Auto inquinanti, voli aerei (a breve raggio) e navi da crociera sono vietati negli spazi pubblici e in prossimità di luoghi sensibili (ospedali, scuole e parrocchie)
L'articolo di Daniela Fassini è a questo link:
e qui news in breve https://spigolando-in-breve.blogspot.com
Auto inquinanti, voli aerei (a breve raggio) e navi da crociera sono vietati negli spazi pubblici e in prossimità di luoghi sensibili (ospedali, scuole e parrocchie)
L'articolo di Daniela Fassini è a questo link:
Negli ultimi trent’anni, o poco più, abbiamo assistito a una specie di movimento oscillatorio tra il giudizio emesso contro le religioni considerate all’origine di quello che Samuel Huntington ha chiamato lo “scontro delle civiltà” e la ricostruzione di tutta una serie di fattori che mostrerebbero, al contrario, le religioni nella loro capacità di resilienza e di riconciliazione di fronte alle guerre
Il dibattito è sembrato inclinare verso questo secondo aspetto, non senza sollevare qualche sospetto sull’oggettività di tale modo di sentire alquanto rassicurante.Gli ultimi anni hanno costretto però a scuotersi da questa piegatura per tornare a guardare con prosaica freddezza ad un quadro di nuovo devastato dalla guerra anche vicino a noi e, con esso, anche al ruolo che le religioni stanno svolgendo in questo nuovo e sconvolgente scenario. Tenere il termine "religione" al singolare significa di non voler rinunciare a cogliere qualcosa di essenziale nell’umano comune al fondo della religione, seppure anche su questo non ci sia consenso tra gli studiosi. Non resta, almeno in questa sede, che attraversare il territorio delle tradizioni religiose, almeno di quelle principali che la storia dell’umanità conosce....
L'articolo di Mariano Crociata è a questo link:
https://www.settimananews.it/religioni/la-religione-fattore-pace/
La quinoa, un pseudocereale, viene coltivata nelle Ande sin dai tempi pre-ispanici. Negli anni 2010-2014, il boom della quinoa ha portato benefici a molti agricoltori della regione, sebbene la sua produzione intensificata abbia anche comportato problemi come l’esaurimento del suolo, l’aumento dell’erosione e conflitti sociali.
L'articolo di Luigi Salemi è a questo link:
Si intitola Magnifica humanitas la prima lettera enciclica di Leone XIV. Lo ha reso noto lunedì 18 maggio la Sala stampa vaticana, aggiungendo che il documento «sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale»
C’è un dettaglio, nell’annuncio della prima enciclica di Leone XIV, che rischia di passare quasi inosservato. Magnifica humanitas non viene presentata semplicemente come un testo «sull’intelligenza artificiale», ma come una «Lettera sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale». È una sfumatura decisiva. Dice già che il baricentro non è più soltanto la tecnologia da regolare, né l’algoritmo da rendere etico, ma l’umano da ...
Alcune considerazioni preliminari di Giovanni Tridente sono a questo link:
https://www.settimananews.it/papa/magnifica-humanitas-attendendo-la-enciclica/
Il Vivente non si avvicina a noi per istruirci, ma ponendo una domanda che mette in gioco la scorza più o meno dura dietro la quale ci difendiamo
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Oggi è la festa di Pentecoste nella quale trova, non la fine (!) non il termine (!) bensì il compimento la festa della Pasqua, tanto è vero che la Liturgia ci ripropone il medesimo Evangelo della seconda Domenica di Pasqua.
Nel frattempo il cammino fatto ci ha accompagnato a comprendere che l’esperienza, più che del Risorto, del Vivente (Giovanni usa questo termine non casualmente come un sinonimo per arricchire il vocabolario) avviene riconoscendo la sua voce che oggi ci giunge attraverso la Parola. Questa ci assicura che lui continuerà a precederci segnando la via da seguire che è il suo esempio, il cammino da lui compiuto e ci chiede di imitarlo nel prendersi cura delle persone, curandole, guarendole, consolandole. È la vertà della sua vita che dobbiamo interpretare nel nostro oggi.
Questo è il suo “comandamento” e se lo amiamo lo osserveremo. Vivremo allora di Dio, come lui andremo verso gli uomini, lui e il Padre prenderanno dimora in noi. Lo Spirito allora non è una cosa “nuova” ma la presa di coscienza di una realtà che già vive in noi, che ci accompagna sostenendoci nelle scelte come nelle difficoltà.
L’Evangelo di oggi è estremamente dinamico: Gesù “viene” (non sono i discepoli, non siamo noi che andiamo verso di lui) per “stare in mezzo” e per due volte afferma “Pace a voi!”. È il frutto del suo amore sulla croce: la riconciliazione dell’umanità con il Padre perché è la dimostrazione che anche nella nostra povera carne si può riuscire a vivere la fedeltà a Dio senza mai tradire il patto. Poi ci assicura che noi continueremo a vederlo perché viviamo della sua stessa vita: siamo una cosa sola, lui con noi, lui con il Padre, il Padre e lui con noi; è per questo che, afferma, potremo fare cose “più grandi” di quelle compiute da lui.
“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. È importante comprendere che non sono due momenti successivi diversi. Se noi osserviamo il suo comandamento viviamo la sua stessa vita interpretando nel nostro oggi il medesimo mandato che lui ha ricevuto dal Padre.
Ma attenzione non c’è spazio per l’uniformità. Come nella prima lettura della Veglia di Pentecoste nell’episodio della Torre di Babele, Dio scende e solleva le diversità come una ricchezza da non cancellare, così come in queste settimane gli incontri con il Vivente ci hanno fatto comprendere come questi corrispondono ciascuno ad un cammino personale. L’adesione a Cristo appartiene all’intimo di ogni persona, ciascuna è diversa dall’altra e darà frutti diversi: non è mai stata, non è e mai potrà essere una semplice continuazione di quanto fatto da Gesù, se non altro che per la diversità dei tempi e della società.
