«Io afghana a Teheran: una vita in fuga»

L’ultimo messaggio arriva via email il 14 maggio. Poche righe, come al solito. Ogni minuto di Internet costa a Shaila – il nome è di fantasia per ragioni di sicurezza – uno sforzo immenso. Trovare una connessione in grado di aggirare il blocco di fatto imposto dagli ayatollah richiede tempo, soldi, pazienza. La ragazza, però, non vuole rinunciare a far sentire la propria voce.

«È l’ultima cosa che mi resta. L’altro me lo hanno rubato». Sono tanti gli autori del “furto” della vita di Shaila, afghana di etnia hazara e profuga perenne. Nata in un campo profughi iraniano nella primavera del 2001, è stata riportata in patria dai genitori in seguito al crollo del regime taleban e l’affermazione della Repubblica filo-occidentale. Nell’agosto 2023, però, è dovuta fuggire di nuovo per ritrovarsi al punto di partenza...

L'articolo di Lucia Capuzzi è a questo link:

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202605/260521capuzzi.pdf

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