Un cammino per due fedi: Ramadan e Quaresima quest'anno coincidono

Lettera ai fratelli e sorelle musulmane e cristiane


Ci rivolgiamo alle sorelle e i fratelli musulmani e cristiani della nostra città perché quest’anno c’è una data davvero speciale: proprio negli stessi giorni, attorno al 18 Febbraio 2026, inizieremo entrambi il periodo dell’anno più importante per le nostre fedi. Ci piacerebbe che diventasse un cammino per due fedi.

In quelle giornate inizieremo sia il mese sacro del Ramadan che il tempo della Quaresima.

Per questo desideriamo augurare a tutti di vivere un buon tempo di rigenerazione spirituale personale e comunitario.

In particolare, ci auguriamo reciprocamente di:

·    Rinnovare il nostro rapporto con il Creatore, che tutto ci affida nella sua misericordia.

·    Lasciarsi guidare da Dio nel consolidare tutte le piccole e grandi esperienze di convivenza quotidiana con altri fratelli e sorelle.

·    Riscoprire il valore del tempo e di ogni momento anche quotidiano che Dio ci affida, senza sprecarlo in cose inutili o che fanno del male agli altri o alla creazione.

·    Gustare la bellezza della fraternità tra persone e comunità diverse, come realtà possibile e bella.

·    Restare uniti nel partecipare alla sofferenza di tante vittime della guerra e della violenza, vincendo l’indifferenza con la denuncia e la preghiera.

·    Fare alcune scelte precise, individuali e comunitarie, di sobrietà, come gesto concreto e comune per riscoprire il valore dell’essenzialità e della condivisione tra chi ha più risorse e chi ne ha meno.

Carissimi, noi musulmani sappiamo che Allah nel Corano prescrive il digiuno “per rimanere in contatto con lui durante la preghiera, perché noi stiamo vicino ai poveri e ai bisognosi, per vivere in sincerità e giustizia i nostri rapporti con gli altri e tutta l’umanità, per essere nonviolenti, per saper perdonare e non fare il male. (Sura II Al-Baqara, La Giovenca)

E noi cristiani, non dimentichiamo mai che - come è scritto nella Bibbia - “Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti. Ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e di grande amore” (Libro di Gioele, 2,12).

Per tutti questi motivi siamo contenti di augurare e augurarci un buon cammino!

 

Le sorelle e i fratelli della Fraternità islamico-cristiana di Venezia

La Quaresima per tornare a ciò che è essenziale: cristiano chi sei?

La Quaresima è il tempo che il Signore ci concede per un ritorno a lui, una conversione. Sappiamo che la Quaresima è un tempo in cui soprattutto preghiera, digiuno e condivisione dei beni (cf. Mt 6,1-6.16-18) devono occupare ciascuno di noi e la comunità cristiana nel suo insieme.


Ma io credo che ci sia una cosa che sta prima ancora di ogni forma di penitenza, di ascesi o di disciplina e che la spiritualità medioevale aveva capito bene, prevedendo per il giorno delle Ceneri la frase: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”. È il tema della memoria della morte che per noi cristiani dovrebbe essere non un motivo di ripiegamento su noi stessi, non un motivo per assumere una spiritualità di mortificazione, ma ...

La riflessione di Enzo Bianchi è a questo link:

https://www.alzogliocchiversoilcielo.com/2026/02/enzo-bianchi-ritorniamo-alla-radice.html

Ascolto, digiuno, insieme: le tre parole del Papa per la Quaresima

Nel Messaggio il Pontefice chiede forme di “astensione concreta” come disarmare il linguaggio e coltivare la gentilezza


Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione....

Il messaggio del Papa è a questo link:

https://www.avvenire.it/chiesa/ascolto-digiuno-insieme-le-tre-parole-del-papa-per-la-quaresima_104549

C’è qualcosa di nuovo, in Italia, tra cattolici e musulmani?

Documenti conciliari, vescovi di Roma, vescovi italiani: la cura (e le riserve) dei piccoli dettagli a proposito di benedizione condivisa, stesso Dio e comune discendenza abramitica


Al termine dell’analisi delle indicazioni magisteriali relative al dialogo ecumenico e interreligioso, provenienti dall’Assemblea sinodale del 2024, mi chiedevo quanto si tentasse di metterle effettivamente in pratica a livello di Cei e di singole diocesi e parrocchie. Non limitandosi, però, ad incontri o momenti liturgici, sempre a rischio di ridursi a meri atti di “cortesia istituzionale”, ma andando a toccare, a smuovere, se non a sciogliere, alcuni dei nodi teologici che bloccano o rallentano tale dialogo, impedendone la maturazione dei frutti sperati. In tal senso, molto significativo mi è apparso il messaggio che la CEI ha elaborato per...

L'analisi di Sergio Ventura è a questo link:

https://www.vinonuovo.it/teologia/pensare-la-fede/ce-qualcosa-di-nuovo-in-italia-tra-cattolici-e-musulmani/

“Walk for Peace”, 4.000 chilometri a piedi per dire al mondo, “facci strumenti della tua pace”

Si sta concludendo in questi giorni a Washington la “Walk for Peace”. Un gruppo di monaci buddisti ha camminato per 108 giorni percorrendo oltre 3.700 chilometri attraverso gli Stati Uniti per portare un messaggio di pace. Ieri sono stati accolti alla National Cathedral dove si è tenuta una celebrazione interreligiosa


Dopo aver camminato per oltre 3.700 chilometri attraverso gli Stati Uniti un gruppo di monaci buddisti è arrivato oggi a Washington come ultima tappa del loro pellegrinaggio “Walk for Peace”. Ad accoglierli una immensa folla si è radunata nella National Cathedral dove si è tenuta una celebrazione interreligiosa per la pace. I monaci hanno iniziato il loro viaggio a Fort Worth, in Texas, e dopo un viaggio di 108 giorni....

L'articolo di M. Chiara Biagioni è a questo link:

https://www.agensir.it/mondo/2026/02/11/walk-for-peace-4-000-chilometri-a-piedi-per-dire-al-mondo-facci-strumenti-della-tua-pace/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=la-newsletter-di-agensir-it_2

Israele dopo il 7 ottobre: Marmur e Goodman (Rhr), “vedere insieme l’atrocità subita e tutte le cose terribili accadute dopo, alcune delle quali compiute anche da noi”

I rabbini Michael Marmur e Anton Goodman, membri di Rabbis for Human Rights,  riflettono sul significato della Tikvà  (la speranza) nella tradizione ebraica e sulla sua traduzione concreta oggi, tra trauma del 7 ottobre, crisi democratica israeliana e violenze in Cisgiordania. Il Sir li ha incontrati a margine di un meeting, a Gerusalemme, con i vescovi dell'Holy Land Coordination, in pellegrinaggio solidale in Terra Santa.


“La speranza, in ebraico ‘Tikváh’, è quel filo fragile cui ci si aggrappa in mezzo alle macerie. Anche quando tutto appare oscuro, restare fedeli a quel filo può condurci – lentamente, faticosamente – verso un domani diverso”. Quel ‘filo fragile’ è quello di colore rosso che Raab, nel libro di Giosué, mette fuori la sua casa per essere risparmiata dagli israeliti mentre conquistavano Gerico. A evocare questa immagine biblica è il rabbino Michael Marmur, professore di teologia ebraica e membro del comitato esecutivo di Rabbis for Human Rights (Rhr), organizzazione che riunisce circa 175 rabbini israeliani di tutte le correnti dell’ebraismo, attiva in Israele e Palestina sin dal 1988, impegnata per la pace e la convivenza sostenendo le popolazioni palestinesi vittime di vessazioni e violenze in Cisgiordania....

L'articolo di Daniele Rocchi è a questo link:

https://www.agensir.it/mondo/2026/02/11/israele-dopo-il-7-ottobre-marmur-e-goodman-rhr-vedere-insieme-latrocita-subita-e-tutte-le-cose-terribili-accadute-dopo-alcune-delle-quali-compiute-anche-da-noi/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=la-newsletter-di-agensir-it_2

Giornata sul Risparmio energetico, “M’illumino di meno” unisce i territori

Lunedì 16 febbraio è la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, celebrata attraverso iniziative di amministrazioni, scuole, enti e cittadini, con la promozione della campagna radiofonica di Rai Radio2. Quest'anno focus sulla Scienza


M’illumino di Meno è promossa dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio 2 dal 2005. Anche quest’anno tra i partner nazionali della manifestazione, patrocinata dal Parlamento Europeo e da tutte le maggiori istituzioni italiane, troviamo la Rete dei Comuni Sostenibili e l’Asvis ha il merito di unire cittadinanza e istituzioni, attraverso un modello di partecipazione diffusaL’edizione 2026, la 22esima, mette in primo piano il ruolo della scienza nella comprensione e nel contrasto alla crisi climatica. La campagna è iniziata il ...

L'articolo redazione di SapereAmbiente è a questo link:

https://sapereambiente.it/giornata-sul-risparmio-energetico-millumino-di-meno-unisce-i-territori/


VI Domenica Tempo Ordinario - Mt 5,17-37

Gesù oggi afferma con chiarezza che non è venuto per abrogare la Torah ma per darne pienezza, compimento. Questo termine ebraico spesso lo si traduce con “Legge” creando un cortocircuito con la nostra mentalità che a una legge lega una pena quando non viene rispettata; ma non è questo il suo senso nella cultura biblica...

 


Gesù continua ad istruire i suoi discepoli su cosa significa l’essere stati chiamati a testimoniare che il Regno di Dio è già presente in mezzo a noi, cosa questo significhi, quali sono gli elementi che evidenziano la sua realtà. Ecco allora l’invito ad essere degli anawim di Dio, qualità che nulla ha che a vedere con una povertà economica e meno ancora con la miseria, ma è la coscienza della propria realtà nei confronti del Padre che ci invita ad imitarlo. Questo porterà a realizzare il suo Regno concretamente espresso nelle qualità delle Beatitudini diventando “sale della terra” e, riflettendo la sua identità, essere “luce per il mondo”, appellativi non hanno nulla di trionfalistico, né tanto meno possono ingenerare nei discepoli stessi presunzione od orgoglio, ma sono richiamo a una responsabilità che può essere disattesa. 

Il sale si è visto richiama la sua capacità di “conservare” e più volte nella Scrittura il patto tra Dio e il suo popolo è definito come una “alleanza di sale” (per esempio in 2 Cr 13,5) da mantenere intatto senza aggiunte, senza modifiche, senza i “ma”, i “se” e i “però” nel tentativo di ammorbidirne, di rendere meno esigenti, più praticabili i suoi contenuti.

Gesù oggi approfondisce quanto detto le domeniche precedenti chiarendo che l’essere “giusti” non è opera dell’uomo ma essere resi giusti da lui e lo siamo quando lo lasciamo agire nella nostra vita facendo le sue opere, essendo radicalmente obbedienti alla sua volontà in modo più autentico senza interpretazioni che la addolciscono. Specifica con chiarezza che non è venuto per abrogare la Torah ma per darne pienezza, compimento.

Questo termine ebraico spesso lo si traduce con “Legge” creando un cortocircuito con la nostra mentalità che a una legge lega una pena quando non viene rispettata; ma non è questo il suo senso nella cultura biblica. Innanzitutto la Torah non è solo il Decalogo (= le 10 Parole) bensì i primi 5 libri delle Scritture. È un appassionante racconto, una storia d’amore tra Dio e Israele: inizia dalla creazione del mondo e continua con la chiamata di Abramo, le vicende dei Patriarchi, la schiavitù in Egitto e l’Esodo. Inoltre la radice ebraica della parola Torah è “iaràh” che indica l’atto di scagliare una freccia, di mostrare la direzione. Anche noi sulle strade ci orientiamo seguendo “le frecce” della segnaletica. La Toràh perciò traccia il cammino che conduce alla vita, non dettando una normativa fredda, rigida, impersonale e questo vale anche per le Beatitudini. Ambedue sono degli obiettivi, dei traguardi, delle mete da raggiungere, non un “a priori”. Per fare un esempio banale: solo alla fine della vita si saprà se non si è mai ucciso, tradito, rubato, giurato … Ecco perché Gesù, pur rispettando la Torah, la interpretava e il suo punto di riferimento non era la sua lettera ma il bene dell’uomo, tanto è vero che non esitava a guarire anche di sabato.

Con questi parametri diventa più comprensibile l’Evangelo di oggi e i temi che pone sulla tavola a partire dall’assicurare che nessuna delle attese legate alla Torah, nessuno “iota” sarà eluso ma si realizzerà in modo inatteso. Le Beatitudini porteranno a compimento le promesse antiche ma non nell’ottica dell’instaurazione di un regno eterno, glorioso e nessun “giorno di vendetta” (Is 61,2-3).

