XVII Domenica PA - Mt 13,44-52

Non ci sono pesci "cattivi" (è una imperfetta traduzione) ma "marci": non c'è allora un giudizio di tipo morale, bensì solo una constatazione di quello che uno ha fatto della sua vita



Gesù ha cura dei suoi discepoli, conosce le loro possibilità e non chiede mai nulla di impossibile. Per questo anche avverte delle difficoltà che incontreranno, invita a non perdersi d’animo ma a guardare la storia come fa il Padre con misericordia e pazienza: come diversi sono i terreni sulla quale cade, ogni seme ha tempi di maturazione diversi.

Fino a due domeniche fa la sua attenzione era posta sul compito affidato e le modalità di svolgerlo, la scorsa settimana ha iniziato a guardare più da vicino quali possono essere le reazioni all’interno delle comunità durante la missione e ha messo in guardia di fronte a tre tentazioni, a tre rischi nei quali è possibile incorrere: il considerarsi una comunità di eletti (la parabola della zizzania), la tentazione di esaltarsi e pensarsi “grandi” contrapponendo al cedro il granello di senape, invitando infine a non pensarsi già come un qualcosa di già realizzato, ma come il lievito in una massa di farina che deve essere lavorata perché questa cresca con i suoi tempi che non sono quelli della nostra impazienza.

Oggi ci pone davanti l’obiettivo di tutto il lavoro, la fatica che ci chiede e lo fa con altre tre parabole, le ultime di questo capito dell’Evangelo di Matteo ed è quel “Regno dei cieli” che Gesù è venuto ad inaugurare nella nostra storia, in questo nostro presente. 

C’è una parola con la quale questo Regno viene definito, apre e chiude il brano di oggi ed è “tesoro” per il quale si è disposti a tutto. Quando chi lo incontra diventa disposto a tutto pur di acquisirlo, non solo di rinunciare a qualcosa, ma di spostare tutto quanto possiede sul nuovo obiettivo come è accaduto al contadino della prima parabola che lo trova per caso e pure al commerciante che invece ne andava attivamente in cerca.

Sono queste due modalità diverse (a volte poco sottolineate) di incontrare il Regno, che porta inevitabilmente a un cambiamento radicale a partire dai propri pensieri, le proprie attenzioni, i propri interessi, i propri sforzi, la ricerca di senso per la propria vita che ora si trova colmata.

Un esempio eclatante è quello di S. Paolo che dopo aver incontrato il Cristo ha considerato come spazzatura tutto quanto fino a quel momento aveva motivato e sostenuto la sua vita (Fil 3,7-8). Sono cambiamenti che provocano molta sorpresa in chi li vede: “Sei pazzo, Paolo – gli dice il procuratore Festo – la troppa scienza ti ha dato al cervello!” (At 26,24). Invece egli aveva trovato il bene più prezioso, “Cristo crocifisso, scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani” (1 Cor 1,23).

In chi trova questo tesoro per lo più magari inatteso e insperato, esplode la gioia e Paolo continua a ripeterlo come un ritornello nelle sue lettere (per esempio in 2Cor 7,4, in Fil 4,10, in Rm 14,17).

Ma perché le prime due parabole di oggi vengono e devono essere proposte affiancate? Perché non definiscono cosa sia il Regno ma la pluralità di vie con le quali Dio si manifesta all’uomo e con le quali l’uomo può accorgersi della sua irruzione nella sua vita.

Centrale in queste due parabole è che, sia il contadino sia il mercante, “trovano” il tesoro nel senso della scoperta di un qualcosa di inaspettato che irrompe e trasforma la sua esistenza che passa da un ordine quantitativo di cose possedute (il commerciante aveva molte perle), a uno qualitativo inaspettato, che supera ogni immaginazione ogni desiderio. 

Il vero soggetto delle parabole non sono i due uomini che hanno acquistato il campo e la perla, ma i tesori che hanno scoperto e trovato: sono questi la luce che dà nuovo senso e orientamento alla loro vita ed è per questo che possono vendere o lasciare tutto nella gioia

Il dono di Dio del tesoro del suo Regno è l’incontro con il suo amore, un bene prezioso da custodire e salvaguardare come invita a fare il salmo 16 (vv 2 e 9).

La terza parabola riprende il tema introdotto domenica scorsa con quella del grano e della zizzania, oggi però l’esempio è quella di una pesca. In fin dei conti i discepoli sono stati chiamati per diventare “pescatori di uomini” (Mt 4,18-22) per sottrarli al potere del male, egoismi, cupidigie che, come un vortice, li trascinano verso l’abisso. 

