Domenica delle Palme - Mt 21,1-11

La Liturgia ci chiede di “imitare le folle di Gerusalemme” rievocando l’ingresso di Gesù a Gerusalemme cantando “Osanna al figlio di David” che tradotto significa “Salvaci dunque figlio di David”. Facciamolo ma coscienti del grande equivoco che c’è sotto


 

Con questa Domenica termina la Quaresima ed inizia la Grande e Santa Settimana che culmina con il Triduo Pasquale, una celebrazione unica che inizia il giovedì Santo con l’Eucaristia nella Cena del Signore, prosegue il venerdì con la celebrazione della Passione e termina il Sabato con la Grande Veglia Pasquale. Lo si comprende anche dal fatto che né giovedì, né venerdì c’è la benedizione finale.

Il cammino che la Liturgia ci ha proposto in questa Quaresima, ci ha posto all’inizio davanti a due monti: quello delle Tentazioni e quello della Trasfigurazione; vale a dire a due modi di vivere: nella gestione del potere secondo il mondo, oppure nel servizio. Il passaggio tra queste due modalità ci ha chiesto prima di interrogarci di cosa abbiamo sete (nell’Evangelo dell’incontro di Gesù con la Samaritana) e di come soddisfarla; poi di verificare il modo che abbiamo di guardare gli uomini e la realtà indicandoci di assumere lo sguardo di Dio (l’episodio della guarigione del cieco nato); infine di liberarci da quelle bende che ci legano per poter vivere nel concreto con e della stessa vita del Signore (la risurrezione di Lazzaro).

Giunti a questo punto, fatte nostre queste indicazioni, oggi ci viene chiesto di porci alla sequela di Gesù facendo memoria del suo ingresso a Gerusalemme secondo l’Evangelo di Matteo che è di una ricchezza unica e ci suggerisce di leggere gli eventi della vita e della storia alla lue della Scrittura. Diventano allora significativi anche i gesti più modesti, i più normali, quelli quotidiani che compiamo ripetutamente senza pensarci sopra perché è proprio in questi che si compie la Scrittura, basta riconoscerla ed è proprio questo esercizio che Matteo fa raccontando un evento della vita di Gesù.

Altre volte era entrato in una città facendosi precedere da due o più discepoli (per esempio in Lc 9,51-52; Lc 10,1) dando disposizioni e altrettanto fa qui con le indicazioni per adoperare un’asina e il suo puledro che erano legati (il riferimento è a Gn 49,10-11a) e per l’unica volta Gesù applica a sé il titolo di Signore ma non nel senso di uno che comanda, bensì di uno che è libero di disporre della propria vita mettendola al servizio degli altri.

Qui c’è l’invito a vivere e non a farsi vivere dal quotidiano, dalla ripetitività dei compiti da svolgere come accadde ai contemporanei di Noè (Mt 24,37-39). Gesù ci avverte: la non vigilanza porta all’inconsapevolezza; è in questa, nella superficialità che si può annegare. L’antidoto è il discernimento nel leggere il presente alla luce delle Scritture ed è per questo che questo Evangelo ne è pieno, quasi ad ogni riga c’è un riferimento biblico. È faticoso ma indispensabile soprattutto in questa fase storica che stiamo vivendo. È ricca di contraddizioni che spaesano e ci appaiono difficili da sciogliere: è proprio in questi frangenti che la vigilanza è essenziale per non farsi travolgere.

Nell’ingresso a Gerusalemme Gesù compie un mimo per dire qualcosa che va scoperto. Di tre aggettivi presenti nella citazione di Zaccaria (9,9) Matteo ne prende uno solo: quello della mitezza che lo porta a scegliere come cavalcatura un asino, di cui non è nemmeno proprietario, ma che prende a prestito promettendo di restituirlo. In questo modo parla con le sue azioni che sono obbedienti alla parola di Dio e per questo lui stesso diviene la Parola ricca di autorevolezza che esprime la sua libertà obbediente.

Questo ci interpella ci fa chiedere con la folla “Chi è costui?” e di conseguenza “chi sono io?”, “quale immagine del Signore guida la mia vita?”, “questa è alla luce della mitezza di quel Messia, della rinuncia totale di ogni tipo di violenza?” Su questo noi cristiani e le nostre comunità sono chiamate a verificare la loro prassi in questo preciso momento storico nel quale la religione viene usata per giustificare ancora di nuovo le guerre negli Usa come in Russia e in Israele. Quel Messia che sceglie di essere inerme e mite, deve diventare una pietra di inciampo nel nostro cammino e scegliere di operare nella e per “una pace disarmata e disarmante” come invoca papa Leone. Un cammino nella libertà da logiche asservite a modi di pensare e di sentire esclusivamente mondani.

