Da Gaza alla Cisgiordania : il "New Normal" del conflitto permanente

Mentre Gaza affonda nel fango e nella fame, Israele lancia nuove operazioni in Cisgiordania, alimentando i sospetti di voler imporre una nuova realtà sul terreno.



Secondo gli ultimi sondaggi, il sostegno a Hamas è più alto in Cisgiordania che nella Striscia di Gaza. E oggi, nella West Bank, l’85% dei palestinesi è contrario al disarmo dell’organizzazione islamista. Non è pertanto così remota la possibilità che ci siano dei nuovi nuclei terroristici che si stanno impiantando nel nord del Territorio palestinese. Al tempo stesso, nelle aree della West Bank che finiscono sotto diretto controllo dell’esercito israeliano è più facile poi costruire nuove colonie. Interpretare univocamente l’ultima operazione ‘anti-terrorismo’ in Cisgiordania non è quindi scontato. Ciò che è certo è che violenza chiama violenza ...

L'analisi xdell'ISPI è a questo link:


L'articolo di Roberto Paglialonga è a questo link:

Il Libano, papa Leone e il Medio Oriente

Il primo viaggio apostolico di Leone XIV, che lo porterà a Nicea ed a Beirut, forse può essere riassunto in due parole; «unità» e «pace». Nicea è la Sede del primo Concilio ecumenico, nel 325 dopo Cristo. Lì fu definito il Credo della fede cristiana. Dunque Nicea, oggi una piccola località turca, parla di «unità». È l’obiettivo di chi ha capito, grazie all’impegno per avvicinarla, che unità non vuol dire uniformità, meno ancora annessione, ma incontro nella valorizzazione dei diversi carismi, delle peculiarità. È un’unità opposta a quella proposta dai sistemi totalitari.



Se Nicea ci ricorda quanto accadde 1700 anni fa, Beirut ci parla di guerra da 50 anni, dal 1975, quando scoppiò la guerra civile libanese, una guerra durata tre lustri anche perché conteneva tante guerre: guerra d’indipendenza, guerra identitaria, guerra etnica, guerra comunitaria. Come anche una guerra tra Stati, e una guerra civile all’interno delle comunità. Moltissime altre guerre sono seguite. Non è dunque fuori luogo che il papa visiti come prima metropoli questa città da mezzo secolo straziata da guerre. È dunque evidente che Leone da questa città invierà un messaggio di...

L'articolo di Riccardo Cristiano è a questo link:

https://www.settimananews.it/papa/il-libano-papa-leone-e-il-medio-oriente/

In occasione dei 90 anni di Woody Allen esce il suo romanzo:"Che succede all'uomo?"

Oggi 30 novembre Woody Allen compie 90 anni. Un bel traguardo, certamente, soprattutto se si considera la straordinaria intensità della vita trascorsa da un uomo che, grazie esclusivamente al proprio prodigioso talento, è stato alla ribalta fin da giovanissimo, creando decine di capolavori che resteranno per sempre nel mito della cinematografia mondiale. 

Nessun altro regista è mai riuscito a esprimersi, a tali livelli, con tanta continuità e assiduità. E anche la sua vita privata, com’è noto, è stata quanto mai intensa e agitata, travolta da scandali, processi, crudeli faide familiari. «Non è piacevole, ma non c’è scelta», ha recentemente dichiarato, in un’intervista, il grande regista, a proposito del suo compleanno “pesante”. Una frase banale, certamente, che potrebbe pronunciare chiunque, ma che, provenendo dalle sue labbra, sembra acquistare un tono oracolare, il valore di una profonda considerazione esistenziale....

La recensione del libro a cura di Francesco Lucresi è a questo link: 

https://moked.it/blog/2025/11/05/scaffale-che-succede-alluomo/

Donne scrivono la speranza, un libro sull'impegno di 21 israeliane e palestinesi

Ghadir Hani e Dror Rubin, di religione musulmana ed ebraica, raccontano le storie di 21 attiviste che lavorano in modi e luoghi diversi per la pace e la riconciliazione in Terra Santa


Vivian Silver, nata in Canada nel 1949, si è trasferita in Israele nel 1974. Da sempre impegnata su temi di giustizia, andò ad abitare nel kibbutz Be’eri, accanto a Gaza, nel 1990. Nel corso degli anni ha stabilito rapporti di vicinanza e amicizia con le comunità beduine della zona e palestinesi a Gaza e nel resto dei territori. Il suo nome è legato a tante iniziative e centri dedicati alla convivenza fra arabi ed ebrei, in particolare fra donne, non da ultimo il Centro arabo-ebraico per il rafforzamento, l’uguaglianza e la cooperazione da lei co-fondato insieme ad Amal Elsana Alh’jooj e vincitore del premio Victor J. Goldberg per la Pace in Medio Oriente nel 2010. ...

L'articolo di Elena Dini è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2025-11/pace-dialogo-diritti-riconciliazione-speranza.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Avanzate militari che non esistono: come la Russia trucca le sue mappe di guerra

 Le mappe dei campi di battaglia sono uno degli strumenti di propaganda preferiti dalla Russia. Mentre quest'anno l'esercito russo è avanzato in media a passo di lumaca, le immagini spettacolari diffuse dal Ministero della Difesa e dai blogger favorevoli alla guerra spesso esagerano i progressi, utilizzando frecce in grassetto e villaggi ombreggiati per dare l'impressione che le truppe russe stiano conquistando il territorio. 