Gesù fa qualche esempio spiegando in modo originale inviti della Scrittura; sono sei ma la Liturgia oggi ce ne presenta quattro.

Inizia avvisando che ci sono molti modi di “uccidere” una persona, non solo togliendogli la vita fisica. L’omicidio parte sempre dal cuore, facilmente passa attraverso la parola denigratoria e diffamatoria. La pratica dell’umiliazione attraverso la violenza verbale con cui si diminuisce l’umanità dell’altro: qualificarla come “stupida” o “pazza”, è già un atto omicida. Anche semplicemente adirandosi contro il fratello si può compiere un atto che danneggi la sua umanità.

Per tre volte dice di fare attenzione perché l’altro è e rimane in ogni caso un “fratello”; averlo presente disarma dal veleno dell’odio e il passo successivo porta ad introdurre il tema della riconciliazione richiamandone innanzitutto il dovere, l’importanza e l’urgenza davanti a tutto: “Non tramonti il sole sopra la vostra ira” invita con forza S. Paolo (Ef 4, 26-27). Anche difronte ai riti religiosi, i rapporti fraterni da conservare o ripristinare hanno la precedenza. 

Similmente ampia lo spettro sul tema dell’adulterio con l’invito a stare attenti perché ci sono relazioni che lo sono già: di fronte a certe situazioni è necessario avere il coraggio di procedere a tagli per evitare il precipitare della situazione. Due sono i simboli che risvegliano la libidine richiamati da Gesù: gli sguardi e i contatti rappresentati dalle mani. Non è l’invito a mutilazioni materiali, ma desidera evidenziare la fatica dell’autocontrollo e a far in modo che la propria persona conseguentemente non diventi come la spazzatura che viene bruciata nella Geenna. I temi del divorzio e dei facili giuramenti concludono l’Evangelo di oggi.

(BiGio)

 

 

“Per il 66% dei ragazzi web luogo di violenza. Revenge porn e cyberbullismo tra i principali pericoli”

1 giovane su 2 ha chiesto aiuto all’intelligenza artificiale per un problema sentimentale, di salute, psicologico, secondo il rapporto che ha raccolto le opinioni di oltre 2.000 ragazzi italiani under 26 


È quanto emerge dall’edizione 2026 dell’Osservatorio indifesa realizzato da Terre des Hommes, insieme alla community di Scomodo, per ascoltare la voce dei ragazzi sui temi di violenza, bullismo e sicurezza sul web. Diffuso in occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo (7 febbraio) e del Safer Internet Day (10 febbraio), il rapporto ha raccolto le opinioni di oltre 2.000 ragazzi italiani under 26. In particolare, “le ragazze dichiarano di aver subito violenza più dei maschi (57% vs 42%), ma la percentuale più alta è quella delle persone non binarie (67%)”. 
Tra gli altri contesti a rischio le ragazze segnalano “i luoghi pubblici non controllati – la strada, i mezzi pubblici – e le relazioni intime e familiari, mentre tra i ragazzi assumono un peso maggiore la scuola e il contesto amicale”....

L'articolo di Gigliola Alfaro è a questo link:

https://www.agensir.it/italia/2026/02/02/safer-internet-day-terre-des-hommes-e-scomodo-per-il-66-dei-ragazzi-web-luogo-di-violenza-revenge-porn-e-cyberbullismo-tra-i-principali-pericoli/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=la-newsletter-di-agensir-it_2

Le strade della Cisgiordania dividono più che unire

La mappa illustra come le strade in Giudea e Samaria siano strumento geopolitico per connettere gli insediamenti israeliani e dividere scientemente le comunità palestinesi.


Per comprendere l’impatto di queste opere infrastrutturali sulla vita palestinese in Cisgiordania è utile illustrare l’attuale situazione della mobilità nei territori occupati. Con una premessa necessaria: la politica sionista del divide et impera ha frammentato i palestinesi anche da un punto di vista legale. I palestinesi di Cisgiordania detengono la cosiddetta Green Id che permette loro lo spostamento unicamente all’interno dei territori cisgiordani. L’ingresso nello Stato ebraico è vincolato a permessi rilasciati dalle autorità israeliane, mentre l’uscita dal paese è possibile solo in direzione della Giordania ...

Il servizio di Limenonline è a questo link:

https://www.limesonline.com/carte/carta-inedita-della-settimana/le-strade-della-cisgiordania-21146460/?ref=nl-lm-f