti.  La pubblicità dei combustibili fossili viene vietata alla stregua  di quella per il tabacco. Entrambe cioè nuociono alla salute dei cittadini. Come già decine di città sparse nel mondo, in Italia, è Firenze il primo grande centro urbano a vietare la pubblicità sui combustibili fossili. Stop ai messaggi che invitano ad acquistare le auto che utilizzano la benzina, a scegliere viaggi con ...

L'articolo di Daniela Fassini è a questo link:

https://www.avvenire.it/rubriche/effetto-terra/firenze-e-la-prima-citta-italiana-a-vietare-le-pubblicita-dei-fossili_107971?mnuid=522g32167g3ffd6cad0c9c5ff6fd3c264a93a2d951c66d50fd&mnref=s9d8,od642&utm_term=54850+-+https://www.avvenire.it/rubriche/effetto-terra/firenze-e-la-prima-citta-italiana-a-vietare-le-pubblicita-dei-fossili_107971&utm_campaign=L%27Avvenire+della+settimana&utm_medium=email&utm_source=MagNews&utm_content=Il+meglio+della+settimana+09-Mag-2026+(2026-05-09)

La religione come fattore di pace

Negli ultimi trent’anni, o poco più, abbiamo assistito a una specie di movimento oscillatorio tra il giudizio emesso contro le religioni considerate all’origine di quello che Samuel Huntington ha chiamato lo “scontro delle civiltà” e la ricostruzione di tutta una serie di fattori che mostrerebbero, al contrario, le religioni nella loro capacità di resilienza e di riconciliazione di fronte alle guerre


Il dibattito è sembrato inclinare verso questo secondo aspetto, non senza sollevare qualche sospetto sull’oggettività di tale modo di sentire alquanto rassicurante.Gli ultimi anni hanno costretto però a scuotersi da questa piegatura per tornare a guardare con prosaica freddezza ad un quadro di nuovo devastato dalla guerra anche vicino a noi e, con esso, anche al ruolo che le religioni stanno svolgendo in questo nuovo e sconvolgente scenario. Tenere il termine "religione" al singolare significa di non voler rinunciare a cogliere qualcosa di essenziale nell’umano comune al fondo della religione, seppure anche su questo non ci sia consenso tra gli studiosi. Non resta, almeno in questa sede, che attraversare il territorio delle tradizioni religiose, almeno di quelle principali che la storia dell’umanità conosce....

L'articolo di Mariano Crociata è a questo link:

https://www.settimananews.it/religioni/la-religione-fattore-pace/