Il crollo dei finanziamenti internazionali costringe l'Unhcr a ridurre servizi essenziali nelle principali aree di crisi. Donne, bambini e vittime di violenza tra le persone più esposte. In Ciad, Etiopia e Sudan vengono meno programmi di protezione, mentre diminuiscono gli aiuti per chi tenta di ricostruire la propria vita dopo il ritorno
Quasi 8,3 milioni di rifugiati, sfollati interni e apolidi rischiano di perdere l’accesso ad aiuti e servizi essenziali. È l’allarme lanciato dall’UNHCR nel rapporto Protection Eroded: The Human Cost of Underfunding — La protezione compromessa: il costo umano della carenza di fondi — che fotografa le conseguenze della drastica riduzione dei finanziamenti internazionali destinati all’assistenza umanitaria. I fondi disponibili per l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati sono passati da 5,2 miliardi di dollari nel 2024 a 3,9 miliardi nel 2025. Alla fine dello scorso luglio, l’Unhcr aveva ricevuto appena il 32% degli 8,5 miliardi necessari per il 2026, mentre il numero delle persone bisognose di protezione resta su livelli storicamente elevati...
L'articolo di Federico Tonini è a questo link:
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