Questa tendenza si estende anche alle mappe interne dell'esercito, secondo un ex soldato che le disegnava per lavoro. Per Mediazona, Vyacheslav Boyarintsev (uno pseudonimo) ha recentemente descritto la sua esperienza....

Il servizio di Meduza è a questo link:

https://www.valigiablu.it/russia-mappe-militari-avanzata-ucraina/

In Libano, dove il 30 novembre andrà papa Leone, la tregua è sempre a rischio. I timori per una nuova escalation militare

Il pesante raid israeliano di domenica su uno dei sobborghi meridionali di Beirut riaccende i timori per una nuova escalation militare. "La popolazione è di nuovo in ansia, ma questi attacchi non sono giunti inattesi", spiega ai media vaticani Emiliano Stornelli, analista e presidente dell'organizzazione Religion and Security Council. Anche a Gaza ancora bombe e morti


A un anno dalla sua entrata in vigore, la tregua tra Israele e Hezbollah è tornata pericolosamente a rischio nelle ultime ore. Il pesante bombardamento aereo dell’Idf su Dahiyeh, uno dei sobborghi meridionali della capitale Beirut, che ha portato ieri pomeriggio all’uccisione del capo de facto delle forze armate di Hezbollah e numero due del movimento, Haytham Ali Tabatabai, colpito nel suo appartamento segreto, e di almeno 5 cinque persone (con altri 28 feriti), potrebbe segnare il "via libera israeliano a una escalation militare nel Paese". Ne è convinto il vicepresidente del consiglio politico del gruppo islamista sostenuto dall’Iran, Muhamud Qomati....

L'articolo di Roberto Paglialonga è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2025-11/in-libano-tregua-sempre-a-rischio.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

l nome della giustizia è tenerezza

Il 18 ottobre scorso si è tenuto a Bergamo il convegno I nomi della giustizia, la questione penale in Lombardia voluto dalla Conferenza episcopale lombarda, dalla Delegazione Caritas e dalle Cappellanie delle carceri della Lombardia. Riportiamo integralmente la relazione Il nome della giustizia è tenerezza di Isabella Guanzini, filosofa e teologa, docente all’Università di Linz


La questione della forma della giustizia – dei nomi della giustizia – che può e deve incarnare la pena: come “strappare” dal carcere una vita che sembra perduta? Quale forma della pena tende a disumanizzare, invece che ad avviare un processo di riflessione e di metamorfosi dell’umano? Come superare il tratto meramente ritorsivo o intimidatorio della pena, che vede soltanto la colpa o il reato, allargando lo sguardo alla persona, alla sua storia, e al suo legame con la società? Esiste un modello di giustizia diverso da quello retributivo, che non si limiti a neutralizzare – e dunque a bloccare, alienare e opprimere – lo sviluppo della vita umana, ma che invece miri a riparare, a ricostruire e, soprattutto, a liberare ciò che è incarcerato, anche prima di aver commesso concretamente un reato? ...

L'intero intervento è a questo link:

https://www.settimananews.it/diritto/nome-della-giustizia-tenerezza/

Nicaragua, almeno 261 i religiosi espulsi finora dal Paese

Lo rivela un rapporto della ong per i diritti umani Colectivo Nicaragua Nunca Más. 


Nell’elenco figura il presidente della Conferenza episcopale, monsignor Carlos Enrique Herrera Gutiérrez, oltre ai vescovi Silvio José Báez Ortega, Rolando José Álvarez Lagos, Isidoro del Carmen Mora Ortega. Il documento ricorda inoltre la chiusura, tra il 2018 e il 2025, di più di 5.600 associazioni, ma anche di tv e radio ...

La notizia di Vatican News è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2025-09/nicaragua-ong-almeno-261-i-religiosi-espulsi-finora-dal-paese.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

La “teologia della speranza” è ancora attuale?

Si propone di seguito, per gentile concessione del Direttore, il saggio di Dieter Kampen, Presidente dell’Accademia degli Studi Luterani in Italia e pastore della Chiesa Evangelica Valdese di Bolzano scritto per la rivista Appunti di Teologia


Se ci interroghiamo sull’attualità di Jürgen Moltmann, dobbiamo innanzitutto ricordare che Moltmann è deceduto l’anno scorso e quindi lo potremmo considerare un teologo contemporaneo. Tuttavia, Moltmann è mancato all’età di 98 anni ed ha pubblicato la sua opera fondamentale sulla speranza nel 1964, cioè prima della mia nascita, per cui, da un’altra prospettiva, ad esempio la mia, appartiene anche al passato. Per rispondere in modo più articolato al quesito affrontiamo con ordine i momenti salienti della sua vita e della sua teologia della speranza....

L'articolo è a questo link:

Michele Serra: Sursum cordolo

«Bisognerebbe che ognuno di noi, non perché costretto ma per imparare a stare al mondo, si facesse una settimana in carrozzina»


Gira senza sosta la ruota del destino. Anzi, le due ruote del destino. La settimana scorsa vi avevo raccontato la mia (minima) impresa ciclistica tra Italia e Slovenia, per andare al concerto di Jovanotti sul lago di Fusine. Oggi mi tocca dirvi che sono caduto in Vespa a Milano, incappando nel maledetto cordolo in fondo al sottopasso che porta dalla Stazione Garibaldi in via Melchiorre Gioia. Un cordolo nero sull’asfalto nero in una galleria nera: non l’ho visto e ci siamo ritrovati, mia moglie ed io, a stretto, bruciante e rovinoso contatto con l’asfalto.

La riflessione di Michele Serra è a questo link: