«Non voglio stare con papà»: Sarah, Alisya e l’ascolto del minore tra diritto e strumentalizzazione

Sempre più spesso nel dibattito pubblico si parla di ascolto della persona di minore età, ma talvolta ciò rischia di trasformarsi in uno strumento nelle mani di adulti in conflitto. 


L'altro rischio è quello di confondere il diritto ad essere ascoltato con il diritto a decidere: il peso della decisione è sempre invece una responsabilità degli adulti. Come evitare che un principio bellissimo venga strumentalizzato? In dialogo con Francesca Maci, docente in servizio sociale Università di Parma e giudice onorario del Tribunale per i Minorenni di Milano ...

L'articolo di Sara De Carli è a questo link:

https://www.vita.it/non-voglio-stare-con-papa-sarah-alisya-e-lascolto-del-minore-tra-diritto-e-strumentalizzazione/

Israele riconosce il genocidio armeno. È un messaggio a Erdogan

«Non è soltanto una decisione di coscienza. È una mossa strategica calcolata, che ridefinisce le regole del gioco nei confronti del presidente turco Recep Tayyip Erdogan», scrivono Itamar Eichner e Gilad Cohen su Ynet, commentando la decisione unanime con cui il governo israeliano ha riconosciuto il genocidio armeno. 


Dalle colonne dei quotidiani israeliani emerge un quadro a più voci, in cui la correzione di una lacuna storica si intreccia con un preciso calcolo diplomatico, la rottura con Ankara e la delicata gestione degli equilibri dell’area mediorientale....

La notizia e il commento sono a questo link:

https://moked.it/2026/06/29/il-riconoscimento-del-genocidio-armeno-e-il-messaggio-a-erdogan/

Il vescovo del Tigrai: «L'assedio dopo il genocidio. I cattolici ora sono a rischio»

Tesfaselassie Medhin è eparca di Adrigat, nel nord dell’Etiopia. Quattro anni dopo la fine della guerra civile, la tensione è di nuovo alta. «Niente di quello che fu promesso con gli accordi di pace di Pretoria è stato realizzato»


Abbiamo incontrato il coraggioso eparca cattolico del Tigrai, Tesfaselassie Medhin, voce dei senza voce durante la sanguinosissima guerra civile del biennio 2020-2022. Oggi è l’unico vescovo cattolico del Tigrai una regione vasta quanto il Nordovest italiano e resta voce di chi non ha voce....

L'intervista a cura di Paolo Lambruschi è a questo link:

https://www.avvenire.it/mondo/il-vescovo-del-tigrai-lassedio-dopo-il-genocidio-i-cattolici-ora-sono-a-rischio_110574

Architettura e liturgia. Piccola ricerca sulle cause di adeguamenti inadeguati

Capita spesso (purtroppo) di trovarsi in chiese in cui non ci si trova a proprio agio sia riguardo alla celebrazione liturgica, sia nella preghiera personale. Si tratta di chiese ‘non adeguate’, non soltanto dal punto di vista estetico-formale (pur importante), ma anche – e più profondamente – da un punto di vista rituale e religioso, e quindi anche architettonico-liturgico.


Ma può capitare, al contrario, di trovarsi in chiese che sono luoghi bellissimi, ma che non sanno di liturgia. Occorre domandarsi quali siano le ragioni di questo fenomeno Al fondo credo possa esserci, sia da parte dei committenti sia da parte degli architetti, una triplice forma di “disperazione” riguardo alla liturgia che, mutuando da La malattia mortale di Kierkegaard, potremmo descrivere così: ...

L'articolo di Maria Antonietta Crippa è a questo link:

https://www.cittadellaeditrice.com/munera/architettura-e-liturgia-piccola-ricerca-sulle-cause-di-adeguamenti-inadeguati/

Inghilterra: ragazze-madri, le scuse anglicane

Rivolgendosi alle ragazze-madri passate nelle istituzioni ecclesiastiche della Chiesa anglicana nel Regno Unito, Sarah Mullally, arcivescova di Canterbury ha detto: «Ci rammarichiamo profondamente per la sofferenza, il trauma e lo stigma che molte persone hanno subìto e continuano a subire a causa delle pratiche di adozioni storiche (forzate) nelle istituzioni della Chiesa d’Inghilterra […]


Sappiamo che molte donne e ragazze sono state costrette a svolgere lavori umili e manuali come forma di “correzione”. Riconosciamo, inoltre, come i pregiudizi, anche quelli basati su razza e disabilità, abbiano plasmato e definito esperienze e risultati […] Oggi diciamo a ciascuna di voi: la vergogna che vi è stata fatta provare era sbagliata. Non avete nulla di cui vergognarvi. Anzi, siamo noi profondamente svergognati che questo sia accaduto a persone affidate alle comunità cristiane». ...

