Congo-Africa: l’ossessione del potere

La grande malattia politica del nostro secolo non è più solo la corruzione o l’ingiustizia sociale. Sembra ormai assumere le sembianze di un’ossessione: quella di durare al potere, restare, mantenersi, perpetuarsi. Non importa quali siano le circostanze, non importa quali siano le promesse di ieri, purché la poltrona non cambi di mano.


In diversi paesi africani, questa tentazione ritorna con insistenza, spesso proprio nel momento in cui i popoli si aspettano piuttosto risposte concrete alle loro sofferenze quotidiane. La recente conferenza stampa del presidente Félix Tshisekedi si inserisce proprio in questo clima politico carico di interrogativi, di speranze ma anche di diffidenza....

L'articolo di 

«È ora di dircelo: essere irrilevanti è una fortuna»

La riflessione di un prete sulla perdita di presa ecclesiale. Quando non si riesce più a trasmettere il “fuoco” alle nuove generazioni, gli adulti sono distanti e la catechesi è inefficace si impone una svolta. Da leggere come occasione di libertà


Per onorare la responsabilità che come credenti ci compete, quella di tenere acceso a disposizione di chiunque il fuoco di amore e di misericordia che Gesù è venuto a gettare sulla terra, ci serve tutta la sincerità di cui siamo capaci per dirci quello che è ora di dirci. Questa Chiesa così com’è, almeno in Occidente, quel fuoco, non riesce più a trasmetterlo alle generazioni che ora vengono al mondo. Di più, forse è il momento di riconoscere che non esiste al mondo “fabbrica di ateismo” più efficiente di ciò che ci ostiniamo a chiamare “catechismo per la Prima Comunione”...

La riflessione di Armando Matteo è a questo link:

https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/e-ora-di-dircelo-essere-irrilevanti-e-una-fortuna_107068

Festa della SS. Trinità - Gv 3,16-18

Due sono i verbi, le azioni, che caratterizzano il Padre, il primo è “amare” di un amore totalmente gratuito che non chiede nulla in cambio, il secondo è "donare". È necessario fare bene attenzione ai tempi dei verbi nell’Evangelo di oggi: non sono al futuro ma al presente indicativo.



Come sempre, un Tempo liturgico si compie con una festa, quello pasquale con due: l’Ascensione e la Pentecoste. Quello successivo viene aperto in maniera speculare, cioè da due feste: la SS. Trinità e il Corpus Domini. Da una parte una sintesi del Tempo pasquale, da quell’altra i temi che la Liturgia ci porterà ad approfondire nel rimanente cammino di quest’anno fino alla festa finale di Cristo Re.

La festa di oggi, la Trinità, è prima di tutto una sintesi: il dono della Pace è la riconciliazione tra il Padre e l’umanità nella vita e nella croce di Gesù che assicura la sua presenza al nostro fianco tutti i giorni fino alla fine del mondo attraverso lo Spirito, chiamandoci a portare ovunque la misericordia del Padre.

Poi, nei tre densissimi versetti dell’Evangelo di oggi, c’è parte della risposta che Gesù dà a Nicodemo, un fariseo che lo aveva interrogato, sintetizzando chi sia il Padre, la sua volontà e la missione che gli ha dato: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.”

Due sono i verbi, le azioni, che caratterizzano il Padre, il primo è “amare” di un amore totalmente gratuito che non chiede nulla in cambio, proprio nulla. Questo è il senso del verbo greco agapan (da cui agape) qui usato per la prima volta e che cadenzerà poi l’intero Evangelo di Giovanni ritornando per 35 volte. È totalmente diverso dall’amore come eros (da cui erotico) che può sfociare nel possesso, nel gioco del potere e dei ricatti come purtroppo spesso i fatti di cronaca ci ricordano anche in questi giorni.

Dio ama il mondo ma non gli sfugge cosa l’uomo abbia fatto e faccia della libertà con la quale è stato creato, tanto che un giorno la Scrittura dice che, guardando la diffusa malvagità, quasi “si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo” (Gn 6,6). Nonostante questo, non ha mai smesso un istante di amarlo fino a donargli la sua cosa più preziosa: “il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Per ben capire è necessario ricordare che nelle lingue semitiche come quella ebraica, non esistono parole che indichino concetti astratti; per capirci con un esempio banale: per dire che uno è robusto e forte, si dice che ha il braccio grosso. Quindi anche il verbo “credere” va tradotto in un qualcosa di concreto: accettare ed aderire al modello di vita indicato e praticato da Gesù, adoperarsi per cancellare il peccato dal mondo, realizzare una umanità nuova che al centro abbia il dono gratuito di sé.

Vivere così significa aver accolto ed essere accolti nella vita, cioè nell’agire del Signore e godere della sua vita che è eterna. Questa non è un premio per dopo la nostra morte fisica se facciamo i buoni, il verbo non è al futuro “avrà”, ma è al presente “abbia – già oggi - la vita eterna”. 

Dio è amore che comunica, dona unicamente vita: “infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”. Cosa significa salvare? È un verbo che a noi oggi può sembrare “strano” o insignificante. Sarebbe forse meglio renderlo con liberare, liberare da ciò che ci opprime, dalle catene del nostro egoismo, delle nostre paure, dei nostri limiti, delle nostre incapacità di farsi prossimi, di condividere. Queste realtà ci rendono impossibile raggiungere e vivere quella pienezza alla quale siamo chiamati: la vita eterna già da oggi e che porteremo con noi dopo la nostra morte, mentre quello che non avremo vissuto secondo le intenzioni di amore di Dio, finirà “bruciato nel fuoco inestinguibile”. 

Gesù aggiunge: “chi crede (in colui che il Padre ha mandato) non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio”.

È necessario fare bene attenzione ai tempi dei verbi dell’Evangelo: non si dice che sarà condannato (nel futuro), ma che è già stato condannato e il verbo greco in realtà significa emettere una sentenza, non una condanna. Chi decide nella sua libertà di non accogliere il dono di Dio aderendo a vivere come Gesù ha vissuto, continuerà allora a vivere ed agire secondo il “mondo” con al centro il proprio ego, sprofondando sempre più in esso. Ma il Padre ha inviato suo Figlio non per condannare, ma per salvare. Per questo a bruciare saranno le opere sbagliate, non l’uomo che è e rimane sempre più grande del suo peccato. Ce lo assicura anche S. Paolo e poi non si deve dimenticare che per aiutarci al nostro fianco tutti i giorni abbiamo quello Spirito che ci è stato promesso e donato e un altro “avvocato” a difenderci lo abbiamo presso il Padre: Gesù.

Infine, se è vero che i doni di Dio non cercano una reciprocità, è anche vero che sono “dinamici” cioè non si ripiegano su se stessi in un circolo asfittico e chiuso esponendosi così al rischio della difesa per il loro uso esclusivo fino alla violenza, ma aprono agli altri per farli fiorire servendo la loro vita.

(BiGio)

 

 

 

Abusi nella Chiesa Usa. Nel 2025 1.070 nuove denunce

Per la prima volta dall'adozione della Charter for the Protection of Children and Young People nel 2002, tutte le 196 diocesi ed eparchie cattoliche statunitensi hanno partecipato ad almeno una verifica in loco sulla tutela dei minori. Il Rapporto 2025 della Conferenza episcopale Usa registra 1.070 nuove denunce di abuso


Denunce in aumento ma calo del 60% sul 2021

L'articolo di Riccardo Benotti è a questo link:

https://www.agensir.it/chiesa/2026/05/28/abusi-nella-chiesa-usa-rapporto-2025-1-070-nuove-denunce-e-per-la-prima-volta-tutte-le-diocesi-controllate/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=la-newsletter-di-agensir-it_2

Vivere più a lungo non basta: perché il vero tema della longevità è il cervello

La neurologa Matilde Leonardi spiega perché la sfida non è aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni


Per anni il dibattito sulla longevità si è concentrato quasi esclusivamente su una domanda: quanti anni potremo vivere? Oggi, però, la scienza sta iniziando a spostare il focus su un interrogativo molto più profondo: in che condizioni vivremo quegli anni? È uno dei temi centrali affrontati da Matilde Leonardi durante il Vatican Longevity Summit a Roma, dove il tema dell’invecchiamento è affrontato non soltanto dal punto di vista biologico, ma anche umano, sociale ed etico....

A questo link:

https://www.rainews.it/articoli/2026/05/vivere-piu-a-lungo-non-basta-perche-il-vero-tema-della-longevita-e-il-cervello-9bae9353-101a-47ea-bcfb-dbcccb0f1779.html

Pizzaballa: in tempo di conflitto guarire le ferite con il coraggio del perdono

In una lettera pastorale alla diocesi il patriarca latino di Gerusalemme riflette sul contesto di guerra e sul ruolo della Chiesa in Terra Santa: "Nella desolazione, le comunità cristiane restano un segno tangibile di speranza e di coraggiose esperienze di vitalità e fraternità, grazie anche alla costante vicinanza spirituale e fattiva della Chiesa universale"


Come vivere da cristiani nella situazione di conflitto che sta affrontando la Terra Santa?  E’ la domanda a cui tenta di rispondere la lettera indirizzata alla diocesi a firma del patriarca di Gerusalemme dei latini, cardinale Pierbattista Pizzaballa, che è stata diffusa con il titolo “Tornarono a Gerusalemme con grande gioia. Una proposta per vivere la vocazione della Chiesa in Terra Santa”....

