XXII Domenica PA - Lc 14,1.7-14

Gesù chiede ai suoi discepoli di amare gratuitamente tutti e non solo quelli da cui potrebbero in futuro avere dei benefici con l’attenzione di non farlo per avere la ricompensa nell’aldilà: sarebbe ancora un comportamento egoista e un servirsi del povero per trasferire i propri capitali in paradiso”. 


Dopo due domeniche nelle quali le espressioni di Gesù ci sono inizialmente apparse molto dure, discoste dall’immagine che ci eravamo fatto di lui ma che poi abbiamo scoperte essere una riflessione su se stesso che esprimeva la volontà di compiere la sua missione con l’avvento del fuoco dello Spirito e un invito a sforzarsi di essere coerenti con quanto si professa senza per questo avanzare certezze, oggi il messaggio dell’Evangelo riprende più direttamente l’attenzione al cammino del discepolo.

 

Gesù è stato invito a pranzo di sabato da uno dei capi dei farisei e si trova ad essere al centro dell’attenzione un po’ per la curiosità dei presenti alcuni dei quali forse non lo avevano mai incontrato in prima persona, altri invece sono prevenuti su di lui sapendo cosa era accaduto in altre occasioni simili. O anche per le guarigioni fatte il giorno di sabato e l’imbarazzo quando davanti allo sconcerto dei presenti aveva chiesto loro se era giusto o meno guarire nel giorno del riposo non ricevendone risposta come raccontato nei versetti immediatamente precedenti alla pericope odierna. In precedenza era già accaduto quando in una sinagoga aveva guarito un uomo dalla mano paralizzata (Lc 6,6-11). Sospetti e diffidenze nei suoi confronti erano “giustificati”, come la curiosità su cosa avrebbe potuto fare quella volta, forse anche l’attesa da parte di alcuni per poi aver l’occasione di contestarlo. Oramai era sotto tiro e si attendeva solo l’occasione buona per accusarlo e farlo cadere in disgrazia.

Anche Gesù fa attenzione quanto gli accade attorno e, questa volta, l’occasione gli è fornita dall’osservazione della realtà. I commensali sono esperti nella Scrittura, la conoscono bene ed è il loro ruolo nella società. Quasi con nonchalance si esprimere su quanto vede avvenire nella scelta dei posti a tavola citando praticamente alla lettera versetti dal libro dei Proverbi “Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto… va all’ultimo, perché, venendo colui che ti ha invitato ti dica: amico, passa più avanti! Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali” (Pr 25,6-7).

È un invito ad essere scaltri? A farsi furbi? Se si rilegge con attenzione l’Evangelo c’è una coppia di vocaboli che ricorre cinque volte: invitato-invitati che, se tradotto letteralmente dal greco è chiamato-chiamati. È a questi che desidera rivolgersi richiamando uno dei filoni principali della sua testimonianza espressa con chiarezza senza mezzi termini nell’Ultima Cena: ““Chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola?” e lui è stato e sta in mezzo ai discepoli “come colui che serve”.

Luca coglie questa l’occasione di questa narrazione per farci comprendere bene l’essenziale: la tavola imbandita richiama il Regno di Dio ma anche il banchetto eucaristico, le nostre celebrazioni che fanno “memoria” cioè rendono efficacemente presente il Servo del Signore che plasma una comunità serva.

Se domenica scorsa il centro è stato “i primi saranno gli ultimi” oggi “chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. Gesù chiede di sovvertire le usanze dell’epoca e, al posto di invitare quattro classiche categorie di persone (gli amici, i fratelli, i parenti e i ricchi vicini,) desidera che siano chiamati i poveri, gli storpi, gli zoppi e i ciechi cioè coloro che erano considerati puniti da Dio in quanto peccatori e, per questo, i portatori disabilità e non erano ammessi nel Tempio di Gerusalemme (Lv 21,18 – 2Sam 5,8).

Gesù chiede ai suoi discepoli di amare gratuitamente tutti e non solo quelli da cui potrebbero in futuro avere dei benefici con l’attenzione di non farlo per avere la ricompensa nell’aldilà: sarebbe ancora un comportamento egoista e un servirsi del povero per “trasferire i propri capitali in paradiso”.

Quelle quattro categorie vanno accolte non per compassione o altezzosa superiorità anche solo spirituale. Gesù desidera farci capire che, se Dio ama ogni uomo, significa che nell’uomo esiste sempre qualcosa di positivo che va scoperto al di là di tutto, mettendo in guardia noi e le nostre Comunità da logiche di do ut des che corrompono i rapporti facendoli uscire dalla gratuità, rendendoli meri rapporti di potere e complicità. Con queste parole Gesù sta obbedendo alla logica “strana” e “folle” di Dio e del suo Regno.

Quale sarà la ricompensa? Chi ama avendo come obiettivo la sola ricerca del bene dell’altro diviene simile al Padre che sta nei cieli, fa l’esperienza della sua stessa gioia. La felicità di Dio è tutta qui: amare gratuitamente. Si può pretendere di più?

(BiGio)

Il Miracolo della Gen Z, la religione è diventata trend topic

Se c’è una cosa che rende l’umanità affascinante è la sua imprevedibilità: la Gen Z potrebbe essere ricordata come la generazione che ha ridisegnato la partecipazione pubblica e privata alla vita religiosa, provando a colmare il vuoto esistenziale della società occidentale contemporanea, in larga parte causato dal capitalismo, con la spiritualità e la fede, al contrario di chi l’ha preceduta.


In un contesto dove il senso comune di smarrimento prevale – guerre, crisi climatica, precarietà, individualismo, consumismo, solitudine – la religione viene vista dalle nuove generazioni come l’occasione di dare un senso alla propria esistenza, di condividere con altre persone idee e valori, di costruire una bolla (l’ennesima) dove sentirsi capiti e accolti. Nella perenne ricerca di risposte online alle nostre fragilità, possiamo trovare una influencer cattolica che ci invita a seguire la parola di Dio esattamente come Kim Kardashian ci offre le sue nuove fasce modellanti per il viso. La Gen Z, figlia di un’epoca segnata dal disincanto, nipote dell’era berlusconiana, cresciuta a biscotti biologici e social, trasforma la religione in un ...

L'articolo di Anna Ferri è a questo link:

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202508/250805ferri.pdf

La tentazione etnicista e il collasso della cittadinanza

Gaza tiene il mondo con il fiato sospeso per gli scenari temuti. E non c’è solo Gaza. Gli avvenimenti mediorientali, che contemplano purtroppo anche altre violenze tremende lasciano sgomenti.


Eppure a cavallo tra questo secolo e il precedente sia tra gli israeliani sia tra i palestinesi il processo di pace aveva molti consensi, la Primavera ha chiesto libertà, in Siria appartenenti a diverse comunità lottavano insieme contro il totalitarismo di Assad (ritengo un errore di molti cristiani non averlo fatto anche loro, per influire su sé stessi e sugli altri), in Libano non c’erano confini comunitari nel delimitare il campo che già rifiutava l’egemonismo di Hezbollah e tentava di organizzarsi interconfessionalmente. 

L'articolo di Riccardo Cristiano è a questo link:

https://www.settimananews.it/informazione-internazionale/la-tentazione-etnicista-collasso-della-cittadinanza/?utm_source=newsletter-2025-08-12

Il racconto del perdono delle madri

 La giornata è stata dedicata al dialogo ed al perdono con la testimonianza delle ‘Madri per la pace’, che hanno messo al centro il conflitto in Medio Oriente con il dialogo tra Layla al-Sheik, madre musulmana di Betlemme che ha perso un figlio piccolo, Qusay, nella Seconda Intifada; Elana Kaminka, israeliana, madre di Yannai, soldato ucciso il 7 ottobre 2023 e suor Azezet Habtezghi Kidane, religiosa comboniana eritrea, conosciuta anche come suor Aziza, che opera da anni in Israele e nei Territori Palestinesi, dopo esser stata missionaria in Sudan e in Eritrea.


Hanno raccontato un cammino lento e faticoso ma portatore di una speranza invincibile, in nome del futuro delle giovani generazioni israeliane e palestinesi: “Quando perdi un figlio, contestualmente, perdi anche la paura. Non temi più nulla”, ha detto Layla al-Sheikh, a cui ha fatto risonanza l’israeliana Elana Kaminka: “Bisogna immedesimarsi con l’avversario, cosa sei disposto a fare se raggiungi il culmine della disperazione? Che tipo di adulto puoi diventare se vivi soprusi continui, come succede ai bambini palestinesi? Ecco perché nessuno deve permettersi di uccidere nel nome di mio figlio”....

Il racconto dell'incontro di Simone Baroncia è a questo link:

https://www.acistampa.com/story/31219/al-meeting-di-rimini-il-racconto-del-perdono-delle-madri?utm_campaign=ACI%20Stampa&utm_medium=email&_hsenc=p2ANqtz-_qJ6dgq7vxxs05NZ7C83k55ffqGqWWZXBpQTtNBFFacQLjdzTW7b3Nz2cXAVk7Byk0FCQjogL6qtzLNJc80hvZpbclOA&_hsmi=377220786&utm_content=377220786&utm_source=hs_email

Vito Mancuso: Destinati alla bellezza!

Durante la nostra esistenza siamo alla ricerca di un messaggio che dia direzione e valore. Nella natura, nel mondo e nella vita sembra esserci qualcosa capace di darci delle risposte.

Dal cosmo, dall’evoluzione della vita sulla terra, dalla storia, dalla quotidianità, emerge un messaggio per dare direzione e valore all’esistenza?

Vi sono quattro possibili risposte: 1) sì ed è rivelato: così sostengono le religioni; 2) no, nessun messaggio: così l’ateismo nichilistico; 3) sì, ma non lo sapremo mai: così l’agnosticismo; 4) sì, ma occorre scoprirlo con la propria interpretazione: è la posizione definibile “fede filosofica” per differenziarla dalla fede rivelata, ed è la mia.

Il messaggio che io giungo a cogliere nel dispiegarsi del mondo è….


La riflessione di Vito Mancuso è a questo link:


https://www.vitomancuso.it/2025/08/24/destinati-alla-bellezza/

Trattative ONU per un trattato sulla plastica falliscono nuovamente

Due questioni principali dovevano essere risolte in questo incontro finale di negoziazioni: se il trattato dovesse includere un limite alla produzione di nuova plastica e come affrontare le preoccupazioni relative ai chimici presenti nei materiali plastici


Più di 100 stati membri del cosiddetto High Ambition Coalition hanno sostenuto un trattato vincolante per limitare la produzione di plastica e imporre restrizioni sulle sostanze chimiche pericolose utilizzate nella plastica.

Al contrario, un altro gruppo di paesi, definito “like-minded”, composto da nazioni produttrici di petrolio come Iran, Russia e Arabia Saudita, ha spinto per semplicemente

L'articolo redazionale di Post è a quanto link:

https://www.blog.it/trattative-onu-per-un-trattato-sulla-plastica-falliscono-nuovamente-lo-smaltimento-resta-un-problema/2/

Lesioni spinali, il progetto per tornare a camminare

 Nel suo laboratorio all’Università di Tel Aviv, il professor Tal Dvir lavora a un impianto che, se un giorno dovesse arrivare in clinica, potrebbe restituire movimento a chi ha perso l’uso delle gambe. 


