Michele Serra: Sursum cordolo

«Bisognerebbe che ognuno di noi, non perché costretto ma per imparare a stare al mondo, si facesse una settimana in carrozzina»


Gira senza sosta la ruota del destino. Anzi, le due ruote del destino. La settimana scorsa vi avevo raccontato la mia (minima) impresa ciclistica tra Italia e Slovenia, per andare al concerto di Jovanotti sul lago di Fusine. Oggi mi tocca dirvi che sono caduto in Vespa a Milano, incappando nel maledetto cordolo in fondo al sottopasso che porta dalla Stazione Garibaldi in via Melchiorre Gioia. Un cordolo nero sull’asfalto nero in una galleria nera: non l’ho visto e ci siamo ritrovati, mia moglie ed io, a stretto, bruciante e rovinoso contatto con l’asfalto.

La riflessione di Michele Serra è a questo link:

Nella solennità di Cristo Re la Lettera apostolica "“In unitate fidei” Nel 1700° anniversario del Concilio di Nicea

Pubblicata nella Solennità di Cristo Re dell’Universo la Lettera Apostolica “In unitate fidei” di Papa Leone XIV in occasione del 1700° anniversario del Concilio di Nicea, 23 novembre 2025


Nell’unità della fede, proclamata fin dalle origini della Chiesa, i cristiani sono chiamati a camminare concordi, custodendo e trasmettendo con amore e con gioia il dono ricevuto. Esso è espresso nelle parole del Credo: «Crediamo in Gesù Cristo, Unigenito Figlio di Dio, disceso dal cielo per la nostra salvezza», formulate dal Concilio di Nicea, primo evento ecumenico della storia della cristianità, 1700 anni or sono.

Ecco il testo della Lettera di Papa Leone: "Mentre mi accingo a compiere il Viaggio Apostolico in Türkiye..."

La rivoluzione silenziosa di Pechino e il nuovo asse del potere biotech

Boom di investimenti e degli accordi di licensing “made in China”. Ma mentre Pechino avanza e sfrutta il biotech come terreno di potere, l’occidente rischia di restare a guardare


La Cina guarda al biotech e il biotech guarda alla Cina. La valanga di accordi di licenza siglati quest’anno per farmaci sviluppati in Cina mette in discussione il primato americano nel settore secondo Axios. La strategia di Pechino — dieci anni di investimenti mirati nell’industria biofarmaceutica — sta pagando con prodotti più rapidi e più economici. “Comunque la si misuri, i dati puntano tutti nella stessa direzione: la Cina che prende il comando, che è già leader o che bussa alla porta in queste aree”, ha dichiarato ad Axios Andrei Iancu, ex sottosegretario al Commercio per la proprietà intellettuale sotto la prima amministrazione di Donald Trump....

L'articolo di Andrea Macaluso è a questo link:

https://formiche.net/2025/09/cina-europa-usa-potere-biotech/#content

Nigeria, aumenta il numero dei rapiti alla St. Mary's School

Sono 315 le persone, tra studenti ed insegnanti, sequestrati il 21 novembre nella una scuola cattolica della comunità di Papiri, nello Sato del Niger. Un gruppo di circa 60 miliziani armati, a bordo di auto e motociclette ha fatto irruzione nell’edificio scolastico assaltando i dormitori


Nelle ultime settimane un’escalation di atti criminali ha investito la Nigeria facendo alzare il livello di allerta per possibili ulteriori pericoli. Lo Stato federale di Kebbi, lunedì 17 novembre, è stato teatro di nuove violenze quando in una scuola secondaria, prevalentemente musulmana, sono state rapite 25 studentesse. Nello stesso giorno, nello Stato federale nord-occidentale di Zamfara, 64 persone sono state rapite, tra cui donne e bambine che si trovavano nelle proprie case. Martedì 18 novembre, nello Stato federale di Kwara, poco più a sud di quello di Niger, la Chiesa di Eruku ...

L'articolo di Silvia Giovanrosa è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2025-11/nigeria-rapimenti-violenza-cristiani.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

XXXIV Domenica TO - Cristo Re - Lc 25,35-43

L'altro malfattore non rifiuta ma accetta e si fa carico del male che ha fatto accettandone le conseguenze. Questo gli consente di fare una “correzione fraterna” all’altro sventurato condannato alla medesima pena senza alcuna presunzione, quassi discretamente compiendo anche un atto di fede rimandando e rimettendo nelle mani di Gesù ogni cosa al quale si rivolge sommessamente non chiedendogli nulla per se stesso, se non l’essere da lui ricordato. Sorprendente la risposta avuta ...

 

L’ultima domenica dell’anno liturgico celebra Cristo quale Signore e re dell’universo che si propone di essere da una parte la sintesi del cammino di conoscenza e di sequela propostoci attraverso l’Evangelo di Luca, dall’altra il lancio del nuovo anno liturgico che inizierà la prossima settimana con la prima domenica di Avvento. 

La scorsa domenica Gesù invitava nell’attesa del suo ritorno a non essere creduloni, a non farsi ingannare, a non farsi prendere dallo spavento ma ad imparare a discernere, perseverare, ad alzare lo sguardo perché il Regno del Padre in ogni caso avanza nonostante tutto possa far apparire il contrario. Quindi l’invito a non ripiegare sconfortati in se sessi, ma sempre ad osare a pensare il futuro, a gettare lo sguardo oltre, a fare, a costruire positivamente perché questo sta nelle nostre mani.

Nell’Evangelo di Giovanni il trono di gloria del Cristo è la sua croce, da quella estende il suo Spirito sull’universo mentre nell’annata C la sua regalità è espressa dall’episodio detto del “buon ladrone”, tratto dal racconto della passione secondo Luca (Lc 23,35-43). In realtà questo evangelista non lo definisce così ma usa l’espressione “l’altro mal-fattore” ricordandoci così che anche quest’uomo ha fatto il male. Luca nella sua Passione ricorre più volte e sottolinea il fare o non fare il male, l’agire o il non agire ingiustamente a partire da Gesù che invoca il perdono del Padre perché coloro che lo stanno crocifiggendo “non sanno quello che fanno”. Ma anche l’altro mal-fattore ricorda all’altro crocifisso che la pena a cui essi sono sottoposti è commisurata a quanto hanno commesso: “riceviamo il degno [castigo] di ciò che abbiamo fatto” mentre Gesù “non ha fatto nulla di male”. Questo è un primo raccordo con l’invito dell’Evangelo di domenica scorsa poco più sopra ricordato: è necessario porre attenzione al nostro fare, al nostro agire imparando a discernere perseverando cosa sia giusto o meno fare e il metro di giudizio si è visto sta nel fare memoria della Scrittura, frequentandola costantemente perché in questa si trova la volontà del Padre vissuta da Gesù lungo tutta la sua vita.

Un secondo elemento sta nell’atteggiamento della folla. La nostra pericope al versetto 35 traduce che “il popolo stava a vedere”; in realtà il verbo usato è molto più ricco: “il popolo stava là e contemplava”. Non è allora uno stare a vedere distrattamente magari per curiosità: vedere, guardare, osservare non sono sinonimi e l’ultimo termine sfocia naturalmente in un atteggiamento di ricerca che coinvolge la persona interrogandola, la porta a cercare di comprendere quanto sta avvenendo e come la coinvolge. Tutto questo finisce in un versetto (il 48) non compreso nel brano di oggi nel quale quel verbo viene ripetuto ma con una traduzione più aderente al suo significato greco. Dopo che il centurione è esploso in quel “Veramente quest’uomo era un giusto”, Luca sottolinea che anche tutte le folle accorse sotto la croce “ripensando a quanto era accaduto se ne tornavano percuotendosi il petto”. Quell’osservare non è dunque passivo, ma sottolinea la capacità e la volontà di comprendere che porta al ravvedimento e al pentimento di fronte alla derisione subita da Gesù ritenuto uno che aveva cercato di usurpare il titolo dell’atteso Messia. Il non aver saputo salvare la propria vita ne era la dimostrazione.

L’istinto di conservazione insito nell’uomo porta spesso a sopraffare l’altro per sopravvivere ma Gesù aveva già avvertito che chi fa di se stesso un fine, il proprio fine, finisce di perdere se stesso (Lc 9,24). “Salvare la propria vita” è una tentazione proposta all’inizio (Lc 4,1-13) e alla fine della vita di Gesù ma a lui non interessa salvarsi da solo, desidera che tutti siano salvi e che nessuno vada perduto: per questo sacrifica la sua vita ottenendo ciò a cui aspirava ed era la volontà del Padre. È questa sua fedeltà che porta il popolo a ripensare e a comprendere ed è il sottolineare questo percorso che Luca desidera presentarci ed invita a far nostro come sintesi del cammino che ci ha fatto fare di conoscenza prima e di sequela poi.

Quanto viene poi sottolineato dall’episodio dell’altro malfattore è altrettanto importante come indicazioni per la nostra vita. Egli non rifiuta ma accetta e si fa carico del male che ha fatto accettandone le conseguenze. Questo gli consente di fare una “correzione fraterna” all’altro sventurato condannato alla medesima pena senza alcuna presunzione, quassi discretamente compiendo anche un atto di fede rimandando e rimettendo nelle mani di Gesù ogni cosa al quale si rivolge sommessamente non chiedendogli nulla per se stesso, se non l’essere da lui ricordato. È un atto gratuito di affidamento che guarda al futuro “quando entrerai nel tuo Regno”. La risposta di Gesù è sorprendente: “Oggi sarai con me nel paradiso”. Vale a dire che “essere in paradiso” altro non è che essere con Cristo e, questo, è già possibile nel nostro oggi. Ce lo ha ripetuto in ogni modo lungo tutto quest’anno.

(BiGio)

Giustizia, virtù per una società equa

 La giustizia, virtù fragile e necessaria, continua a giudicare le nostre società e le nostre economie


C’è un contrasto che accompagna da sempre la condizione umana: da un lato, il profondo senso di giustizia che abita ogni persona, anche la più malvagia; dall’altro, lo spettacolo quotidiano di ingiustizia che il mondo ci restituisce. Jean-Jacques Rousseau lo sintetizzava con forza: “L’uomo nasce libero, ed è ovunque in catene”.
Questa distanza tra ideale e realtà ci ricorda che la giustizia non coincide con i soli tribunali, né può essere ridotta a norme scritte. Il diritto è indispensabile, ma ...

La riflessione di Pietro Giordano è a questo link:

https://www.vinonuovo.it/attualita/societa/la-virtu-della-giustizia-pilastro-di-una-societa-equa/

“Africa: il futuro leader verde? L’intervista a Mohamed Adow di Power Shift Africa”

Nonostante l’Africa contribuisca con meno del 4% delle emissioni globali di gas serra, le conseguenze del cambiamento climatico si fanno sentire in modo devastante. Mohamed Adow, fondatore e direttore di Power Shift Africa, sottolinea che il continente riceve solo circa il 2% degli investimenti globali nelle energie rinnovabili, mentre affronta una serie di disastri climatici, tra cui inondazioni mortali e gravi siccità.


Nel 2025, la situazione è peggiorata ulteriormente con l’aumento degli eventi climatici estremi, come avvenuto nella Repubblica Democratica del Congo e in Somalia. Questi eventi si accompagnano a una significativa diminuzione dei fondi per l’aiuto, in particolare a seguito di un mutamento politico negli Stati Uniti. La recente ritirata di Trump dall’Accordo di Parigi ha riacceso preoccupazioni globali riguardo agli impegni presi dai paesi industrializzati....

