Una questione istituzionale e la proposta-Castellucci per superare l'impasse di chi può fare l'omelia

La proposta avanzata da Mons. Erio Castellucci circa la “co-presidenza” della celebrazione eucaristica, al di là della sua formulazione concreta e della sua effettiva praticabilità, tocca un nodo sensibile della tradizione che non è soltanto liturgico, sacramentale, ecclesiale e antropologico, ma che è giusto riconoscere come istituzionale.

Dietro la proposta-Castellucci, per nominarla in breve, si mostra un profilo della Chiesa e del suo rapporto con la storia, che merita di essere assunto come il vero tema di riflessione, suggerito garbatamente dall’Arcivescovo di Modena. A che cosa mi riferisco? Al modo con cui, nella storia, la Chiesa cattolica ha provveduto alla identificazione e alla formazione dei suoi “presidenti”, ossia dei “presbiteri”. La proposta-Castellucci non è moderna, ma ha radice pre-moderna. Le viscerali contestazioni che alcuni tradizionalisti hanno mosso contro questa possibilità dipendono dalla assolutizzazione ingiustificata di un modello storico come se fosse “eterno”: come se il Signore ci avesse rivelato il Seminario! ...

La sintetica analisi storica di Andrea Grillo è a questo link:

https://www.cittadellaeditrice.com/munera/ordinare-per-presiedere-o-ordinare-chi-presiede-una-questione-istituzionale-e-la-proposta-castellucci/?fbclid=IwY2xjawTJykRleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeQbJ0vCNeiAa8bpT796OyIeb8clRcl3H3AnpBm9Go6IHUhgQnBiJWFb5F7Zc_aem_-p6gT8ESlX9M7Eh2YiaYGA



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