L'articolo di Lorenzo Prezzi è a questo link:

https://www.settimananews.it/societa/inghilterra-ragazze-madri-le-scuse-anglicane/

Sergio Quinzio: Tra fede e disperazione

«La fede è un’illusione? Nulla può garantire che non lo sia, se non il bisogno di credere che sperimentiamo in noi». Coloro che non credono «sono ciechi se non vedono ciò che oggi si spalanca di fronte ai nostri occhi: l’abisso che ci ha ormai quasi completamente inghiottiti».


Sono le parole conclusive dell’enciclica Resurrectio mortuorum (La resurrezione dei morti) pubblicata nel 1999 da papa Pietro II, personaggio immaginato da Sergio Quinzio (1927-1996), uno dei più originali e inquietanti teologi del secolo scorso. L’enciclica citata, insieme a una seconda, Mysterium iniquitatis (Il mistero del male) collocata in un 2000 al momento della scrittura (1995) ancora futuro, sono l’illustrazione del pensiero di Quinzio teso fra certezza dell’apocalisse e fede nella salvezza....

L'articolo di Ugo Basso è a questo link:

https://www.viandanti.org/website/sergio-quinzio-tra-fede-e-disperazione/

Perché in Italia la paternità non è (ancora) un diritto

Gli uomini vengono discriminati nei tempi e nei modi da leggi obsolete e da una cultura che non evolve. Questo perché l'uguaglianza uomo-donna esiste come principio costituzionale ed europeo, ma è costruita per correggere lo svantaggio femminile, non per garantire un trattamento identico tra madre e padre. E noi lo consideriamo normale


Nel Paese che ha inventato le mamme, la figura paterna resta un elemento di secondo piano. Anche se le nuove generazioni trovano sempre più normale condividere l’esperienza genitoriale, il Paese non gli va dietro: le leggi e la cultura restano al palo. Prima di andare a vedere le statistiche, è però utile fare una riflessione...


La riflessione di Riccarda Zezza è a quanto link:


https://www.vita.it/idee/perche-in-italia-la-paternita-non-e-ancora-un-diritto/

Galimberti e il fantoccio dell’“individuo” cristiano

«Non chiederci la parola che squadri da ogni lato / l’animo nostro informe». Questi celebri versi di Eugenio Montale, tratti da Ossi di seppia, ci mettono in guardia contro una delle tentazioni più antiche e pericolose dell’intelletto umano: quella di credere di poter imprigionare la complessità della vita – e dell’animo umano – in una definizione unica, netta, geometrica. La realtà, soprattutto quella spirituale e culturale, è informe, sfuggente, contraddittoria.


Eppure, guardando i video di Umberto Galimberti che impazzano sui social e sui reel dei festival filosofici, viene spontaneo chiedersi: il filosofo ha forse dimenticato questo monito? Con la consueta sicurezza che lo rende amatissimo dal pubblico, Galimberti sentenzia, in una di queste apparizioni pubbliche: «Tutti pensiamo all’individuo prima che alla comunità. Questo è un lascito cristiano». La frase è perfetta per diventare virale: è breve, è provocatoria, e sembra smascherare una presunta ipocrisia di duemila anni di storia. Peccato che ...

L'articolo di Antonio Staglianò è a questo link:

https://www.settimananews.it/cultura/galimberti-fantoccio-individuo-cristiano/

Dolly, trent’anni dopo

Il 5 luglio 1996, in un laboratorio del Roslin Institute alle porte di Edimburgo, nacque una pecora. Un agnello come tanti, bianco, indistinguibile dai suoi simili; e tuttavia il primo mammifero mai ottenuto non per generazione, ma dal nucleo di una cellula adulta – la copia tecnica di un vivente già esistente.


Trent’anni dopo, l’anniversario merita una sosta non per nostalgia, ma perché quel giorno una soglia fu varcata e poi dimenticata. Con Dolly l’uomo non scoprì soltanto una tecnica: assaporò un sogno antichissimo, passare dalla parte di chi riceve la vita a quella di chi la produce. Due secoli prima, una giovane scrittrice lo aveva già intravisto ...

L'articolo di Vincenzo Bertolone è a questo link:

https://www.settimananews.it/societa/dolly-trentanni-dopo/

Il nuovo Piano per gli anziani non autosufficienti lascia gli anziani soli come prima

Il Piano introduce criteri più equi per ripartire il Fondo tra le Regioni, ma resta irrisolta la frammentazione tra sociale e sanitario, le risorse stanziate risultano ancora insufficienti e le famiglie restano sole come prima.


È un documento atteso, il primo successivo alla Riforma della non autosufficienza (legge 33/2023): per la prima volta le politiche per gli anziani non autosufficienti hanno una programmazione dedicata, separata da quella per le persone con disabilità. Ma ...

L'articolo di Daria Capitani è a questo link:

https://www.vita.it/il-nuovo-piano-per-gli-anziani-non-autosufficienti-lascia-gli-anziani-soli-come-prima/