Migranti, così il mosaico religioso cambia il nostro Paese

 "Rapporto sulle migrazioni", Fondazione Ismu. Al 1° luglio 2025 il 52% degli stranieri residenti in Italia era di religione cristiana (ortodossi, cattolici, evangelici e altri). La componente musulmana concentra il 31% degli stranieri, basse le comunità buddiste, induiste e di altre fedi, e un 9,4% che si dichiara ateo o agnostico.

Il cambiamento è lento ma costante, e dà l’idea di un fenomeno in continua evoluzione. La combinazione tra i nuovi flussi migratori e l’integrazione delle presenze “storiche” produce effetti anche sotto il profilo religioso. Si sofferma anche su questi aspetti la nuova edizione del “Rapporto sulle migrazioni” redatto dalla Fondazione Ismu e presentato ieri a Milano, partendo da una premessa che fa da bussola: «La composizione religiosa della popolazione con background migratorio non è più il risultato di un’immigrazione recente ed emergenziale, bensì l’esito di processi di lungo periodo, legati all’acquisizione della cittadinanza, all’integrazione ...

L'articolo di Luca Bonzanni è a questo link:

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202606/260626bonzanni.pdf


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