Il regno dei cieli è una rete che li tira fuori, li fa respirare, li porta verso la luce, verso la salvezza. In questa rete non vengono accolti soltanto i buoni e i bravi, ma tutti, senza distinzione. Nessuno, anche se impuro, deve sentirsi escluso o essere emarginato. Questo è il tempo della misericordia e della pazienza di Dio che “non vuole che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi” (2 Pt 3,9). Il termine usato per definire i pesci “cattivi” che saranno separati alla fine dei temi (e non del mondo) da quelli buoni, è una traduzione errata, il termine greco è “marci” che non pone un giudizio morale ma è una constatazione. La differenza è tra quelli che hanno scelto l’amore e quelli che al contrario l’egoismo, l’avidità, il potere. Allora non c'è un giudizio da parte di Dio, ma semplicemente una constatazione tra chi è pieno di vita e chi invece è già nella putrefazione della morte.

Il brano si chiude con un invito alla sapienza rivolto al discepolo affinché sappia integrare nuovo e antico, in cui il nuovo è espressione nell’oggi dell’antico e l’antico è fondamento del nuovo. È quello che non fanno i lefebvriani, i nostalgici, i cultori della tradizione con la “t” minuscola diventando così solo tradizionalisti. 

(BiGio)

 

Madagascar, entro fine anno fame critica per 3,7 milioni di persone

L'allarme lanciato da Save the Children. Grande isola dell'Oceano Indiano al largo della costa sud-orientale dell'Africa, questo è tra i Paesi più vulnerabili agli effetti della crisi climatica. 


Secondo l'Integrated Food Security Phase Classification (IPC), la stagione di magra che precede il prossimo raccolto rischia di spingere oltre 426.000 persone in condizioni di emergenza alimentare, più del doppio rispetto ai livelli attuali...

L'articolo redazionale è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-07/madagascar-savethechildren-africa-fame-guerra-crisi-economia.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Procreazione assistita, il ruolo dell'IA divide la bioetica

Negli Stati Uniti nascerà il primo laboratorio di fecondazione in vitro interamente automatizzato. La novità è che la tecnologia interverrà direttamente nel processo biologico di generazione, senza un operatore umano.


C'è dunque il rischio che sia l'algoritmo a scegliere l'embrione "la domanda decisiva non è solo se la piattaforma funzioni, ma quale idea di vita contribuisca a diffondere" ...

Il servizio di Davide Dionisi è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-07/procreazione-medicina-etica-intelligenza-artificiale-vaticano-ia.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Leone XIV, l’indipendenza americana e lo Stato nazionale

Il 4 luglio Leone XIV ha colto l’occasione del duecentocinquantesimo anniversario della fondazione degli Stati Uniti d’America – il suo Paese di origine – per mettere a fuoco alcune linee dell’atteggiamento della Santa Sede nel mondo d’oggi.


Come è noto, ha declinato la proposta di partecipare alle celebrazioni organizzate dall’attuale amministrazione statunitense, per recarsi in visita a Lampedusa. Qui ha proposto all’Unione Europea l’adozione sull’emigrazione di una linea, alternativa a quella americana, che – se fosse adottata – restituirebbe al Vecchio Continente un ruolo di leadership politico-morale a livello planetario. Poi, alla sera, ha accettato ...

L'articolo di Daniele Menozzi è a questo link:

https://www.settimananews.it/papa/leone-xiv-indipendenza-americana-lo-stato-nazionale/?utm_source=newsletter-2026-07-14

Guerra economica ed economia di guerra

La guerra economica si riferisce a strategie e azioni intraprese da un paese per danneggiare l'economia di un avversario. Questo può includere sanzioni commerciali, dazi, blocchi economici, cyber attacchi e altre misure che mirano a indebolire la capacità economica di un nemico. L'obiettivo è spesso quello di ottenere vantaggi politici o militari senza ricorrere a un conflitto armato diretto.


L'economia di guerra si riferisce all'organizzazione e alla gestione delle risorse economiche di un paese durante un conflitto armato o a sostegno di un conflitto armato gestito da un paese terzo. In questo contesto, le nazioni possono mobilitare risorse, aumentare la produzione di beni militari e implementare misure per aumentare l'efficienza economica necessaria per sostenere uno sforzo bellico. Questo può includere il razionamento di beni, l'aumento della tassazione e la riconversione delle industrie per produrre materiali bellici....

L'articolo gi Giuseppe Tatara è a questo link:

https://www.esodoassociazione.it/site/index.php/i-nostri-temi/il-punto-di/860-guerra-economica-ed-economia-di-guerra

CEI-Sinodo: tornare a Ruini o partire da Francesco?

La Chiesa e la fede del futuro hanno bisogno di strutture ed esploratori in ricerca dello Spirito (anche di Cristo) che già opera nella vita degli altri, giudicando a volte la dottrina della Chiesa stessa? Oppure di riservisti e nuove leve chiamati all’ultima, grande battaglia per la vita degli altri, giudicata in nome della dottrina di Cristo?


La riflessione di Sergio Ventura è a questo link:

https://www.settimananews.it/sinodo/cei-sinodo-tornare-a-ruini-o-ripartire-da-francesco/?utm_source=newsletter-2026-07-14 

Per chi sono le città italiane?

A partire da Roma comitati e associazioni sono molto critici verso una serie di grandi progetti, a partire dagli ex Mercati Generali. Over-turismo, caro casa, perdita di tessuto sociale le questioni sul tavolo. Le città storiche come parchi a tema costosi?


A Venezia, Firenze, Napoli, Roma, Bologna, ecc. sta emergendo con forza il tema della turistizzazione, che tradotto significa case in affitto più care, mercato immobiliare drogato dalle offerte di “ottimo investimento” (fatevi un Bnb), svuotamento del tessuto sociale e commerciale dei centri storici sostituito da spritzerie (ne ho vista una a Roma), fabbriche di supplì, gelato, corsi di cucina, lockers per valigie e catene di negozi che vendono tartufo, limoncello e borse di pelle colorate apparentemente fatte tutte a Firenze....

L'articolo di Martino Mazzonis è a questo link:


Una questione istituzionale e la proposta-Castellucci per superare l'impasse di chi può fare l'omelia

La proposta avanzata da Mons. Erio Castellucci circa la “co-presidenza” della celebrazione eucaristica, al di là della sua formulazione concreta e della sua effettiva praticabilità, tocca un nodo sensibile della tradizione che non è soltanto liturgico, sacramentale, ecclesiale e antropologico, ma che è giusto riconoscere come istituzionale.

Dietro la proposta-Castellucci, per nominarla in breve, si mostra un profilo della Chiesa e del suo rapporto con la storia, che merita di essere assunto come il vero tema di riflessione, suggerito garbatamente dall’Arcivescovo di Modena. A che cosa mi riferisco? Al modo con cui, nella storia, la Chiesa cattolica ha provveduto alla identificazione e alla formazione dei suoi “presidenti”, ossia dei “presbiteri”. La proposta-Castellucci non è moderna, ma ha radice pre-moderna. Le viscerali contestazioni che alcuni tradizionalisti hanno mosso contro questa possibilità dipendono dalla assolutizzazione ingiustificata di un modello storico come se fosse “eterno”: come se il Signore ci avesse rivelato il Seminario! ...

La sintetica analisi storica di Andrea Grillo è a questo link:

https://www.cittadellaeditrice.com/munera/ordinare-per-presiedere-o-ordinare-chi-presiede-una-questione-istituzionale-e-la-proposta-castellucci/?fbclid=IwY2xjawTJykRleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeQbJ0vCNeiAa8bpT796OyIeb8clRcl3H3AnpBm9Go6IHUhgQnBiJWFb5F7Zc_aem_-p6gT8ESlX9M7Eh2YiaYGA



Marianne: vorrei continuare a predicare

Marianne Arndt è un’operatrice pastorale e predica. Svolge questa attività durante le celebrazioni della Parola, nelle catechesi… e anche durante l’eucaristia. E vorrebbe poter continuare a farlo. L’intervista, curata da Madeleine Spendier, è stata pubblicata il 30 giugno 2026 in www.katholisch.de 


«I fedeli laici non possono predicare durante la celebrazione eucaristica nel momento riservato per l’omelia». Lo ha ribadito di recente il card. Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in una lettera al vescovo Heiner Wilmer, presidente della Conferenza episcopale tedesca. La decisione riguarda anche Marianne Arndt, operatrice pastorale nelle parrocchie di Höhenberg e Vingst a Colonia, dove da anni predica in alcune celebrazioni. Parliamo con lei in merito a questa decisione....

L'intervista a cura di Madeleine Splender è a questo link:

https://www.settimananews.it/ministeri-carismi/marianne-vorrei-continuare-predicare/#:~:text=Il%20mio%20parroco%2C%20Franz%20Meurer,io%20possa%20continuare%20a%20farlo.

La Pace cambia l’economia

Si terrà sabato 5 settembre 2026 a Cernobbio (Sala di Via delle Cinque Giornate 5) il XVI Forum nazionale dell’altra Cernobbio, promosso dalla campagna Sbilanciamoci! insieme alla Rete Italiana Pace e Disarmo. Il titolo dell’edizione di quest’anno è “Un’economia di pace. Contro la guerra, un nuovo modello di sviluppo“.

Parteciperanno (clicca per scaricare il programma) economiste ed economisti, ricercatori, sindacalisti ed esponenti della variegata galassia delle associazioni che fanno parte delle due reti promotrici, alle quali aderiscono oltre 100 organizzazioni.

I temi affrontati quest’anno sono quelli della riduzione delle spese militari e della riconversione dell’industria bellica, delle conseguenze dannose delle guerre sull’economia e sulla vita delle persone, della necessità di un modello di sviluppo sostenibile e di qualità fondato su...


L'articolo redazionale è a questo link:


https://sbilanciamoci.info/la-pace-cambia-leconomia/