Le radici ebraiche d’Italia

Lo studio dell’ebraismo ha sempre coinciso con quello della formazione, conservazione, trasformazione, cancellazione della cosiddetta “identità ebraica”. Ma in cosa differirebbe l’ebraismo dall’”identità ebraica”? Non dovrebbero essere, le due cose, coincidenti? E cosa vorrebbe dire, poi, l’abusata parola “identità”? Non ha forse un’identità ogni cosa che esiste in natura?


In generale, col termine “identità” si fa riferimento al modo in cui un soggetto (o una famiglia, un popolo, una nazione…) definisce sé stesso, “si riconosce”, “si identifica”; e al modo in cui gli altri lo definiscono e identificano. La cosa non è mai semplice perché queste percezioni sono fluide e mutevoli: oggi io posso avere un’alta considerazione di me stesso, e pensare di avere fatto grandi cose nella vita, o di essere destinato a farle, ma domani posso avere cambiato idea. E lo stesso può accadere a chi mi giudichi.
Per quanto riguarda il popolo ebraico – in qualsiasi modo lo si voglia intendere –, la questione diventa vieppiù complessa, per almeno tre motivi di fondo....

L'articolo di Francesco Lucrezi è a questo link:

https://moked.it/blog/2025/10/22/libri-le-radici-ebraiche-ditalia/

Massacro di civili in Kivu, don Piumatti: vergognoso il silenzio dell'Occidente

Sarebbero circa 20 le vittime del brutale attacco terroristico da parte delle ADF nel villaggio di Byambwe nella Repubblica Democratica del Congo. I miliziani hanno preso di mira un ospedale gestito dalle Suore della Presentazione. Il missionario fidei donum: “questi terroristi agiscono in modo brutale, uccidono, bruciano tutto e poi scappano via indisturbati senza che nessuno dica niente”. L’intero villaggio nel panico, madri sgozzate mentre allattavano i propri figli


E’ l’ennesimo massacro di civili, per giunta malati e ricoverati in un letto di ospedale, e ha come teatro la Repubblica Democratica del Congo, nel Nord Kivu, dove la situazione nonostante il recente accordo mediato dall’amministrazione Trump col Ruanda, rimane catastrofica. Gli scontri con l’M23 continuano infatti senza sosta nelle province orientali del Paese, ma il governo centrale si trova a occuparsi in contemporanea anche del terrorismo di matrice islamica. ...

Il report di Cecilia Seppia è a questo link:


Tanzania, i giorni della tragedia. Dalla pace a violenza e repressione

Dopo le brutalità e i soprusi seguiti alle elezioni generali nel Paese africano, in cui centinaia di persone sono state uccise, una donna condivide le sue riflessioni su come, da un giorno all’altro, sia passato da essere luogo di pace a luogo dominato da caos e ferocia


Un viaggio in Italia per visite mediche ha fatto sì che Jackie, (nome di fantasia), non potesse più rientrare in Tanzania a causa delle violenze scoppiate il giorno prima delle elezioni generali del 29 ottobre scorso che hanno scosso il Paese africano, da sempre considerato pacifico ma che, da un giorno all’altro, è cambiato. Per la donna, parlare con i media vaticani è una opportunità per chiarire cosa sta accadendo in questo momento, offrendole la possibilità di “dare voce a chi protesta, perché non si può restare in silenzio”.

Il racconto di Kielce Gussie è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2025-11/tanzania-violenza-chiesa-giovani-vittime-elezioni.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Ecologia e giustizia: dal genocidio all’ecocidio?

A quasi 800 anni dal Cantico delle Creature e a 10 anni dalla Laudato Sì, ci sentiamo ancora chiamati a fare il possibile per evitare l'attuale "omicidio" di madre Terra?


E' ancora possibile l’armonia? Questo, insieme ad altri, è uno degli interrogativi che ha tracciato un pomeriggio intenso di preghiera, testimonianza, impegno e azione al quale ho avuto l’opportunità di partecipare come referente animatore del Movimento Laudato Sì e che, avendo carattere globale, condivido in questo articolo riportando alcuni punti centrali della mia riflessione....

La riflessione di Giuseppe Canale è a questo link:

https://www.vinonuovo.it/cultura/laboratorio-e-natura/ecologia-e-giustizia-dal-genocidio-allecocidio/

Pubblicati i Rapporti Intermedi dei Gruppi di Studio del Sinodo

Mentre è in corso l'Assemblea della Cei che sta prendendo in mano il documento consegnatole dalla III Assemblea del Sinodo in Italia, la Segreteria Generale del Sinodo pubblica oggi i Rapporti Intermedi dei dieci Gruppi di Studio, più due aggiunti da papa Leone XIV uno su “La liturgia in prospettiva sinodale” e uno su “Lo statuto delle Conferenze episcopali, delle Assemblee ecclesiali e dei Concili particolari”.



Tanti i temi trattati: i poveri, la missione digitale, il ruolo delle donne, la poligamia, il ministero dei nunzi…tutto in chiave missionaria e sinodale, insieme a quelli della Commissione canonistica e della Commissione SECAM sulla Poligamia
Una nota ufficiale ha accompagnato la stesura di questi rapporti e ha specificato insieme al Cardinale Grech, Segretario Generale, che “i documenti presentati — redatti tra l’estate e l’autunno di quest’anno — restituiscono lo stato di avanzamento dei lavori, mettendo in luce sia il metodo sinodale che li anima, sia i passi concreti per attuarlo...

La sintesi delle note di accompagnamento ed i testi sono a questi link:

1 - qui in modalità più descrittiva Gruppo per Gruppo:



2 - qui in modalità più sintetica:

Il futuro è l’Europa

La solitudine dell’Europa. Le Chiese e l’Unione: è il titolo che abbiamo dato al nostro appuntamento annuale con i lettori. L’equilibrio internazionale che ha retto per ottant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale e dopo il crollo del muro (1989) sta andando in frantumi.


 È in atto una ridefinizione dell’egemonia mondiale. Se non vogliamo rassegnarci al ruolo di periferia ininfluente e accettare come inevitabile la consunzione delle istituzioni internazionali il futuro possibile si chiama Europa. I singoli Stati europei (Italia compresa) non sono in grado di avere una parola efficace sui futuri equilibri. Un cambiamento che interpella anche la Chiesa e le Chiese nel loro compito di annunciare il vangelo. L’equilibrio mondiale è saltato ...

L'articolo della Redazione di Settimananews è a questo link:

https://www.settimananews.it/chiesa/il-futuro-e-la-europa/?utm_source=newsletter-2025-10-23

Quando l'America era la Cina

Un libro che si legge come un atlante di sogni, una collezione di errori produttivi, un romanzo della geografia prima che la geografia diventasse una scienza: Amerasia indaga il periodo post-1492, quando l'America appena scoperta non era ancora l'America, ma una nuova Asia. 

L'Amerasia non è quindi un continente ma una condizione: quella di un'umanità che, per la prima volta, si vede intera e, in fondo, non sa ancora che farsene di questa percezione. Qui sta, secondo Giorgio Caravale, la modernità di questa storia, perché quel disorientamento del Cinquecento non è così lontano da noi. Anche oggi viviamo in un mondo che non riesce più a rappresentarsi con chiarezza: in questo senso, Amerasia è anche un racconto sul presente.

La recensione di questo libro fatta da Giorgio Caravale è a questo link:

https://www.rivistailmulino.it/a/quando-l-america-era-la-cina?&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Strada+Maggiore+37+%7C+17+novembre+%5B10302%5D

Cisgiordania: la guerra degli ulivi

Contadini palestinesi feriti, uliveti incendiati, villaggi sotto assedio. Nella stagione della raccolta, gli attacchi dei coloni israeliani raggiungono livelli record e l’ulivo, simbolo di pace e di identità, diventa emblema di una terra sempre più contesa.



Attacchi sistematici, coordinati e diffusi che hanno causato feriti, arresti e ingenti danni materiali sono in corso da giorni in diverse aree della Cisgiordania occupata ad opera di coloni israeliani. A denunciarlo sono le Nazioni Unite, secondo cui il mese di ottobre ha registrato il più alto numero di attacchi dal 2006, con oltre 260 episodi, una media di otto al giorno. L’ondata di violenze coincide con ...

Il report dell'ISPI è a questo link:

ChatGpt avrebbe favorito suicidi e crisi mentali: sette nuove cause travolgono OpenAI

Le denunce sostengono che OpenAI ha rilasciato il suo modello GPT-4o ignorando avvertimenti interni sulla sua pericolosità e abbia rimosso protezioni anti-suicidio, privilegiando i profitti sulla sicurezza degli utenti. Tra le vittime un diciassettenne e diversi adulti, alcuni senza precedenti problemi mentali


OpenAI si trova ad affrontare una serie di procedimenti giudiziari che la accusano di aver causato, attraverso il suo chatbot ChatGpt, conseguenze tragiche per la salute mentale di alcuni utenti. Sette cause legali sostengono che l'IA sviluppata dall’azienda guidata da Sam Altman abbia provocato suicidi e gravi disturbi psicologici anche in persone senza una storia clinica di problemi mentali....

L'articolo di Pier Luigi Pisa è a questo link:

https://www.repubblica.it/tecnologia/2025/11/07/news/openai_chatgpt_sette_cause_suicidio_problemi_mentali-424966292/

XXXIII Domenica TO - Lc 21,5-19

Di fronte ad una realtà sconvolta e disastrata Gesù invita ad alzare lo sguardo e al posto di Dio parla del Padre, annuncia il potere civile sostituito dal Regno, nel personale familiare si fa spazio una comunità di ideali, non più legata dal valore del sangue.



Si sta avvicinando rapidamente la fine di questo anno liturgico e si ritorna a seguire l’Evangelo di Luca dopo tre feste che ci hanno portato aa approfondire la realtà di discepoli che siamo chiamati a vivere attraverso le Beatitudini poste come obiettivi da perseguire oggi nel nostro cammino verso la santità, cioè l’essere stati chiamati a conoscere il fine della volontà del Padre: che tutti abbiano “vita eterna” senza l’articolo determinativo “la” perché qui non si sta parlando di una vita che inizia dopo la morte, come un premio per la buona condotta tenuta nel nostro quotidiano. No Gesù afferma che chi pone la sua fiducia in lui e lo segue facendo quello che lui ha fatto, amando e donando la sua vita agli altri facendosi prossimo, vive una vita che è già “eterna”, non tanto per la durata indefinita ma per la qualità che è divina e quindi indistruttibile.

Domenica scorsa nella Festa della dedicazione della “madre” di tutte le chiese, la Basilica Lateranense, l’Evangelo ci ha portato a riflettere sul fatto che oramai il “tempio”, il “dove” Dio ha posto la sua dimora non è un manufatto dell’uomo per quanto possa essere prezioso, ma l’uomo. Quindi se non si deve far diventare il tempio un mercato, tanto meno i nostri corpi a volte mercanteggiati, altre volte profanati nei rapporti di genere fino a giungere ai luoghi di lavoro nei quali vengono sacrificati spesso dal non rispetto delle norme di sicurezza, senza contare le molte guerre in corso in questo nostro mondo.

Guardando a quanto ci accade attorno catastrofi, conflitti fino ad essere crimini contro l’umanità, terremoti, inondazioni, eventi atmosferici sempre più violenti e frequenti, possiamo rimanere turbati e chiederci come quegli ascoltatori di Gesù dell’Evangelo di oggi se questi siano i segni dell’apocalisse e che l’universo non ci sta crollando addosso. È nella cronaca di tutti i giorni chi sfrutta questi eventi per intimorirci, per farsi passare come dei novelli messia invitandoci a seguirli ma i loro obiettivi sono altri e riguardano i loro personali interessi, non quelli del bene comune.

Di fronte a questi giorni e a questi eventi Gesù conoscendo bene l’animo umano facile a cadere nella creduloneria frutto di superficialità, invita a non farsi ingannare, a non seguirli, a non farsi prendere dallo spavento. Il suo è un invito ad imparare a discernere e a perseverare come invita nell’ultimo versetto che orienta l’intera pericope. Non c’è qui nessuna esortazione a ripiegarsi su se stessi per attendere tempi migliori perché questi sono nelle nostre mani; è invece lo sprone a osare sempre a pensare il futuro, a gettare lo sguardo oltre, a costruire positivamente, ad “alzare lo guardo” con coraggio come invita il versetto 28 che, purtroppo, manca nel brano liturgico “perché la nostra liberazione è vicina”. Nonostante le apparenze contrarie il Regno di Dio continuerà ad avanzare ed il linguaggio apocalittico usato a Gesù serve per dire che il passaggio fra due epoche della storia, tra due “eoni” per usare il linguaggio paolino, è imminente e lo spartiacque sarà la sua morte e risurrezione. Il suo è e sarà sempre un annuncio di gioia e di speranza; è l’invito a ricordare che la volontà del Padre è che nessuno si perda e che tutti siano salvati come ci è stato assicurato nell’Evangelo di dominica scorsa nella festa di tutti i defunti (Gv 6,37-40).

Ci si potrebbe allora attendere un tempo di trionfi, applausi, approvazione di tutti verso l’annuncio che il Regno di Dio sta avanzando. No, l’azione del Padre non è al di fuori della realtà dell’uomo e la sua iniziativa intende rispettarne i tempi senza violentarla sovrapponendo la propria. Continueranno le persecuzioni, non c’è alcuna promessa da parte di Gesù che preserverà i discepoli da sventure e pericoli; avverte invece nel non cedere all’illusione di potersi difendere utilizzando le logiche e i metodi di questo mondo rispondendo al male con il male, alla violenza con la violenza anche solo quella verbale.

Di nuovo però questo non è un invito ad accettare passivamente tutto quanto avviene e ci capita addosso, ma di perseverare nella sua sequela con la forza dell’amore e del perdono che lui sosterrà. In questo modo “nemmeno un capello del nostro capo perirà” e si deve essere certi che quello che si sarà seminato, gli sforzi compiuti se forse non porteranno a vedere i frutti sperati c’è la certezza che in futuro porteranno frutti abbondanti.

Il seguirlo, ci avverte Gesù, potrebbe portarci ad essere odiati e traditi da tutti “perfino da genitori, dai fratelli, da parenti, da amici e uccideranno alcuni di voi” perché viviamo in un mondo dove la ricerca dell’esercizio di un potere assoluto coinvolge ogni sfera esistenziale: in quella della fede dall’istituzione religiosa, nel civile da chi ci governa e anche nella famiglia attraverso le differenze gi genere. Gesù invece al posto di Dio parla del Padre: se in nome di Dio si può togliere la vita a qualcuno, in nome del Padre si può soltanto dare la propria; il potere civile viene sostituito dal Regno che è già qui tra di noi ed avanza anche se non ce ne accorgiamo in quello spazio senza confini, senza muri, senza limiti dove tutti possono essere accolti. Nel personale familiare si fa spazio una comunità di ideali, non più legata dal valore del sangue, ma da un amore generoso che si mette al reciproco servizio degli altri.

(BiGio)