Sono venuto dove “gli altri” non esistono. Nella terra in cui ognuno vede solo quello che vuole vedere, in modo selettivo. Sono venuto nel punto zero dell’empatia. Sono venuto a trovare un uomo che ha speso gran parte della sua vita dentro le mura della città vecchia, un uomo tormentato, che ha visto il tempo della speranza e quello della disperazione, ma continua a cercare segni, persone che mostrino che non è tutto perduto, che non esistono solo la forza, l’odio e la vendetta.
Quel luogo è Gerusalemme, quella terra è quella dove la speranza oggi non esiste, quell’uomo è Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, cardinale voluto da Papa Francesco.
Sono venuto a trovarlo perché mentre scrivevo “Le voci degli altri” ho sentito che doveva esserci assolutamente in questo libro dedicato alla crisi dell’empatia, a quelli che combattono contro i muri fisici e emotivi. Pizzaballa si alza alle quattro e mezza ogni mattina, non fa colazione, legge, scrive, studia, prega e spesso esce per andare al Santo Sepolcro. Cammina da solo nella città vecchia, quando è ancora buio, per essere il primo a entrare non appena il custode musulmano apre il portone....
L'articolo di Mario Calabresi è a questo link:
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