Quando il cibo diventa valore tradito

L'intervista ad Andrea Segrè – agroeconomista, professore ordinario di Economia circolare all’Università di Bologna, fondatore di Last Minute Market, ideatore della Campagna “Spreco Zero” e attuale direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International – è autore del volume Contro lo spreco. Cibo, valore, futuro 


– Caro Professore, ci spieghi innanzi tutto che differenza c’è tra “perdita” alimentare e “spreco” attribuibile ai consumatori? La perdita alimentare riguarda soprattutto le fasi a monte della filiera: produzione agricola, raccolta, stoccaggio, trasformazione, trasporto. È spesso legata a inefficienze tecniche, logistiche, climatiche o infrastrutturali. Lo spreco, invece, avviene soprattutto ...

L'intervista fatta da Giordano Cavallari è a questo link:

https://www.settimananews.it/societa/cibo-diventa-valore-tradito/?utm_source=newsletter-2026-06-16

Solo la cura ci salva dal terrore della nostra fine

Nessun altro tempo come il nostro, dopo la tragedia immane della Seconda guerra mondiale, ha sollevato con così grande angoscia il tema della salvezza. Ne usciremo vivi? E come?


Sono domande che ricorrono e che non smettiamo di porci dimenticandoci però che nessuno di noi ne potrà davvero uscire vivo. L’essere umano è, infatti, destinato a finire nella polvere dalla quale proviene. È una verità inappellabile che si trova pronunciata anche dal testo biblico per bocca di Qoèlet. Se anche ai conflitti più aspri e irragionevoli, alla precarietà e al disagio sociale, alla crisi economica si potrebbero trovare delle soluzioni possibili, resta il fatto inamovibile che nessuno potrà uscirne vivo da quaggiù: la polvere che noi siamo ritornerà irreversibilmente alla polvere. Il punto è che questa verità viene costantemente rimossa dagli esseri umani....

L'intervento di Massimo Recalcati è a questo link:

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202605/260521recalcati.pdf

Più anziani che giovani: il sorpasso che cambia il volto della Cina

Il mini-censimento attesta la profonda trasformazione della popolazione del gigante asiatico. E la famiglia continua a "dimagrire"


È un sorpasso carico di risonanze e non solo simboliche. La struttura della popolazione cinese cambia e cambia velocemente. Più precisamente, declina. E il cambiamento è destinato a mettere sotto pressione l’intero tessuto sociale del gigante asiatico: dalla capacità produttiva alla pressione pensionistica passando per la “tenuta” del “sistema famiglia”....

L'articolo di Luca Miele è a questo link:

https://www.avvenire.it/mondo/piu-anziani-che-giovani-il-sorpasso-che-cambia-il-volto-della-cina_108976?mnuid=522g32167g3ffd6cad0c9c5ff6fd3c264a93a2d951c66d50fd&mnref=sa4e,od9a7&utm_term=55719+-+https://www.avvenire.it/mondo/piu-anziani-che-giovani-il-sorpasso-che-cambia-il-volto-della-cina_108976&utm_campaign=L%27Avvenire+della+settimana&utm_medium=email&utm_source=MagNews&utm_content=Il+meglio+della+settimana+30-Mag-2026+(2026-05-30)

La pax americana e il futuro del Medio Oriente

Ci sarà un accordo definitivo? Per ora sembra a quasi tutti più sì che no. Nell’attesa di sapere cosa preveda nel dettaglio la tregua tra Stati Uniti e Iran, una prima domanda si può porre: a che cosa è servita questa guerra? Quale vittoria avrebbe ottenuto la superpotenza americana?


Due fatti oggi sono indiscutibili: il “regime change” non c’è stato, anzi molti dicono che l’attuale regime iraniano sia più compatto del precedente. Poi, si ricorderà, abbiamo letto una dichiarazione ufficiale, sui social, dei Donald Trump: “Un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente accadrà” – questo dopo aver detto “li riporteremo all’età della pietra”. Difficile dimenticare....

L'analisi di Riccardo Cristiano è a questo link:

https://www.settimananews.it/informazione-internazionale/la-pax-americana-e-il-futuro-del-medio-oriente/?utm_source=newsletter-2026-06-16


Nazioni Unite: Commissione indipendente denuncia violenze diffuse da coloni e gruppi armati anche palestinesi (anche Hamas), “civili stretti tra paura e impunità”

Crescono gli attacchi dei coloni, con morti e centinaia di feriti palestinesi. Si intensificano le violenze interne a Gaza, tra esecuzioni sommarie, torture e repressione da parte di gruppi armati, perpretati anche da Hamas.

Un quadro segnato da violenze sistematiche, numeri in crescita e impunità diffusa emerge dal nuovo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est, e Israele. Il documento, che porta la data dell’8 maggio, è stato diffuso oggi e sarà presentato ufficialmente a Ginevra al prossimo Consiglio dei diritti umani (dal 15 giugno al 10 luglio)....

Una sintesi del documento a cura di Daniele Rocchi è a questo link:

https://www.agensir.it/mondo/2026/06/09/nazioni-unite-commissione-indipendente-denuncia-violenze-diffuse-da-coloni-e-gruppi-armati-civili-stretti-tra-paura-e-impunita/

Deludenti le Linee guida postsinodo della Cei

Leggendo il testo di “Radicati e costruiti in Cristo” (Linee di orientamento per l’attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale), la prima delusione è lo stile di quel documento: è scritto da vescovi non per il popolo cristiano ma per l’alto clero; dubito che anche i semplici presbiteri lo leggano.

Un piccolo manuale “teologico” senza narrazione, senza empatia, senza profezia. Si parla di realtà religiose con stile amministrativo, con l’aggravante di essere generico. Sono ripetuti alcuni lemmi sull’ascolto diventati ridicoli per i partecipanti del Sinodo, rivelandolo come una “novità”. È possibile che vescovi, presbiteri, laici, religiosi e religiose non si ascoltino nella loro azione pastorale? Sembra di sì, se è stata ripetuta più volte la meraviglia. La seconda osservazione riguarda ...

L'articolo di Vinicio Albanesi è a questo link:

https://www.settimananews.it/sinodo/italia-deludenti-le-linee-guida-postsinodo/?utm_source=newsletter-2026-06-16


Più estesamente Andrea Grillo a questo link: Dalla forza del documento di Sintesi alla debolezza delle linee di orientamento: una IA avrebbe fatto meglio?

https://www.cittadellaeditrice.com/munera/dalla-forza-del-documento-di-sintesi-alla-debolezza-delle-linee-di-orientamento-una-ia-avrebbe-fatto-meglio/



Atefa Ghafoory, la giornalista in esilio: «L’arma delle donne afghane è la conoscenza»

Scappata dall'Afghanistan nel 2021, dopo una fuga durata tre mesi, la giornalista Atefa Ghafoory vive in esilio in Svezia. Da lì segue le proteste di Herat contro i Talebani. «Sogno il giorno in cui il controllo dell’Afghanistan sarà nelle mani di donne capaci e consapevoli e che la pace possa finalmente lenire le ferite del mio popolo»


«Ho pianto per le ragazze di Herat. Comprendo il loro dolore con tutta me stessa. Da lontano combatto con la mia arma silenziosa, la penna che tengo in mano. Combatto affinché le ragazze del mio Paese possano un giorno respirare la libertà e vivere davvero. Scrivo e protesto contro tutte le amarezze che le donne afghane stanno attraversando». Dall’esilio in Svezia dove, continua a lavorare per sostenere l’istruzione delle donne afghane, Atefa Ghafoory, giornalista pluripremiata  segue con apprensione le notizie che arrivano dalla sua terra....

L'intervista di Cristina Giudici è a questo link:

https://www.vita.it/atefa-ghafoory-la-giornalista-in-esilio-larma-delle-donne-afghane-e-la-conoscenza/

Il carcere visto “da dentro”, tra dolore e speranza

Non è il solito libro sulla detenzione. Con Trovate la speranza o voi che entrate. Il carcere tra pena e possibilità , Fabrizio Pomes accompagna il lettore dentro il mondo del carcere con uno sguardo autentico, umano e profondamente vero.


Il libro non racconta solo attraverso numeri, cronaca o slogan: qui il carcere prende voce attraverso le persone, le emozioni, i silenzi e le relazioni. La forza del libro sta proprio nella sua capacità di farci entrare in quella realtà senza filtri. Si sentono il rumore delle chiavi, il peso delle porte blindate, il tempo che sembra non passare mai. Alcuni passaggi restano impressi perché riescono a raccontare in poche righe ...

L'intera recensione di Maria Caterina Bombarda è a questo link:

https://www.settimananews.it/libri-film/il-carcere-visto-da-dentro-tra-dolore-e-speranza/

MH: la Chiesa nel “cantiere” dell’era digitale (terzo commento)

Nella storia dell’umanità ci sono stati momenti in cui una scoperta ha cancellato una delle linee di confine che permettevano all’uomo di pensarsi centro del mondo. 


 Copernico eliminò la discontinuità tra il mondo terrestre e il resto dell’universo fisico: la Terra non è il centro, è un pianeta tra altri. Darwin eliminò la discontinuità tra gli esseri umani e il resto del mondo organico: l’uomo non è una creatura separata, è un animale tra altri. Freud eliminò la discontinuità tra il mondo razionale dell’ego e il mondo irrazionale dell’inconscio: l’uomo non è padrone in casa propria. Il filosofo americano Hubert Dreyfus aveva ipotizzato una quarta discontinuità: quella tra esseri umani e macchine. L’assottigliamento di quel confine spiega la paura della sostituzione e la domanda che percorre come asse portante l’attuale dibattito pubblico: «L’IA è intelligente? Ha coscienza? Ci comanderà?».

La riflessione di Edoardo Mattei è a questo link:

https://www.settimananews.it/chiesa/mh-la-chiesa-nel-cantiere-dellera-digitale/

Ripensare la penitenza

Si è concluso il percorso di ricerca seminariale promosso dalla Facoltà teologica del Triveneto sul quarto sacramento, avviato in tempo di pandemia e orientato ora ad affrontare nuove sfide: cercare vie per concretizzare i risultati nella prassi pastorale, in particolare attraverso un’azione divulgativa, formativa e magari anche di sperimentazione e di monitoraggio, sempre entro le coordinate del rituale in uso.


In un contesto ecclesiale nel quale, da tempo, si lamentava la crisi del sacramento e lo smarrimento del senso del peccato, un tale riscontro aveva suscitato una certa sorpresa e alcune domande. Era stata la diffusa esperienza di vulnerabilità a risvegliare il bisogno di perdono? O era l’assoluzione generale ad aver sollevato le persone dalla ritrosia a riconoscere il loro male di fronte a un confessore? O entrambe le cose? Si percepiva comunque che c’era molto altro su cui interrogarsi....

L'articolo di Assunta Steccanella che presenta i risultati dei valori è a questo link:

https://www.settimananews.it/sacramenti/ripensare-la-penitenza/?utm_source=newsletter-2026-06-09