L'Onu: a El Fasher raccolte prove di genocidio

L’ultimo rapporto della missione delle Nazioni Unite sul Sudan si concentra sulle violenze dell'ottobre scorso, quando i paramilitari conquistarono dopo 18 mesi di assedio la capitale del Darfur settentrionale. Il team di esperti denuncia che le Rsf agirono "con l’intento di distruggere in tutto o in parte" le comunità non arabe Zaghawa e Fur


Una campagna di distruzione contro le comunità non arabe i cui «tratti distintivi indicano un genocidio». Secondo un nuovo rapporto della Missione indipendente dell'Onu di accertamento dei fatti per il Sudan, sono queste le violenze perpetrate dai paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf) - in guerra da quasi tre anni contro l’esercito di Khartoum - in particolare nell’ottobre scorso a El Fasher, capitale del Darfur settentrionale. Il periodo è quello degli scontri che portarono poi i paramilitari a conquistare dopo 18 mesi di assedio la città, fino ad allora ultima roccaforte dell’esercito sudanese nella parte occidentale del Paese africano.

L'articolo di Giada Aquilino è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-02/sudan-rapporto-onu-el-fasher-prove-genocidio.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Verso lo scisma? La Fraternità San Pio X rifiuta il dialogo proposto dalla Santa Sede.

In una lettera indirizzata al cardinale Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il superiore generale Pagliarani dice di non intravedere la possibilità di avviare un dialogo “teologico” come proposto dalla Santa Sede visto che “i testi del Concilio non possono essere corretti, né la legittimità della Riforma liturgica messa in discussione”. Non potendo trovare un accordo sulla dottrina, si conferma quindi la decisione di consacrare nuovi vescovi l'1 luglio


 No alla proposta di un dialogo “specificatamente teologico” avanzata dalla Santa Sede, perché comunque non si metterebbero mai in dubbio i testi del Concilio né la legittimità della riforma liturgica. Sì alle consacrazioni di nuovi vescovi previste per il prossimo 1° luglio. La Fraternità San Pio X risponde con una lettera del superiore generale, don Davide Pagliarani, al cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, dopo l’incontro tra i due avvenuto lo scorso 12 febbraio in Vaticano. Incontro che Fernández definiva in un successivo comunicato “cordiale” e “sincero” e dopo il quale faceva sapere di aver proposto ai membri della Fraternità di avviare “un dialogo specificamente teologico” con “una metodologia ben precisa, riguardo a temi che ancora non hanno avuto una sufficiente precisazione”. Proposta accompagnata dalla richiesta di sospendere le ordinazioni episcopali annunciate lo scorso 2 febbraio, perché ciò “implicherebbe una decisiva rottura della comunione ecclesiale (scisma) con gravi conseguenze per la Fraternità nel suo insieme”.

L'articolo di Salvatore Cernuzio è a questo link:

1 Domenica di Quaresima (A) - Mt 4,1-11

Normalmente sentirsi “tentati” lo si intende con l’essere “attratti dal proibito” ma non è questo il senso biblico di questo termine. È piuttosto un momento di verifica della solidità delle nostre scelte, è un’occasione di crescita. Non è altro che essere sottoposti a una prova, a un esame; si potrebbe meglio definire queste prove parlando piuttosto di “test” oppure di “seduzioni”


In queste Domeniche dopo le teofanie del periodo natalizio, Gesù ha chiesto ai suoi discepoli di diventare dei testimoni, indicando quali siano le condizioni per poterlo essere realmente e il loro contenuto che è l’esperienza del Regno già presente in mezzo a noi. Il centro di questa esperienza sono le Beatitudini con l’invito ad essere degli anawim (=poveri) di Dio che è la coscienza della propria realtà nei confronti del Padre che ci invita ad imitarlo diventando “sale della terra”. Avere cioè la capacità di conservare intatto il kerigma (il sale veniva usato per conservare i cibi, stabilire patti), per essere “luce per il mondo” riflettendone l’identità senza cercare di rendere meno esigenti e più praticabili suoi contenuti: non uno iota della Torah va cancellato o modificato. Vanno invece compresi correttamente nelle loro esigenze superando il legalismo.

Oggi con l’inizio della Quaresima la Liturgia ci mostra cosa questo abbia significato per Gesù e come lui per primo sia riuscito a rimanere fedele alle esigenze dell’essere testimone del Regno che ha portato ed inaugurato nella creazione. Infatti dopo il Battesimo, che riafferma la sua immersione nel mondo facendo suo il vivere dell’umanità, non continuano visioni celesti ma come per tutti noi si manifesta la possibilità dell’idolatria, il faccia a faccia con il diavolo, con la possibilità di ritrovarsi separati dal Padre (questa è la sua azione). La Lettera agli Ebrei di Paolo è chiarissima su questo quando afferma che Gesù è stato “tentato in tutto come noi, senza però peccare” (Eb 4,15) ed è per questo che “può soccorrere quelli che sono tentati” (Eb 2,18).

Gesù non rimuove la tentazione, ma accetta di misurarsi con questa e i quaranta giorni e le quaranta notti stanno a dirci che questo è accaduto per l’intera sua vita come accade a tutti noi (allora quaranta era la durata media della vita degli uomini; ricorda pure i 40 anni dell'Esodo). In controluce c’è l’esperienza dell’Esodo e tre suoi fondamentali esperienze: la manna e le quaglie fornite da Dio difronte alla fame del popolo (Es 16 e Dt 8,3 su ciò che nutre realmente l’uomo); Massa e Meriba (Es 17,1-7) nella quale il popolo aveva messo in dubbio la vicinanza di Dio, episodio che finisce con la proibizione di metterlo alla prova (Dt 6,16); il vitello d’oro (Es 32) completato dall’invito ad adorare solo Dio (Dt 6,13).

Portandoli nell’oggi riguardano il modo di rapportarsi con tre realtà: le cose, Dio e le persone. Nel momento della debolezza (fame), della disperazione che può portare alla rinuncia della vita, del miraggio del diventare padroni di se stessi e degli altri attraverso il raggiungimento del potere assoluto invece che del servizio. Gesù “vince” attraverso l’aderenza piena alla Parola della Scrittura che non è un semplice “ricordo”, ma l’averla posta al centro della propria vita come guida fino a diventare una cosa sola con essa.

Normalmente sentirsi “tentati” lo si intende con l’essere “attratti dal proibito” ma non è questo il senso biblico di questo termine. È piuttosto un momento di verifica della solidità delle nostre scelte, è un’occasione di crescita. Non è altro che essere sottoposti a una prova, a un esame; si potrebbe meglio definire queste prove parlando piuttosto di “test” oppure di “seduzioni”. Certo c’è il pericolo che si sbagli ma lo Spirito è chiamato a sorreggerci, a correggerci nella misericordia. È lui che trasporta Gesù nel deserto ma non lo lascia solo, rimane al suo fianco come lo è sempre al nostro.

Riportando l’attenzione sulle “seduzioni”, nella prima si è visto come l’episodio di riferimento sia quello della manna e delle quaglie durante l’Esodo, nel quale Dio opera pedagogicamente per educare il suo popolo all’uso dei beni controllando l’avidità, a dare il giusto valore alle realtà di questo mondo. Viene così denunciato quando si accumula per se stessi come lo sperperare: sono comportamenti suggeriti dal divisore, il diavolo. 

Per questo la Quaresima sollecita all’elemosina ma che non è il lasciare cadere qualche briciola più consistente dalle nostre tavole più o meno ricche. È piuttosto una provocazione a rivedere radicalmente il modo di gestire i beni di questo mondo chiedendoci, per esempio, se si ha chiara in mente la linea di demarcazione fra il previdente e l’avido.

Nella seconda seduzione il diavolo usa la stessa Scrittura: “Sta scritto…”. Due sono le avvertenze che questa ci pone. La prima è il rimanere attenti a interpretare bene la Parola e a non utilizzarla per i nostri scopri magari estrapolandola dal suo contesto. La seconda è quando scivoliamo a chiedere al Signore non che ci dia la forza per superare le difficoltà nelle quali ci troviamo, ma a delegare a lui il rivolverle, chiedendo dove lui sia se questo non avviene.

La terza seduzione riguarda il potere grande o piccolo che possiamo usare sugli altri adeguandoci ai principi di questo mondo. Abitudine facilmente riscontrabile anche a livello ecclesiale quando, facendo perno su privilegi di status o di ruolo, vengono prese decisioni autonome al di fuori di ogni sinodalità o collaborazione. Gesù afferma che l’unica possibilità corretta è quella di non servirsene, di agire invece al contrario servendo i fratelli e tutti gli uomini.

(BiGio)

Le "Tentazioni": una pista di lettura suggestiva

Una pista di lettura suggestiva per comprendere le Tentazioni viene proposta da B. Gerhardsson rifacendosi all’interpretazione rabbinica dello Scemà come è esposta nella Mishnà

La Mishnah (dall'ebraico shanah, ripetere o studiare) è la prima grande opera scritta della tradizione orale ebraica (Torah Orale), compilata verso la fine del II secolo d.C. da Rabbi Yehudah HaNasi. Costituisce la base del Talmud e organizza per materia le leggi e le discussioni rabbiniche (halakhah) non presenti nel testo biblico, regolando la vita religiosa e giuridica post-biblica.

Lo Shemà Israel è la preghiera fondamentale dell'ebraismo, tratta da Deuteronomio 6,4-9: "Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze"

La Mishnah lo attualizza così:

"Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuorecon entrambi i tuoi impulsi, quelli buoni e quelli cattivi

"Amerai il Signore Dio tuo con tutta la tua animaperfino se egli ti prendesse l’anima (= la vita)

"Amerai il Signore Dio tuo con tutta la tua forzacon tutti i tuoi beni

Cioè l'invito è quello di misurare, di saggiare, testare il proprio rapporto con il Signore secondo:

1.    la propria capacità di amare il Signore (con tutto il cuore) aderendo integralmente alla sua Parola: un cuore capace di ascoltare che non è solo udire, ma soprattutto mettere in pratica

2.    la disponibilità a perdere perfino la vita per amore di Dio senza confidare in miracoli

3.    la capacità di rinunciare a tutti i propri beni (“mamon”) rinunciando alla loro idolatria

TikTok crea dipendenza e danneggia la salute. Il messaggio Ue (poco gradito) agli Usa

La Commissione europea accusa la piattaforma di aver creato un design ingannevole, in cui le persone finiscono per scrollare a intermittenza. Soprattutto i più giovani. Bruxelles chiede quindi di adottare contromisure, così come fatto con Meta. Andando però in direzione ostinata e contraria a quella indicata da Washington, che chiedono meno regole e burocrazia


Non ci tiriamo indietro davanti a nulla. Facciamo rispettare la nostra legislazione. La prima sanzione è stata inflitta a X nel dicembre dello scorso anno. Non esiteremo ad agire nei confronti delle piattaforme americane, se necessario”. Se non fosse già abbastanza chiaro, ci pensa il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier a spiegare le intenzioni dell’Unione europea. Nonostante le avvertenze che arrivano dagli Stati Uniti, che chiedono meno burocrazia per le proprie aziende, Bruxelles tira dritto. TikTok, dicono dall’esecutivo, crea dipendenza e mina la salute mentale degli utenti. A dirlo è un’indagine preliminare della Commissione sulle attività della piattaforma, che violerebbe le norme del Digital Services Act (Dma). Più precisamente, il suo design “presenta un problema sostanziale”, ovvero sarebbe progettato in modo tale da favorire lo scrolling perenne....

L'articolo di Lorenzo Santucci è a questo link:

L’aragosta che ci cambierà la vita. OpenClaw è la fine dell’AI come la conosciamo?

OpenClaw inaugura l’era degli agenti AI autonomi: non più chatbot che rispondono, ma software che agiscono, anticipano bisogni e gestiscono processi. Nato come progetto open source, è già un “momento Netscape” che costringe le big tech a rincorrere. Ma l’altra faccia è critica: sicurezza debole, accesso totale ai dati, migliaia di istanze esposte. La vera sfida non è tecnica, ma politica e culturale: decidere chi governa questa potenza prima che diventi un servizio di massa 

Il progetto si chiama OpenClaw. Ha cambiato tre nomi in meno di una settimana — Clawdbot, Moltbot, OpenClaw — e rappresenta il primo caso di massa in cui l’intelligenza artificiale smette di aspettare i nostri comandi e inizia a pensare per conto suo. Non è fantascienza. È un software open source, gratuito, scaricabile oggi da GitHub, dove ha superato 145.000 stelle in poche settimane. Lo ha creato...

L'articolo di Andrea Laudadio è a questo link:


Lettera aperta a chi vota sì”

Una puntuale lettera aperta sui contenuti del prossimo "Referendum sulla Giustizia"  di Pietro Boffi che se dovesse collocarsi politicamente si definirebbe di provenienza “cattolico democratica”.