L'intervista è a questo link:

https://www.blog.it/africa-il-futuro-leader-verde-lintervista-a-mohamed-adow-di-power-shift-africa/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=ecologia_ambiente#google_vignette


Il cardinale Pizzaballa: per raggiungere la pace va ascoltato il dolore degli altri

Il patriarca di Gerusalemme dei latini, ai media vaticani, parla della speranza che il piano Usa si esprima in soluzioni che portino a “prospettive più chiare” e a dare sollievo alla popolazione palestinese di Gaza. Esprime il suo dolore per i continui episodi di violenza perpetrati dai coloni, anche a danno dei cristiani, invita i pellegrini a tornare in Terra Santa e auspica la ripresa del dialogo tra i leader religiosi per ritrovarsi, ebrei, musulmani e cristiani, “l’uno nell'altro"


A Gaza, anche nelle ultime ore sotto i bombardamenti israeliani, è importante che si proceda verso la fase 2 del piano degli Stati Uniti, che porti a un processo politico per il raggiungimento della soluzione a due Stati. Le Nazioni Unite, dopo l’adozione della risoluzione da parte del Consiglio di Sicurezza, si impegnano ad andare avanti e a “tradurre lo slancio diplomatico in misure concrete e urgenti sul campo”. Una concretezza che dovrà passare per una serie di passi che, è la speranza di molti, possano davvero significare un passaggio fondamentale per i palestinesi stremati dalla guerra, devastati dalla distruzione. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei latini, ospite dei media vaticani, sollecita la comunità internazionale ad avere il “coraggio” di imporre soluzione per portare sollievo ad un popolo in ginocchio dopo due anni di bombardamenti e che ora subisce le ripercussioni dell’inverno....

L'intervista a cura di Andrea Tornielli e Francesca Sabatinelli  è a questo link:

Dalla tempesta di Francesco alla pioggerellina di Leone XIV

Francesco ha fatto irruzione nella Chiesa come un uragano. Fin dal suo primo «Buonasera» sul balcone di San Pietro, il papa argentino si è proposto di scuotere un’istituzione stagnante, intrappolata tra le sue stesse mura e in un clericalismo che la teneva lontana dal mondo


Non ha sempre centrato l’obbiettivo, è vero. Tra l’altro, perché le sue riforme si sono imbattute in resistenze interne ed esterne e alcuni dei suoi gesti sono stati male interpretati. Ma nessuno può negare il suo intento: ha voluto una Chiesa in uscita, samaritana, impegnata verso gli ultimi e ha messo in moto questo treno.
Leone XIV, il suo successore, arriva con un profilo diverso, quasi opposto. Eletto appena tre mesi fa, il nuovo papa sembra intenzionato a proseguire la rivoluzione francescana, ma con uno stile più sereno e meno dirompente.
Laddove Francesco era un turbine, una tempesta in piena regola, Leone XIV opta per una pioggia leggera, per una pioggerellina, per la calma, per una transizione graduale.

Il pensiero di José Manuel Vidal è a quanto link:

Un nuovo umanesimo?

In molti sollecitano l'avvento di un «nuovo umanesimo», incluso papa Leone XIV, che recentemente ha sottolineato la necessità di «evitare che, nel sovraccarico di informazione e nel vuoto di sapienza, crescano nuove forme di disumanizzazione e di manipolazione, perché non c’è vero umanesimo senza senso critico, senza continuo ripensamento». 


L'auspicio di un nuovo umanesimo è lodevole, ma non sempre è chiarissimo che cosa implichino il sostantivo e l'aggettivo. Fabio Rugge si è chiesto se la questione non possa ess ere affrontata da un'angolatura all'apparenza sghemba, provando a riflettere non sui temi e i fini, ma sugli strumenti indispensabili a individuare quei temi e a perseguire quei fini: ricercando, in sostanza, quali virtù domandi l’umanesimo che auguriamo al XXI secolo....

La riflessione di Fabio Rugge è a questo link:

https://www.rivistailmulino.it/a/un-nuovo-umanesimo?&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Strada+Maggiore+37+%7C+17+novembre+%5B10302%5D