Si tratta di un midollo spinale coltivato in laboratorio, ottenuto a partire dalle cellule dello stesso paziente.
Dvir, 49 anni, è tra i volti più noti della medicina rigenerativa in Israele. Dirige il Sagol Center for Regenerative Biotechnology e il Nanotechnology Center dell’ateneo, e ha fondato la società biotecnologica Matricelf, che porta avanti la nuova tecnologia. Negli ultimi dieci anni ha firmato alcuni dei progetti più innovativi del settore, tra cui il prototipo di cuore bio-stampato con cellule umane.

La notizia apparsa su Moked è a questo link:

https://moked.it/blog/2025/08/20/scienza-lesioni-spinali-il-progetto-israeliano-per-tornare-a-camminare/

Stanno prendendo piede anche in Italia i “gender reveal party”?

Sono le feste dove si svela il sesso del figlio , ma ci sono almeno due motivi per cui sono criticate. Questo è un articolo di 3 anni fa ma vale la pena rifletterci sopra.


Online continua a girare un video che mostra il calciatore della Lazio Mattia Zaccagni e la fidanzata, l’influencer Chiara Nasti, che festeggiano insieme ad amici e parenti lo svelamento del sesso del figlio che nascerà loro tra qualche mese. Per farlo, i due hanno affittato lo stadio Olimpico di Roma e hanno fatto allestire una scenografia spettacolare e piuttosto pacchiana: nel video si vede che, dopo un momento di suspenseZaccagni tira una palla in porta scatenando un’esplosione di coriandoli azzurri e le urla e i festeggiamenti della piccola folla di presenti. Sui social network la scelta di Nasti e Zaccagni è finita al centro di una polemica per ...

L'articolo è a questo link:


Gerusalemme: il comune ‘congela’ i conti del patriarcato greco-ortodosso

La denuncia in una nota di Protecting Holy Land Christians. Il “ragionamento” dietro la decisione sarebbe collegato “alla questione dell’Arnona”. Il patriarcato “non è ora in grado di pagare gli stipendi al clero, agli insegnanti e al personale”. 


(C'è chi ipotizza potrebbe anche essere una escalation ostile per limitare la presenza cristiana nell'area.)

Uno scontro che ha registrato fasi di profonda tensione, culminate il 25 febbraio 2018 nella storica decisione del patriarca armeno Manougian, del greco-ortodosso Teofilo III e del custode di Terra Santa fra Francesco Patton di chiudere il santuario del Santo Sepolcro. Nel mirino una bozza di leggesull’esproprio di terreni appartenuti a Chiese e la richiesta dell’allora sindaco Nir Barkat di versare anni di tasse, contravvenendo agli accordi legati allo status quo. Il comune aveva fatto marcia indietro solo dopo l’intervento del premier Benjamin Netanyahu ma, da allora, le tensioni sono più volte riemersefra municipalità e autorità ecclesiastiche su proprietà o attività specifiche

La notizia di AsiaNews è a questo link:

https://www.asianews.it/notizie-it/Gerusalemme:-il-comune-%E2%80%98congela%E2%80%99-i-conti-del-patriarcato-greco-ortodosso-63698.html

Usa - Venezuela: dalla distensione allo scontro

Gli Stati Uniti di Donald Trump e il Venezuela di Nicolas Maduro sono passati, in poche settimane, da aperture diplomatiche a un nuovo fronte di conflitto politico e militare. Questo non agevola di certo anche la soluzione del caso di Alberto Trentini



Potrebbe trattarsi solo dell’ultima delle azioni intimidatorie americane, ma è giusto osservare che non si tratta di un gesto sporadico. La decisione arriva al termine di una serie di passi decisi nelle ultime settimane. Trump ha firmato un decreto inviato al Pentagono dove si autorizzano interventi militari diretti in paesi terzi con lo scopo di annientare le rotte della droga che arrivano negli States. Azioni che non devono essere negoziate con i governi dei rispettivi paesi, un dettaglio di non poco conto […]. Ci si chiede fino a dove è disposto ad arrivare Trump, giacché, va da sé, da parte di Caracas non c’è nessuna concessione e volontà di dialogo...

L'analisi dell'ISPI è a questo link: