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I ragazzi e le loro paure

Una classe filmata per un anno intero, ora si racconta in una serie TV su RaiPlay intitolata "Foto": dal bisogno al peso di piacere. Il diario di una generazione dimenticata.



L’ineludibile storicità delle forme della politica

Le democrazie liberali pagano l’inadeguatezza di assetti costruiti in contesti storici ormai superati. Per Corbino, già professore ordinario di Diritto romano all’Università di Catania, la sfida non è difendere formule del passato, ma ripensare le forme dell’autogoverno senza sacrificare libertà e rappresentanza


Nei sistemi partecipativi (quali massimamente sono le democrazie) la politica si sostanzia nell’azione (complessa e collettiva) rivolta alla formazione di riconoscibili orientamenti per le necessarie scelte operative degli Stati. Da quelle che li “organizzano” a quelle destinate a regolare le “relazioni” che vi intervengono. Si avvale, per avere attuazione, di forme (strumenti). Servono a disegnare le procedure che consentono di rilevare (e misurare) quegli orientamenti e a fissare anche il chi, il quando e il come debba darvi seguito. È una verità elementare....

La riflessione del prof. Corbino è a questo link:


Mostra del Cinema 2026; la mia opinione su film visti

Dopo i primi giorni sorprendenti con alcuni film molto belli, la rassegna si è assestata su un livello medio di buona fattura ma senza nessun picco che abbia fatto pensare al Leone 


Mi ha sorpreso il Leone d’Oro di quest’anno, non mi aveva particolarmente colpito. Sono andato a rivederlo confermando l’impressione iniziale condivisa con e da diversi amici che “vivono” con il cinema essendo critici professionisti o nel ramo dell’industria cinematografica. Nulla da dire dal punto di vista artistico e anche la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile ci può stare. Ma non è certo un film che spicca tra i molti parimerito della rassegna di quest’anno, certamente buoni prodotti che si lasciano vedere e alcuni anche apprezzare. Nessuno però che abbia fatto gridare al Leone, tutt’altro con alcuni proprio da evitare tra i quali la maggioranza degli italiani presenti nelle due rassegne principali (Leoni e Orizzonti).

Degli italiani, a mio avviso, si salvano in tre: nel concorso principale “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis e, in Orizzonti, “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci. In assoluto il miglio film italiano è quello di chiusura ma, purtroppo e chissà perchè, fuori concorso: “Dio ride” di Giovanni Veronesi. Un film che merita davvero di essere visto.

Il Leone d’Oro “Donna sconosciuta” è andato all’unica regista donna presente nella rassegna e forse, nella scelta, ha inciso proprio questo elemento. 

A mio avviso più meritevole sarebbe stato “Possible love” del coreano Lee Chang-dong. Un film raffinato sorretto da una regia che lo fa crescere man mano che si sviluppa la narrazione che ha avuto il Gran Premio della Giuria.

Un altro film certamente da vedere è “Wild horse nine” ricco di ironia e sorprese con una interpretazione a dir poco straordinaria di John Malkovich.

La Miglio rRegia a Ilya Khrzhanovsky per “Dau per lo più vale solo per il primo terzo del film (di ben 118 minuti!) nel quale ha la capacità di sorprendere nel racconto dello scienziato russo che si rifiuta di costruire la bomba atomica pur fornendone le fondamenta scientifiche. Ma nel resto si perde in caricature dei personaggi istituzionali dei servizi russi e nella vita privata di Dau fornendone una lettura a mio avviso fastidiosa.

Poi c’è il documentario “Naza” certamente ben realizzato che merita il Premio Speciale della Giuria ben più di quanto lo abbia meritato l’anno scorso “La voce di Hind Rajjab”. Per coloro che sono attenti a quanto accade non racconta nulla di nuovo, nemmeno sulle metodologie di analisi e procedure di azione dell’esercito israeliano. Il suo merito è di portarle in primo piano a disposizione di un pubblico vasto.

Personalmente lo farei vedere assieme a “Mr. Nelson, ha mai ucciso qualcuno?” (di Shinya Tsukamoto). È la domanda che una bambina delle elementari rivolge a un ex marine che è stato chiamato a raccontare la sua esperienza. Da qui si sviluppa tutta una ricerca che si sposta lentamente su di un piano generale con il quale viene chiesto allo spettatore di verificarsi e riguarda ciò che origina la violenza, innanzitutto quella personale per poi salire di livello fino alla guerra con i suoi abomini e i traumi che lascia ai suoi interpreti.

Non si può non ricordare il delicato film di Hirokazu Koreeda “Look back” nel quale Fujino, adolescente determinata e piena di talento, sogna di diventare una mangaka. Kyomoto, schiva e solitaria, vive quasi sempre chiusa nella sua stanza, dedicando ogni istante al disegno. Unite dalla stessa passione, le due ragazze, cresciute in una piccola città, inseguono per tredici anni il sogno di diventare autrici di manga e ci riescono. Poi Kyomoto decide di andare a fare l’Accademia di Belle Arti e viene uccisa durante un attacco di un ragazzo munito di un piccone. Fujino continua il loro sogno fino a riuscire a trasformare il tutto in una “anima”, una animazione, che narra la loro storia.

 

Come già accennato ci sono diversi altri film che possono essere visti anche con piacere tra i quali: Bucking Fastard (di Herzog), Moragheb (di Gharaei), 15/18 (di Kan), La Maison di vent (di Yangu), Diane in the Loop (di Balboni),Bunker (di Zeller), Kami nour (di Ali Asgari). Anche “Il fuoco che ti porti dentro” di Eduardo De Angelis è una piacevole pièce teatrale portata con sapienza sul grande schermo.

Tra gli altri quello che ha proprio negativamente sorpreso è il Premio alla Regia in Orizzonti a Jaqueline Lentzou per “Un giorno nella vita di Jo”. Personalmente non andrò certo a rivederlo.

Un'ultima osservazione: se ci si fa caso i film più significativi vengono tutti da realtà non europee (e il contenente americano era praticamente assente) che narrano la loro realtà sociale nella quale ci si può rispecchiare. Lo fanno senza quelle elucubrazioni psicologiche che invece caratterizzano per lo più i nostri prodotti e, al centro, facilmente c'è il mondo femminile.

Non bisogna poi dimenticare che, come ha detto il Presidente della Biennale nella serata delle premiazioni, l'arte non è una pausa estetica estranea al mondo, perché la storia continua ad accadere e l'arte ha il compito di interpretarla e farla presente. Ecco allora l'incrocio tra arte e storia che hanno caratterizzato i premi di questa edizione.


 

 Un elenco di (quasi) tutti i film da me visti con una breve sinossi e una foto a questo link:


https://docs.google.com/document/d/1eB7ifxLQ6x05zpsdxeGKWHsrIqhMooTC/edit?usp=drivesdk&ouid=106691176849122854187&rtpof=true&sd=true

Anziani e qualità dell’assistenza

In questi giorni di luglio, estivi e di caldo torrido, Torino e la Regione Piemonte sono diventati il centro di un dibattito sull’assistenza agli anziani. L’obiettivo principale è riorganizzare i servizi di cura per gli anziani non autosufficienti, superando la frammentazione tra sanità, assistenza sociale e Inps.


 «Moltiplicare i posti letto non serve, va sostenuta l’assistenza a casa» − questa è la bussola da seguire. Il Piemonte, tra i risultati raggiunti sul PNRR, può vantare il successo dell’Assistenza domiciliare integrata, o ADI, che ha già superato gli obiettivi previsti: 96.442 i nuovi pazienti assistiti, a fronte di un target di 62.063, un risultato che per la giunta testimonia il rafforzamento concreto della presa in carico dei pazienti direttamente al proprio domicilio. «Condividiamo la necessità di puntare sull’assistenza domiciliare, le Politiche sociali regionali stanno già rispondendo a questa esigenza in maniera nuova, attraverso strumenti come  ....

L'articolo di Fabrizio Mastrofini è a questo link:

https://www.settimananews.it/carita/anziani-qualita-della-assistenza/?utm_source=newsletter-2026-07-21

Cinque parole per il nostro tempo

«Al cuore dell’evento cristiano c’è un ricominciamento: la risurrezione di Gesù. Essa spezza i vincoli della morte e decreta definitivamente la fine del suo potere. È un ricominciamento che cambia per sempre la traiettoria della storia e la direzione della nostra vita: d’ora in poi, non c’è più fine. Anzi, la fine si è già compiuta ed è un inizio sempre nuovo.


Dentro ogni morte della nostra quotidianità, ogni filo spezzato, ogni crisi, ogni fallimento che sembra segnare la fine, si nasconde in realtà il verdeggiare di una nuova foglia che cresce e lo splendore di una nuova gemma che spunta. Dentro ogni morte c’è la vita e tutto ciò che può sembrarci una fine non è altro che un modo nuovo per ricominciare. Un nuovo inizio». Lo scrive Francesco Cosentino nel suo ultimo libro di grande attualità e rilevanza sotto il profilo sia ecclesiale sia sociale, dalla scrittura chiara e a tratti poetici, aliena da pesantezze di tipo accademico, che potrebbe anche avere come titolo Risurrezione. Parole necessarie per tempi difficili.

La recensione è di Andrea Lebra ed è a questo link:

https://www.settimananews.it/chiesa/cinque-parole-nostro-tempo/

Il silenzio di Dio • Il cinema come strumento di sensibilizzazione verso i suicidi

 In Italia, secondo gli ultimi dati Istat disponibili, in media si sono registrati 4000 suicidi all’anno. Solo nel 2023 oltre 7.000 persone hanno contattato Telefono Amico Italia per gestire un pensiero suicida proprio o di una persona cara, il 24% in più rispetto all’anno precedente. Dietro questi numeri ci sono storie, famiglie, comunità.


Il Silenzio di Dio nasce da queste storie. È un cortometraggio scritto e diretto da Gioia Ducci e Simone Casanica, che racconta gli ultimi sette giorni di Michele: sette tentativi di chiedere aiuto, in sette incontri con le persone più importanti della sua vita, che non riescono a vederlo davvero. Non è un film sulla morte, ma su tutto ciò che accade prima...

Il progetto è illustrato a questo link:

Lettera a un migrante

Ti chiamo “amico” con esitazione, perché non so nulla della tua vita. Ignoro la lingua nella quale hai pronunciato le prime parole, il luogo dal quale sei partito, il lavoro che facevi, la persona alla quale hai promesso di telefonare. Potrei conoscere soltanto la rotta: il deserto, la Libia, il Mediterraneo. È poco per scriverti e, forse, proprio per questo devo farlo.


Le cronache parlano di sbarchi, flussi, quote, rimpatri. Sono parole necessarie quando si deve governare un fenomeno complesso. A forza di parlare al plurale, però, abbiamo dimenticato il singolare. Si discute dei migranti e tu scompari. Rimangono il numero degli arrivi, il costo dell’accoglienza, le preoccupazioni per la sicurezza; non la tua voce....

La lettera di Francesco Bertolone è a questo link:

https://www.settimananews.it/societa/a-un-migrante/

Dante, papa Leone e l’imam. Come l’amore di Dio unisce cristiani e musulmani

Dal Meeting di Rimini una riflessione che unisce Dante e il Corano: nelle parole di papa Leone, l’amore di Dio diventa la chiave per riscoprire ciò che accomuna cristiani e musulmani oltre divisioni e conflitti.


Ero curioso di imparare da papa Leone come avrebbe riaggiornato l’interpretazione del verso di Dante adottato quest'anno dal il Meeting per l’amicizia tra i popoli ...

La riflessione dell’imam Yahya Pallavicini è a questo link:

https://formiche.net/2026/08/dante-papa-leone-imam-meeting-di-rimini/#content

Il paradosso del tradizionalismo

Nel panorama ecclesiale attuale si consuma un paradosso che rivela più di quanto sembri a prima vista.

Da un lato, gruppi di cattolici tradizionalisti — legati alla liturgia, alla morale e all’estetica pre-conciliari — vengono sanzionati, isolati, colpiti da censure ecclesiastiche. Dall’altro lato, la Chiesa post-conciliare che scomunica i tradizionalisti con gli stessi strumenti che la Chiesa tridentina riservava agli eretici. Questo squilibrio non è un dettaglio periferico, ma il sintomo di una dinamica più profonda....

L'articolo di Paolo Gamberini è a questo link:

https://www.settimananews.it/cultura/il-paradosso-del-tradizionalismo/?utm_source=newsletter-2026-07-14

Jacob Tsimerman, il matematico di OpenAI che studia come l’IA potrebbe ucciderci tutti

Ha da poco vinto la Medaglia Fields, il riconoscimento che più si avvicina a un Nobel per la matematica. Poi ha messo in pausa l’insegnamento per dedicarsi alla sicurezza dell’intelligenza artificiale in OpenAI. Chi è Jacob Tsimerman, che nel 2025 ha firmato un paper sui possibili scenari in cui l’IA potrebbe contribuire alla morte di quasi tutta l’umanità


Tsimerman segue da anni il dibattito sull’intelligenza artificiale. L’arrivo di ChatGPT, alla fine del 2022, lo ha segnato profondamente. Vedendo quanto rapidamente quei sistemi stavano imparando a usare il linguaggio e a risolvere problemi sempre più complessi, iniziò a considerare concreta la possibilità che potessero prima raggiungere e poi superare molte capacità umane...

L'articolo di Pier Luigi Pisa è a questo link:

https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/08/15/news/jacob_tsimerman_storia_pericoli_ia_open_ai-425529037/

Nel silenzio la scienza è più debole

Per quanto riguarda il dramma del Covid, l'ultima audizione di Anthony Fauci al Congresso degli Stati Uniti segna la fine di una lunga battaglia. E sancisce la vittoria, per abbandono del campo di gioco, dell'antiscienza sulla scienza.


Alla fine rimangono loro. I detrattori, i negazionisti, i tendenziosi, i teorici del complotto. Quando tutti gli altri si sono stancati, o semplicemente sono passati oltre, loro sono ancora lì. Hanno una tenacia diversa, e forse più motivazione. Ormai lo abbiamo visto succedere in molti casi. Non solo con la pandemia, anche con l’invasione russa dell’Ucraina, con i cambiamenti climatici.

Lentamente le pagine dei giornali, i palinsesti televisivi e i social media si svuotano delle voci più caute. Le voci di chi analizza, di chi tiene in considerazione i dati ...


L'articolo di Paolo Giordano è a questo link:


https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202608/260810giordano.pdf

perchè negare un funerale?

Il vescovo Antonio Suetta ha deciso di non consentire le esequie a Mario Tarducci, già maestro venerabile di una loggia massonica. La decisione, però, non sembra essere così tranquilla.


Intanto bisognerebbe chiarire il senso teologico e pastorale delle esequie. La Messa esequiale non è una celebrazione nella quale la Chiesa dichiara: “Questa persona è salva”. È, al contrario, una preghiera per il defunto, che viene affidato alla misericordia di Dio, in cui si prega per la sua purificazione e si manifesta la speranza nella risurrezione....

L'articolo di Gilberto Borghi è a questo link:

https://www.vinonuovo.it/teologia/pensare-la-fede/perche-negare-un-funerale/

Il Mar Rosso sfida le religioni a (ri)unirsi

Oggi come ieri, il «segno» del Mar Rosso sfida ebrei, cristiani e musulmani: possono scegliere la fede che ci fa passare annegando gli altri; o possono abbracciare la fede che unisce tutte le sponde, che apre la strada a tutti insieme.


Il mare di Musa e di Allah, di Mosè e di Dio, è chiuso o aperto, ostacolo o canale, trappola o via. Il discrimine è la fede: nel vero profeta, nel vero Dio che libera l’oppresso. Durante i secoli, il passaggio del Mar Rosso determina ebrei, cristiani e musulmani. Insegna che la realtà ripetitiva da loro sperimentata, la condizione di schiavitù in esilio, il senso di essere in trappola, non sono ineluttabili....

L'intervento di Marco Ventura è a questo link:

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202607/260726ventura.pdf

Il “lavoro sporco” di Israele: disumanizzare le vittime

Due dipinti famosi, Guernica di Picasso del 1937 e le Radeau de la Méduse di Géricault del 1819 ai loro tempi, queste grandi immagini erano un grido di scandalo; ai nostri giorni giungono notizie di molte Guerniche quotidiane a Gaza, in Cisgiordania o in Libano non in via eccezionale ma per sistema, notizie quotidiane di gente lasciata morire in mare per intenzionale omissione di soccorso. 


Distruggere città e lasciar morire in mare sono segno dei tempi: la quotidiana deterrenza terroristica contro popoli che abitano la propria terra e contro quelli che migrano. Per l’insistenza quotidiana di tragedie simili, il loro grido ci giunge soffocato dalla nostra assuefazione inevitabile ed è la nostra involontaria partecipazione alla guerra....

La dura denuncia di Stefano Levi Della Torre è a questo link:

https://appuntidiculturaepolitica.it/2026/08/01/il-lavoro-sporco-di-israele-disumanizzare-le-vittime/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet&utm_campaign=giugno%20-%20seconda%202026

Occidente: rabbia, odio e nichilismo

Sta emergendo in quello che abbiamo chiamato Occidente, nell’evidente crisi dell’ordine liberale, un disordine ispirato da emozioni che oscillano tra rabbia e paura? Se così fosse cosa potrebbe caratterizzarlo nel suo sviluppo?


Per cercare una risposta occorre partire dalle possibili cause: potrebbero essere tante, tra queste si coglie  la paura dell’altro, una paura che ci fa ricordare del capro espiatorio, da quando il fenomeno migratorio ha assunto le dimensioni che ha. Che si dovessero «aiutare a casa loro» lo disse qualcuno, ma senza che seguissero fatti capaci di farlo realmente questo ha generato soprattutto il sospetto che si intendesse dire che non andassero aiutati qui....

L'articolo di Riccardo Cristiano è a questo link:

https://www.settimananews.it/societa/occidente-rabbia-odio-e-nichilismo/

Youtopic: il Festival Internazionale de "La Rondine" sul conflitto

Si sono spenti i riflettori su YouTopic Fest 2026, il Festival Internazionale sul Conflitto, che quest’anno ha ottenuto la prestigiosa Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana. L’energia racchiusa nei questi quattro giorni disarmanti continua a vibrare nel borgo di Rondine e nelle nostre comunità.


Il filo conduttore di questa edizione è stato l’INQUIETUDINE, intesa non come ostacolo o paralisi, ma come energia generativa da orientare verso la responsabilità e il cambiamento. Dai 4.000 giovani che hanno colorato la marcia iniziale da Arezzo fino alla grande festa finale nell’Arena di Janine, abbiamo dimostrato che un altro modo di abitare il tempo presente e i conflitti è possibile....

Per una paronamica deii contenuti questo è il link:


Per andare al sito di Youtopic e notizie su "La Rondine"questo è il link:

Coscienza e responsabilità nella società polarizzata

L'Associazione Esodo ha pubblicato le relazioni introduttive che hanno aperto il dibattito su Coscienza e responsabilità nella società polarizzata, tema al centro dell’Assemblea dei soci del 18 aprile 2026.


Relazione di Carlo Beraldo

A proposito del tempo triste che stiamo vivendo e delle contraddizioni con cui le dimensioni esistenziali della coscienza e della responsabilità si esprimono, ritengo abbia destato stupore per molte persone le pubbliche prese di posizione che papa Leone ha espresso in queste ultime settimane su come va il mondo. Cito alcune delle sue affermazioni: 
Lunedì dell’Angelo - 6 aprile 2026 a Regina Coeli: la malvagità corrompe la storia, chiamati ad essere annunciatori di verità (…) preghiamo per la pace, si fermi chi uccide e vuole il mondo in ginocchio.

Sabato 11 aprile - Al termine del Rosario per la pace nella Basilica di San Pietro, Leone XIV esorta ad affrontare come umanità e con umanità quest’ora drammatica della storia. In un mondo in cui sembrano non bastare i sepolcri... Continua la lettura

Relazione di Carlo Bolpin

In dieci minuti posso solo indicare i titoli, per affermazioni e con ovvie semplificazioni. Riprendo punti caratterizzanti la storia di Esodo utili per definire nostre linee di riflessioni oggi. Non faccio citazioni per non appesantire l’intervento, ma penso che i riferimenti siano chiari. 
La domanda che pongo è se e come sia possibile la formazione e l’azione di una coscienza consapevole, coerente, responsabile, oggi nella situazione in cui sono carenti o mancano i luoghi e i canali di formazione, di dibattito pubblico per un discorso collettivo razionale, non emotivo, non gridato, non polarizzato... Continua la lettura

Relazione di Gianni Manziega 

La storia del cristianesimo, fin dalle origini, è segnata da un susseguirsi di divisioni raramente riconciliate. Eppure Gesù aveva lasciato in eredità il mandato: “Da questo tutti riconosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35), e ancora: “... Padre, che siano una cosa sola come noi siamo una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato…” (Gv 17,22-23). Mi accosto al tema con il limite dello sguardo parziale di chi vive, pur in modo critico e con sofferenza, all’interno della Chiesa cattolica, e con una particolare attenzione alla situazione italiana... Continua la lettura

Relazione di Anna Urbani

Per organizzare il mio contributo, mi è stato chiesto uno sguardo personale, ho pensato di rispondere alle tre domande: chi sono, da dove vengo e dove vado (e perché). 
Chi sono? Dal punto di vista della fede, sono una battezzata. Ho pensato di usare questa definizione perché più “oggettiva”, non sbilanciandomi sul credere o meno, e quanto, e come. Dal punto di vista della professione sono una psichiatra. 
Da dove vengo? Vengo da una famiglia di tradizione abbastanza solidamente cattolica romana: Azione Cattolica da parte di padre, scout da parte di madre, preti e suore nella generazione dei nonni. Mio fratello Carlo, nel Tolettino di Giovanni Benzoni, Epistolario 2001-2022 in quattro mail, descrive bene mio papà e la sua famiglia... Continua la lettura

Delle cinque piaghe della Chiesa locale

«Sono venuto a portare non la pace, ma la spada» (Mt 10,34). Queste parole di Gesù, pronunciate in un contesto missionario, risuonano scomode ogni volta che si tenta di applicarle alla vita interna della comunità cristiana. Eppure, la tradizione profetica – da Amos a Geremia, da Ezechiele a Giovanni Battista – conosce bene la figura di colui che ama così tanto Dio e l’umanità da dire con coraggio ciò che non funziona....


Il punto di partenza della riflessione è l’intuizione di Antonio Rosmini, che, nel 1848, pubblicò Delle cinque piaghe della Santa Chiesa, un’opera di denuncia coraggiosa che gli costò l’iscrizione all’Indice. Rosmini non denunciava la Chiesa dall’esterno, come osservatore deluso, ma dall’interno, come chi ama ciò che vede deteriorarsi. È questa la cifra che distingue la profezia autentica dalla lamentela sterile: il profeta abita la ferita che descrive....

L'articolo di Giorgio Bozza è a questo link:

https://www.settimananews.it/chiesa/delle-cinque-piaghe-della-chiesa-locale/?utm_source=newsletter-2026-07-14

Il futuro demografico del mondo

La demografia è in cambiamento nel mondo intero, tra bassa natalità e invecchiamento di larga parte della popolazione. Ma allora siamo troppi o troppo pochi? Intervista al demografo Massimo Livi Bacci, oratore del recente convegno Laboss di Fiesole.


Mai come in questi ultimi anni la dimensione della popolazione umana è divenuta oggetto di interesse diffuso, talvolta spasmodico, e di crescente apprensione. Da una parte, il calo demografico risulta una tendenza mondiale inesorabile a trenta anni esatti dalla conferenza del Cairo su popolazione e sviluppo. Secondo le più recenti statistiche, un Paese su quattro nel mondo deve fare i conti con una popolazione in declino (UN DESA, 2024). Parliamo di un fenomeno complesso che ...

L'intervista di Nicoletta Dentico è a queato link:

https://sbilanciamoci.info/il-futuro-demografico-del-mondo/

Tredici anni senza padre Paolo Dall’Oglio

Nell’odierno dibattito su pace e guerra, purtroppo, manca una voce importantissima soprattutto per quanto attiene al punto caldo dell’islam: quella di padre Paolo Dall’Oglio. E’ stato rapito in Siria il 29 luglio 2013, tredici anni fa. Da allora non se ne è più saputo nulla.


Il regime degli Assad contro il quale si era impegnato dall’inizio della rivoluzione siriana, nel 2011, ha concluso il suo sanguinario tramonto, il gruppo che ha sequestrato padre Paolo- l’ISIS, Stato Islamico dell’Iraq e della Siria- è mutato profondamente, i leader del tempo sono morti o spariti. Il mistero del suo destino, della sua sorte, è stato inghiottito nella tempesta che ha sconvolto quei luoghi. I testimoni di quei giorni chissà dove sono, se vivi. Sempre più difficile sperare di ritrovare ...

Il ricordo e l'analisi di Cristiano Riccardo è a questo link: