Israele. La sinistra nel labirinto della guerra

In Israele non sono tornato per raccontare una guerra alla quale non era dato accesso, ma per provare a guardare da vicino la società israeliana, provando a sondarne le pieghe, il ventre arrabbiato e disposto a tutto: soprattutto a chiamare con il loro nome, senza sensi di colpa, sentimenti e desideri di sangue e vendetta indicibili.


Cosa rimane, soprattutto, in termini di senso critico e di valore del dissenso, nella società israeliana di oggi? A queste e ad altre domande risponde Arturo Coen, trent’anni, ebreo milanese trapiantato da solo attorno ai vent’anni in Israele. È diventato cittadino israeliano anche per potersi spostare più liberamente tra i suoi due paesi. È un militante politico di quella sinistra che, in Israele, non esiste quasi più, come i partiti che la rappresentavano. Favorevoli al processo di pace, radicalmente contrari a ogni colonizzazione dei territori occupati, antropologicamente sempre più lontani dall’anima e dal corpo dell’Israele di oggi. Ancora di più a partire da quel ...


L'intervista è a questo link:

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