In tutti gli incontri del Vivente si possono rintracciare chiaramente tre fasi: l’incontro, poi la consegna di un messaggio da trasmettere e, infine, l’allargamento della possibilità di incontro e di annuncio all’intera umanità (dai discepoli alla tomba, a Maria di Magdala, a Tommaso).
L’iniziativa è sempre del Signore che mai si impone ma che invita a rispondere, riconoscendo in questo invito la presenza di colui il quale gli Evangeli parlano. Solo alla fine c’è l’invio in missione. Se ci si pensa è questo l’itinerario che ciascun discepolo ha fatto e fa nella sua vita. Per la maggioranza all’inizio in famiglia, passando poi ad incontrare il Signore, con più o meno difficoltà, attraverso la sua Parola alla quale si deve continuamente fare ritorno per poi andare verso i fratelli per cooperare all’edificazione della Chiesa e alla trasformazione del mondo.
Se ci si pensa questo è anche l’itinerario di ogni incontro di amore tra gli esseri umani: l’iniziativa è di uno dei due che solleva una domanda alla quale l’altro è messo in condizione di rispondere. Se è positiva, la fase seguente è la ricerca di scoprire le profondità reciproche. Ciascuno di noi è un mistero, una complessità anche a se stesso che non arriva mai a consegnarsi pienamente in un solo momento. Quando si inizia a conoscersi a sufficienza, si instaura una relazione che diventa comunione, evolvendosi verso un avvenire, un progetto di vita assieme. L’incontro tra le persone non è un inerte faccia a faccia, ma una comunione dinamica in vista di un fine comune, una storia che si inscrive e si rinnova nel tempo.
Anche il Vivente opera così: non si avvicina all’altro per istruirlo, ma ponendo una domanda che mette in gioco la scorza più o meno dura dietro la quale ciascuno si difende. Pensiamo all’incontro con Maria di Magdala: lei non lo riconosce ma lui le rivolge la parola chiedendole perché piangeva e chi cercava, lei le risponde con un’altra domanda dietro la quale si rifugia. Solo allora il Vivente si rivela chiamandola per nome. È il rivelare a se stessa quello che è; è il suo soffiare su di lei donandogli lo Spirito.
(BiGio)
Maggio è il mese delle veglie contro l’omotransfobia, dove si dà nome e volto a chi ha vissuto nel nascondimento anche nella Chiesa
L'articolo di Luisa Alioto è a questo link:
https://ilregno.it/regno-delle-donne/blog/non-temere-il-tuo-nome-luisa-alioto
I primi quattro contributi sulla presenza pubblica della fede cristiana hanno saputo diagnosticare con onestà l’attuale situazione di crisi. Il paradigma di Emmaus, però, offre qualcosa di ancora più radicale: un cambio di soggetto prima ancora che di linguaggio.
La riflessione e la proposta di Edoardo Mattei è a questo link:
https://www.vinonuovo.it/cultura/officina-del-pensiero/uscire-dal-cenacolo-ma-con-quali-occhi/
Qual è la vera differenza tra la (mancata) visita di Benedetto XVI all'università "La Sapienza" di Roma e quella (avvenuta) di Leone XIV?
L'articolo redazionale è a questo link:
La decisione della Corte d’Appello di Bari che riconosce tre genitori nell’atto di nascita di un bambino nato in Germania apre interrogativi che superano il piano giuridico. Al centro non c’è soltanto il riconoscimento delle nuove configurazioni familiari, ma il significato stesso della generazione, della maternità e del «bene superiore del minore».
La notizia rimbalzata sulle prime pagine dei giornali nei giorni scorsi merita una riflessione che vada oltre il resoconto giuridico. La Corte d’Appello di Bari ha disposto la trascrizione in Italia dell’atto di nascita di un bambino nato in Germania, riconoscendo ufficialmente tre genitori: la madre biologica e due uomini uniti in matrimonio. Per la prima volta nel nostro ordinamento, la «genitorialità plurima» entra nel registro anagrafico di un minore. La difesa dei due padri ha parlato di «bene superiore del bambino» e di «progetto genitoriale condiviso». L’espressione è tecnicamente neutra, quasi manageriale: un accordo tra parti che condividono un obiettivo. Ma ...
La riflessione di Maurizio Calipari docente di Bioetica è a questo link:
https://www.settimananews.it/famiglia/tre-genitori-un-bambino/?utm_source=newsletter-2026-05-19
Recentemente è stata, ancora una volta, richiamata la scarsità delle vocazioni sacerdotali. Ben tre documenti solenni sono stati ripresi per dare spiegazioni e suggerimenti alla crisi vocazionale: “Il dono della vocazione presbiterale, Ratio fundamentalis sacerdotalis, Congregazione del clero, 2016; Orientamenti e norme per i seminari, Conferenza episcopale italiana, 4ª Edizione, 2024, ; La revisione della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis in Prospettiva sinodale missionaria, Rapporto del Gruppo n. 4 del Sinodo, 2026.
I corposi documenti insistono nella dimensione della “formazione” che riguarda i soggetti nella preparazione al sacerdozio, le necessarie caratteristiche, i percorsi di formazione, gli studi, i tempi e modi pastorali di accesso al sacerdozio. Forse è utile una diversa impostazione nel considerare il fenomeno della rarità delle vocazioni sacerdotali. Sono utili delle brevi considerazioni sulla religiosità del nostro paese. ...
L'opinione di Vinicio Albanesi è a questo link: