Domenica XXXII PA - Mt 25,1-13

L’invito a “vigilare” èil rimanere consapevolmente sempre agganciati al momento presente nel quale vivere il nostro impegno di sequela. È questo l’olio che alimenta la luce delle fiaccole che non si può prestare

 

Con la parabola delle dieci vergini come Evangelo di questa XXXII domenica, la Liturgia in tre tappe ci condurrà all’ultima domenica dell’Anno Liturgico A, nella quale saremo chiamati a contemplare il grande affresco del giudizio universale (Mt 25,31-46) e questo ci introdurrà all’annuncio proprio dell’Avvento, in cui l’Evangelo della prima domenica dell’anno B sarà Mc 13,33-37, ovvero l’esortazione a vigilare in vista della venuta del Signore.

Le prossime tre Domeniche saranno, come avviene nell’Evangelo di Matteo, non solo la conclusione dell’insegnamento di Gesù, ma anche la sua sintesi. Dopo il capitolo 25 Gesù non parlerà più alla comunità dei discepoli e inizierà il racconto della passione, morte e risurrezione.

La prima parte di questo Evangelo che ci ha accompagnato lungo quest’anno liturgico, è il grande discorso sulla montagna, nel quale viene presentato il “programma” di Gesù e che si conclude al cap. 7 con la presentazione della situazione di due uomini, uno saggio ed uno pazzo, il primo costruisce la casa sulla roccia, l’altro sulla sabbia. Questi medesimi termini li si ritrova oggi nella parabola delle 10 vergini, 5 sagge e 5 pazze. Non è un caso. La ripresa che fa Matteo della conclusione dell’insegnamento di Gesù del discorso della montagna, desidera affermare che al centro della nostra attenzione devono essere le Beatitudini e il “Regno dei Cieli”, che Gesù è venuto ad annunciare e ad inaugurare. In questo Regno si sperimenta e si fa esperienza di un Dio che non regna mediate il potere, imponendo le sue leggi, le sue norme agli uomini, ma regna attraverso il servizio, mettendosi a disposizioni degli altri.

Le dieci vergini partecipano ad un corteo di nozze, devono uscire per andare incontro allo sposo con le loro lampade accese, ma ancora non si sa quando questo giungerà. Sono la figura delle Comunità cristiane, chiamate ad uscire per andare incontro allo Sposo e non a rimanere ripiegate su se stesse, sui propri riti, finendo per addormentarsi. Un corteo di nozze porta ad uscire, è ricco di movimento, di gioia, di luce, capacità di ricerca di “vedere” l’amore. È necessario ricordare la parabola del banchetto di nozze proclamata poche settimane fa, nella XXVIII domenica (Mt 22,1-14), al quale tutti sono invitati, ma pochi quelli che rispondono positivamente all’invito a partecipare. Alla fine la sala sarà piena ma di persone raccolte sui sentieri di campagna perché, i primi invitati abitanti della città, hanno rifiutato. 

Nella parabola di oggi è la prima volta che Gesù, parlando del Regno dei Cieli, usa il futuro indicando così la tappa finale nella quale si manifesterà il compimento del progetto di Dio nel quale l’uomo entra nella pienezza della vita. Non per nulla la pericope odierna si chiude parlando di “entrare nelle nozze”, domenica prossima di “entrare nella gioia del Signore” e, nell’ultima, di “ricevere l’eredità del Regno”.

L’atteggiamento delle Comunità, chiamate ad uscire incontro allo Sposo, può essere di due tipi: “saggio” oppure “stolto”; ma la domanda è quando ci accorgeremo di quale tipo sarà stata la nostra attesa? Non dal fatto se ci appisoleremo o meno: tutti i due gruppi, considerato il ritardo imprecisato, si addormentano. Lo scopriremo quando lo sposo arriverà: è alla fine che capiremo se i nostri frutti, il nostro agire, sarà stato buono o cattivo (Mt 7,16-20).

Questa parabola ci invita a non perde tempo cercando di indovinare il futuro, ma ad assimilare giorno dopo giorno la parola del Signore. Questa fa nascere nella nostra vita un impegno continuo a spenderla per il bene degli altri, a praticare la giustizia. L’invito è di fare scelte responsabili nell’essere protagonista della propria vita, nessun altro vi si può sostituire, farlo al posto di un altro.

L’invito a “vigilare” che viene fatto da Gesù alla fine di questa parabola, non è un invito a rimanere svegli in una attesa che non possiamo sapere quanto lunga sarà. Non è un proiettarsi in avanti prevedendo quando arriverà lo Sposo. È il rimanere consapevolmente sempre agganciati al momento presente nel quale vivere il nostro impegno di sequela. È questo l’olio che alimenta la luce delle fiaccole che non si può prestare, perché è il frutto delle nostre scelte. Sono queste che – se buone - brillano rendendo gloria al Padre (Mt 5,16): quello che non si fa oggi è perso e non si può rinviare a domani. È questo l’essere vigili e sempre pronti con le fiaccole accese e la riserva di olio pronta nel caso dovesse servire, è il rimanere sempre attenti nel momento presente sapendo cogliere quello che ci viene chiesto per seguire l’esempio del Signore, l’amore preveniente del Padre.

(BiGio)

Povertà, nessuno è immune: imparare ad aiutare in una società sempre più vulnerabile

In un tempo in cui la povertà attraversa fasce sempre più ampie della popolazione, aiutare non significa offrire risposte ai bisogni, ma imparare a farsi domande. 


Nel suo libro "Lavoro sociale e povertà", l'antropologo e direttore della Caritas diocesana di Reggio Emilia e Guastalla Andrea Gollini intreccia ricerca e pratica per ripensare l'aiuto. Al centro, la necessità di superare i confini tra “noi” e “loro”: «Nessuno, da solo, può fronteggiare la complessità di oggi. Come diceva Freire, ci si libera insieme»...

L'articolo di Daria Capitani è a questo link:


Nuova bottiglia in fibra di carta sbarca in Italia: un’innovazione ecologica

Arriva anche in Italia una nuova generazione di bottiglie a base di fibre di carta sviluppata dall’azienda britannica di tecnologie per il packaging Pulpex e che sarà prodotta in esclusiva dall’azienda svizzera Perlen Papier per il mercato Italiano ma anche per quelli di Svizzera, Austria e Germania Meridionale. 


Questa innovativa soluzione di confezionamento, realizzata con fibre di carta modellate, unisce la funzionalità di una bottiglia ai vantaggi di un materiale riciclabile a base di fibre. Leggera, resistente e impermeabile, rappresenta un’alternativa agli imballaggi tradizionali in vetro e plastica per produttori di marchi e imbottigliatori.Le bottiglie in fibra sono adatte a un’ampia gamma di prodotti: dall’acqua e dalle altre bevande non gassate agli alimenti, come prodotti lattiero-caseari e oli, fino a....


La notizia di Luigi Salemi è a questo link:

Come l’Europa vede il futuro?

Sei europei su dieci vorrebbero tornare a comprare gas da Mosca, quasi uno su tre anche prima della fine della guerra, con l’Italia in testa. Il Vecchio continente guarda con pessimismo all’immigrazione e apre con cautela all’integrazione bancaria


A quasi quattro anni e mezzo dall’invasione su larga scala dell’Ucraina, e mentre Bruxelles lavora per chiudere definitivamente i rapporti energetici con Mosca, una parte consistente dell’opinione pubblica europea sembra muoversi nella direzione opposta. È forse il dato politicamente più sensibile dell’ultima edizione di Euroscope ...


Il servizio di Duccio Fioretti è a questo link:

La lezione Usa per le sinistre europee. Populismo economico e una nuova identità: le armi della vittoria democratica

 I Democratici vincono trasformando il malessere economico in un'identità politica. Una lezione per le democrazie europee


Sono cambiati, e molto, i Democratici. Il partito ha ritrovato una capacità di mobilitazione che sembrava compromessa, hanno intercettato il malessere economico e gli hanno restituito una forma politica riconoscibile. La chiave del successo sta nell'intreccio di due fattori: il ricorso a un populismo economico esplicito e la costruzione di un'identità collettiva capace di parlare a elettori che, per anni, si erano sentiti estranei al linguaggio del progressismo americano....

L'articolo di RaiNews è a questo link:

https://www.rainews.it/articoli/2026/11/democratici-usa-populismo-economico-identita-classe-f28f981e-2655-45ce-b6eb-c4822e552d50.html

La CEI e l’islam nella storia

C’è ancora qualcosa da dire sulle schede, in particolare quelle sull’islam predisposte dalla CEI con autorevoli istituti pontifici, per la formazione degli insegnanti di religione? Forse sì.


Mi sembra doveroso ricordare che papa Paolo VI, il giorno dell’Epifania del 1964, a Betlemme, al tempo territorio giordano, stando al testo ufficiale di quel discorso come appare sul sito della Santa Sede, ha affermato: «Possa dunque il mondo che ci circonda degnarsi di ricevere oggi, nel nome di Gesù Cristo, il nostro saluto pieno di rispetto e affetto. Questo saluto deferente, lo rivolgiamo in modo particolare a chi professa il monoteismo e con noi rende culto religioso all’unico e vero Dio ...

L'articolo di Riccardo Cristiano è a questo link:

https://www.settimananews.it/religioni/la-cei-e-islam/?fbclid=IwY2xjawVX7HJleHRuA2FlbQIxMQBwZG9mBXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR_In4Us_EmrRthShWccrHZvT4EDCWff686j1HonhJLXGF6aUGOeuH_a830fSg_aem_6VRkP3MjOyg4rETxG0Q4og

L’ebraismo tra diaspora e Stato-guida

Israele, in quanto Stato, ha dato al mondo ebraico un’espressione esplicitamente politica, e se agisce “in nome del popolo ebraico”, questo conferma tra gli antisemiti, la tradizione accusatoria dei Protocolli.  E poiché nei secoli l’antisemitismo ha conferito agli ebrei lo statuto di vittime per antonomasia, l’antisemitismo prevede nelle proprie vittime la minaccia di una loro propensione alla vendetta, da prevenire e da cui difendersi. 


 

Che cosa vedono invece nei crimini dell’Israele di Netanyahu e Ben-Gvir, i non-ebrei in cui vive la tradizione del sostegno all’emancipazione ebraica e al loro diritto di cittadinanza come elemento pratico e simbolico di una generale emancipazione civile? Che cosa vedono molti ebrei nel mondo, che hanno guardato a Israele come a un riscatto dopo la catastrofe nazifascista e ne vedono adesso una degenerazione in etnocrazia razzistica, che trova sintonie ed alleanze nei fascismi di nuovo montanti in Europa e in America? 

Israele come Stato-guida del mondo ebraico sembra vicino a concludere una parabola. La fedeltà a Israele è diventata quasi un culto laico, fino a prevalere sulla Torah come riferimento, luogo mentale e affettivo dell’identità ebraica. Ma come la “terra promessa” della Rivoluzione di Ottobre,...

L'interessante riflessione di Stefano Levi della Torre è a questo link:

https://appuntidiculturaepolitica.it/2026/08/07/lebraismo-tra-diaspora-e-stato-guida/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet&utm_campaign=giugno%20-%20seconda%202026

La bioetica e lo sforzo del dialogo necessario

Qualche considerazione in cerca di dialogo riguardo alla legge sull'interruzione di gravidanza in Massachusetts


È di questi giorni la notizia che in Massachusetts è diventata legge la possibilità  di aborto fino al termine della gestazione (semplifico volutamente, come estremamente semplificata è stata data la notizia). Prima di procedere oltre credo doverose un paio di premesse: ...

L'articolo di Marco Ceriani è a questo link:

https://www.vinonuovo.it/cultura/officina-del-pensiero/lo-sforzo-del-dialogo-sulla-bioetica/

L’Apocalisse della nuova Gerusalemme

Prima di interrogarci sulla nostra missione di credenti, dobbiamo guardare con onestà al contesto in cui siamo chiamati a viverla. Bisogna, infatti, partire dalla realtà nella quale ci troviamo, se si vuole rispondere concretamente alla domanda che ci accompagnerà lungo tutta la Lettera: «Come stare da cristiani dentro questa situazione di conflitto? Quale è la volontà di Dio su Gerusalemme?». 


La missione della Gerusalemme terrestre, in un certo senso, è diventare immagine e specchio della Gerusalemme celeste, «profezia e promessa di quella universale riconciliazione e convivenza che Dio desidera per tutta l’umana famiglia»1. È questa la missione che abbiamo smarrito nel vortice violento degli eventi degli ultimi anni. Ed è a questa missione che dobbiamo tornare. ...

La riflessione di Pier Luigi Pizzaballa è a questo link:

https://drive.google.com/file/d/1hN0WzqyIAx8i3okv3ajg2n21dPjMLjXm/view?usp=sharing

Oggi la sifda di midterm negli USA

 Dopo 2 anni di Trump gli Usa si trovano con un conto salato per benzina e alimentari. L'inflazione è cresciuta del 0,7 punti e il debito di 4.300 miliardi.

Cosa può accadere: Trump ha già dimostrato nel primo mandato di poter aggirare il Congresso con un imponente ricorso agli Ordini Esecutivi che rimangono in vigore finché non vengono sostituiti da una legge, annullati dai tribunali federali o revocati dal Presidente successivo.



“Lasciateli andare”

Com’è possibile festeggiare la vita quando il cuore è ancora ferito dalla morte? Gioia natalizia e lutto diventano incompatibili. Eppure i primi credenti chiamavano “dies natalis”, giorno della nascita, proprio quello della morte…


Non c’è nulla come l’approssimarsi del Natale, con il suo insistente bombardamento di immagini per lo più artificiali di calde atmosfere, di famiglie felici, gioiose e sorridenti, per riaprire ferite che mai si erano cicatrizzate. Come non pensare in questo periodo a quelle persone che negli scorsi Natali erano ancora presenti e rendevano serene le feste? E così, per molti, quelli che dovrebbero essere giorni di gioia si trasformano in un tormento; si desidererebbe sorridere ma c’è solo un nodo alla gola che non viene sciolto per non sfociare in pianto; si vorrebbe partecipare a questa festa di luci, ma ci si sente inchiodati nell’oscurità e l’allegria altrui non solo non coinvolge, ma irrita e genera fastidio. Com’è possibile festeggiare la vita quando il cuore è ancora ferito dalla morte? Gioia natalizia e lutto diventano incompatibili....

La riflessione di Alberto Maggi è a questo link:

https://www.illibraio.it/news/dautore/lasciateli-andare-1432422/?fbclid=IwAR2ZLNQiCZVe7L5oOEWfGv0LgYEmPJzNnt63Wb9DMabfUdk-gQrPLOfRhfc

Non basta sopravvivere. Bisogna tornare a vivere

 Molte persone sopravvivono a torture, violenze, detenzione e viaggi estremi. Ma sopravvivere non basta.


Senza cure adeguate, il trauma continua ad abitare la vita delle persone, compromette la possibilità di costruire relazioni, lavorare, sentirsi parte di una comunità e guardare di nuovo al futuro. Le ferite invisibili lasciate dalla violenza non riguardano soltanto chi le porta dentro di sé. Riguardano anche le comunità che accolgono, i servizi, le istituzioni, tutti noi....

L'illustrazione del progetto è a questo link:

https://www.produzionidalbasso.com/project/non-basta-sopravvivere-bisogna-tornare-a-vivere/?utm_source=brevo&utm_medium=email&utm_campaign=31-8-26%20PDB%20generica