Dopo il boom della quinoa, agricoltori boliviani affrontano suoli degradati e stress climatico

La quinoa, un pseudocereale, viene coltivata nelle Ande sin dai tempi pre-ispanici. Negli anni 2010-2014, il boom della quinoa ha portato benefici a molti agricoltori della regione, sebbene la sua produzione intensificata abbia anche comportato problemi come l’esaurimento del suolo, l’aumento dell’erosione e conflitti sociali. 


 I cambiamenti climatici e le variazioni nei modelli meteorologici regionali hanno aggravato ulteriormente la situazione, causando gelate, piogge e ondate di caldo più frequenti e irregolari, rendendo la produzione di quinoa sempre più difficile. La maggior parte della quinoa boliviana esportata è contrabbandata attraverso il Perù e venduta come quinoa peruviana, complicando gli sforzi dei...

L'articolo di Luigi Salemi è a questo link:

https://www.blog.it/dopo-il-boom-della-quinoa-agricoltori-boliviani-affrontano-suoli-degradati-e-stress-climatico/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=ecologia_ambiente

“Magnifica humanitas”: l'enciclica viene pubblicata oggi

Si intitola Magnifica humanitas la prima lettera enciclica di Leone XIV. Lo ha reso noto lunedì 18 maggio la Sala stampa vaticana, aggiungendo che il documento «sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale»

C’è un dettaglio, nell’annuncio della prima enciclica di Leone XIV, che rischia di passare quasi inosservato. Magnifica humanitas non viene presentata semplicemente come un testo «sull’intelligenza artificiale», ma come una «Lettera sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale». È una sfumatura decisiva. Dice già che il baricentro non è più soltanto la tecnologia da regolare, né l’algoritmo da rendere etico, ma l’umano da ...

Alcune considerazioni preliminari di Giovanni Tridente sono a questo link:

https://www.settimananews.it/papa/magnifica-humanitas-attendendo-la-enciclica/

Pentecoste: Gv 20,19-23

Il Vivente non si avvicina a noi per istruirci, ma ponendo una domanda che mette in gioco la scorza più o meno dura dietro la quale ci difendiamo


Oggi è la festa di Pentecoste nella quale trova, non la fine (!) non il termine (!) bensì il compimento la festa della Pasqua, tanto è vero che la Liturgia ci ripropone il medesimo Evangelo della seconda Domenica di Pasqua.

Nel frattempo il cammino fatto ci ha accompagnato a comprendere che l’esperienza, più che del Risorto, del Vivente (Giovanni usa questo termine non casualmente come un sinonimo per arricchire il vocabolario) avviene riconoscendo la sua voce che oggi ci giunge attraverso la Parola. Questa ci assicura che lui continuerà a precederci segnando la via da seguire che è il suo esempio, il cammino da lui compiuto e ci chiede di imitarlo nel prendersi cura delle persone, curandole, guarendole, consolandole. È la vertà della sua vita che dobbiamo interpretare nel nostro oggi.

Questo è il suo “comandamento” e se lo amiamo lo osserveremo. Vivremo allora di Dio, come lui andremo verso gli uomini, lui e il Padre prenderanno dimora in noi. Lo Spirito allora non è una cosa “nuova” ma la presa di coscienza di una realtà che già vive in noi, che ci accompagna sostenendoci nelle scelte come nelle difficoltà. 

L’Evangelo di oggi è estremamente dinamico: Gesù “viene” (non sono i discepoli, non siamo noi che andiamo verso di lui) per “stare in mezzo” e per due volte afferma “Pace a voi!”. È il frutto del suo amore sulla croce: la riconciliazione dell’umanità con il Padre perché è la dimostrazione che anche nella nostra povera carne si può riuscire a vivere la fedeltà a Dio senza mai tradire il patto. Poi ci assicura che noi continueremo a vederlo perché viviamo della sua stessa vita: siamo una cosa sola, lui con noi, lui con il Padre, il Padre e lui con noi; è per questo che, afferma, potremo fare cose “più grandi” di quelle compiute da lui.

Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. È importante comprendere che non sono due momenti successivi diversi. Se noi osserviamo il suo comandamento viviamo la sua stessa vita interpretando nel nostro oggi il medesimo mandato che lui ha ricevuto dal Padre. 

Ma attenzione non c’è spazio per l’uniformità. Come nella prima lettura della Veglia di Pentecoste nell’episodio della Torre di Babele, Dio scende e solleva le diversità come una ricchezza da non cancellare, così come in queste settimane gli incontri con il Vivente ci hanno fatto comprendere come questi corrispondono ciascuno ad un cammino personale. L’adesione a Cristo appartiene all’intimo di ogni persona, ciascuna è diversa dall’altra e darà frutti diversi: non è mai stata, non è e mai potrà essere una semplice continuazione di quanto fatto da Gesù, se non altro che per la diversità dei tempi e della società.

In tutti gli incontri del Vivente si possono rintracciare chiaramente tre fasi: l’incontro, poi la consegna di un messaggio da trasmettere e, infine, l’allargamento della possibilità di incontro e di annuncio all’intera umanità (dai discepoli alla tomba, a Maria di Magdala, a Tommaso).

L’iniziativa è sempre del Signore che mai si impone ma che invita a rispondere, riconoscendo in questo invito la presenza di colui il quale gli Evangeli parlano. Solo alla fine c’è l’invio in missione. Se ci si pensa è questo l’itinerario che ciascun discepolo ha fatto e fa nella sua vita. Per la maggioranza all’inizio in famiglia, passando poi ad incontrare il Signore, con più o meno difficoltà, attraverso la sua Parola alla quale si deve continuamente fare ritorno per poi andare verso i fratelli per cooperare all’edificazione della Chiesa e alla trasformazione del mondo.

Se ci si pensa questo è anche l’itinerario di ogni incontro di amore tra gli esseri umani: l’iniziativa è di uno dei due che solleva una domanda alla quale l’altro è messo in condizione di rispondere. Se è positiva, la fase seguente è la ricerca di scoprire le profondità reciproche. Ciascuno di noi è un mistero, una complessità anche a se stesso che non arriva mai a consegnarsi pienamente in un solo momento. Quando si inizia a conoscersi a sufficienza, si instaura una relazione che diventa comunione, evolvendosi verso un avvenire, un progetto di vita assieme. L’incontro tra le persone non è un inerte faccia a faccia, ma una comunione dinamica in vista di un fine comune, una storia che si inscrive e si rinnova nel tempo.

Anche il Vivente opera così: non si avvicina all’altro per istruirlo, ma ponendo una domanda che mette in gioco la scorza più o meno dura dietro la quale ciascuno si difende. Pensiamo all’incontro con Maria di Magdala: lei non lo riconosce ma lui le rivolge la parola chiedendole perché piangeva e chi cercava, lei le risponde con un’altra domanda dietro la quale si rifugia. Solo allora il Vivente si rivela chiamandola per nome. È il rivelare a se stessa quello che è; è il suo soffiare su di lei donandogli lo Spirito.

(BiGio)

 

Non temere il tuo nome

Maggio è il mese delle veglie contro l’omotransfobia, dove si dà nome e volto a chi ha vissuto nel nascondimento anche nella Chiesa


Da quasi vent’anni maggio è diventato mese di veglie contro l’omotransfobia, organizzate ormai in tante città italiane e spesso con respiro ecumenico. Lì gli strappi delle vite e delle comunità vengono consegnate in preghiera, ed emerge il coraggio, la speranza, la passione di tante persone che ancora troppo spesso abitano le Chiese nascostamente, e le cui voci oggi soprattutto bisogna far risuonare....

L'articolo di Luisa Alioto è a questo link:

https://ilregno.it/regno-delle-donne/blog/non-temere-il-tuo-nome-luisa-alioto

Uscire dal Cenacolo: ma con quali occhi?

I primi quattro contributi sulla presenza pubblica della fede cristiana hanno saputo diagnosticare con onestà l’attuale situazione di crisi. Il paradigma di Emmaus, però, offre qualcosa di ancora più radicale: un cambio di soggetto prima ancora che di linguaggio.


Stefano FenaroliGilberto BorghiGabriele Cossovich e Sergio Di Benedetto hanno aperto una discussione necessaria e onesta. La crisi della presenza pubblica della fede cristiana è reale e il coraggio di nominarla senza rassegnazione merita rispetto. Eppure, rileggendo i tre contributi, mi rimane una sensazione di incompletezza. Non sui problemi descritti, che sono quelli giusti, ma sulla domanda che nessuno dei tre si pone esplicitamente: dove si è sbagliato? ...

La riflessione e la proposta di Edoardo Mattei è a questo link:

https://www.vinonuovo.it/cultura/officina-del-pensiero/uscire-dal-cenacolo-ma-con-quali-occhi/

Siamo cuori che desiderano e (non solo) algoritmi razionali!

Qual è la vera differenza tra la (mancata) visita di Benedetto XVI all'università "La Sapienza" di Roma e quella (avvenuta) di Leone XIV?


Confrontando la visita di Leone XIV all’università “La Sapienza” di Roma con quella (mancata) di Benedetto XVI, qualcuno ha parlato di “rivincita” o di “risarcimento” (nei confronti dell’istituzione statale), altri di “ipocrisia” (da parte di coloro che allora scrissero contro la visita di Benedetto XVI e oggi lodano l’intervento di Leone XIV). In realtà ...

L'articolo redazionale è a questo link:

https://www.vinonuovo.it/cultura/officina-del-pensiero/siamo-cuori-che-desiderano-e-non-solo-algoritmi-razionali/

Tre genitori e un bambino: ma il bene di chi?

La decisione della Corte d’Appello di Bari che riconosce tre genitori nell’atto di nascita di un bambino nato in Germania apre interrogativi che superano il piano giuridico. Al centro non c’è soltanto il riconoscimento delle nuove configurazioni familiari, ma il significato stesso della generazione, della maternità e del «bene superiore del minore». 

La notizia rimbalzata sulle prime pagine dei giornali nei giorni scorsi merita una riflessione che vada oltre il resoconto giuridico. La Corte d’Appello di Bari ha disposto la trascrizione in Italia dell’atto di nascita di un bambino nato in Germania, riconoscendo ufficialmente tre genitori: la madre biologica e due uomini uniti in matrimonio. Per la prima volta nel nostro ordinamento, la «genitorialità plurima» entra nel registro anagrafico di un minore. La difesa dei due padri ha parlato di «bene superiore del bambino» e di «progetto genitoriale condiviso». L’espressione è tecnicamente neutra, quasi manageriale: un accordo tra parti che condividono un obiettivo. Ma ...

La riflessione di Maurizio Calipari docente di Bioetica è a questo link:

https://www.settimananews.it/famiglia/tre-genitori-un-bambino/?utm_source=newsletter-2026-05-19

Preti: scarsi e in un mondo cambiato

Recentemente è stata, ancora una volta, richiamata la scarsità delle vocazioni sacerdotali. Ben tre documenti solenni sono stati ripresi per dare spiegazioni e suggerimenti alla crisi vocazionale: “Il dono della vocazione presbiteraleRatio fundamentalis sacerdotalis, Congregazione del clero, 2016; Orientamenti e norme per i seminari, Conferenza episcopale italiana, 4ª Edizione, 2024, ; La revisione della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis in Prospettiva sinodale missionaria, Rapporto del Gruppo n. 4 del Sinodo, 2026.


I corposi documenti insistono nella dimensione della “formazione” che riguarda i soggetti nella preparazione al sacerdozio, le necessarie caratteristiche, i percorsi di formazione, gli studi, i tempi e modi pastorali di accesso al sacerdozio. Forse è utile una diversa impostazione nel considerare il fenomeno della rarità delle vocazioni sacerdotali. Sono utili delle brevi considerazioni sulla religiosità del nostro paese. ...

L'opinione di Vinicio Albanesi è a questo link:

https://www.settimananews.it/ministeri-carismi/preti-scarsi-un-mondo-cambiato/?utm_source=newsletter-2026-05-05

Il lato oscuro del solare (cinese). Il nuovo alert dalla Gran Bretagna

Un rapporto curato dall’ex dirigente della sicurezza nazionale britannica, Michael Collins, getta nuove ombre sulle tecnologie green cinesi, alle quali l’Italia per prima in Europa ha messo un freno.


Pechino potrebbe spezzare a piacimento le catene di approvvigionamento e persino spegnere pannelli e pale eoliche da remoto. Ma non solo ...

L'articolo di Gianluca Zapponini è a questo link:

https://formiche.net/2026/04/cina-rinnovabili-solare-eolico-spionaggio-europa-pannelli/#content


Chi sostiene gli Usa nello scontro con Pechino per Panama

Stati Uniti, Costa Rica, Guyana, Paraguay e Trinidad y Tobago hanno emesso un comunicato congiunto per respingere le repressioni di Pechino nei confronti delle navi battenti panamensi. La decisione della Corte Supremo del Panama che ha innescato il conflitto e la reazione della Cina


il Dipartimento di Stato americano ha emesso un comunicato in cui, insieme ai governi di Costa Rica, Guyana, Paraguay e Trinidad y Tobago, sostiene che “la libertà della nostra regione non è negoziabile” e attacca frontalmente le azioni della Cina che hanno colpito le imbarcazioni di Panama in quello che viene considerato un tentativo “flagrante di politicizzare il commercio marittimo e infrangere la sovranità delle nazioni del nostro emisfero”. L’impasse ha avuto inizio lo scorso 29 gennaio, quando ...

L'articolo di Rossana Miranda è a questo link:

https://formiche.net/2026/04/chi-sostiene-gli-usa-nello-scontro-con-pechino-per-panama/#content