Spigolando
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La risposta europea a Starlink: chi costruisce IRIS² e il ruolo della Germania
L’ordine sommerso. Chi scrive le regole del nuovo ordine internazionale?
La strategia di Ottawa, le ambizioni globali del Brasile e le partnership tecnologiche con Stati Uniti e Cina. Le medie potenze rivendicano un ruolo nella costruzione degli equilibri internazionali, mentre le istituzioni tradizionali faticano a rappresentarli.
Il report sul convegno di Carlotta Cittadini è a questo link:
Una pace per l'Ucraina è possibile
Trump fa pressioni brutali su Zelensky e studia un'offerta in quattro punti elaborata con Francia, Germania e Regno Unito. È la prima volta che i paesi europei ipotizzano seri negoziati con Mosca. Gas e petrolio sono la chiave di volta di questa proposta. L'Italia non tocca palla. Torneremo a rifornirci dalla Russia?
In questi giorni, Donald Trump sta facendo enormi pressioni, arrivando a invocare le dimissioni di Volodymyr Zelensky, affinché l’Ucraina smetta di attaccare le raffinerie della Russia. Il punto è capire perché. La risposta, non scontata, nasconde la vera notizia della settimana: gli Stati Uniti stanno elaborando una nuova proposta per la Russia per fermare la guerra – e lo stanno facendo per la prima volta (questa è la vera notizia) non contro i paesi europei ma assieme a loro. Andiamo con ordine. La pressione di Trump si può interpretare in due modi. Il primo ...
L'articolo di Federico Petroni è a questo link:
XIX Domenica PA - Mt 22,15-21
Anche oggi l'uomo va restituito a Dio e questo comporta un nostro agire contro chi lo fa suo schiavizzandolo, opprimendolo, la sfruttandolo, dominandolo, usandolo come oggetto.
Dall’attenzione alla formazione del discepolo anche in vista del suo invio nel mondo e dargli gli strumenti per affrontare le difficoltà, il cammino che la Liturgia ci sta proponendo attraverso l’Evangelo di Matteo, si è poi focalizzata sulle dinamiche che si vivono all’interno di ogni comunità. Nelle ultime domeniche, al centro ci sono state le relazioni tra queste e il mondo, con attenzione alla vita e alle scelte quotidiane che la risposta alla “chiamata” domanda. A questo richiamava le parabole sul Regno dei cieli che, come si sa, non è l’aldilà, ma la nuova realtà che Gesù è venuto ad iniziare la cui realizzazione ha lasciato nelle nostre mani, chiedendoci di evitare sempre la presunzione di essere i migliori, come pure di evitare ogni interventismo per risolvere problemi (la zizzania cresce sempre assieme al grano) ed infine l’impazienza e il tentativo di precorrere i tempi. È invece necessario imparare da Gesù ad accontentarci di quanto siamo capaci di realizzare ed affidare tutto al Padre che sa far diventare i nostri scarti le pietre angolari sulle quali fondare la nostra realtà, che è il suo regno.
Oggi la prospettiva si sposta di accento e al centro dell’Evangelo di Matteo si trovano tre “tentazioni” rivolte a Gesù dai suoi contemporanei o, meglio, tre tentativi di coglierlo in fallo per screditarlo. Il primo è di carattere politico, il secondo pone al centro il tema della resurrezione e il terzo su quale sia il comandamento più importante.
Nessuno vive da solo, tutti siamo parte di una società, si devono stabilire relazioni di collaborazioni tra diversi. Ci si confronta allora con norme, principi (a volte con alcuni di questi considerati “non negoziabili”), consuetudini, tradizioni, pretese e istituzioni diverse che a volte si pongono in competizione. Nell’indicare alla sua comunità di discepoli il come rapportarsi con le realtà sociali con le quali si sarebbero dovuti confrontare.
Oggi, la Liturgia ci presenta il primo tentativo di screditarlo, che si conclude con quel conosciutissimo detto “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.
Si deve innanzitutto notare come Gesù, con la sua attività, è riuscito a far sì che due movimenti opposti si siano coalizzati assieme contro di lui: farisei ed erodiani. I primi ritenevano un’empietà appoggiare l’occupazione romana, i secondi erano invece sostenitori di Erode Antipa, il fantoccio senza personalità succube dell’imperatore Tiberio ed erano collaborazionisti dei romani. Gesù li infastidiva entrambi: era leale e rifiutava ogni forma di ipocrisia, parlava di tutto con parresia e piena libertà.
Questi tengono “consiglio” e complottano su come farlo cadere in contraddizione formulandogli una domanda in modo da rendergli impossibile qualunque scappatoia. Premettono parole di elogio riconoscendo le sue doti cercando di manipolarlo abusandole per poi porre la domanda che aveva una sua legittimità: “è lecito pagare il tributo a Cesare?”.
Matteo qui vuole avvertire tutti sull’uso delle parole. In merito Gesù è già intervenuto in passato. Non si deve adoperare uno strumento di dialogo facendolo diventare uno di violenza, neppure se in modo sottile. Questo comprende pure il dire mezze-verità o piccole menzogne che finiscono normalmente ad esprimere una doppiezza fino all’ipocrisia. Significa il non volerci mettere la faccia, atteggiamento che facilmente scivola nella viltà.
Gesù non elude la domanda e, com’è solito fare, conduce abilmente i suoi interlocutori alla radice del problema. Chiede di mostrargli una moneta e loro gliela danno ingenuamente perché siamo dentro il Tempio dove era severamente proibito portare monete romane, perché avevano effigi umane. Non per nulla all’ingresso c’erano dei cambiavalute che sostituivano le monete romane con quelle permesse; ma questi, pur essendo ossessionati dall’idea del puro e dell’impuro, meticolosi e scrupolosi, quando si tratta di denaro non vanno tanto per il sottile e cadono nella trappola.
Gesù non risponde se sia lecito o no pagare, lui usa un altro verbo che è “rendete”, cioè “restituite”. “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare” perché sopra c’è la sua immagine ed è, oltre che civile, anche un dovere morale contribuire al bene comune con il pagamento del tributo. Non c’è ragione che giustifichi l’evasione fiscale o il furto dei beni dello Stato e aggiunge “Restituite a Dio ciò che è di Dio”. Nel crearlo, Dio aveva detto “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza e creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò” (Gn 1,26-27).
Quindi se la moneta doveva essere “restituita” a Cesare, perché su di essa c’era impresso il volto del suo padrone, l’uomo andava “restituito” a Dio, l’unica creatura su cui è impresso il volto del Padre, è sacro e nessuno se ne può appropriare. Anche oggi chi lo fa suo schiavizzandolo, opprimendolo, la sfruttandolo, dominandolo, lo usa come oggetto… deve riconsegnarlo al suo Signore. Qui gli esempi nella nostra realtà quotidiana si sprecano partendo dal mondo del lavoro con i suoi morti che spesso sono degli omicidi, all’uso del corpo delle donne, al mondo giovanile lasciato nelle mani della violenza …
(BiGio)
Pensionati impoveriti dal fiscal drug
Sinodalità mortificata
Quando nel marzo scorso papa Leone convocava i vescovi del mondo per un «summit sulla famiglia», mi dicevo: «sarà la prova del nove per verificare se si intende prendere sul serio, oppure no, la fatica di quei milioni di fedeli che, in tutto il mondo, lungo il Cammino Sinodale degli anni 2023-2024, si sono ripetutamente riuniti, al livello locale, nazionale e continentale, per elaborare l’idea della sinodalità e promuoverne la pratica costante nella Chiesa».
Giunti al momento della prova, bisogna dire che la sinodalità tanto desiderata, cercata, proclamata necessaria, in questa prima verifica risulta mortificata. Non è bello che questo spesso accada nella Chiesa: si propone, si discute, si dichiara e poi non se ne fa di nulla....
La riflessione di Severino Dianich è a questo link:
https://www.settimananews.it/famiglia/sinodalita-mortificata/
Il potere nella Chiesa: nuove forme di autorità
Il paradosso della Chiesa cristiana è di essere senza dubbio la più assoluta delle monarchie. Nella Chiesa uno solo è il titolare di ogni autorità: il Signore morto e risorto, che siede alla destra del Padre. Nella Chiesa cattolica, in modo particolarmente paradossale, il vescovo di Roma, in quanto papa – che facilmente può essere confuso con un sovrano, di cui sembra ancora portare le insegne – non è che servus servorum Dei, strumento minore e piccolo, inginocchiato ai piedi del Signore.
Questa immagine, che Paolo VI si lasciò ispirare dal mosaico di S. Paolo fuori le Mura, può essere utilmente presupposta al discorso che sembra più opportuno di fronte a due documenti, che da qualche giorno abbiamo a disposizione e che segnano, a mio avviso, un certo sviluppo nel modo di considerare la autorità all’interno della Chiesa cattolica....
L'intervento di Andrea Grillo è a questo link:
https://www.settimananews.it/chiesa/il-potere-nella-chiesa-nuove-forme-di-autorita/
Qual è il futuro del dialogo interreligioso? Parla il rabbino Alon Goshen-Gottstein
Ad Assisi, presso la Global House of Hope and Friendship, abbiamo incontrato il rabbino Alon Goshen-Gottstein, ideatore e direttore di questo spazio multimediale immersivo che parla di pace, unità, dialogo tra le religioni.
La morte in diretta della coscienza americana
Il governo degli Stati Uniti “farà in modo che la gente possa assistere” all’esecuzione di Nidal Malik Hasan, prevista per il 3 dicembre a Fort Hood, secondo quanto affermato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth.
L'articolo di Sam Sawyer è a questo link:
Afghanistan, l’istruzione negata ha un impatto di lungo termine
Il rapporto del Raoul Wallenberg Institute analizza i danni derivanti dal divieto di studio per bambine e ragazze e, nonostante le restrizioni, le modalità con cui le famiglie cercano di garantire un’educazione alle loro figlie
L'articolo di Vincenzo Lilli continua a questo link:
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Questi appunti storici sono una mia reazione alla pubblicazione della sintesi dei lavori della commissione vaticana incaricata di studiare l...
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Falliti i tentativi di ricatto economico ai lavoratori e le minacce, ora stanno cercando di aggirare il problema attivando il loro isolament...
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A Tel Aviv, in Israele, migliaia e migliaia di persone, israeliani e palestinesi, hanno preso parte in questi giorni al terzo "People ...








