Michele Serra: Sursum cordolo
Nella solennità di Cristo Re la Lettera apostolica "“In unitate fidei” Nel 1700° anniversario del Concilio di Nicea
La rivoluzione silenziosa di Pechino e il nuovo asse del potere biotech
Boom di investimenti e degli accordi di licensing “made in China”. Ma mentre Pechino avanza e sfrutta il biotech come terreno di potere, l’occidente rischia di restare a guardare
L'articolo di Andrea Macaluso è a questo link:
https://formiche.net/2025/09/cina-europa-usa-potere-biotech/#content
Nigeria, aumenta il numero dei rapiti alla St. Mary's School
Sono 315 le persone, tra studenti ed insegnanti, sequestrati il 21 novembre nella una scuola cattolica della comunità di Papiri, nello Sato del Niger. Un gruppo di circa 60 miliziani armati, a bordo di auto e motociclette ha fatto irruzione nell’edificio scolastico assaltando i dormitori
L'articolo di Silvia Giovanrosa è a questo link:
XXXIV Domenica TO - Cristo Re - Lc 25,35-43
L'altro malfattore non rifiuta ma accetta e si fa carico del male che ha fatto accettandone le conseguenze. Questo gli consente di fare una “correzione fraterna” all’altro sventurato condannato alla medesima pena senza alcuna presunzione, quassi discretamente compiendo anche un atto di fede rimandando e rimettendo nelle mani di Gesù ogni cosa al quale si rivolge sommessamente non chiedendogli nulla per se stesso, se non l’essere da lui ricordato. Sorprendente la risposta avuta ...
L’ultima domenica dell’anno liturgico celebra Cristo quale Signore e re dell’universo che si propone di essere da una parte la sintesi del cammino di conoscenza e di sequela propostoci attraverso l’Evangelo di Luca, dall’altra il lancio del nuovo anno liturgico che inizierà la prossima settimana con la prima domenica di Avvento.
La scorsa domenica Gesù invitava nell’attesa del suo ritorno a non essere creduloni, a non farsi ingannare, a non farsi prendere dallo spavento ma ad imparare a discernere, perseverare, ad alzare lo sguardo perché il Regno del Padre in ogni caso avanza nonostante tutto possa far apparire il contrario. Quindi l’invito a non ripiegare sconfortati in se sessi, ma sempre ad osare a pensare il futuro, a gettare lo sguardo oltre, a fare, a costruire positivamente perché questo sta nelle nostre mani.
Nell’Evangelo di Giovanni il trono di gloria del Cristo è la sua croce, da quella estende il suo Spirito sull’universo mentre nell’annata C la sua regalità è espressa dall’episodio detto del “buon ladrone”, tratto dal racconto della passione secondo Luca (Lc 23,35-43). In realtà questo evangelista non lo definisce così ma usa l’espressione “l’altro mal-fattore” ricordandoci così che anche quest’uomo ha fatto il male. Luca nella sua Passione ricorre più volte e sottolinea il fare o non fare il male, l’agire o il non agire ingiustamente a partire da Gesù che invoca il perdono del Padre perché coloro che lo stanno crocifiggendo “non sanno quello che fanno”. Ma anche l’altro mal-fattore ricorda all’altro crocifisso che la pena a cui essi sono sottoposti è commisurata a quanto hanno commesso: “riceviamo il degno [castigo] di ciò che abbiamo fatto” mentre Gesù “non ha fatto nulla di male”. Questo è un primo raccordo con l’invito dell’Evangelo di domenica scorsa poco più sopra ricordato: è necessario porre attenzione al nostro fare, al nostro agire imparando a discernere perseverando cosa sia giusto o meno fare e il metro di giudizio si è visto sta nel fare memoria della Scrittura, frequentandola costantemente perché in questa si trova la volontà del Padre vissuta da Gesù lungo tutta la sua vita.
Un secondo elemento sta nell’atteggiamento della folla. La nostra pericope al versetto 35 traduce che “il popolo stava a vedere”; in realtà il verbo usato è molto più ricco: “il popolo stava là e contemplava”. Non è allora uno stare a vedere distrattamente magari per curiosità: vedere, guardare, osservare non sono sinonimi e l’ultimo termine sfocia naturalmente in un atteggiamento di ricerca che coinvolge la persona interrogandola, la porta a cercare di comprendere quanto sta avvenendo e come la coinvolge. Tutto questo finisce in un versetto (il 48) non compreso nel brano di oggi nel quale quel verbo viene ripetuto ma con una traduzione più aderente al suo significato greco. Dopo che il centurione è esploso in quel “Veramente quest’uomo era un giusto”, Luca sottolinea che anche tutte le folle accorse sotto la croce “ripensando a quanto era accaduto se ne tornavano percuotendosi il petto”. Quell’osservare non è dunque passivo, ma sottolinea la capacità e la volontà di comprendere che porta al ravvedimento e al pentimento di fronte alla derisione subita da Gesù ritenuto uno che aveva cercato di usurpare il titolo dell’atteso Messia. Il non aver saputo salvare la propria vita ne era la dimostrazione.
L’istinto di conservazione insito nell’uomo porta spesso a sopraffare l’altro per sopravvivere ma Gesù aveva già avvertito che chi fa di se stesso un fine, il proprio fine, finisce di perdere se stesso (Lc 9,24). “Salvare la propria vita” è una tentazione proposta all’inizio (Lc 4,1-13) e alla fine della vita di Gesù ma a lui non interessa salvarsi da solo, desidera che tutti siano salvi e che nessuno vada perduto: per questo sacrifica la sua vita ottenendo ciò a cui aspirava ed era la volontà del Padre. È questa sua fedeltà che porta il popolo a ripensare e a comprendere ed è il sottolineare questo percorso che Luca desidera presentarci ed invita a far nostro come sintesi del cammino che ci ha fatto fare di conoscenza prima e di sequela poi.
Quanto viene poi sottolineato dall’episodio dell’altro malfattore è altrettanto importante come indicazioni per la nostra vita. Egli non rifiuta ma accetta e si fa carico del male che ha fatto accettandone le conseguenze. Questo gli consente di fare una “correzione fraterna” all’altro sventurato condannato alla medesima pena senza alcuna presunzione, quassi discretamente compiendo anche un atto di fede rimandando e rimettendo nelle mani di Gesù ogni cosa al quale si rivolge sommessamente non chiedendogli nulla per se stesso, se non l’essere da lui ricordato. È un atto gratuito di affidamento che guarda al futuro “quando entrerai nel tuo Regno”. La risposta di Gesù è sorprendente: “Oggi sarai con me nel paradiso”. Vale a dire che “essere in paradiso” altro non è che essere con Cristo e, questo, è già possibile nel nostro oggi. Ce lo ha ripetuto in ogni modo lungo tutto quest’anno.
(BiGio)
Giustizia, virtù per una società equa
La giustizia, virtù fragile e necessaria, continua a giudicare le nostre società e le nostre economie
La riflessione di Pietro Giordano è a questo link:
https://www.vinonuovo.it/attualita/societa/la-virtu-della-giustizia-pilastro-di-una-societa-equa/
“Africa: il futuro leader verde? L’intervista a Mohamed Adow di Power Shift Africa”
Nonostante l’Africa contribuisca con meno del 4% delle emissioni globali di gas serra, le conseguenze del cambiamento climatico si fanno sentire in modo devastante. Mohamed Adow, fondatore e direttore di Power Shift Africa, sottolinea che il continente riceve solo circa il 2% degli investimenti globali nelle energie rinnovabili, mentre affronta una serie di disastri climatici, tra cui inondazioni mortali e gravi siccità.
Nel 2025, la situazione è peggiorata ulteriormente con l’aumento degli eventi climatici estremi, come avvenuto nella Repubblica Democratica del Congo e in Somalia. Questi eventi si accompagnano a una significativa diminuzione dei fondi per l’aiuto, in particolare a seguito di un mutamento politico negli Stati Uniti. La recente ritirata di Trump dall’Accordo di Parigi ha riacceso preoccupazioni globali riguardo agli impegni presi dai paesi industrializzati....
L'intervista è a questo link:
Il cardinale Pizzaballa: per raggiungere la pace va ascoltato il dolore degli altri
Dalla tempesta di Francesco alla pioggerellina di Leone XIV
Francesco ha fatto irruzione nella Chiesa come un uragano. Fin dal suo primo «Buonasera» sul balcone di San Pietro, il papa argentino si è proposto di scuotere un’istituzione stagnante, intrappolata tra le sue stesse mura e in un clericalismo che la teneva lontana dal mondo
Un nuovo umanesimo?
In molti sollecitano l'avvento di un «nuovo umanesimo», incluso papa Leone XIV, che recentemente ha sottolineato la necessità di «evitare che, nel sovraccarico di informazione e nel vuoto di sapienza, crescano nuove forme di disumanizzazione e di manipolazione, perché non c’è vero umanesimo senza senso critico, senza continuo ripensamento».
La riflessione di Fabio Rugge è a questo link:
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Falliti i tentativi di ricatto economico ai lavoratori e le minacce, ora stanno cercando di aggirare il problema attivando il loro isolament...
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Anche quest’anno si è chiusa la Mostra di Venezia alla sua ottantaduesima edizione e, nel valutarla con i suoi premi, va tenuto ben presento...