In questa articolata lettera riprende puntualmente le dichiarazioni della "Sinistra che vota sì" smontandone pezzo per pezzo le motivazioni presentando le ragioni di merito e politicamente motivare del suo dissenso. Vale la pena conoscerle.

Il testo della lettera è a questo link:

https://docs.google.com/document/d/1R1f1HctvFBBAr3JL1MEzhawR3SGmRBBe/edit?usp=sharing&ouid=106691176849122854187&rtpof=true&sd=true

Cyberbullismo, “pandemia da affrontare”. Un Piano d’azione europeo

La Commissione lancia una proposta contro i rischi rappresentati dal bullismo per proteggere bambini e ragazzi quando sono – come spesso accade – online. Regole e prevenzione, con una collaborazione Ue-Stati. Virkkunen: “Diritto ad essere sicuri e protetti anche quando si è in rete”. In arrivo, fra l’altro, una app dedicata. Ma occorre una convergenza anche di famiglie, scuola, agenzie educative


“I bambini e i giovani hanno il diritto di essere al sicuro quando sono online. Il cyberbullismo mina questo diritto, lasciandoli feriti, soli e umiliati. Nessun ragazzo dovrebbe sentirsi così”. Henna Virkkunen, finlandese, è vicepresidente della Commissione europea con delega alla sovranità tecnologica, alla sicurezza e alla democrazia. Commenta con queste parole il “Piano d’azione” che l’Esecutivo Ue ha illustrato il 10 febbraio per contrastare ogni forma di violenza e sopraffazione che passa attraverso il web e i social...

L'articolo di Gianni Borsa è a questo link:

https://www.agensir.it/europa/2026/02/13/cyberbullismo-pandemia-da-affrontare-un-piano-dazione-europeo/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=la-newsletter-di-agensir-it_2

Le immagini più emozionanti della fauna selvatica del 2025 secondo l’Associated Press

Le meraviglie della natura presentano un forte contrasto tra la fragilità e la resilienza della vita. Immagini come quella di una tortora albina in compagnia dei suoi simili, o delle cicogne che nidificano nonostante il freddo invernale, raccontano storie di bellezza e determinazione. Queste scene ci invitano a riflettere su come la vita persista e si adatti, anche nelle circostanze più avverse.

La tortora albina è un animale particolarmente affascinante. La sua colorazione unica la rende vulnerabile, essendo più esposta ai predatori. Tuttavia, questo uccello rappresenta anche la speranza e la bellezza della diversità biologica. “La diversità è ciò che rende il nostro ecosistema resiliente”, afferma Jane Goodall, famosa etologa e ambientalista. Oltre ad essere un simbolo di fragilità, la tortora albina ricorda l’importanza di preservare la biodiversità del nostro pianeta....


L'articolo di Luigi Salemi è a questo link:

https://www.blog.it/le-immagini-piu-emozionanti-della-fauna-selvatica-del-2025-secondo-lassociated-press/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=ecologia_ambiente


“Personae probatae”: per andare oltre la crisi, andare oltre il clero

Riprendiamo dal sito Katholisch.de (9 febbraio 2026) l’intervista che Madaleine Spendier ha fatto al teologo pastoralista Paul Michael Zulehner. Uno dei più noti fra i pastoralisti austriaci e di area tedesca, già docente di Teologia pastorale alla Facoltà di Teologia a Vienna, apre ad un ministero di presidenza ecclesiale diverso dall’attuale figura del prete celibe, il ministero laicale delle “personae probatae”. Solo comunità ecclesiali vive e coinvolgenti saranno in grado di coltivare e riconoscere quanti e quante potranno essere al servizio del Vangelo e dei credenti.

In effetti, sempre più parrocchie devono far fronte alla carenza di sacerdoti. Il celibato è una delle ragioni di questa carenza. È teologicamente incomprensibile che questo stile di vita per i sacerdoti sia per noi più importante della capacità delle comunità credenti di celebrare l’eucaristia. Se è vero che l’eucaristia è il cuore pulsante della fede, allora dobbiamo affrontare questo problema. Come possono le comunità credenti in generale continuare a celebrare? La riserva di sacerdoti maschi celibi si sta lentamente prosciugando. È qui che entra in gioco il nuovo modello, che si concentra sulle persone nelle parrocchie. Oltre al sacerdote celibe, questo introduce un’altra forma di ministero sacerdotale....

L'intervista a cura di