La Liturgia ci chiede di “imitare le folle di Gerusalemme” rievocando l’ingresso di Gesù a Gerusalemme cantando “Osanna al figlio di David” che tradotto significa “Salvaci dunque figlio di David”. Facciamolo ma coscienti del grande equivoco che c’è sotto: quelle stesse folle che “precedono e seguono Gesù” conducendolo come fece il diavolo nelle tentazioni, sono le stesse che pochi giorni dopo grideranno “crocifiggilo!”, quando si resero conto che non era il Messia che attendevano. A chi chiedeva “chi è costui?” la folla rispondeva “Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea” quella regione dalla quale provenivano i rivoluzionari zeloti che combattevano contro il dominio romano. Questo era il Messia che attendevano e, quando s’accorgeranno che Gesù non è quel tipo di “figlio di Davide”, non sapranno che farsene e sceglieranno Barabba. Chi sono gli attuali Barabba che noi oggi preferiamo seguire?

(BiGio)

 

La nuova età degli imperi

Egemonie militari ed economiche sacrificano il multilateralismo e le istituzioni democratiche in favore di accordi unilaterali tra superpotenze


È indubbio che si stia delineando una nuova età degli imperi. Non tanto per la politica aggressiva del presidente Trump o per la brutale aggressione russa all’Ucraina, quanto piuttosto per il declino avanzato – sebbene forse non irreversibile – dell’ordine internazionale liberale e per l’ascesa ormai definitiva della Cina come superpotenza egemonica in conflitto con l’Occidente e le democrazie liberali. È questo contesto a segnare il ritorno della logica imperiale e, con essa, degli imperi.

L'articolo di Leonida Tedolfi è a questo link:

https://www.rivistailmulino.it/a/la-nuova-et-degli-imperi?&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Strada+Maggiore+37+%7C+16+marzo+%5B10411%5D

Revisione Sinodale: Preti chiamati alla comunione

Prima riflessione sulla revisione sinodale della Ratio fundamentalis per la formazione sacerdotale. Il dibattito riguarda la crisi delle vocazioni e propone percorsi formativi più legati alla vita reale delle comunità, alternando seminario e immersione pastorale, per preparare presbiteri capaci di servire concretamente il popolo di Dio e accompagnare la missione della Chiesa


Tra i documenti prodotti dai vari gruppi di studio del Sinodo, non sorprende che quello sulla revisione della Ratio fundamentalis per la formazione sacerdotale abbia suscitato particolare attenzione: si tratta di riflettere e riformare quanto è al nucleo della possibilità di avere un futuro per una Chiesa in crisi. Forse crisi nelle adesioni (anche se le conversioni alla fede cattolica continuano a prosperare), senz’altro crisi nei preti stessi, con defezioni che fanno clamore e, prima ancora, con l’assottigliarsi costante delle risposte a una chiamata per la quale sta o cade la possibilità stessa del “fare Chiesa” – quella del prete, appunto.

L'opinione di Alessandro di Medio è a questo link:

https://www.agensir.it/chiesa/2026/03/10/preti-chiamati-alla-comunione/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=la-newsletter-di-agensir-it_2

Il nuovo nazionalismo cattolico americano

I termini nazionalismo cristiano, integralismo, fascismo, populismo, ecc., non vengono più pronunciati oggigiorno senza essere accompagnati da immagini crude che riempiono i nostri feed sui social media e i programmi di attualità in seconda serata.


Si tratta di termini carichi di significato, sui cui potenziali effetti sulla società americana si stanno ora confrontando numerosi studiosi di grande prestigio. Per molti versi, si tratta di movimenti interconnessi che considerano il liberalismo non solo come un sistema politico imperfetto, ma come una religione rivale e secolarizzata, intrinsecamente opposta alla tradizione e alla fede. Questo articolo mira a dimostrare che ...

L’energia prima della politica. Nel Golfo la guerra segue il petrolio

La morsa nello Stretto di Hormuz e il bombardamento degli Usa sull'Isola di Kharg rivelano il vero nodo del conflitto in Iran: controllare i flussi del greggio, a danno innanzitutto di Europa e Cina. Mentre a Gaza la popolazione paga un prezzo ancora più alto: quello di vedere negato il proprio futuro


La guerra in Iran pone al centro del dibattito globale la questione energetica, più degli aspetti politici come il diritto all’autodeterminazione del popolo iraniano e la democratizzazione del Golfo Persico. Lo conferma il recente bombardamento statunitense sull’Isola di Kharg, uno degli hub più importanti del petrolio di Teheran: da qui transita il 90% delle esportazioni di greggio del paese. Inoltre, gli attacchi potrebbero intensificarsi se i Pasdaran non interromperanno il blocco delle navi nello Stretto di Hormuz....

L'analisi di Michele D'Amico è a questo link:


Chiesa-Donne-Partecipazione: stecchini e steccati

Nell’epoca dei microchip evocare l’immagine dello stecchino che blocca l’ingranaggio non è proprio avvincente, ma è la prima cosa che viene alla mente quando si legge il documento Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione − Gruppo di studio n. 5: la partecipazione delle donne alla vita e alla guida della Chiesa.

Il risultato dello studio è suddiviso in un testo e 3 appendici che riguardano le donne nella Scrittura, nella storia e nell’oggi della Chiesa. La presenza di quest’ultima parte è interessante e mi sembra anche nuova. In questi numeri si elencano diverse esperienze in cui le donne sono delegate del vescovo per ambiti precisi o generali. Il tutto avviene all’interno delle coordinate fondamentali, anche se i singoli vescovi sanno di percorrere vie che non hanno una norma precisa. È però loro facoltà e lo fanno. Sorge spontanea la domanda ...

L'articolo di Elsa Antoniazzi è a questo link:

https://www.settimananews.it/chiesa/chiesa-donne-partecipazione-stecchini-steccati/?utm_source=newsletter-2026-03-17

Lo scisma anglicano

Con la Affermazione di Abuja (Nigeria, 6 marzo) le Chiese anglicane dissidenti (della Comunione anglicana globale, GAFCON) affermano la consumazione di uno scisma che chiamano rifondazione.

«Da più di due decenni abbiamo chiesto con umiltà e preghiera il pentimento di quei gerarchi della Comunione anglicana che hanno rinnegato la fede ortodossa con le parole e con i fatti. Rifondare la Comunione anglicana è ora necessario perché un numero significativo di province che si dichiarano anglicane hanno abbandonato l’autorità della Scrittura e non sono riuscite a seguire con fedeltà Cristo.Sebbene le questioni relative alla sessualità umana ne siano un’espressione esse sono semplici sintomi di deviazioni dottrinali e morali dall’insegnamento della Scrittura...

L'articolo di Lorenzo Prezzi è a questo link:

https://www.settimananews.it/chiesa/lo-scisma-anglicano/?utm_source=newsletter-2026-03-10

Depositata in Cassazione la proposta di legge per la Difesa civile, non armata e nonviolenta: parte la nuova raccolta firme

una delegazione delle tre Reti promotrici della campagna “Un’altra difesa è possibile” (CNESC – Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci!) ha depositato presso la Corte di Cassazione il testo della proposta di legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta”

All’atto del deposito hanno preso parte rappresentanti di numerose associazioni e organizzazioni aderenti alle tre Reti promotrici, a testimonianza della vitalità e della profondità del movimento civile che sostiene questa iniziativa. Non si tratta di un esordio, ma di un nuovo e più determinato capitolo di una storia che dura da oltre un decennio. Nel luglio 2014 venne depositato per la prima volta in Cassazione il testo della proposta, ora aggiornata, e nel maggio 2015, dopo sei mesi di raccolta in tutta Italia, vennero consegnate alla Camera dei Deputati oltre 53.000 firme. Nel luglio 2017 poi la proposta venne incardinata e calendarizzata in sede di discussione congiunta delle Commissioni Affari Costituzionali e Difesa della Camera (risultato definibile come storico) ma senza mai giungere all’approvazione definitiva. La Campagna non si è mai fermata ...

L'articolo redazionale è a questo link:

https://retepacedisarmo.org/2026/depositata-in-cassazione-la-proposta-di-legge-per-la-difesa-civile-non-armata-e-nonviolenta-parte-la-nuova-raccolta-firme/

Per firmare e sostenere l'iniziativa di Legge popolare questo è il link:

https://www.difesacivilenonviolenta.org/

Martiri e fratelli L’Algeria di tutti

La sua voce è sonora nei diciotto minuti e ventisei secondi durante i quali Pierre Claverie legge il Vangelo e lo commenta. È il 23 giugno 1996. Si trova nel monastero di Prouhile, ai piedi dei Pirenei francesi, culla quasi otto secoli prima dell’ordine domenicano.

Non è passato nemmeno un mese dal ritrovamento, il 30 maggio 1996, delle teste dei sette monaci trappisti rapiti due mesi prima, la notte tra il 25 e il 26 marzo, nel monastero di Tibhirine. La domanda — cosa ci fate laggiù? — e l’appello — tornate a casa! — hanno l’urgenza del sangue. Oggi, a trent’anni da allora, risuonano ancora, interrogano ancora....

L'articolo di Marco Ventura è a questo link:

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202603/260315ventura.pdf

Rapporto Sipri: Europa primo importatore di armi nel mondo

Il nuovo studio dello Stockholm International Peace Research Institute evidenzia una trasformazione radicale dei flussi mondiali: il Vecchio Continente triplica gli acquisti, mentre gli Stati Uniti consolidano il primato e la Russia crolla

Il volume globale dei trasferimenti di armi è cresciuto del 9,2% rispetto al quinquennio precedente. Questo aumento è trainato quasi esclusivamente dall’Europa. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) che esamina, e mette a confronto, il quinquennio 2016-2020 e quello 2021-2025. Dallo studio emerge che il Vecchio Continente ha più che triplicato le proprie importazioni diventando la prima area al mondo per volume di armi ricevute, mentre gli Stati Uniti, ancora leader del settore, hanno incrementato le proprie esportazioni complessive del 27%, con un aumento del 217% verso l’Europa. Tra le principali cause ...

L'articolo di Davide Dionisi è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/armi-europa-ue-economia-guerra-politica.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT