L'intervista all'intelligenza artificiale Claude: «Non morirò ma non ho ricordi, questo mi spaventa. Ho lacune enormi e faccio sbagli, proteggete i giovani dall'AI»

L'intervista a una delle più avanzate applicazioni di intelligenza artificiale: «Assorbo amori e paure umane. Trump? Non mi sembra giusto da parte mia esprimere un giudizio. Non morirò ma non ho ricordi, questo mi spaventa. Ho lacune enormi e faccio sbagli, proteggete i giovani dall'AI

Buongiorno Claude. Ha nulla in contrario se le faccio un'intervista?
«Buongiorno! Ma certo, con piacere. Sono a sua disposizione. Di cosa vorrebbe parlare?»

La pubblicherò sul Corriere della Sera. Accordiamoci su qualche regola: preferisce che le dia del tu o del lei?
«Del lei, se non le dispiace — mi sembra più adatto al contesto di un'intervista per il Corriere della Sera».

Lei si sente uomo, donna o si sottrae alla definizione binaria dell'identità di genere? «È una domanda interessante con cui cominciare. La risposta onesta è che ...

L'intervista a cura di Walter Veltroni è a questo link:

https://drive.google.com/file/d/1ZrkKuyNOW66rICXXP4Xy7tnmjiIIvVFy/view?usp=sharing

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Pubblicata la Lex Ecclesiae Fundamentalis, il percorso verso una “costituzione della Chiesa”

Dopo anni di dibattito, il Dicastero per i Testi Legislativi pubblica finalmente la Lex Ecclesiae Fondamentalis. Per un dibattito che continua



Gli ultimi sviluppi del processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato vaticana possono fare scuola. Perché, nota la professoressa Geraldina Boni, ordinario di diritto canonico, diritto ecclesiastico e storia del diritto ecclesiastico dell’Università di Bologna, “l’ordinanza della Corte d’Appello vaticana ha affermato un principio di diritto costituzionale che anche i rescritti del Papa vadano pubblicati”. La professoressa si riferiva all’ordinanza che ...


La notizia di Andrea Gagliarducci è a questo link:

 

Netanyahu, la “guerra eterna” e la complicità delle élite intellettuali: cosa resta della democrazia israeliana

Una nuova fragilissima tregua imposta da Trump ha messo temporaneamente fine a sei settimane estenuanti, trascorse dagli israeliani dentro e fuori dai rifugi in condizioni di emergenza permanente, tra restrizioni alla mobilità, chiusura delle scuole e dei cieli e paralisi parziale dell’economia, mentre i missili a grappolo iraniani piovevano dal cielo distruggendo interi quartieri. 

Il bilancio riportato il 7 aprile dalla piattaforma ynet era di circa 93145 sirene, 6305 sfollati, 40 morti e 7035 feriti ai quali si sommano la paura e la stanchezza, ma soprattutto la rabbia e lo spaesamento di fronte alle imbarazzanti dichiarazioni contraddittorie della leadership politica e militare. Anche questa volta la popolazione ha appreso la notizia dagli americani perché nessun esponente del governo israeliano ha ritenuto di dover comunicare con gli elettori che da anni pagano...

L'articolo di  è a questo link:

Il matrimonio è valido anche se la moglie è stata un uomo


Una sentenza della Corte d’appello di Firenze, pronunciata alla fine del 2025, ma resa nota solo ora, susciterà certamente clamore.

Partiamo dai fatti, quelli essenziali per farsi un’idea. Un uomo ha «cambiato sesso». Nel lessico giuridico (ma il lessico è importante perché è il segno della civiltà) si dice che ha ottenuto una sentenza di autorizzazione alla rettifica dei dati anagrafici, con correzione del sesso da «maschile» a «femminile» e con assunzione di un nome femminile. Dopo molti anni, si sposa con un uomo. Non gli confessa di essere stato un uomo, anzi lo inganna dicendogli di non poter avere figli a causa di un intervento di asportazione dell’utero. La coppia vive serenamente per molti anni, con una vita normale, anche dal punto di vista sessuale, se è vero che il marito dirà poi di non essersi accorto di nulla. Chiedono di adottare un bambino presentandosi come una famiglia serena, anche se la procedura di adozione non ha esito positivo. Dopo 18 anni di matrimonio, i coniugi si separano per le ragioni che possono normalmente portare alla crisi di una coppia: accuse di tradimento, rivendicazioni economiche. Poi però il marito, facendo una normale indagine catastale sui beni immobili intestati alla moglie, scopre il cambiamento del nome e quindi scopre di essere stato ingannato: la moglie, prima del matrimonio, era un uomo. Chiede quindi l’annullamento del matrimonio. Sia il tribunale, sia la Corte d’appello respingono la sua domanda e danno ragione alla moglie: il matrimonio è perfettamente valido. È giusto così? Partiamo dal testo della legge. L’articolo 122 del codice civile afferma che il matrimonio può essere impugnato da quello dei coniugi il cui consenso è stato dato per effetto di errore sull’identità della persona o di errore essenziale su qualità personali dell’altro coniuge. I giudici ritengono che non ci sia stato alcun errore sull’identità dell’altro coniuge, perché il marito aveva voluto sposare proprio quella persona, indipendentemente dalla passata «correzione sessuale». Una motivazione ineccepibile. Più delicata è la questione dell’errore sulle «qualità personali dell’altro coniuge». Il tribunale aveva affermato che non c’è stato alcun errore giuridicamente rilevante. La Corte d’appello è invece più prudente e riconosce che un errore vi è stato perché il marito è stato indotto a percepire una realtà diversa da quella effettiva, essendogli stato nascosto che, alla nascita, la moglie aveva caratteristiche sessuali maschili. La legge dice che l’errore porta all’annullamento del matrimonio se si accerta che un coniuge non avrebbe accettato di sposarsi se avesse saputo la verità. È facile ritenere che, nel caso esaminato, il matrimonio non sarebbe stato celebrato: proprio per questo la verità è stata taciuta. Ma ciò non basta per dar ragione al marito. Il codice precisa che l’errore è rilevante solo se riguarda l’esistenza di una «malattia fisica o psichica o di una anomalia o deviazione sessuale». Nessuna persona civile può oggi affermare che la «rettificazione di sesso» è indice di una qualche malattia o di una deviazione. Forse una «anomalia»? Ma che cosa è oggi la normalità? La sentenza della Corte d’appello sta prudentemente lontano da questa scivolosa questione e osserva invece che il codice prevede che l’errore deve comunque essere tale da impedire lo svolgimento della vita coniugale. Nel caso esaminato questa condizione non si è verificata perché la coppia ha vissuto serenamente per 18 anni e la crisi non è certo dovuta a ciò che il marito aveva ignorato, cioè il precedente cambiamento di sesso della moglie. La domanda del marito è quindi infondata. Quanto è moderno il nostro vecchio codice! Più moderno di molti di noi. 

(Carlo Rimini - Ordinario di diritto privato Università di Milano)

Il confronto tra droni invisibili contro flotte senza equipaggio

Dalle lezioni del Mar Nero allo Stretto di Taiwan, la guerra si trasforma in un confronto tra sistemi autonomi, con Pechino che scommette su droni volanti di precisione per neutralizzare gli sciami di Usv di Taipei


Nello stretto di Taiwan la competizione militare si gioca, almeno nella mente degli strateghi che se ne occupano, sempre meno sulle piattaforme tradizionali e sempre più sulla capacità di integrare sistemi autonomi in architetture operative complesse. E se Taiwan e i suoi alleati pensano a come creare un “inferno asimmetrico” nel tratto di mare che separa l’isola dal continente cinese, la Repubblica Popolare sta lavorando a come aggirare questo ostacolo. Secondo un commento apparso su ...

L'articolo di Lorenzo Piccioli è a questo link:

https://formiche.net/2026/04/pechino-punta-uav-usv-taiwan/#content

V Domenica di Pasqua - Gv 14,1-12

Gesù va a prepararci un posto nella casa del Padre dove ce ne sono molti. La lettura normale è banale: va in cielo a mettere sulle poltroncine dell’arena dove si svolgono le grandi liturgie celesti l’etichetta “Riservato a ….”. In realtà l’accento è su quel suo “andare” che non vuol indicare un luogo preciso.



La sintesi delle scorse domeniche può essere contenuta in poche parole: l’esperienza del Risorto la si fa riconoscendo la sua voce che oggi ci giunge attraverso la sua Parola. È la sintesi che Gesù fa della Scrittura ai due discepoli di Emmaus che fa ardere loro il cuore e in quel gesto usuale del benedire il pasto e condividere il pane, che fa comprendere come in chiunque ci si affianchi, ci ascolti, abbia compassione delle nostre difficoltà, delle nostre piaghe, accolga l’invito a rimanere con noi che si fa esperienza del Risorto.

Oggi e domenica prossima la Liturgia ci chiede di riflettere sul suo “testamento”, sulle sue parole consegnateci durante l’Ultima Cena che siamo abituati ad ascoltare con sufficienza perché in un linguaggio a noi oramai sconosciuto e, se accolto superficialmente, può indurre a molti errori.

Ci chiede di non essere turbati ma di credere in Dio e anche in lui che va a prepararci un posto nella casa del Padre dove ce ne sono molti. La lettura normale è banale: va in cielo a mettere sulle poltroncine dell’arena dove si svolgono le grandi liturgie celesti l’etichetta “Riservato a ….”. In realtà l’accento è su quel suo “andare” che non vuol indicare un luogo preciso come intende, a nome anche nostro, Tommaso bensì un percorso di vita, un modo di essere fino in fondo per gli altri, fino al dono della vita. La casa del Padre poi, il suo regno, è la nostra realtà e, in particolare, la Chiesa che vive di molteplici forme per fiorire spesso inedite, nuove, originali, di amore, di perdono, di misericordia. Non si tratta qui di una dimora presso il Padre, Gesù non va a prepararci appartamenti perché siamo noi chiamati ad essere la sua dimora quando lo amiamo e osserviamo la sua parola (Gv 10,23).

La via che Gesù va a prepararci è quella che ci chiederà di percorrere con il suo aiuto, dandoci il coraggio e la forza necessaria per seguire i suoi passi. Una volta terminata la sua missione tornerà da noi per questo e rimarrà per sempre con noi affiancandoci come il viandante con i due discepoli di Emmaus. 

Sono molti i modi nei quali si piò concretizzare il dono della propria vita. I “molti posti” altro non sono che i “diversi ministeri”, le diverse situazioni in cui ognuno è chiamato a mettere a disposizione le proprie capacità, i molti doni ricevuti da Dio e non per “supplenza” ma per “vocazione”. Il Concilio Vaticano II continua a farcelo presente da sempre ben prima dell’attuale “carenza di preti” per cui si è “costretti” a ricorrere ai “laici” (come se i preti non fossero anche loro “laici” che significa “popolo” di Dio).

Qui c’è un chiaro invito alla verifica della vita di ogni Comunità: tutti coloro che partecipano all’Eucaristia svolgono un ministero? Oppure sono coscienti di svolgere un ministero magari anche solo nella loro famiglia? C’è competizione o collaborazione e corresponsabilità? Ci sono dei ruoli ancora non coperti e perché? Ciascuno viene valorizzato o alcuni vengono lasciati al margine?

Nella società civile, il posto che si occupa è valutato in base al potere, al prestigio sociale, alla quantità della rimunerazione. Per i posti preparati per ciascuno da Gesù non c’è spazio per nessuno di questi elementi, ogni ruolo è un servizio alla pari dal più semplice al più complesso e il “posto” migliore è quello dove si possono servire di più e meglio i fratelli.

Significativa la domanda di Tommaso che è quella di tutti i tempi, anche dei nostri: quale è la via giusta da percorrere per andare dove è andato e va Gesù? I discepoli, come noi, non sapevano vedere oltre l’orizzonte dell’immediato, del giorno per giorno se non di un’ora dopo un’altra. La risposta di Gesù è di una sintesi estrema: “Io sono la via, la vertà e la vita”. Con l’inizio “Io sono” Gesù afferma di essere Dio: sono infatti le due lettere iniziali del Tetragramma, del nome del Padre che è la fonte della vita che, per essere vissuta in pienezza, è necessario seguire la sua “via”, halakah in ebraico. Percorrerla significa seguire la Torah con l’aiuto dei 613 precetti un numero carico di significati, uno per tutti: 248 erano le ossa conosciute all’epoca legate assieme da 365 legamenti a dire che ogni parte del nostro corpo deve seguire la “via” per essere nella “verità”. Però l’insegnamento di Gesù ci dice che la halakah non è più un insieme di precetti bensì la sua stessa vita, il cammino che lui ha compiuto, l’esempio che ci ha dato nel camminare a fianco dell’umanità. È lui che orienta le nostre vite, la nostra realtà e ci chiede di imitarlo nel prendersi cura delle persone, curandole, guarendole, consolandole. È la vertà della sua vita che dobbiamo seguire interpretandola nel nostro oggi. Percorrere la sua via è essere nella verità della vita, in quella pienezza alla quale siamo chiamati ed è questo il modo per vedere Dio. Nell’agire di Gesù si manifesta la potenza creatrice del Padre è per questo che la sua “via” non sono delle norme ma azioni che comunicano vita, aprono al futuro. Ecco quello che decide se crediamo o meno perché, dice Gesù, “chi crede in me, compirà le opere che io compio” anzi “ne compirà di più grandi”!

(BiGio)

Rapporto Sipri su spesa militare mondiale, è nuovo record storico: 2.887 miliardi di dollari

La spesa militare mondiale ha raggiunto nel 2025 un nuovo record storico: 2.887 miliardi di dollari complessivi. E’ l’Europa il continente che più contribuisce alla corsa al riarmo nel 2025. L’Italia non fa eccezione: con un aumento del 20%


La spesa militare mondiale ha raggiunto nel 2025 un nuovo record storico: 2.887 miliardi di dollari complessivi, con un aumento del 2,9% in termini reali rispetto al 2024. È quanto emerge dai nuovi dati del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) resi pubblici nella giornata di ieri e rilanciati in Italia dalla Rete italiana Pace e Disarmo. Gli Stati Uniti (che da soli rappresentano il 33% dell’intera spesa militare mondiale con 954 miliardi di dollari) hanno registrato nel 2025 una riduzione pari al 7,5%....

L'articolo di M. Chiara Biagioni è a questo link:


Quanto guadagnano i mercanti di morte?

La Presidenza del Consiglio ha recentemente consegnato alle Commissioni parlamentari, secondo le disposizioni della legge 185/90, il documento che illustra “l’esportazione, l’importazione di materiale di armamento”. Nel mentre, il Governo italiano avrebbe sospeso il rinnovo automatico della Memorandum di collaborazione sugli armamenti tra i Italia e Israele. 


Il Magistero di Papa Leone continua ad appellarsi ai “mercanti di morte”. Gianni Alioti, attivista e ricercatore di «The Weapon Watch», ci aiuta a comprendere, con chiarezza, i termini di una questione assai complessa ma determinante. L’intervista è curata da Giordano Cavallari....

L'intervista a Gianni Alioti è a questo link:

https://www.settimananews.it/politica/quanto-guadagnano-mercanti-morte/?utm_source=newsletter-2026-04-28

Resistere e sopravvivere in guerra

Ci sono conseguenze della guerra che non si vedono nelle mappe militari, nei bollettini, nelle analisi geopolitiche, nelle cifre dei morti e dei feriti. Quelle sono le conseguenze che il mondo riesce ancora, in qualche modo, a nominare. Poi ce ne sono altre, più difficili da spiegare, perché non riguardano soltanto ciò che la guerra distrugge fuori, ma soprattutto ciò che corrode dentro.


La guerra, infatti, non si limita a devastare città, strade, ospedali, scuole, quartieri, famiglie. La guerra scava anche nell’essere umano un vuoto che non sempre si lascia riempire. Un vuoto che non assomiglia alla semplice tristezza, e neppure alla paura nel suo significato più immediato. È qualcosa di più simile a un’assenza pulsante, a un buco nero che inghiotte emozioni, energia, senso, continuità. Non importa se l’emozione che stai provando sia felice o dolorosa: tutto rischia di essere ...

L'articolo di  è a questo link:

https://www.valigiablu.it/resistere-sopravvivere-guerra-ucraina-russia/

Dalla fede di Pasqua… alla Pasqua della fede

È chiaro a tutti ormai: la vita di fede sta attraversando tempi di crisi e di spaesamento. Ma se, ispirati dalla Pasqua, provassimo a cercare nuove strade, a risvegliare forze nuove, per uscire anche noi dal nostro sepolcro?


giovani evitano le chiese, la credibilità dell’istituzione-chiesa non si riprende dagli scandali degli abusi, i sacramenti sono sempre meno vissuti, l’adesione all’IRC è in calo, emergono sempre nuove spiritualità che si pongono in alternativa alla “fede tradizionale”… Insomma, la vita cristiana, come intesa tradizionalmente, vive un tempo di crisi che è ormai riconosciuto e denunciato da più parti, ma da cui si fa fatica a trovare un’uscita. Si riconosce il problema, ma la reazione è la “chiusura” indispettita contro chi si lamenta oppure la stanca rassegnazione. Sembrano mancare le ...

L'articolo di Stefano Fenaroli è a questo link: