Israele: "Sciopero per i miei figli, i soldati, gli ostaggi"

"Un bivio è stato superato, da tempo" afferma Luisa Levi d’Ancona è una storica italo-israeliana. Nata a Firenze, formatasi a Cambridge, residente a Gerusalemme, scende in piazza contro il sesto governo di Benjamin Netanyahu sin dai tempi della controversa proposta di riforma della giustizia. 


Continua a farlo adesso, «per dimostrare alle famiglie degli ostaggi che siamo al loro fianco e che siamo contro l’invasione di Gaza». Una decisione che ritiene deleteria «perché condanna a morte non solo gli ostaggi prigionieri nei tunnel di Hamas ma pure molti soldati, chiamati a proteggere una leadership che ci sta portando nel baratro»...

Continua a questo link:

https://moked.it/blog/2025/08/24/israele-1-sciopero-per-i-miei-figli-i-soldati-gli-ostaggi/

L’imperialismo aperto della Cina contro la corsa al dominio degli Stati Uniti. Strategia AI a confronto

La comparazione fra il documento della Casa Bianca “Winning the Race” e il “Piano d’azione per la governance globale dell’intelligenza artificiale” altrettanto recentemente diffuso da Pechino evidenzia che nella competizione per la leadership globale nell’IA le due superpotenze adottano filosofie e metodologie operative fondamentalmente diverse ma finalizzate allo stesso obiettivo: la creazione di sfere di influenza tecnologica.


Sintetizzando al massimo il contenuto dei due documenti, si può affermare che gli Stati Uniti perseguono una strategia esplicita di dominio tecnologico dell’AI tramite un programma che mette al primo posto il mercato, sfruttando il proprio settore privato e promuovendo l’innovazione open source nel quadro dei “valori americani”. Questo significa inserire strutturalmente Big Tech all’interno della strategia, affidandole il compito di “colonizzare” le infrastrutture di altri

L’analisi di Andrea Monti, docente di Identità digitale, privacy e cybersecurity nell’Università di Roma-Sapienza è a questo link:

XXI Domenica PA - Lc 13,22-30

Non è un caso che il Regno di Dio non venga mai presentato con simboli religiosi o azioni liturgiche di adorazione o chissà cos’altro ma sempre con esempi conviviali, con una tavola imbandita di grasse vivande e vini succulenti


Domenica scorsa la Liturgia, seguendo lo sviluppo dell’Evangelo di Luca, ci ha fatto imbattere in un cambio di linguaggio di Gesù che, all’inizio forse ci è parso dissonante con l’immagine fino a quel momento ci si era fatti di Lui. Ci è apparso un Signore oppresso dall’attesa di un fuoco nel quale essere immerso (battezzato), un linguaggio duro quasi violento che prometteva conflitti, divisioni, l’opposto di ogni speranza dell’avvento di pace nelle realtà irte di difficoltà.

Un linguaggio si è detto comune nella sua epoca ma che Gesù usava riferendolo alla sua vita: l’attesa dell’avvento dello Spirito e del suo essere immerso nella morte violenta che lo attendeva e il desiderio di abbreviarne i tempi. Evento che sarebbe stato come una spada a doppia lama, capace di penetrare nel profondo delle persone mettendole in crisi, spingendole a discernere, a scegliere da che parte stare, come vivere optando tra l’essere con lo Spirito di fuoco datori di vita o rimanendo agganciati al vecchio mondo corrotto dall’egoismo.

Anche oggi Gesù continua con un linguaggio nel quale compaiono minacce e condanne: c’è una porta che si sta chiudendo ed oramai è ridotta ad una fessura: è una porta oramai “stretta” verso la quale è necessario affrettarsi per riuscire ad entrare. Quando sarà chiusa si rimarrà fuori dove “ci sarà pianto e stridore di denti” mente all’interno, attorno alla tavola imbandita del Regno del Padre, ci saranno genti di ogni razza, popolo, nazione provenienti dai quattro punti cardinali.

Dov’è quel Gesù che, sempre in Luca, suggeriva di invitare al banchetto “storpi, zoppi e ciechi”; non assomiglia al medico venuto per curare i malati, né al pastore che si intenerisce di fronte alla pecorella smarrita, né all’amico che si alza di notte a dare il pane come nell’Evangelo di Domenica 27 luglio, quella del Padre Nostro. Pare abbia sentimenti diversi da quelli del padre del figlio prodigo, ed è strano anche il suo consiglio “sforzatevi di entrare per la porta stretta”: sembra un invito a preoccuparsi solo per la propria salvezza.

Gesù risponde così ad una domanda che gli viene fatta da “un tale … sono pochi quelli che si salvano?” ed è una domanda che percorre e inquieta costantemente i credenti e le comunità che purtroppo è stata spesso usata per impaurire, non infrequentemente posta come minaccia per il controllo sociale fino a tempi recenti e che qualcuno ancora usa.

Quel “tale” anonimo ci rappresenta tutti ma la domanda non è ben posta e infatti Gesù non risponde direttamente: se avesse risposto sì avrebbe potuto provocare scoramento; al contrario false sicurezze. Gli preme piuttosto chiarire il “come” si entra nel Regno di Dio che è già presente in mezzo a noi e non chiede di fare chissà quali pratiche religiose o contorsioni spirituali.

Lo si deduce facilmente dal dialogo tra il Signore e chi è rimasto fuori che chiedono di entrare. Sono persone che hanno familiarità con lui e quando si sentono dire che non li conosce insistono dicendo ma come “abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza ... hai insegnato nelle nostre piazze”.  La risposta è durissima “Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. C’è da rimanere stupefatti: partecipare alla sua mensa, ascoltare la sua parola è “essere operatori di iniquità”?

Qui c’è un importante materiale di riflessione per tutti i cristiani e le loro comunità, per coloro che sono assidui all’Eucaristia domenicale e all’ascolto della Parola. 

La domanda che Gesù qui pone è: “siete sicuri che sia sufficiente questo?”. Quanti, partecipando all’Eucaristia che li rende il “corpo di Cristo”, sono poi capaci di “farsi pane” per gli altri, di fare della loro esistenza alimento di vita per gli altri? Quanti hanno ascoltato il suo insegnamento e questo ha trasformato la loro esistenza? Gesù desidera dirci che il Padre alla fine non ci chiederà se abbiamo creduto in lui, ma se abbiamo amato come lui ama. Il rapporto che abbiamo con Dio è diventato azione di amore, misericordia, compassione, perdono, condivisione fraterna? È questa la domanda che ci viene posta e, attenzione, per fare quelle “cose” non serve essere battezzati, credenti, frequentanti: basta essere uomini e di ogni dove. 

L’avviso che ci viene dato è di non pensare di avere dei diritti per la nostra religiosità se non si traduce in azioni di amore perché alla fine potremmo trovarci tra gli esclusi. Allora si comprende perchè non è un caso che il Regno di Dio non venga mai presentato con simboli religiosi o azioni liturgiche di adorazione o chissà cos’altro ma sempre con esempi conviviali, con una tavola imbandita di grasse vivande e vini succulenti (Is 55,1-2).

Alla fine c’è un cambio di termini: i pochi e i molti diventano i primi e gli ultimi; nessuno sarà escluso ma “chi sa” è tenuto a “forzarsi di entrare per la porta stretta” e questa che si sta chiudendo, non ci sono garanzie che si possono vantare per la salvezza se non l’agire con e nella misericordia infinita del Padre.

(BiGio)

Taiwan in Italia

Emanuele Rossi ha intervistato l’ambasciatore di Taipei in Italia Vicent Tsai


in un momento in cui il governo italiano rappresenta spesso la sua azione politica internazionale con l’espressione “costruire ponti” (guardare al “successo meloniano” sull’unità dell’Occidente andata in scena alla Casa Bianca lunedì), quello con Taiwan può essere meno lungo di ciò che si immagini. “L’arte è un ponte – mi dice Tsai – che permette a popoli lontani di conoscersi meglio, e l’Italia, con il suo straordinario patrimonio, è un partner naturale”. Andiamo avanti ...

L'intervista è a questo link:

https://mailchi.mp/formiche/litalia-si-affaccia-nellindo-pacifico-7267964?e=0225c88c7b

RD Congo, massacri nel Nord Kivu e stallo nei negoziati di Doha

Il Paese africano continua a essere teatro di violenze e instabilità: decine le vittime in seguito agli attacchi degli islamisti di Adf, mentre stentano a ripartire i colloqui tra il governo congolese e i ribelli dell’M23


Secondo la Missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo (Monusco) tra il 9 e il 16 agosto almeno 52 civili sono stati uccisi in attacchi delle Forze Democratiche Alleate (Adf), uno dei numerosi gruppi armati attivi nel Paese, nei territori di Beni e Lubero, nella provincia orientale del Nord Kivu. Tra le vittime ci sono ...

La notizia di Sara Costantini è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2025-08/rd-congo-massacri-nel-nord-kivu-negoziati-di-doha.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Queste tre città italiane sono fra le più inquinanti d’Europa: la classifica che non vorremmo leggere

Sul gradino più alto del podio figura Mosca ma anche l’Italia ha un ruolo scomodo. Il ranking Ener2Crowd mostra come le emissioni urbane stiano aggravando la crisi climatica

“L’Europa sta soffocando sotto il peso delle sue stesse emissioni”. È ciò che emerge dal nuovo ranking 2025 di Ener2Crowd, piattaforma italiana di crowdfunding specializzata in progetti di efficienza energetica, energie rinnovabili e sostenibilità ambientale. Sul podio delle città più inquinanti del continente ci sono Mosca, con oltre 141 milioni di tonnellate di CO₂ equivalenti, Istanbul (87,4 Mt) e San Pietroburgo (53 Mt). Anche l’Italia è coinvolta ...

L'articolo di Riccardo Liguori è a questo link:

https://www.greenme.it/ambiente/torino-bologna-e-piacenza-tra-le-citta-piu-inquinanti-deuropa-la-classifica-che-non-vorremmo-leggere/

Modi, prove tecniche da leader globale.

Mentre Trump e Putin trattano, Modi parla al mondo. La sua India non è solo un gigante demografico, ma una potenza che detta le proprie regole, protegge i propri confini e produce le proprie tecnologie. In 103 minuti, il premier traccia una rotta che fa di Nuova Delhi un attore centrale in un mondo frammentato, capace di dialogare con l’Occidente senza sottomettersi e di contenere la Cina senza conflitti aperti

Dal Red Fort di Nuova Delhi, il 15 agosto 2025, Narendra Modi, primo ministro indiano, pronuncia un’orazione di 103 minuti, la più lunga mai tenuta per il Giorno dell’Indipendenza. Non è solo una celebrazione dei 79 anni di libertà dal dominio britannico: è una dichiarazione di forza, un manifesto per un’India sovrana, militarmente inattaccabile e industrialmente autonoma.

Modi, uno dei grandi protagonisti del presente e del futuro, delinea una visione che proietta l’India verso il 2047, centenario dell’indipendenza, come potenza globale autosufficiente. Due temi spiccano...

L'analisi di Roberto Arditti è a questo link:

https://formiche.net/2025/08/modi-prove-tecniche-leader-globale/#content


Appello di 80 rabbini: Guerra contro Hamas non provochi carestia

«I peccati e i crimini di Hamas non esonerano il governo di Israele dal suo obbligo di compiere tutti gli sforzi necessari per impedire la carestia di massa».


Lo sottolineano oltre ottanta rabbini ortodossi da tutto il mondo, firmatari di una “Call for Moral Clarity, Responsibility, and a Jewish Orthodox Response in the Face of the Gaza Humanitarian Crisis” promossa dal rabbino Yosef Blau, per quasi mezzo secolo consigliere spirituale della Yeshiva University a New York, e sottoscritta tra gli altri da Michael Schudrich, Michael Melchior e Jair Melchior, rabbini capo rispettivamente di Polonia, Norvegia e Danimarca.
Nel documento, in cui non si chiede la fine delle operazioni militari a Gaza, si accusa il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di...

La notizia pubblicata in Israele è a questo link:

https://moked.it/blog/2025/08/20/israele-appello-80-rabbini-guerra-contro-hamas-non-provochi-carestia/

Non c’è più religione

Nel volume Non c’è più religione? Le risposte di un filosofo in dialogo con Francesca Cosi e Alessandra Repossi, Lindau, Torino 2025; cf. qui per una presentazione del volume) il filosofo Marco Vannini offre le sue interpretazioni alla crisi delle credenze religiose, delle Chiese e delle religioni, con le sue proposte per la fede.


Marco, puoi fare cenno al tuo personale percorso di ricerca e quindi all’evoluzione del tuo pensiero in fatto di religione e di fede?

Devo dire innanzitutto che per me il percorso di ricerca si identifica con quello di vita, perché non ho mai considerato la religione semplicemente un argomento di ricerca intellettuale, quale potrebbe essere, ad esempio, un periodo storico o un evento fisico, ma come la questione fondamentale dell’esistenza. «Cosa vuoi conoscere?», chiede la Ragione ad Agostino nei Soliloqui, e Agostino risponde: «Dio e l’anima». «Niente altro?» «Niente altro».

Ecco, io questo l’ho sempre pensato, fin da ragazzo, e non perché ...

L'intervista di Giordano Cavallari è a questo link:

https://www.settimananews.it/reportage-interviste/non-piu-religione/?utm_source=newsletter-2025-08-19

Undicesimo: non giudicare

Stranezze. Il 29 luglio 2013, durante la conferenza stampa che tenne sul volo che lo riportava a Roma dal Brasile, dove aveva partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù, papa Francesco disse la famosa frase “chi sono io per giudicare?”.

Mercoledì scorso, all’udienza generale, papa Leone ha detto: “Noi siamo abituati a giudicare. Dio invece accetta di soffrire. Non rinuncia a spezzare il pane anche con chi lo tradirà. Questa è la forza silenziosa di Dio: non abbandona mai il tavolo dell’amore, neppure quando sa che sarà lasciato solo”. Non sorprende che se la prima frase fece tanto chiasso questa invece, complice forse il generale agosto e il caldo estremo, passi quasi sotto silenzio? È forse un espediente, un’estrapolazione dal testo che non dà conto del contesto in cui è stata pronunciata? Non credo.

E non lo credo perché Leone non si è limitato a ...

L'intervento di Cristiano Riccardo è a questo link:

https://www.settimananews.it/papa/xi-non-giudicare/?utm_source=newsletter-2025-08-19