La presentazione della Lettera Pastorale di Beatrice Guarrera è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/pizzaballa-lettera-alla-dicoesi.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Migranti: un futuro di disumanità

Quanto è accaduto a Modena ha dato modo ai sovranisti nostrani di invocare l’espulsione degli stranieri colpevoli di reati. Punizione anziché integrazione.


Ogni avvenimento predatorio o di sangue, il cui autore abbia una assonanza aliena, scatena immediatamente l’alzata in volo degli avvoltoi patriottici che invocano punizioni esemplari e scacciate di massa, ribadendo l’equazione: straniero, potenziale portatore di devianze delinquenziali....

La riflessione di Franco Valenti è a questo link:

https://www.settimananews.it/societa/migranti-un-futuro-disumanita/

Violenza politica negli Stati Uniti: le novità dell’era Trump

Un caso problematico e difficilmente spiegabile. Il ruolo di Trump nell’aumento del clima comunicativo violento. Radici profonde: ma c’è oggi un salto di qualità

Già nel 1970, lo storico Richard Hofstadter metteva in guardia dalla necessità di affrontare seriamente il tema della violenza, che non poteva più essere considerata un fenomeno sporadico o confinato a singoli individui o gruppi marginali. Per Hofstadter, la violenza rappresentava una minaccia non solo perché incrinava il mito eccezionalista di una società americana stabile e consensuale, ma anche perché le sue conseguenze travalicavano i confini nazionali: una violenza politica interna incontrollata costituiva un pericolo per l’intero equilibrio internazionale, dato...

Il punto di vista di Raffaella Baritono è a questo link:

https://appuntidiculturaepolitica.it/2026/05/22/violenza-politica-negli-stati-uniti-le-novita-dellera-trump/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet&utm_campaign=maggio%20-%20seconda%202026

Nemici ed esigenze in comune. Perché Musk collabora con Anthropic

l tycoon sudafricano era tutt’altro che entusiasta di Anthropic. Ora ci si allea per provare ad affossare il loro avversario, Sam Altman, e per risolvere alcune problematiche in vista dell’Ipo di SpaceX


Una partnership per restare al vertice. Va letta così la collaborazione appena nata tra Elon Musk e Dario Amodei. L’azienda xAI metterà a disposizione di Anthropic l’enorme data center di Memphis, Colossus 1, un tempo pensato per alimentare il chatbot Grok – che opererà sull’altro supercomputer Colossus 2. Nel costruirlo, l’idea di Musk era chiara: se si hanno i chip, si può vincere la sfida della...

L'articolo di Lorenzo Santucci è a questo link:

https://formiche.net/2026/05/nemici-ed-esigenze-in-comune-perche-musk-collabora-con-anthropic/#content

Un ragazzo indonesiano trasforma i rifiuti in risorse mentre il governo punta alla riforma.

A soli 12 anni, Syazwan Luftan Riady ha fondato un nonprofit di giovani impegnati nella protezione ambientale nella provincia di Giava Orientale.


 Oggi studente al secondo anno di un’università prestigiosa in Indonesia, Luftan è anche protagonista di un libro per bambini e ha ricevuto riconoscimenti da un’organizzazione statunitense per il suo attivismo. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, l’Indonesia produce annualmente 3,2 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, il secondo dato più elevato al mondo dopo la Cina...

L'articolo di Luigi Salemi è a questo link:

https://www.blog.it/un-ragazzo-indonesiano-trasforma-i-rifiuti-in-risorse-mentre-il-governo-punta-alla-riforma/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=ecologia_ambiente

Il dibattito sulla liturgia tra Enzo Bianchi, Melloni e Grillo

Diceva Seneca: nello stesso prato il cane cerca la lepre, il bue l’erba e l’ape il fiore. È del tutto legittimo che lo stesso tema, la liturgia, possa essere guardato dal monaco, dallo storico o dal teologo in modo diverso. La ricchezza delle prospettive viene proprio da questa pluralità di sguardi e di interessi. Ma ciascuno, allo stesso tempo, non deve semplificare i dati e non deve pensare che si riduca il prato alla lepre, all’erba o ai fiori.



Nella discussione che si è aperta nei giorni scorsi ho scritto a Enzo Bianchi una “lettera aperta” in cui sollevo alcune obiezioni alla sua ricostruzione monastica e spirituale delle contese in ambito liturgico. Il motivo della contestazione è fondato sul piano teologico: dal 2007 mi sono convinto che una soluzione dei conflitti liturgici che non sia fondata teologicamente non solo non risolve le questioni, ma le complica. Alberto Melloni, di fronte alle mie obiezioni  ha scritto un breve commento in cui si dice “dispiaciuto”. Ha successivamente precisato la cosa e lo ha fatto sul piano storico. ...

Il testo di Andrea Grillo è a questo link:

https://www.settimananews.it/liturgia/liturgia-la-versione-di-melloni/

Stefano Allievi risponde a domande su quando si diventa adulti

 Quando si diventa adulti è una domanda difficilissima ormai. Ecco cosa pensa di questo passaggio Stefano Allievi, docente ordinario di Sociologia all'Università di Padova.


Una volta diventare adulti aveva tappe riconoscibili: casa, famiglia, lavoro. Quali sono i nuovi riti di passaggio all'età adulta?

«Mi sorprende come, rispetto al 2011, non sia più il lavoro a determinare il passaggio. Questo perché, giustamente, nessuno crede più nel lavoro stabile, che pare non esista più. Il matrimonio conta sempre meno, le convivenze sono moltiplicate, vivere da soli non è più rara prerogativa se si pensa che in Italia due terzi delle persone sotto i 35 anni sta ancora con i genitori. La pensione è rimasta un rito di passaggio: che può accadere però in diverse età semplicemente perché l'aspettativa di vita è raddoppiata».

Oggi l'infanzia è molto più protetta e ai bambini si affidano meno responsabilità. Questo influisce sul senso di maturità?

«È un problema che gli psicologi evidenziano da parecchi anni. Quel senso di apparente libertà è soffocato da un eccesso di controllo a cui molto ha contribuito la tecnologia. L'ipercontrollo è legato al fatto che i bambini sono diventati merce rara, prima era una popolazione in sovrabbondanza. E poi gli adulti accusano i giovani di eccesso nell'uso della tecnologia, quando invece sono loro a esagerare».

Le nuove generazioni saranno più fragili e meno preparate?

«La responsabilità sta negli adulti. Quando si dice che la scuola non forma più, in realtà è che oggi a scuola ci vanno tutti, una volta era prerogativa solo della classe dirigente, questo ha influito drasticamente sulla media delle capacità dimostrabili. Più che sull'istruzione, metterei l'enfasi sulla presenza delle tecnologie. In Italia, parlo sia di adulti che di ragazzi, esiste la percentuale più alta d'Europa di analfabeti funzionali. Vuol dire che una persona su tre non sa distinguere una notizia vera da una falsa, non sa calcolare una percentuale, confonde milioni con miliardi, e via così... Questo è un problema che deve risolvere la società; non è problema solo dei giovani».

Si diventa adulti quando lo decide la società o quando lo percepisce la persona stessa?

«Tutte e due: un filosofo diceva ego sum uguale ego cum, cioè io sono la misura in cui mi ritrovo nello sguardo degli altri. L'autostima è molto legata alla percezione che gli altri hanno di te. L'io non esiste senza la società e viceversa».

(Intervista a cura di Leila Clara Falconi)


I dati del sondaggio su quando di diventa adulti è a questo link:


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A Nord Est si diventa adulti a 35 anni, comprando casa

Il confine che separa la giovinezza dall’età adulta si è fatto, nel tempo, sempre più mobile e sfumato: quella che un tempo era una soglia definita piuttosto chiaramente, da tappe precise, oggi appare come un percorso lungo e, spesso, periglioso.

Secondo le ultime analisi di Demos per l'Osservatorio sul Nordest del Gazzettino, l'idea che ha l'opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia di Trento su quando (e per quale motivo) si diventa adulti è profondamente mutata rispetto a soli 15 anni fa. Nel 2011, infatti, l'età media in cui si riteneva terminata la giovinezza era ferma a 31 anni, mentre oggi è balzata a 35 anni. Più nel dettaglio ...

L'analisi del sondaggio è a questo link:

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Firenze è la prima città italiana a vietare le pubblicità dei fossili

Auto inquinanti, voli aerei (a breve raggio) e navi da crociera sono vietati negli spazi pubblici e in prossimità di luoghi sensibili (ospedali, scuole e parrocchie)


Primo stop alle pubblicità fossili in Italia. «Firenze fa la storia» esultano gli ambientalisti.  La pubblicità dei combustibili fossili viene vietata alla stregua  di quella per il tabacco. Entrambe cioè nuociono alla salute dei cittadini. Come già decine di città sparse nel mondo, in Italia, è Firenze il primo grande centro urbano a vietare la pubblicità sui combustibili fossili. Stop ai messaggi che invitano ad acquistare le auto che utilizzano la benzina, a scegliere viaggi con ...

L'articolo di Daniela Fassini è a questo link:

https://www.avvenire.it/rubriche/effetto-terra/firenze-e-la-prima-citta-italiana-a-vietare-le-pubblicita-dei-fossili_107971?mnuid=522g32167g3ffd6cad0c9c5ff6fd3c264a93a2d951c66d50fd&mnref=s9d8,od642&utm_term=54850+-+https://www.avvenire.it/rubriche/effetto-terra/firenze-e-la-prima-citta-italiana-a-vietare-le-pubblicita-dei-fossili_107971&utm_campaign=L%27Avvenire+della+settimana&utm_medium=email&utm_source=MagNews&utm_content=Il+meglio+della+settimana+09-Mag-2026+(2026-05-09)

La religione come fattore di pace

Negli ultimi trent’anni, o poco più, abbiamo assistito a una specie di movimento oscillatorio tra il giudizio emesso contro le religioni considerate all’origine di quello che Samuel Huntington ha chiamato lo “scontro delle civiltà” e la ricostruzione di tutta una serie di fattori che mostrerebbero, al contrario, le religioni nella loro capacità di resilienza e di riconciliazione di fronte alle guerre


Il dibattito è sembrato inclinare verso questo secondo aspetto, non senza sollevare qualche sospetto sull’oggettività di tale modo di sentire alquanto rassicurante.Gli ultimi anni hanno costretto però a scuotersi da questa piegatura per tornare a guardare con prosaica freddezza ad un quadro di nuovo devastato dalla guerra anche vicino a noi e, con esso, anche al ruolo che le religioni stanno svolgendo in questo nuovo e sconvolgente scenario. Tenere il termine "religione" al singolare significa di non voler rinunciare a cogliere qualcosa di essenziale nell’umano comune al fondo della religione, seppure anche su questo non ci sia consenso tra gli studiosi. Non resta, almeno in questa sede, che attraversare il territorio delle tradizioni religiose, almeno di quelle principali che la storia dell’umanità conosce....

L'articolo di Mariano Crociata è a questo link:

https://www.settimananews.it/religioni/la-religione-fattore-pace/

Dopo il boom della quinoa, agricoltori boliviani affrontano suoli degradati e stress climatico

La quinoa, un pseudocereale, viene coltivata nelle Ande sin dai tempi pre-ispanici. Negli anni 2010-2014, il boom della quinoa ha portato benefici a molti agricoltori della regione, sebbene la sua produzione intensificata abbia anche comportato problemi come l’esaurimento del suolo, l’aumento dell’erosione e conflitti sociali. 


 I cambiamenti climatici e le variazioni nei modelli meteorologici regionali hanno aggravato ulteriormente la situazione, causando gelate, piogge e ondate di caldo più frequenti e irregolari, rendendo la produzione di quinoa sempre più difficile. La maggior parte della quinoa boliviana esportata è contrabbandata attraverso il Perù e venduta come quinoa peruviana, complicando gli sforzi dei...

L'articolo di Luigi Salemi è a questo link:

https://www.blog.it/dopo-il-boom-della-quinoa-agricoltori-boliviani-affrontano-suoli-degradati-e-stress-climatico/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=ecologia_ambiente

“Magnifica humanitas”: l'enciclica viene pubblicata oggi

Si intitola Magnifica humanitas la prima lettera enciclica di Leone XIV. Lo ha reso noto lunedì 18 maggio la Sala stampa vaticana, aggiungendo che il documento «sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale»

C’è un dettaglio, nell’annuncio della prima enciclica di Leone XIV, che rischia di passare quasi inosservato. Magnifica humanitas non viene presentata semplicemente come un testo «sull’intelligenza artificiale», ma come una «Lettera sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale». È una sfumatura decisiva. Dice già che il baricentro non è più soltanto la tecnologia da regolare, né l’algoritmo da rendere etico, ma l’umano da ...

Alcune considerazioni preliminari di Giovanni Tridente sono a questo link:

https://www.settimananews.it/papa/magnifica-humanitas-attendendo-la-enciclica/

Pentecoste: Gv 20,19-23

Il Vivente non si avvicina a noi per istruirci, ma ponendo una domanda che mette in gioco la scorza più o meno dura dietro la quale ci difendiamo


Oggi è la festa di Pentecoste nella quale trova, non la fine (!) non il termine (!) bensì il compimento la festa della Pasqua, tanto è vero che la Liturgia ci ripropone il medesimo Evangelo della seconda Domenica di Pasqua.

Nel frattempo il cammino fatto ci ha accompagnato a comprendere che l’esperienza, più che del Risorto, del Vivente (Giovanni usa questo termine non casualmente come un sinonimo per arricchire il vocabolario) avviene riconoscendo la sua voce che oggi ci giunge attraverso la Parola. Questa ci assicura che lui continuerà a precederci segnando la via da seguire che è il suo esempio, il cammino da lui compiuto e ci chiede di imitarlo nel prendersi cura delle persone, curandole, guarendole, consolandole. È la vertà della sua vita che dobbiamo interpretare nel nostro oggi.

Questo è il suo “comandamento” e se lo amiamo lo osserveremo. Vivremo allora di Dio, come lui andremo verso gli uomini, lui e il Padre prenderanno dimora in noi. Lo Spirito allora non è una cosa “nuova” ma la presa di coscienza di una realtà che già vive in noi, che ci accompagna sostenendoci nelle scelte come nelle difficoltà. 

L’Evangelo di oggi è estremamente dinamico: Gesù “viene” (non sono i discepoli, non siamo noi che andiamo verso di lui) per “stare in mezzo” e per due volte afferma “Pace a voi!”. È il frutto del suo amore sulla croce: la riconciliazione dell’umanità con il Padre perché è la dimostrazione che anche nella nostra povera carne si può riuscire a vivere la fedeltà a Dio senza mai tradire il patto. Poi ci assicura che noi continueremo a vederlo perché viviamo della sua stessa vita: siamo una cosa sola, lui con noi, lui con il Padre, il Padre e lui con noi; è per questo che, afferma, potremo fare cose “più grandi” di quelle compiute da lui.

Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. È importante comprendere che non sono due momenti successivi diversi. Se noi osserviamo il suo comandamento viviamo la sua stessa vita interpretando nel nostro oggi il medesimo mandato che lui ha ricevuto dal Padre. 

Ma attenzione non c’è spazio per l’uniformità. Come nella prima lettura della Veglia di Pentecoste nell’episodio della Torre di Babele, Dio scende e solleva le diversità come una ricchezza da non cancellare, così come in queste settimane gli incontri con il Vivente ci hanno fatto comprendere come questi corrispondono ciascuno ad un cammino personale. L’adesione a Cristo appartiene all’intimo di ogni persona, ciascuna è diversa dall’altra e darà frutti diversi: non è mai stata, non è e mai potrà essere una semplice continuazione di quanto fatto da Gesù, se non altro che per la diversità dei tempi e della società.

In tutti gli incontri del Vivente si possono rintracciare chiaramente tre fasi: l’incontro, poi la consegna di un messaggio da trasmettere e, infine, l’allargamento della possibilità di incontro e di annuncio all’intera umanità (dai discepoli alla tomba, a Maria di Magdala, a Tommaso).

L’iniziativa è sempre del Signore che mai si impone ma che invita a rispondere, riconoscendo in questo invito la presenza di colui il quale gli Evangeli parlano. Solo alla fine c’è l’invio in missione. Se ci si pensa è questo l’itinerario che ciascun discepolo ha fatto e fa nella sua vita. Per la maggioranza all’inizio in famiglia, passando poi ad incontrare il Signore, con più o meno difficoltà, attraverso la sua Parola alla quale si deve continuamente fare ritorno per poi andare verso i fratelli per cooperare all’edificazione della Chiesa e alla trasformazione del mondo.

Se ci si pensa questo è anche l’itinerario di ogni incontro di amore tra gli esseri umani: l’iniziativa è di uno dei due che solleva una domanda alla quale l’altro è messo in condizione di rispondere. Se è positiva, la fase seguente è la ricerca di scoprire le profondità reciproche. Ciascuno di noi è un mistero, una complessità anche a se stesso che non arriva mai a consegnarsi pienamente in un solo momento. Quando si inizia a conoscersi a sufficienza, si instaura una relazione che diventa comunione, evolvendosi verso un avvenire, un progetto di vita assieme. L’incontro tra le persone non è un inerte faccia a faccia, ma una comunione dinamica in vista di un fine comune, una storia che si inscrive e si rinnova nel tempo.

Anche il Vivente opera così: non si avvicina all’altro per istruirlo, ma ponendo una domanda che mette in gioco la scorza più o meno dura dietro la quale ciascuno si difende. Pensiamo all’incontro con Maria di Magdala: lei non lo riconosce ma lui le rivolge la parola chiedendole perché piangeva e chi cercava, lei le risponde con un’altra domanda dietro la quale si rifugia. Solo allora il Vivente si rivela chiamandola per nome. È il rivelare a se stessa quello che è; è il suo soffiare su di lei donandogli lo Spirito.

(BiGio)

 

Non temere il tuo nome

Maggio è il mese delle veglie contro l’omotransfobia, dove si dà nome e volto a chi ha vissuto nel nascondimento anche nella Chiesa


Da quasi vent’anni maggio è diventato mese di veglie contro l’omotransfobia, organizzate ormai in tante città italiane e spesso con respiro ecumenico. Lì gli strappi delle vite e delle comunità vengono consegnate in preghiera, ed emerge il coraggio, la speranza, la passione di tante persone che ancora troppo spesso abitano le Chiese nascostamente, e le cui voci oggi soprattutto bisogna far risuonare....

L'articolo di Luisa Alioto è a questo link:

https://ilregno.it/regno-delle-donne/blog/non-temere-il-tuo-nome-luisa-alioto

Uscire dal Cenacolo: ma con quali occhi?

I primi quattro contributi sulla presenza pubblica della fede cristiana hanno saputo diagnosticare con onestà l’attuale situazione di crisi. Il paradigma di Emmaus, però, offre qualcosa di ancora più radicale: un cambio di soggetto prima ancora che di linguaggio.


Stefano FenaroliGilberto BorghiGabriele Cossovich e Sergio Di Benedetto hanno aperto una discussione necessaria e onesta. La crisi della presenza pubblica della fede cristiana è reale e il coraggio di nominarla senza rassegnazione merita rispetto. Eppure, rileggendo i tre contributi, mi rimane una sensazione di incompletezza. Non sui problemi descritti, che sono quelli giusti, ma sulla domanda che nessuno dei tre si pone esplicitamente: dove si è sbagliato? ...

La riflessione e la proposta di Edoardo Mattei è a questo link:

https://www.vinonuovo.it/cultura/officina-del-pensiero/uscire-dal-cenacolo-ma-con-quali-occhi/

Siamo cuori che desiderano e (non solo) algoritmi razionali!

Qual è la vera differenza tra la (mancata) visita di Benedetto XVI all'università "La Sapienza" di Roma e quella (avvenuta) di Leone XIV?


Confrontando la visita di Leone XIV all’università “La Sapienza” di Roma con quella (mancata) di Benedetto XVI, qualcuno ha parlato di “rivincita” o di “risarcimento” (nei confronti dell’istituzione statale), altri di “ipocrisia” (da parte di coloro che allora scrissero contro la visita di Benedetto XVI e oggi lodano l’intervento di Leone XIV). In realtà ...

L'articolo redazionale è a questo link:

https://www.vinonuovo.it/cultura/officina-del-pensiero/siamo-cuori-che-desiderano-e-non-solo-algoritmi-razionali/

Tre genitori e un bambino: ma il bene di chi?

La decisione della Corte d’Appello di Bari che riconosce tre genitori nell’atto di nascita di un bambino nato in Germania apre interrogativi che superano il piano giuridico. Al centro non c’è soltanto il riconoscimento delle nuove configurazioni familiari, ma il significato stesso della generazione, della maternità e del «bene superiore del minore». 

La notizia rimbalzata sulle prime pagine dei giornali nei giorni scorsi merita una riflessione che vada oltre il resoconto giuridico. La Corte d’Appello di Bari ha disposto la trascrizione in Italia dell’atto di nascita di un bambino nato in Germania, riconoscendo ufficialmente tre genitori: la madre biologica e due uomini uniti in matrimonio. Per la prima volta nel nostro ordinamento, la «genitorialità plurima» entra nel registro anagrafico di un minore. La difesa dei due padri ha parlato di «bene superiore del bambino» e di «progetto genitoriale condiviso». L’espressione è tecnicamente neutra, quasi manageriale: un accordo tra parti che condividono un obiettivo. Ma ...

La riflessione di Maurizio Calipari docente di Bioetica è a questo link:

https://www.settimananews.it/famiglia/tre-genitori-un-bambino/?utm_source=newsletter-2026-05-19

Preti: scarsi e in un mondo cambiato

Recentemente è stata, ancora una volta, richiamata la scarsità delle vocazioni sacerdotali. Ben tre documenti solenni sono stati ripresi per dare spiegazioni e suggerimenti alla crisi vocazionale: “Il dono della vocazione presbiteraleRatio fundamentalis sacerdotalis, Congregazione del clero, 2016; Orientamenti e norme per i seminari, Conferenza episcopale italiana, 4ª Edizione, 2024, ; La revisione della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis in Prospettiva sinodale missionaria, Rapporto del Gruppo n. 4 del Sinodo, 2026.


I corposi documenti insistono nella dimensione della “formazione” che riguarda i soggetti nella preparazione al sacerdozio, le necessarie caratteristiche, i percorsi di formazione, gli studi, i tempi e modi pastorali di accesso al sacerdozio. Forse è utile una diversa impostazione nel considerare il fenomeno della rarità delle vocazioni sacerdotali. Sono utili delle brevi considerazioni sulla religiosità del nostro paese. ...

L'opinione di Vinicio Albanesi è a questo link:

https://www.settimananews.it/ministeri-carismi/preti-scarsi-un-mondo-cambiato/?utm_source=newsletter-2026-05-05

Il lato oscuro del solare (cinese). Il nuovo alert dalla Gran Bretagna

Un rapporto curato dall’ex dirigente della sicurezza nazionale britannica, Michael Collins, getta nuove ombre sulle tecnologie green cinesi, alle quali l’Italia per prima in Europa ha messo un freno.


Pechino potrebbe spezzare a piacimento le catene di approvvigionamento e persino spegnere pannelli e pale eoliche da remoto. Ma non solo ...

L'articolo di Gianluca Zapponini è a questo link:

https://formiche.net/2026/04/cina-rinnovabili-solare-eolico-spionaggio-europa-pannelli/#content


Chi sostiene gli Usa nello scontro con Pechino per Panama

Stati Uniti, Costa Rica, Guyana, Paraguay e Trinidad y Tobago hanno emesso un comunicato congiunto per respingere le repressioni di Pechino nei confronti delle navi battenti panamensi. La decisione della Corte Supremo del Panama che ha innescato il conflitto e la reazione della Cina


il Dipartimento di Stato americano ha emesso un comunicato in cui, insieme ai governi di Costa Rica, Guyana, Paraguay e Trinidad y Tobago, sostiene che “la libertà della nostra regione non è negoziabile” e attacca frontalmente le azioni della Cina che hanno colpito le imbarcazioni di Panama in quello che viene considerato un tentativo “flagrante di politicizzare il commercio marittimo e infrangere la sovranità delle nazioni del nostro emisfero”. L’impasse ha avuto inizio lo scorso 29 gennaio, quando ...

L'articolo di Rossana Miranda è a questo link:

https://formiche.net/2026/04/chi-sostiene-gli-usa-nello-scontro-con-pechino-per-panama/#content

Un anno positivo per le foreste: meno cambiamenti di quanto appaia realmente.

Nel 2025, abbiamo assistito a una significativa diminuzione della perdita di foreste primarie tropicali, ma questo calo è probabilmente solo un sollievo temporaneo, influenzato da condizioni meteorologiche favorevoli piuttosto che da un cambiamento radicale nelle cause principali della deforestazione.


La riduzione è stata principalmente attribuita a un abbassamento delle perdite dovute agli incendi, dopo le gravi siccità del 2024. Questo mette in evidenza come la salute delle foreste sia sempre più influenzata dalla variabilità climatica e dagli eventi estremi di pioggia.

In Brasile e in Indonesia, i successi derivanti da politiche di enforcement offrono un esempio su come si possa affrontare la deforestazione, ma...

L'articolo di Luigi Salemi è a questo link:

https://www.blog.it/un-anno-positivo-per-le-foreste-meno-cambiamenti-di-quanto-appaia-realmente/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=ecologia_ambiente

Capire gli Stati Uniti

La presidenza di Trump rappresenta l’ultimo capitolo di un lungo percorso in cui coloro che si sentivano «lasciati indietro» si sono mobilitati a favore di un nuovo messianismo che ha trasformato il vecchio deismo dei Padri Fondatori e ha dato il via a una nuova ondata politico-religiosa negli Stati Uniti (Francesco Sisci)


Attualmente sugli Stati Uniti prevale il registro del giudizio su quello della comprensione – ma, questa mancante, anche il primo finisce con l’essere una semplice reazione emotiva alle politiche messe in campo dall’attuale amministrazione Trump. Con il sotteso non detto che, messo Trump alle spalle, tutto tornerà se non come prima quantomeno a un livello di superficiale normalità. Ma ...

La disamina di Marcello Neri è a questo link:

https://www.settimananews.it/informazione-internazionale/capire-gli-stati-uniti/?utm_source=newsletter-2026-04-28