Tutti cerchiamo una salvezza: quale?

Chi è mai che nella sua vita non ha mai sentito il bisogno di essere salvato! Da quali sciagure? Innumerevoli e le più diverse. Dal bambino che spera la mamma non si accorga delle sue dita sporche di nutella, al delinquente che sta escogitando le vie di fuga per non essere arrestato; dallo studente che si augura di cavarsela agli esami, al disoccupato che spera di raggiungere una buona posizione in classifica nel concorso per un posto di lavoro.


Soprattutto le speranze dei poveri costellano dovunque il linguaggio umano. La straordinaria efficacia espressiva di quell’intenzionale svarione di grammatica, aveva reso celebre negli anni Novanta il titolo del libro, «Io speriamo che me la cavo», nel quale Marcello D’Orta raccoglieva i temi dei bambini napoletani, suoi scolari. Con il loro linguaggio spontaneo e spesso sgrammaticato, raccontavano la propria vita quotidiana: la famiglia, la scuola, i genitori, la religione, la povertà, i litigi, la malavita, i desideri e le paure, ed esprimevano le loro speranze....

L'articolo di Severino Dianich è a questo link:

https://www.settimananews.it/teologia/tutti-cerchiamo-salvezza-quale/?utm_source=newsletter-2026-09-01

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