Pakistan - Afganistan: rischio di guerra aperta

È scontro tra Islamabad e Kabul. Sullo sfondo il nodo irrisolto della branca pakistana dei talebani, le rivalità regionali e il rischio di un conflitto capace di destabilizzare l’intera Asia meridionale.



“La nostra pazienza è finita. Adesso è guerra”: con queste parole il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha dichiarato che la tolleranza nei confronti delle autorità talebane – al potere in Afghanistan – si è esaurita, poche ore dopo che Islamabad aveva bombardato Kabul e altre città afghane. L’escalation arriva al culmine di settimane di scontri lungo il confine condiviso, durante i quali entrambe le parti sostengono siano state uccise decine di persone. ...

Il servizio dell'ISPI è a questo link:

Post-teismo: Dio non è (più) così

Intervista a José María Vigil religioso claretiano. Ha speso quarant’anni della vita in America Latina, ove è stato al fianco di Pedro Casaldáliga, il vescovo “profeta dell’Amazzonia”. È tra i rappresentanti mondiali del pensiero post-teista. È autore di volumi, saggi e articoli, tra cui, in italiano, «La costruzione del dogma cristologico», in Teologia del Pluralismo religioso (Roma, 2008).


“Posteismo” è un termine che può avere diversi significati. Il primo significato è riferibile ad una corrente teologica interna al cristianesimo – presente anche nel cattolicesimo – che postula ciò che la parola suggerisce, ossia che il tempo del “teismo” sta di fatto tramontando in una parte significativa dell’Occidente, con ripercussioni in tutto il mondo. Ma, in un senso più ampio, il termine evoca un intero fenomeno sociale contemporaneo – culturale e religioso – di dimensioni immense in Occidente, tale da interessare la scienza, l’università, la cultura, il mondo giovanile e il mondo laico. Prima di dare definizioni, quindi, suggerisco ai lettori di stare ad osservare...

L'intervista a cura di Giordano Cavallari è a questo link:

https://www.settimananews.it/teologia/dio-non-piu-cosi/?utm_source=newsletter2026-03-03

La Costituzione non va smontata! Il referendum sulla Giustizia

Nei giorni ventidue e ventitré marzo i cittadini saranno chiamati a decidere, mediante referendum, se accogliere o respingere le riforme che l’attuale governo ha promosso e che riguardano alcune modifiche all’ordinamento giudiziario e non, come erroneamente si vuole far credere, solo alla “separazione delle carriere dei magistrati”.


Il maldestro tentativo di nascondere sotto quella breve, ma ambigua espressione, il vero fine che si vuole raggiungere lo si desume da una sentenza del 6 febbraio u.s. della Corte di Cassazione, provocata dalla richiesta di oltre cinquecentomila cittadini. il popolo italiano vorrà correre il rischio di ignorare i pericoli cui si va incontro con questa azzardata riforma dell’ordinamento giudiziario – perché in effetti di questo si tratta – e poi rimpiangere il passato? Il quieta non movere in questo caso non ha un risvolto negativo né può qualificarsi come inerzia, bensì come invito alla prudenza e ad evitare rischi che potrebbero essere fonte di grossi guai. Valutare il tempo presente, carico di conflitti e agitato da motivazioni egoistiche e predatorie, è segno di avvedutezza e saggezza. Se si conosce o si paventa il pericolo non è prudente nascondersi, ma agire...

L'opinione di Piero Antonio Carnemolla è a questo link:

https://appuntidiculturaepolitica.it/2026/02/26/la-costituzione-non-va-smontata-il-referendum-sulla-giustizia/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet&utm_campaign=febbraio%20-%20seconda%202026

Guerra e pace nei media

Andrea Cozzo, docente di Lingua e letteratura greca presso l’Università degli Studi di Palermo, in cui ha tenuto, per gli studenti, laboratori di Teoria e pratica della non-violenza, è autore di diversi libri sia sul mondo greco antico che sull’azione non-violenta; ha recentemente pubblicato il volume Media di guerra e media di pace sulla guerra in Ucraina. Promemoria e istruzioni per il futuro, Mimesis 2025. L’intervista è a cura di Giordano Cavallari. 


  • Andrea, quali sono i caratteri del “giornalismo di guerra” comuni a tutte le guerre?  

Direi, in generale, quello del pensare per polarità: Buoni vs. Cattivi, Bene vs. Male… che, naturalmente, identifica ogni volta il primo membro dell’opposizione con il “Noi” o “I nostri” o, insomma, coloro con cui noi ci schieriamo; e il secondo con l’“altro”.  ...

L'intera intervista è a questo link: 

https://www.settimananews.it/societa/guerra-pace-nei-media/?utm_source=newsletter-2026--02-24

Chiesa tedesca: esercizi di sinodalità

Tra pochi giorni, i vescovi cattolici tedeschi decideranno se istituire un organo sinodale permanente a livello nazionale. Questa decisione avrà ripercussioni non solo sul cattolicesimo in Germania, ma anche sull’intera Chiesa cattolica.


La posta in gioco è alta. Da un lato, l’esito in Germania avrà un impatto a livello globale, poiché la sinodalità rappresenta l’eredità più significativa che papa Francesco ha lasciato alla Chiesa. D’altra parte, interrompere la prassi sinodale in Germania potrebbe consegnare il papato di Leone XIV alle frange più intransigenti del cattolicesimo. Frange queste che si sentono rappresentate dal nuovo autoritarismo politico che vuole abbandonare la democrazia liberale e i suoi principi fondamentali ...

L'analisi di Marcello Neri è a questo link:

https://www.settimananews.it/chiesa/chiesa-tedesca-esercizi-di-sinodalita/?utm_source=newsletter-2026--02-24

Immigrazione europea, la stagione della deterrenza e l’illusione di chiudere i confini

Il Nuovo Patto su immigrazione e asilo dell’Unione europea rafforza la logica della deterrenza, ampliando espulsioni, Paesi sicuri e return hubs. A fronte di un alto tasso di riconoscimento delle domande, si restringono le tutele per i richiedenti asilo, mentre gli Stati riaprono ai flussi di lavoro, rivelando profonde contraddizioni nelle politiche migratorie europee


Due dati possono servire per inquadrare gli sviluppi delle politiche dell’Unione europea in materia di immigrazione e asilo. Il primo riguarda il tasso di accettazione delle domande di asilo: secondo Eurostat, nel 2024 oltre la metà delle 754.290 richieste d’asilo (51,4%) sono state accettate. I richiedenti sono riconosciuti come meritevoli di tutela a causa di guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti essenziali. Il secondo dato è il tasso di espulsione degli immigrati colpiti da un ordine di allontanamento: appena il 27%. Il Nuovo Patto sull’immigrazione e l’asilo ...

L'analisi di Maurizio Ambrosini è a questo link:

https://www.agensir.it/europa/2026/02/20/immigrazione-europea-la-stagione-della-deterrenza-e-lillusione-di-chiudere-i-confini/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=la-newsletter-di-agensir-it_2

I vescovi americani: "Nessun migrante è straniero per la Chiesa"

Si è concluso a Tampa, in Florida, l’incontro biennale degli episcopati del continente americano, con l'invito a progettare risposte congiunte di fronte alla sfide che vive il continente. L'appello a riconoscere chi lascia la propria casa alla ricerca di sicurezza "il volto stesso di Cristo in cammino"


«Nessun migrante è straniero per la Chiesa»: ne sono fermamente convinti i presidenti e i rappresentanti delle Conferenze episcopali dell’America riunitisi nei giorni scorsi, e fino a ieri giovedì 19 febbraio, nella città di Tampa, in Florida (Stati Uniti), per rafforzare la comunione ecclesiale e progettare risposte congiunte alle sfide che il continente sta affrontando. "In ogni persona che lascia la propria patria in cerca di sicurezza, opportunità o dignità — si legge in una dichiarazione congiunta — riconosciamo un fratello, una sorella; riconosciamo il volto stesso di Cristo in cammino". Alla riunione erano presenti ...

La notizia di Vaticannews è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-02/chiesa-vescovi-migrazione-america.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

La circoncisione e la Legge: com'erano ebrei i primi cristiani

Il cristianesimo, nato dall'ebraismo e al suo interno come una setta, si è trovato subito in opposizione e in concorrenza con alcune delle componenti dell'ebraismo del primo secolo. 


Quando Svetonio, tra le notizie relative all'impero di Claudio (41-54 d.C.) ricorda l'espulsione di giudei da Roma perché «continuamente in agitazione su istigazione di un certo Chresto», fornisce una testimonianza del clima conflittuale esistente già a metà del I secolo - e non solo in Giudea, ma a Roma - tra i giudeo-cristiani impegnati nella missione e gli appartenenti alle altre componenti della comunità giudaica....

L'articolo di Enzo Bianchi è a questo link:

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202602/260228bianchi.pdf

L'intervista ad Andrea Riccardi. “Infiammare il Golfo è un boomerang Ora Putin e Xi avranno campo libero”

Gli iraniani vogliono libertà ma il regime, pur fragile, è una grande costruzione con una base di personale ampia Per essere veri i negoziati non debbono per forza essere istantanei possono durare anche due anni Ormai il modello della fedeltà al blocco non esiste più Lo dimostra la Turchia che è nella Nato ma fa una politica tutta sua


«Ha senso impedire che l'Iran abbia l'atomica, ma infiammare il Medio Oriente è un tragico boomerang», dice Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant`Egidio, promotore di corridoi umanitari (Africa, Medio Oriente). «Da anni quel mondo è stato sconvolto dalle guerre e dalla violenza fanatica: sarà difficile ricostruirlo. Per esempio In Iraq, nel 2003, gli Stati Uniti hanno fatto la guerra a Saddam Hussein, sostenuto dai sunniti. Così l'Iraq, in preda al terrorismo, si è scomposto: i curdi, oppressi da Saddam, hanno conquistato l'autonomia, mentre gli sciiti sono diventati determinanti. Le conseguenze geopolitiche emergono a lungo termine, spesso quando è troppo tardi» ...

L'intervista a cura di Giacomo Galeazzzi è a questo link:

https://www.santegidio.org/pageID/30468/langID/it/itemID/67797/L-intervista-ad-Andrea-Riccardi-Infiammare-il-Golfo-%C3%A8-un-boomerang-Ora-Putin-e-Xi-avranno-campo-libero.html

Al di là del "caso" Ravagnani: come viene letto chi lascia?

Chi "molla" sbaglia? è comprensibile? fa bene?


A ben guardare ci sono almeno tre elementi comuni: il primo è la spaccatura antropologica su cui stanno in piedi; il secondo è che nessuna delle tre riesce a centrarsi effettivamente sull’esperienza dell’amore gratuito; la terza terza è che in tutti i casi, la condizione che viene ritenuta “giusta”, è percepita come qualcosa che non può essere “manipolato” dalla persona stessa, non può essere oggetto di un percorso che possa migliorare i limiti che ciascuna forma vocazionale presenta....

La riflessione di Gilberto Borghi è a questo link: 

https://www.vinonuovo.it/teologia/pensare-la-fede/come-viene-letto-il-prete-che-lascia/