Galimberti e il fantoccio dell’“individuo” cristiano

«Non chiederci la parola che squadri da ogni lato / l’animo nostro informe». Questi celebri versi di Eugenio Montale, tratti da Ossi di seppia, ci mettono in guardia contro una delle tentazioni più antiche e pericolose dell’intelletto umano: quella di credere di poter imprigionare la complessità della vita – e dell’animo umano – in una definizione unica, netta, geometrica. La realtà, soprattutto quella spirituale e culturale, è informe, sfuggente, contraddittoria.


Eppure, guardando i video di Umberto Galimberti che impazzano sui social e sui reel dei festival filosofici, viene spontaneo chiedersi: il filosofo ha forse dimenticato questo monito? Con la consueta sicurezza che lo rende amatissimo dal pubblico, Galimberti sentenzia, in una di queste apparizioni pubbliche: «Tutti pensiamo all’individuo prima che alla comunità. Questo è un lascito cristiano». La frase è perfetta per diventare virale: è breve, è provocatoria, e sembra smascherare una presunta ipocrisia di duemila anni di storia. Peccato che ...

L'articolo di Antonio Staglianò è a questo link:

https://www.settimananews.it/cultura/galimberti-fantoccio-individuo-cristiano/

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