La proposta avanzata da Mons. Erio Castellucci circa la “co-presidenza” della celebrazione eucaristica, al di là della sua formulazione concreta e della sua effettiva praticabilità, tocca un nodo sensibile della tradizione che non è soltanto liturgico, sacramentale, ecclesiale e antropologico, ma che è giusto riconoscere come istituzionale.
Dietro la proposta-Castellucci, per nominarla in breve, si mostra un profilo della Chiesa e del suo rapporto con la storia, che merita di essere assunto come il vero tema di riflessione, suggerito garbatamente dall’Arcivescovo di Modena. A che cosa mi riferisco? Al modo con cui, nella storia, la Chiesa cattolica ha provveduto alla identificazione e alla formazione dei suoi “presidenti”, ossia dei “presbiteri”. La proposta-Castellucci non è moderna, ma ha radice pre-moderna. Le viscerali contestazioni che alcuni tradizionalisti hanno mosso contro questa possibilità dipendono dalla assolutizzazione ingiustificata di un modello storico come se fosse “eterno”: come se il Signore ci avesse rivelato il Seminario! ...
La sintetica analisi storica di Andrea Grillo è a questo link:
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