V Domenica di Quaresima - Gv 11,1-45: La risurrezione di Lazzaro

L'aderire a Gesù ci porta a non aver più sete, a guardare la nostra realtà con i suoi occhi. Ci manca un ultimo passo da fare per il quale abbiamo bisogno di aiuto per scioglierci da quelle bende che legavano Lazzaro.



Il cammino per passare dall’agire secondo gli uomini all’essere secondo Dio, ci ha chiesto di interrogarci di che cosa abbiamo sete (la Samaritana), che cosa vediamo quando incontriamo una persona e come guardiamo la realtà che ci circonda (il cieco nato). I due episodi accompagnano per strade diverse a riconoscere che Gesù è il Signore, il Cristo ed è questo che saremo chiamati a ripetere nella Grande Veglia nella notte di Pasqua.

A questo punto ci manca però un ultimo passo: a cosa concretamente ci conduce questa affermazione? Certo a cercare di vivere come Cristo ponendo al centro della nostra vita non il nostro ego bensì il bisogno dell’altro, ma poi? … al comprendere come l’amore fa vivere, dà vita, fa passare dalla morte alla vita. Ma come? L’Evangelo di oggi ci conduce a comprenderlo. 

Quando si arriva a porsi, siamo posti o ci si scontra con la morte, si fa esperienza di sconcerto, angoscia, smarrimento di fronte alla caducità della vita e le domande si accavallano: se Dio esiste, perché la morte?  

Da soli non ne usciamo, abbiamo bisogno di aiuto. A differenza degli altri episodi nei quali i personaggi non hanno un nome chiedendoci così di immedesimarci con essi, qui è diverso: l’amico di Gesù che è morto ha un nome, non uno qualsiasi ma uno particolarmente significativo: Lazzaro ovvero “Dio che aiuta”.

Nell’episodio della sua rianimazione, Gesù non intende impedire la morte biologica, non vuole interferire nel decorso naturale della vita. Non è venuto per rendere eterna questa forma di vita che in questo mondo è destinata a concludersi. 

Il dialogo con i discepoli (vv. 7-16) serve all’evangelista per mettere sulla loro bocca le nostre incertezze e le nostre paure di fronte alla morte. È la reazione dell’uomo che teme che essa segni la fine di tutto. È questa paura il nemico più subdolo del discepolo. Ecco allora che nelle parole di Gesù, la morte è presentata in una nuova prospettiva. Afferma di essere contento di non aver impedito quella di Lazzaro (v. 15) perché per lui la morte non è un evento distruttivo, irreparabile, ma segna l’inizio di una condizione nuova, diversa: la vita in lui. Per farlo è necessario cambiare il “concetto” che l’uomo ha della morte.

Il dialogo tra Marta e Gesù è importante perché segna un passaggio. L’inizio è una rimostranza “se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto” ma quando dice “qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te le concederà” mostra che non ha ancora compreso chi sia in realtà Gesù. Gli evangelisti distinguono tra il verbo chiedere ed il verbo domandare: il verbo chiedere è una richiesta di un inferiore verso un superiore, il domandare una richiesta alla pari. Qui, per Marta, Gesù deve chiedere, quindi lei non ha compreso ancora che Gesù è Dio. 

Gesù le disseIo sono” nell’Evangelo di Giovanni “egò eimì” compare sette volte ed è la rivendicazione del nome divino, perché sono nella traslitterazione in greco le prime due lettere del Tetragramma, il nome con il quale Dio si rivelò a Mosè. Quindi Gesù rivendica così la pienezza della sua condizione divina e continua: “Io sono la risurrezione e la vita”, non dice io sarò, lui è la risurrezione e la vita, quindi la vita e la risurrezione non saranno, ma sono già oggi. 

La sua risposta a Marta si articola poi in due elementi. Alla comunità che piange uno dei componenti che è defunto, dice: “chi crede in me” (e Lazzaro ha creduto in lui), “anche se muore” (anche se adesso vedete un cadavere), continua a vivere. Con questo Gesù chiede alla comunità che piange un morto, di avere fede in lui. Allargando poi lo sguardo a tutti i presenti dice: “chiunque vive” (quindi voi che siete vivi), “e crede in me” (e mi avete dato adesione), “non morirà in eterno” (non morirà mai). Con questo non assicura che non si farà l’esperienza della morte, bensì che questa non interrompe la vita, ma introduce subito a una dimensione nuova, piena, definitiva dell’esistenza, liberi da ogni costrizione. È da notare che gli ebrei non fasciavano i morti, usavano le sindoni per i corpi e i sudari per i volti. Allora quelle bende che stringevano Lazzaro nella sua tomba possono anche rappresentare tutte quelle convenzioni sociali, quell’agire conforme alle norme della società che ci impediscono di seguire Gesù imitandolo nel suo essere per gli altri fino a poter dire con Paolo "non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Gal 2,20), facendoci vivere nel sepolcro del nostro io. Sono queste le bende dalle quali Gesù chiede di liberare Lazzaro per lasciarlo andare libero e con lui ogni uomo. Non è una cosa che fa Gesù, chiede a noi di farlo, chiede a noi di liberare tutti i “morti” che ci circondano costretti dalla nostra società nelle tombe del loro ego e di lasciarli andare. Non può essere quella il destino ultimo di ogni uomo e, per vivere in pienezza senza morte, dobbiamo uscirne. La morte allora, ogni tipo di morte e la nostra vita ne è piena, è la nascita ad una nuova forma di vita, quella di Dio che non è più soggetta ai limiti e alle morti fisiche, come accade invece su questa terra ed è una vita senza fine nella quale “Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, non vi sarà più morte, né lutto, né grida di dolore. Sì, le cose di prima sono passate” (Ap 21,4). 

Ecco l’aiuto del quale avevamo bisogno per comprendere fino in fondo a cosa ci porta l’aderire a Cristo: oltre a non aver più sete e a saper guardare con gli occhi di Dio la nostra realtà, a vivere già da ora qui con lui, nell’essere e nell’agire come lui, della sua vita eterna, nell'essere quella tenda nella quale lui e il Padre prendono dimora (Gv 14,23).

(BiGio)

 

Ieri è terminato il Ramadan

Il Ramadan vissuto in Italia pone una domanda che riguarda tutti: È possibile praticare la propria fede senza caricature, diffidenza o ostilità?

Vivere il Ramadan in Italia significa tenere insieme spiritualità, lavoro, famiglia, scuola e vita sociale. Per i musulmani non è un semplice periodo di astinenza dal cibo e dalle bevande, ma un mese di preghiera, disciplina interiore, autocontrollo, solidarietà e rinnovamento etico. Per questo va raccontato senza folklore e senza semplificazioni. È un tempo intenso e bello, ma anche concretamente faticoso. Chi digiuna si alza prima dell’alba per mangiare, affronta la giornata senza bere e senza mangiare, e la sera riprende con la rottura del digiuno, la preghiera e i momenti comunitari. In Italia tutto questo si svolge dentro ritmi sociali che non tengono conto del Ramadan, ed è qui che emergono le difficoltà maggiori. Non si tratta di chiedere privilegi, ma di riconoscere un dato semplice. La libertà religiosa non è solo un principio astratto, è anche la possibilità concreta di vivere la propria fede con dignità. A scuola, per esempio, ...

La riflessione di 

I ragni: custodi dell’ecosistema, ma spesso trascurati nella conservazione ambientale.

Gli insetti e i piccoli artropodi ricoprono un ruolo fondamentale per la salute del nostro pianeta, influenzando gli ecosistemi in modi spesso sottovalutati. Nonostante ciò, ottenere sostegno per la loro tutela rimane una sfida complessa


Laura Figueroa, professoressa di conservazione ambientale all’Università del Massachusetts Amherst, sottolinea che insetti e aracnidi, come ragni e scorpioni, non ricevono l’attenzione che meritano, soprattutto rispetto a specie più “carismatiche” come leoni e panda. Un campanello d’allarme era già stato lanciato nel 2017, quando uno studio pubblicato su PLOS Oneaveva rivelato un calo drammatico della biomassa degli insetti volanti in Germania, con una diminuzione del 75% in 27 anni. Questa scoperta ha stimolato un interesse globale, accendendo il dibattito e promuovendo iniziative di monitoraggio e tutela. Ma cosa è cambiato quasi dieci anni dopo?...

L'articolo di Luigi Salemi è a questo link:

https://www.blog.it/i-ragni-custodi-dellecosistema-ma-spesso-trascurati-nella-conservazione-ambientale/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=ecologia_ambiente

L’attenzione è rara: l’importanza della strategia narrativa nel mondo di oggi.

Il giornalismo ambientale ha affrontato a lungo una difficoltà pratica: come rendere i cambiamenti ecologici lontani rilevanti per le persone le cui vite quotidiane sono influenzate da preoccupazioni più immediate.


I rapporti scientifici documentano tendenze in temperatura, biodiversità e uso del suolo con una precisione crescente, ma tali risultati spesso faticano a raggiungere un pubblico più vasto al di fuori degli esperti del settore. In un’epoca in cui i video, un tempo costosi e difficili da distribuire, sono diventati onnipresenti, l’attenzione rappresenta ora la principale limitazione. I contenuti che attraggono grandi audience solitamente enfatizzano l’esperienza umana piuttosto che i rischi astratti....

L'articolo di Luigi Salemi è a questo link:

https://www.blog.it/lattenzione-e-rara-limportanza-della-strategia-narrativa-nel-mondo-di-oggi/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=ecologia_ambiente

Referendum costituzionale sulla magistratura. I perchè di chi ha deciso per il "NO"

 Nei mesi scorsi, abbiamo scritto della riforma della magistratura esponendo ragioni a favore e ragioni contrarie alla riforma stessa. In questo modo, abbiamo voluto far sì che ogni lettore potesse raggiungere un proprio convincimento circa il merito dell’oggetto del prossimo referendum costituzionale, il 22 e il 23 marzo prossimo. Adesso, però, in prossimità della data prevista, intendiamo prendere posizione: al referendum voteremo No, e vi spieghiamo il perché.

Di cosa parliamo in questo articolo:


“Basta guerre e bombe in nome della libertà”, appelli dal movimento per la pace

Rete Italiana Pace e Disarmo e altre associazioni chiedono, a Ue e Onu, un impegno per la de-escalation, la protezione dei civili in Iran e il ritorno ai negoziati. Condannando l’ennesima violazione della legalità da parte di Usa e Israele


Nette condanne dell’attacco all’Iran e inviti alla mobilitazione sono giunti, già poche ore dopo l’avvio dell’operazione “Ruggito del Leone“, da parte delle realtà italiane del movimento pacifista. Al centro delle richieste rivolte a stati europei e Nazioni Unite: l’impegno per una de-escalation, la protezione del popolo iraniano, il ritorno ai negoziati.

A questo link:

https://sapereambiente.it/basta-guerre-e-bombe-in-nome-della-liberta-appelli-dal-movimento-per-la-pace/

Partecipare per custodire

Il pronunciamento del cardinale Matteo Zuppi, formulato durante l’introduzione ai lavori dell’ultimo Consiglio Episcopale Permanente (Roma, 26-28 gennaio 2026) – e già da qualche settimana al centro di commenti e dibattito pubblico – sollecita oggi una rilettura più ponderata, anche alla luce delle posizioni di alcune forze politiche che, proprio nel confronto referendario, spingono per una riforma che di fatto “commissarierebbe” la magistratura.


In questo contesto, acquista particolare rilievo il passaggio in cui il presidente richiama i fedeli e l’intera comunità ecclesiale alla responsabilità di partecipare alla prossima consultazione popolare.
Se molto si è discusso delle implicazioni immediate e delle possibili letture politiche del suo intervento, meno approfondita è stata finora la riflessione sul suo significato effettivo. Eppure esso si inserisce con chiarezza nella continuità della dottrina sociale della Chiesa, che congiunge l’impegno civico alla promozione del bene comune e la coscienza personale alla costruzione di istituzioni giuste....

L'analisi di Giuseppe Canale è a questo link:

https://www.vinonuovo.it/attualita/societa/partecipare-per-custodire/

Cultura e rigenerazione verde. Nel parco Milcovitch, da Padova fino al Vietnam

Un'esperienza innovativa in cui associazioni, amministrazione e cittadinanza collaborano per fare rete e aumentare l’inclusività. E per preservare la natura ... anche all'estero


Un’area verde degradata, come in tante nostre città, trasformata in parco urbano accogliente, partecipato e attivo culturalmente. Questa la storia del parco Milcovich di Padova, lanciata in questi giorni dopo una riqualificazione realizzata grazie all’impegno di privati, associazioni, Comune e cittadini. Una storia unica nel suo genere: dal quartiere Arcella, ove è situato, oggi rigenera aree verdi anche in altre località ...

L'articolo di Sapereambiente è a questo link:

https://sapereambiente.it/cultura-e-rigenerazione-verde-nel-parco-milcovitch-da-padova-fino-al-vietnam/

Lo stato dell’ambiente in Italia. Luci e ombre nel rapporto Ispra

La transizione ecologica non è più rinviabile. Il rapporto sullo stato dell’ambiente di Ispra fotografa un’Italia in miglioramento, ma ancora distante dai target europei.


Emissioni in calo del 26,4% rispetto al 1990 e buoni risultati sull’economia circolare (20,8% di utilizzo dei materiali), ma restano criticità su trasporti, qualità dell’aria, consumo di suolo e biodiversità. Per centrare gli obiettivi 2030 servirà un’accelerazione su rinnovabili, efficienza energetica e tutela del capitale naturale....

La lettura di Saturno Illomei è a questo link:

https://formiche.net/2026/03/lo-stato-dellambiente-in-italia-luci-e-ombre-nel-rapporto-ispra/#content

«La Croazia ora è libera dalle mine». Ci sono voluti 31 anni e 208 vittime

L’annuncio del ministro Božinović in occasione della bonifica dell’ultimo ordigno nell’area della Lika. Zagabria calcola 1,2 miliardi spesi per rimuoverne 107 mila: lavoro iniziato alla fine della guerra


 In un mondo dove il triste elenco di nuovi e vecchi conflitti si allunga paurosamente, giorno dopo giorno, spesso ci si dimentica dei costi nascosti di una guerra. Per comprenderli, basterebbe però rivolgere lo sguardo ai Balcani. Dove sono serviti più di tre decenni per sminare completamente un Paese della regione. Si tratta della Croazia, dove le autorità hanno potuto finalmente annunciare, a 31 anni dalla fine della guerra degli anni Novanta, che la nazione è stata “ripulita”, dopo un’azione ardua ed estremamente pericolosa....

L'articolo di Stefano Gianni è a questo link:

https://www.ilnordest.it/cronaca/croazia-libera-dalle-mine-dopo-31-anni--v12fu7tw