Perché OpenAI e Anthropic scelgono il rilascio controllato dei modelli più potenti di IA

La startup di Sam Altman ha deciso di rilasciare il suo ultimo modello GPT-5.4-Cyber solo a un gruppo di esperti, affinché i suoi rischi vengano mitigati. Stessa scelta ha fatto Anthropic. Le Big Tech pongono l’accento sui pericoli dell’IA, ma hanno bisogno che la politica li supporti

Dopo Anthropic, OpenAI. La startup di Sam Altman ha deciso di rilasciare il suo nuovo modello di intelligenza artificiale, incentrato sulla cybersicurezza, solamente a un gruppo di soggetti specializzati. GPT-5.4-Cyber è capace di “offrire capacità cyber aggiuntive ed è soggetta a meno restrizione”, si legge sul blog dell’azienda. “Poiché questo modello è più permissivo, iniziamo con un rilascio limitato a fornitori di sicurezza, organizzazioni e ricercatori approvati”. Faranno parte del programma Trusted Access for Cyber (TAC), già introdotto all’inizio di febbraio per il modello GPT-5.3-Codex. Per ottenere l’accesso, agli utenti singoli viene richiesta l’identità mentre alle aziende di sottoscrivere un modulo che ricevono da OpenAI. Impossibile non avanzare un paragone con il modello di Anthropic....

L'articolo di Lorenzo Santucci è a questo link:

https://formiche.net/2026/04/perche-openai-e-anthropic-scelgono-il-rilascio-controllato-dei-modelli-piu-potenti-di-ia/#btmcnt

«Il prossimo 2 giugno la sfilata venga aperta da insegnanti, medici, lavoratori e volontari»

L'appello della società civile su Avvenire: la Festa della Repubblica si celebri con una modalità alternativa a quella della consueta parata militare con l'esposizione delle armi. Soprattutto in una fase in cui si pratica la politica della forza


Il prossimo 2 giugno 2026 ricorrono gli 80 anni dal referendum istituzionale del 1946, che ha sancito la nascita della Repubblica Italiana e il primo voto esteso alle donneQuesto anniversario cade nel pieno di una fase epocale segnata dal prevalere, teorizzato e praticato, della politica della forza. Il preteso ordine di un mondo sempre più attraversato da stragi senza fine richiede una risposta coerente da parte della Repubblica Italiana che  ...

L'appello di di Luigino BruniLivia CadeiCarlo Cefaloni, Elena GranataTommaso Greco è a questo link:

https://www.avvenire.it/attualita/il-prossimo-2-giugno-la-sfilata-venga-aperta-da-insegnanti-medici-lavoratori-e-volontari_107253?mnuid=522g32167g3ffd6cad0c9c5ff6fd3c264a93a2d951c66d50fd&mnref=s984,od368&utm_term=54120+-+https://www.avvenire.it/attualita/il-prossimo-2-giugno-la-sfilata-venga-aperta-da-insegnanti-medici-lavoratori-e-volontari_107253&utm_campaign=L%27Avvenire+della+settimana&utm_medium=email&utm_source=MagNews&utm_content=Il+meglio+della+settimana+18-Apr-2026+(2026-04-18)

Gli 80 anni della Corte internazionale di giustizia, il diritto è pilastro della pace

Pur operando in un sistema internazionale spesso segnato da tensioni, la Corte ha contribuito a consolidare il principio secondo cui le controversie tra Stati devono essere risolte attraverso strumenti giuridici. Tante le sfide in questo ottantesimo anniversario della sua attività, che cade in un momento molto delicato per l’ordine globale


Si è celebrato l’80mo anniversario della Corte internazionale di giustizia (Cig), organo giudiziario principale delle Nazioni Unite, strettamente legato all’analoga ricorrenza dell’Organizzazione stessa, che ha commemorato i suoi 80 anni il 24 ottobre 2025. Un doppio anniversario che invita a riflettere sul ruolo delle istituzioni multilaterali nella costruzione e nel mantenimento della pace internazionale. Istituita nel 1945 con la firma della Carta delle Nazioni Unite a San Francisco, e operativa dal 18 aprile 1946, quando si è riunita per la prima volta, la Cig ha sede nel Palazzo della Pace all’Aia (Paesi Bassi) ed è stata concepita come strumento fondamentale per la risoluzione pacifica delle controversie tra Paesi.

L'articolo di Francesco Citterisch è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/diritti-stati-giustizia-pace-contese.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Francesco, l’occasione perduta della “curia laica” Francesco, l’occasione perduta della “curia laica”

Leggendo in queste ore articoli e interviste sull’anniversario della morte di papa Francesco, due parole mi hanno colpito: la prima, usata da padre Antonio Spadaro, è «trauma». La seconda è «gioia», parola usata dal professor Massimo Borghesi per caratterizzare il suo magistero.


Questi due vocaboli mi hanno fatto pensare al mondo a cui di fatto appartengo, quello «secolarizzato»: papa Francesco è stato un trauma anche per molti di noi, i secolarizzati, ma l’omeostasi di buona parte dell’ufficialità secolarizzata ha temuto il contraccolpo «dal basso» e tentato di nasconderlo, o negarlo....

La riflessione di Riccardo Cristiano è a questo link:

https://www.settimananews.it/papa/francesco-loccasione-perduta-della-curia-laica/

Onu: uccise a Gaza oltre 38.000 donne e ragazze, il bilancio di oltre due anni di guerra

Tra ottobre 2023 e fine 2025 scrive Un Women "Il costo della guerra a Gaza per le donne e le ragazze" è stato altissimo. Pari a una media di 47 morte al giorno


47 al giorno. E' la media delle donne uccise nella Striscia di Gaza tra l'ottobre 2023 e il dicembre 2025. Oltre 38.000 nel totale le donne e le ragazze morte sotto le bombe israeliane. I dati pubblicati oggi in un rapporto di UN Women, l'ente delle Nazioni Unite dedicato all'uguaglianza di genere e all'empowerment delle donne....

Il servizio di Antonella Alba è a questo link:

La coalizione di 85 paesi che sfida i veti dei petrostati

La guerra in Iran è anche una guerra climatica. Oltre ai suoi terribili costi umani, il conflitto in Iran sta mettendo in ginocchio l’approvvigionamento energetico globale a causa del rallentamento (e a volte blocco) delle spedizioni di petrolio, gas, fertilizzanti e altre merci.

L’ultima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, la COP30, è stata emblematica. L’Arabia Saudita ha guidato un gruppo di paesi petroliferi che hanno posto il veto a una “tabella di marcia” che portasse all’eliminazione graduale dei combustibili fossili, nemmeno menzionati nel testo finale della Conferenza. Tuttavia, scrivono sul Guardian Mark Hertsgaard e Kyle Pope sono i cofondatori del progetto giornalistico Covering Climate Now, 85 paesi, che sostenevano quella “road map” e hanno subito quel veto, hanno tutti gli strumenti per ribaltare lo status quo. L’occasione è la ...

L'articolo redazionale è a questo link:

https://www.valigiablu.it/crisi-climatica-guerra-85-paesi-energia-pulita/

Pakistan: negoziati, ambizioni, credibilità ...

“Il Pakistan mediatore? Visibilità senza rendita, almeno per ora”. Il commento è di una fonte che dall’Indo-Pacifico osserva come le dinamiche del conflitto tra Usa, Israele e Iran allunghino i suoi tentacoli tossici verso l’Oriente.


Le trattative tra Stati Uniti e Iran ospitate a Islamabad l’11-12 aprile hanno riacceso i riflettori sul ruolo internazionale del Pakistan. In molti hanno parlato di una sorta di “vittoria diplomatica”: il Paese è riuscito a portare allo stesso tavolo due attori profondamente diffidenti, ottenendo riconoscimenti pubblici sia da Teheran sia da Washington – sia da attori internazionali, compresa l’Italia...

Il servizio di Emanuele Rossi è a questo link:

https://mailchi.mp/formiche/litalia-si-affaccia-nellindo-pacifico-7269843?e=0225c88c7b

Disabilità in Italia, alla Camera la prima relazione del Garante

Nell'intervento in Parlamento oltre 1.300 segnalazioni che mostrano difficoltà nell’applicazione concreta dei diritti. Le principali criticità riguardano scuola, sanità e servizi, dove le tutele spesso non si traducono in una reale inclusione


Non è solo una relazione, ma un passaggio dalla dichiarazione dei diritti alla loro concreta attuazione. È il cuore dell’incontro alla Camera dei Deputati, nella Sala della Regina, dove è stata presentata la prima relazione dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Un momento che ha riunito istituzioni e testimonianze, ribadendo che i diritti, se non diventano esperienza quotidiana, restano incompiuti....

L'articolo di Sara Costantini è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/disabilita-alla-camera-la-prima-relazione-del-garante-diritti.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

III Domenica di Pasqua - Lc 24,13-35 - I discepoli di Emmaus

Stolti e lenti di cuore” le discussioni più o meno dotte non portano a nulla se non che a indurire il cuore, a renderlo di pietra, capace solo a vivere le proprie convinzioni costruite sull’analisi del passato e per questo incapace ad aprirsi al futuro. Non è questo l’identikit dei due discepoli?

 


Hanno però qualcosa che può aiutarli ad uscire dal vicolo cieco nel quale corrono il pericolo di cadere: non sono fermi, statici, ma in cammino e assieme. Dopo la morte di Gesù non se ne vanno ciascuno per la propria strada ma, inconsciamente o meno, continuano con quell’invito ricevuto di andare “a due a due” (Lc 10,1). Quella volta ad annunciare il Regno nella semplicità del loro essere dipendenti l’uno dall’altro, ora delusi ma decisi a non lasciar cadere nel dimenticatoio del passato quanto vissuto nella speranza, cercando di mettere assieme i cocci da far diventare una eredità ed accade quanto il profeta Malachia aveva assicurato: “Allora parlarono tra di loro i timorati di Dio. Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò” (3,16) ed è quello che avvenne a loro.

Questa è la prima attenzione che ci viene richiesto di riconosce nella nostra esperienza spesso delusi dalle esperienze fatte. È importante non rimanere fermi ma continuare a proseguire nel cammino iniziato riflettendo non ripiegati su noi stessi bensì aperti al confronto con tutti. Raccontare aiuta a comprendere, a dare ragione di quanto avvenuto, ad accettare le delusioni anche se spesso questo è parziale ed è necessario qualcosa che faccia scattare una scintilla di novità che apra prospettive nuove.

A volte questi confronti posso essere, come quelli dei due di Emmaus, più che altro anche dei litigi (questo significa il verbo greco usato da Luca) e il primo intervento di Gesù ferma questo “scagliarsi contro” delle parole. Quello che raccontano a Gesù non è un “annuncio” e sicuramente non “lieto”; piuttosto è un necrologio, narrano un morto nel quale avevano riposto la loro fiducia come quel messia capace di ricostruire il regno di Davide cacciando i romani. In passato ce ne erano già stati come per esempio Teuda, Giuda il Galileo, Giuda Maccabeo … ora si trattava di attenderne un altro.

Qui c’è una seconda domanda che ci viene posta: quale volto di Cristo narriamo agli uomini. Si possono dire cose corrette su Gesù come hanno fatto i due discepoli, ma senza trasmetterne la vita perché ci si ferma alle nozioni storiche che si esauriscono in se stesse o scadono in inutili sterili dibattiti.

C’è bisogno di uno compreso come “straniero” che prenda l’iniziativa, si avvicini e spieghi. L’unico che paradossalmente non è nato a Gerusalemme e lì non ha la sua dimora mentre il Salmo 87 afferma che per Dio tutti gli abitanti della terra lì sono nati e lì vi abitano. Come sempre l’iniziativa è di Dio, l’uomo di sua iniziativa non ce la fa. Gesù si avvicinaascolta e solo poi inizia a spiegare. Questi tre momenti indicano una pedagogia che ci viene chiesto di far nostra. Nella pagina evangelica di Luca la spiegazione di Gesù è una “harizah”, una omelia rabbinica che intesse il senso di tanti passi delle Scritture formandone uno nuovo che esprime la logica di Dio non quella dell’uomo. Per questo è inutile cercare una corrispondenza letterale nelle pagine della Torah, dei Profeti, degli Scritti: solo una lunga contemplazione di tutte le loro pagine ci può far intuire dove Gesù abbia tratto la sua sintesi, nella storia di Abramo, di Giuseppe, di Mosè, Elia, Geremia, Giobbe, nella figura del Servo di Isaia. È da qui che bisogna partire in cerca del senso delle Scritture, anche di quelle cristiane con buona pace di coloro che affermano presuntuosamente che quelle ebraiche non servono e ne può far a meno.

Ora sono giunti ad Emmaus ma la spiegazione di Gesù non è ancora sufficiente per loro. Anche per noi è difficile andare oltre. Certo cantiamo “Cristo è Risorto” ma poi ci crediamo realmente? Com’è il Risorto? Cos’è la risurrezione? Questa va oltre la “storia” che si può raccontare di ogni uomo compresa e racchiusa tra la nascita e la morte. È una difficolta ben comprensibile ed è pure la nostra. Solo alla “frazione del pane” si aprono i loro occhi “lo riconobbero ma egli diventò loro invisibile” e non “sparì”, come erroneamente tradotto (non è un fantasma!). Aveva accolto l’invito dei due discepoli ed era entrato “per restare con loro” e così sarà per sempre. È presente ma in un altro modo: in quel pane benedetto, spezzato e condiviso; è nel corpo dei discepoli, sono questi che diventano il suo corpo. È il Vivente che viene a dimorare e a restare con noi. A noi il compito di glorificarlo con la nostra vita portando ovunque la sua pace: la riconciliazione tra il Padre e l’umanità.

Il finale è importante. Tornati a Gerusalemme i due discepoli non incontrano rimproveri o richieste di chiarimento, ma arricchiscono la comunità stessa con il racconto del loro cammino e del loro incontro con Gesù. Nell’esperienza delle nostre Comunità anche lo smarrimento, l’allontanamento e il peccato non vanno persi, ma possono divenire elementi capaci di sostenere la fede degli altri strutturando positivamente quella comune.

(BiGio)

 

La guerra in Sudan compie tre anni (e cresce sana e forte)

In Sudan comincia il quarto anno di guerra: chi la finanzia, chi muore, chi fa finta di niente.
Un conflitto che travolge milioni di persone nell'ombra, di mamme a cui tocca una decisione indicibile: scegliere quale figlia provare a salvare, e quale lasciar morire. 


La bambina che vedete in braccio alla sua mamma nella foto qui sopra è una di loro, una di quelli nati (si fa per dire) fortunati, perché in qualche modo sopravvissuti. Il tasso di mortalità materna già alto nel Paese, ci ricorda Save the Children, con la guerra è aumentato dell'11%: quasi 300 su 100 mila muoiono alla nascita. E la mortalità infantile è altissima. Almeno 4.300 bambini, denuncia l'Unicef, sono stati uccisi o mutilati...

L'articolo di Michele Farina è a questo link: