XXII Domenica PA - Lc 14,1.7-14

Gesù chiede ai suoi discepoli di amare gratuitamente tutti e non solo quelli da cui potrebbero in futuro avere dei benefici con l’attenzione di non farlo per avere la ricompensa nell’aldilà: sarebbe ancora un comportamento egoista e un servirsi del povero per trasferire i propri capitali in paradiso”. 


Dopo due domeniche nelle quali le espressioni di Gesù ci sono inizialmente apparse molto dure, discoste dall’immagine che ci eravamo fatto di lui ma che poi abbiamo scoperte essere una riflessione su se stesso che esprimeva la volontà di compiere la sua missione con l’avvento del fuoco dello Spirito e un invito a sforzarsi di essere coerenti con quanto si professa senza per questo avanzare certezze, oggi il messaggio dell’Evangelo riprende più direttamente l’attenzione al cammino del discepolo.

 

Gesù è stato invito a pranzo di sabato da uno dei capi dei farisei e si trova ad essere al centro dell’attenzione un po’ per la curiosità dei presenti alcuni dei quali forse non lo avevano mai incontrato in prima persona, altri invece sono prevenuti su di lui sapendo cosa era accaduto in altre occasioni simili. O anche per le guarigioni fatte il giorno di sabato e l’imbarazzo quando davanti allo sconcerto dei presenti aveva chiesto loro se era giusto o meno guarire nel giorno del riposo non ricevendone risposta come raccontato nei versetti immediatamente precedenti alla pericope odierna. In precedenza era già accaduto quando in una sinagoga aveva guarito un uomo dalla mano paralizzata (Lc 6,6-11). Sospetti e diffidenze nei suoi confronti erano “giustificati”, come la curiosità su cosa avrebbe potuto fare quella volta, forse anche l’attesa da parte di alcuni per poi aver l’occasione di contestarlo. Oramai era sotto tiro e si attendeva solo l’occasione buona per accusarlo e farlo cadere in disgrazia.

Anche Gesù fa attenzione quanto gli accade attorno e, questa volta, l’occasione gli è fornita dall’osservazione della realtà. I commensali sono esperti nella Scrittura, la conoscono bene ed è il loro ruolo nella società. Quasi con nonchalance si esprimere su quanto vede avvenire nella scelta dei posti a tavola citando praticamente alla lettera versetti dal libro dei Proverbi “Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto… va all’ultimo, perché, venendo colui che ti ha invitato ti dica: amico, passa più avanti! Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali” (Pr 25,6-7).

È un invito ad essere scaltri? A farsi furbi? Se si rilegge con attenzione l’Evangelo c’è una coppia di vocaboli che ricorre cinque volte: invitato-invitati che, se tradotto letteralmente dal greco è chiamato-chiamati. È a questi che desidera rivolgersi richiamando uno dei filoni principali della sua testimonianza espressa con chiarezza senza mezzi termini nell’Ultima Cena: ““Chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola?” e lui è stato e sta in mezzo ai discepoli “come colui che serve”.

Luca coglie questa l’occasione di questa narrazione per farci comprendere bene l’essenziale: la tavola imbandita richiama il Regno di Dio ma anche il banchetto eucaristico, le nostre celebrazioni che fanno “memoria” cioè rendono efficacemente presente il Servo del Signore che plasma una comunità serva.

Se domenica scorsa il centro è stato “i primi saranno gli ultimi” oggi “chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. Gesù chiede di sovvertire le usanze dell’epoca e, al posto di invitare quattro classiche categorie di persone (gli amici, i fratelli, i parenti e i ricchi vicini,) desidera che siano chiamati i poveri, gli storpi, gli zoppi e i ciechi cioè coloro che erano considerati puniti da Dio in quanto peccatori e, per questo, i portatori disabilità e non erano ammessi nel Tempio di Gerusalemme (Lv 21,18 – 2Sam 5,8).

Gesù chiede ai suoi discepoli di amare gratuitamente tutti e non solo quelli da cui potrebbero in futuro avere dei benefici con l’attenzione di non farlo per avere la ricompensa nell’aldilà: sarebbe ancora un comportamento egoista e un servirsi del povero per “trasferire i propri capitali in paradiso”.

Quelle quattro categorie vanno accolte non per compassione o altezzosa superiorità anche solo spirituale. Gesù desidera farci capire che, se Dio ama ogni uomo, significa che nell’uomo esiste sempre qualcosa di positivo che va scoperto al di là di tutto, mettendo in guardia noi e le nostre Comunità da logiche di do ut des che corrompono i rapporti facendoli uscire dalla gratuità, rendendoli meri rapporti di potere e complicità. Con queste parole Gesù sta obbedendo alla logica “strana” e “folle” di Dio e del suo Regno.

Quale sarà la ricompensa? Chi ama avendo come obiettivo la sola ricerca del bene dell’altro diviene simile al Padre che sta nei cieli, fa l’esperienza della sua stessa gioia. La felicità di Dio è tutta qui: amare gratuitamente. Si può pretendere di più?

(BiGio)

Il Miracolo della Gen Z, la religione è diventata trend topic

Se c’è una cosa che rende l’umanità affascinante è la sua imprevedibilità: la Gen Z potrebbe essere ricordata come la generazione che ha ridisegnato la partecipazione pubblica e privata alla vita religiosa, provando a colmare il vuoto esistenziale della società occidentale contemporanea, in larga parte causato dal capitalismo, con la spiritualità e la fede, al contrario di chi l’ha preceduta.


In un contesto dove il senso comune di smarrimento prevale – guerre, crisi climatica, precarietà, individualismo, consumismo, solitudine – la religione viene vista dalle nuove generazioni come l’occasione di dare un senso alla propria esistenza, di condividere con altre persone idee e valori, di costruire una bolla (l’ennesima) dove sentirsi capiti e accolti. Nella perenne ricerca di risposte online alle nostre fragilità, possiamo trovare una influencer cattolica che ci invita a seguire la parola di Dio esattamente come Kim Kardashian ci offre le sue nuove fasce modellanti per il viso. La Gen Z, figlia di un’epoca segnata dal disincanto, nipote dell’era berlusconiana, cresciuta a biscotti biologici e social, trasforma la religione in un ...

L'articolo di Anna Ferri è a questo link:

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202508/250805ferri.pdf

La tentazione etnicista e il collasso della cittadinanza

Gaza tiene il mondo con il fiato sospeso per gli scenari temuti. E non c’è solo Gaza. Gli avvenimenti mediorientali, che contemplano purtroppo anche altre violenze tremende lasciano sgomenti.


Eppure a cavallo tra questo secolo e il precedente sia tra gli israeliani sia tra i palestinesi il processo di pace aveva molti consensi, la Primavera ha chiesto libertà, in Siria appartenenti a diverse comunità lottavano insieme contro il totalitarismo di Assad (ritengo un errore di molti cristiani non averlo fatto anche loro, per influire su sé stessi e sugli altri), in Libano non c’erano confini comunitari nel delimitare il campo che già rifiutava l’egemonismo di Hezbollah e tentava di organizzarsi interconfessionalmente. 

L'articolo di Riccardo Cristiano è a questo link:

https://www.settimananews.it/informazione-internazionale/la-tentazione-etnicista-collasso-della-cittadinanza/?utm_source=newsletter-2025-08-12

Il racconto del perdono delle madri

 La giornata è stata dedicata al dialogo ed al perdono con la testimonianza delle ‘Madri per la pace’, che hanno messo al centro il conflitto in Medio Oriente con il dialogo tra Layla al-Sheik, madre musulmana di Betlemme che ha perso un figlio piccolo, Qusay, nella Seconda Intifada; Elana Kaminka, israeliana, madre di Yannai, soldato ucciso il 7 ottobre 2023 e suor Azezet Habtezghi Kidane, religiosa comboniana eritrea, conosciuta anche come suor Aziza, che opera da anni in Israele e nei Territori Palestinesi, dopo esser stata missionaria in Sudan e in Eritrea.


Hanno raccontato un cammino lento e faticoso ma portatore di una speranza invincibile, in nome del futuro delle giovani generazioni israeliane e palestinesi: “Quando perdi un figlio, contestualmente, perdi anche la paura. Non temi più nulla”, ha detto Layla al-Sheikh, a cui ha fatto risonanza l’israeliana Elana Kaminka: “Bisogna immedesimarsi con l’avversario, cosa sei disposto a fare se raggiungi il culmine della disperazione? Che tipo di adulto puoi diventare se vivi soprusi continui, come succede ai bambini palestinesi? Ecco perché nessuno deve permettersi di uccidere nel nome di mio figlio”....

Il racconto dell'incontro di Simone Baroncia è a questo link:

https://www.acistampa.com/story/31219/al-meeting-di-rimini-il-racconto-del-perdono-delle-madri?utm_campaign=ACI%20Stampa&utm_medium=email&_hsenc=p2ANqtz-_qJ6dgq7vxxs05NZ7C83k55ffqGqWWZXBpQTtNBFFacQLjdzTW7b3Nz2cXAVk7Byk0FCQjogL6qtzLNJc80hvZpbclOA&_hsmi=377220786&utm_content=377220786&utm_source=hs_email

Vito Mancuso: Destinati alla bellezza!

Durante la nostra esistenza siamo alla ricerca di un messaggio che dia direzione e valore. Nella natura, nel mondo e nella vita sembra esserci qualcosa capace di darci delle risposte.

Dal cosmo, dall’evoluzione della vita sulla terra, dalla storia, dalla quotidianità, emerge un messaggio per dare direzione e valore all’esistenza?

Vi sono quattro possibili risposte: 1) sì ed è rivelato: così sostengono le religioni; 2) no, nessun messaggio: così l’ateismo nichilistico; 3) sì, ma non lo sapremo mai: così l’agnosticismo; 4) sì, ma occorre scoprirlo con la propria interpretazione: è la posizione definibile “fede filosofica” per differenziarla dalla fede rivelata, ed è la mia.

Il messaggio che io giungo a cogliere nel dispiegarsi del mondo è….


La riflessione di Vito Mancuso è a questo link:


https://www.vitomancuso.it/2025/08/24/destinati-alla-bellezza/

Trattative ONU per un trattato sulla plastica falliscono nuovamente

Due questioni principali dovevano essere risolte in questo incontro finale di negoziazioni: se il trattato dovesse includere un limite alla produzione di nuova plastica e come affrontare le preoccupazioni relative ai chimici presenti nei materiali plastici


Più di 100 stati membri del cosiddetto High Ambition Coalition hanno sostenuto un trattato vincolante per limitare la produzione di plastica e imporre restrizioni sulle sostanze chimiche pericolose utilizzate nella plastica.

Al contrario, un altro gruppo di paesi, definito “like-minded”, composto da nazioni produttrici di petrolio come Iran, Russia e Arabia Saudita, ha spinto per semplicemente

L'articolo redazionale di Post è a quanto link:

https://www.blog.it/trattative-onu-per-un-trattato-sulla-plastica-falliscono-nuovamente-lo-smaltimento-resta-un-problema/2/

Lesioni spinali, il progetto per tornare a camminare

 Nel suo laboratorio all’Università di Tel Aviv, il professor Tal Dvir lavora a un impianto che, se un giorno dovesse arrivare in clinica, potrebbe restituire movimento a chi ha perso l’uso delle gambe. 


Si tratta di un midollo spinale coltivato in laboratorio, ottenuto a partire dalle cellule dello stesso paziente.
Dvir, 49 anni, è tra i volti più noti della medicina rigenerativa in Israele. Dirige il Sagol Center for Regenerative Biotechnology e il Nanotechnology Center dell’ateneo, e ha fondato la società biotecnologica Matricelf, che porta avanti la nuova tecnologia. Negli ultimi dieci anni ha firmato alcuni dei progetti più innovativi del settore, tra cui il prototipo di cuore bio-stampato con cellule umane.

La notizia apparsa su Moked è a questo link:

https://moked.it/blog/2025/08/20/scienza-lesioni-spinali-il-progetto-israeliano-per-tornare-a-camminare/

Stanno prendendo piede anche in Italia i “gender reveal party”?

Sono le feste dove si svela il sesso del figlio , ma ci sono almeno due motivi per cui sono criticate. Questo è un articolo di 3 anni fa ma vale la pena rifletterci sopra.


Online continua a girare un video che mostra il calciatore della Lazio Mattia Zaccagni e la fidanzata, l’influencer Chiara Nasti, che festeggiano insieme ad amici e parenti lo svelamento del sesso del figlio che nascerà loro tra qualche mese. Per farlo, i due hanno affittato lo stadio Olimpico di Roma e hanno fatto allestire una scenografia spettacolare e piuttosto pacchiana: nel video si vede che, dopo un momento di suspenseZaccagni tira una palla in porta scatenando un’esplosione di coriandoli azzurri e le urla e i festeggiamenti della piccola folla di presenti. Sui social network la scelta di Nasti e Zaccagni è finita al centro di una polemica per ...

L'articolo è a questo link:


Gerusalemme: il comune ‘congela’ i conti del patriarcato greco-ortodosso

La denuncia in una nota di Protecting Holy Land Christians. Il “ragionamento” dietro la decisione sarebbe collegato “alla questione dell’Arnona”. Il patriarcato “non è ora in grado di pagare gli stipendi al clero, agli insegnanti e al personale”. 


(C'è chi ipotizza potrebbe anche essere una escalation ostile per limitare la presenza cristiana nell'area.)

Uno scontro che ha registrato fasi di profonda tensione, culminate il 25 febbraio 2018 nella storica decisione del patriarca armeno Manougian, del greco-ortodosso Teofilo III e del custode di Terra Santa fra Francesco Patton di chiudere il santuario del Santo Sepolcro. Nel mirino una bozza di leggesull’esproprio di terreni appartenuti a Chiese e la richiesta dell’allora sindaco Nir Barkat di versare anni di tasse, contravvenendo agli accordi legati allo status quo. Il comune aveva fatto marcia indietro solo dopo l’intervento del premier Benjamin Netanyahu ma, da allora, le tensioni sono più volte riemersefra municipalità e autorità ecclesiastiche su proprietà o attività specifiche

La notizia di AsiaNews è a questo link:

https://www.asianews.it/notizie-it/Gerusalemme:-il-comune-%E2%80%98congela%E2%80%99-i-conti-del-patriarcato-greco-ortodosso-63698.html

Usa - Venezuela: dalla distensione allo scontro

Gli Stati Uniti di Donald Trump e il Venezuela di Nicolas Maduro sono passati, in poche settimane, da aperture diplomatiche a un nuovo fronte di conflitto politico e militare. Questo non agevola di certo anche la soluzione del caso di Alberto Trentini



Potrebbe trattarsi solo dell’ultima delle azioni intimidatorie americane, ma è giusto osservare che non si tratta di un gesto sporadico. La decisione arriva al termine di una serie di passi decisi nelle ultime settimane. Trump ha firmato un decreto inviato al Pentagono dove si autorizzano interventi militari diretti in paesi terzi con lo scopo di annientare le rotte della droga che arrivano negli States. Azioni che non devono essere negoziate con i governi dei rispettivi paesi, un dettaglio di non poco conto […]. Ci si chiede fino a dove è disposto ad arrivare Trump, giacché, va da sé, da parte di Caracas non c’è nessuna concessione e volontà di dialogo...

L'analisi dell'ISPI è a questo link:

L’autodistruzione di Israele. Netanyahu, gli israeliani e il prezzo d’aver ignorato i palestinesi

Quello qui presentato è un testo di Aluf Benn, direttore del quotidiano israeliano Haaretz pubblicato (non recentemente) su "Il Regno"  ma che vale la pena di essere conosciuto e/o riletto per la sue capacità di leggere la storia di quella realtà con un equilibrio che oggi pare mancare ai più ed essere così aiutati a comprendere il presente

Le diversi parte del testo sono:
 

La svolta del 7 ottobre 2023: Dayan inascoltato


Un accordo di pace non interessa


Dalla morte di Oslo al primo ritorno di Bibi


Le sirene del benessere e gli Accordi di Abramo


Verso uno stato-nazione ebraico


Difendere al Aqsa


Bibi tenta il colpo di mano


Anche chi protesta «dimentica» gli arabi israeliani


Netanyhau sapeva?


Accelerazioni, non scostamenti


Tutti i soggetti sono deboli


A questo link:


https://drive.google.com/file/d/1vupthdd4z6WPi6DQ1dtqmpQXLvzpvlOB/view?usp=sharing

Nel ricordo di frère Roger, "esempio di riconciliazione ancora attuale per il mondo"

Ucciso nel 2005 durante la preghiera serale, il fondatore della comunità cristiana monastica ecumenica internazionale continua ad essere un esempio di pace e riconciliazione. Il priore, frère Matthew: "La nostra realtà fu fondata durante il secondo conflitto mondiale e questo ci ha insegnato a farci vicini a tutti i popoli che soffrono, come quelli dell’Ucraina e della Terra Santa”


Il mondo dilaniato da guerre senza fine come quelle in Ucraina e in Terra Santa e sanguinante per i conflitti dimenticati come quelli in Repubblica Democratica del Congo e in Myanmar ha ancora bisogno della figura e del messaggio di pace ed unità di frère Roger. A vent’anni dalla scomparsa del fondatore della comunità cristiana monastica ecumenica internazionale di Taizé – ucciso il 16 agosto 2005 da una donna squilibrata che lo accoltellò durante la preghiera serale – il suo attuale successore, il priore frère Matthew, fa notare come questi due decenni di dolorosa assenza siano stati preziosi per approfondire e comprendere meglio la sua visione dell’uomo e della Chiesa: “Lui vedeva la comunità ecclesiale come un ...

L'articolo di Federico Piana è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2025-08/roger-taize-guerra-pace-ecumenismo-dialogo.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Israele: "Sciopero per i miei figli, i soldati, gli ostaggi"

"Un bivio è stato superato, da tempo" afferma Luisa Levi d’Ancona è una storica italo-israeliana. Nata a Firenze, formatasi a Cambridge, residente a Gerusalemme, scende in piazza contro il sesto governo di Benjamin Netanyahu sin dai tempi della controversa proposta di riforma della giustizia. 


Continua a farlo adesso, «per dimostrare alle famiglie degli ostaggi che siamo al loro fianco e che siamo contro l’invasione di Gaza». Una decisione che ritiene deleteria «perché condanna a morte non solo gli ostaggi prigionieri nei tunnel di Hamas ma pure molti soldati, chiamati a proteggere una leadership che ci sta portando nel baratro»...

Continua a questo link:

https://moked.it/blog/2025/08/24/israele-1-sciopero-per-i-miei-figli-i-soldati-gli-ostaggi/

L’imperialismo aperto della Cina contro la corsa al dominio degli Stati Uniti. Strategia AI a confronto

La comparazione fra il documento della Casa Bianca “Winning the Race” e il “Piano d’azione per la governance globale dell’intelligenza artificiale” altrettanto recentemente diffuso da Pechino evidenzia che nella competizione per la leadership globale nell’IA le due superpotenze adottano filosofie e metodologie operative fondamentalmente diverse ma finalizzate allo stesso obiettivo: la creazione di sfere di influenza tecnologica.


Sintetizzando al massimo il contenuto dei due documenti, si può affermare che gli Stati Uniti perseguono una strategia esplicita di dominio tecnologico dell’AI tramite un programma che mette al primo posto il mercato, sfruttando il proprio settore privato e promuovendo l’innovazione open source nel quadro dei “valori americani”. Questo significa inserire strutturalmente Big Tech all’interno della strategia, affidandole il compito di “colonizzare” le infrastrutture di altri

L’analisi di Andrea Monti, docente di Identità digitale, privacy e cybersecurity nell’Università di Roma-Sapienza è a questo link:

XXI Domenica PA - Lc 13,22-30

Non è un caso che il Regno di Dio non venga mai presentato con simboli religiosi o azioni liturgiche di adorazione o chissà cos’altro ma sempre con esempi conviviali, con una tavola imbandita di grasse vivande e vini succulenti


Domenica scorsa la Liturgia, seguendo lo sviluppo dell’Evangelo di Luca, ci ha fatto imbattere in un cambio di linguaggio di Gesù che, all’inizio forse ci è parso dissonante con l’immagine fino a quel momento ci si era fatti di Lui. Ci è apparso un Signore oppresso dall’attesa di un fuoco nel quale essere immerso (battezzato), un linguaggio duro quasi violento che prometteva conflitti, divisioni, l’opposto di ogni speranza dell’avvento di pace nelle realtà irte di difficoltà.

Un linguaggio si è detto comune nella sua epoca ma che Gesù usava riferendolo alla sua vita: l’attesa dell’avvento dello Spirito e del suo essere immerso nella morte violenta che lo attendeva e il desiderio di abbreviarne i tempi. Evento che sarebbe stato come una spada a doppia lama, capace di penetrare nel profondo delle persone mettendole in crisi, spingendole a discernere, a scegliere da che parte stare, come vivere optando tra l’essere con lo Spirito di fuoco datori di vita o rimanendo agganciati al vecchio mondo corrotto dall’egoismo.

Anche oggi Gesù continua con un linguaggio nel quale compaiono minacce e condanne: c’è una porta che si sta chiudendo ed oramai è ridotta ad una fessura: è una porta oramai “stretta” verso la quale è necessario affrettarsi per riuscire ad entrare. Quando sarà chiusa si rimarrà fuori dove “ci sarà pianto e stridore di denti” mente all’interno, attorno alla tavola imbandita del Regno del Padre, ci saranno genti di ogni razza, popolo, nazione provenienti dai quattro punti cardinali.

Dov’è quel Gesù che, sempre in Luca, suggeriva di invitare al banchetto “storpi, zoppi e ciechi”; non assomiglia al medico venuto per curare i malati, né al pastore che si intenerisce di fronte alla pecorella smarrita, né all’amico che si alza di notte a dare il pane come nell’Evangelo di Domenica 27 luglio, quella del Padre Nostro. Pare abbia sentimenti diversi da quelli del padre del figlio prodigo, ed è strano anche il suo consiglio “sforzatevi di entrare per la porta stretta”: sembra un invito a preoccuparsi solo per la propria salvezza.

Gesù risponde così ad una domanda che gli viene fatta da “un tale … sono pochi quelli che si salvano?” ed è una domanda che percorre e inquieta costantemente i credenti e le comunità che purtroppo è stata spesso usata per impaurire, non infrequentemente posta come minaccia per il controllo sociale fino a tempi recenti e che qualcuno ancora usa.

Quel “tale” anonimo ci rappresenta tutti ma la domanda non è ben posta e infatti Gesù non risponde direttamente: se avesse risposto sì avrebbe potuto provocare scoramento; al contrario false sicurezze. Gli preme piuttosto chiarire il “come” si entra nel Regno di Dio che è già presente in mezzo a noi e non chiede di fare chissà quali pratiche religiose o contorsioni spirituali.

Lo si deduce facilmente dal dialogo tra il Signore e chi è rimasto fuori che chiedono di entrare. Sono persone che hanno familiarità con lui e quando si sentono dire che non li conosce insistono dicendo ma come “abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza ... hai insegnato nelle nostre piazze”.  La risposta è durissima “Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. C’è da rimanere stupefatti: partecipare alla sua mensa, ascoltare la sua parola è “essere operatori di iniquità”?

Qui c’è un importante materiale di riflessione per tutti i cristiani e le loro comunità, per coloro che sono assidui all’Eucaristia domenicale e all’ascolto della Parola. 

La domanda che Gesù qui pone è: “siete sicuri che sia sufficiente questo?”. Quanti, partecipando all’Eucaristia che li rende il “corpo di Cristo”, sono poi capaci di “farsi pane” per gli altri, di fare della loro esistenza alimento di vita per gli altri? Quanti hanno ascoltato il suo insegnamento e questo ha trasformato la loro esistenza? Gesù desidera dirci che il Padre alla fine non ci chiederà se abbiamo creduto in lui, ma se abbiamo amato come lui ama. Il rapporto che abbiamo con Dio è diventato azione di amore, misericordia, compassione, perdono, condivisione fraterna? È questa la domanda che ci viene posta e, attenzione, per fare quelle “cose” non serve essere battezzati, credenti, frequentanti: basta essere uomini e di ogni dove. 

L’avviso che ci viene dato è di non pensare di avere dei diritti per la nostra religiosità se non si traduce in azioni di amore perché alla fine potremmo trovarci tra gli esclusi. Allora si comprende perchè non è un caso che il Regno di Dio non venga mai presentato con simboli religiosi o azioni liturgiche di adorazione o chissà cos’altro ma sempre con esempi conviviali, con una tavola imbandita di grasse vivande e vini succulenti (Is 55,1-2).

Alla fine c’è un cambio di termini: i pochi e i molti diventano i primi e gli ultimi; nessuno sarà escluso ma “chi sa” è tenuto a “forzarsi di entrare per la porta stretta” e questa che si sta chiudendo, non ci sono garanzie che si possono vantare per la salvezza se non l’agire con e nella misericordia infinita del Padre.

(BiGio)

Taiwan in Italia

Emanuele Rossi ha intervistato l’ambasciatore di Taipei in Italia Vicent Tsai


in un momento in cui il governo italiano rappresenta spesso la sua azione politica internazionale con l’espressione “costruire ponti” (guardare al “successo meloniano” sull’unità dell’Occidente andata in scena alla Casa Bianca lunedì), quello con Taiwan può essere meno lungo di ciò che si immagini. “L’arte è un ponte – mi dice Tsai – che permette a popoli lontani di conoscersi meglio, e l’Italia, con il suo straordinario patrimonio, è un partner naturale”. Andiamo avanti ...

L'intervista è a questo link:

https://mailchi.mp/formiche/litalia-si-affaccia-nellindo-pacifico-7267964?e=0225c88c7b

RD Congo, massacri nel Nord Kivu e stallo nei negoziati di Doha

Il Paese africano continua a essere teatro di violenze e instabilità: decine le vittime in seguito agli attacchi degli islamisti di Adf, mentre stentano a ripartire i colloqui tra il governo congolese e i ribelli dell’M23


Secondo la Missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo (Monusco) tra il 9 e il 16 agosto almeno 52 civili sono stati uccisi in attacchi delle Forze Democratiche Alleate (Adf), uno dei numerosi gruppi armati attivi nel Paese, nei territori di Beni e Lubero, nella provincia orientale del Nord Kivu. Tra le vittime ci sono ...

La notizia di Sara Costantini è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2025-08/rd-congo-massacri-nel-nord-kivu-negoziati-di-doha.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Queste tre città italiane sono fra le più inquinanti d’Europa: la classifica che non vorremmo leggere

Sul gradino più alto del podio figura Mosca ma anche l’Italia ha un ruolo scomodo. Il ranking Ener2Crowd mostra come le emissioni urbane stiano aggravando la crisi climatica

“L’Europa sta soffocando sotto il peso delle sue stesse emissioni”. È ciò che emerge dal nuovo ranking 2025 di Ener2Crowd, piattaforma italiana di crowdfunding specializzata in progetti di efficienza energetica, energie rinnovabili e sostenibilità ambientale. Sul podio delle città più inquinanti del continente ci sono Mosca, con oltre 141 milioni di tonnellate di CO₂ equivalenti, Istanbul (87,4 Mt) e San Pietroburgo (53 Mt). Anche l’Italia è coinvolta ...

L'articolo di Riccardo Liguori è a questo link:

https://www.greenme.it/ambiente/torino-bologna-e-piacenza-tra-le-citta-piu-inquinanti-deuropa-la-classifica-che-non-vorremmo-leggere/

Modi, prove tecniche da leader globale.

Mentre Trump e Putin trattano, Modi parla al mondo. La sua India non è solo un gigante demografico, ma una potenza che detta le proprie regole, protegge i propri confini e produce le proprie tecnologie. In 103 minuti, il premier traccia una rotta che fa di Nuova Delhi un attore centrale in un mondo frammentato, capace di dialogare con l’Occidente senza sottomettersi e di contenere la Cina senza conflitti aperti

Dal Red Fort di Nuova Delhi, il 15 agosto 2025, Narendra Modi, primo ministro indiano, pronuncia un’orazione di 103 minuti, la più lunga mai tenuta per il Giorno dell’Indipendenza. Non è solo una celebrazione dei 79 anni di libertà dal dominio britannico: è una dichiarazione di forza, un manifesto per un’India sovrana, militarmente inattaccabile e industrialmente autonoma.

Modi, uno dei grandi protagonisti del presente e del futuro, delinea una visione che proietta l’India verso il 2047, centenario dell’indipendenza, come potenza globale autosufficiente. Due temi spiccano...

L'analisi di Roberto Arditti è a questo link:

https://formiche.net/2025/08/modi-prove-tecniche-leader-globale/#content


Appello di 80 rabbini: Guerra contro Hamas non provochi carestia

«I peccati e i crimini di Hamas non esonerano il governo di Israele dal suo obbligo di compiere tutti gli sforzi necessari per impedire la carestia di massa».


Lo sottolineano oltre ottanta rabbini ortodossi da tutto il mondo, firmatari di una “Call for Moral Clarity, Responsibility, and a Jewish Orthodox Response in the Face of the Gaza Humanitarian Crisis” promossa dal rabbino Yosef Blau, per quasi mezzo secolo consigliere spirituale della Yeshiva University a New York, e sottoscritta tra gli altri da Michael Schudrich, Michael Melchior e Jair Melchior, rabbini capo rispettivamente di Polonia, Norvegia e Danimarca.
Nel documento, in cui non si chiede la fine delle operazioni militari a Gaza, si accusa il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di...

La notizia pubblicata in Israele è a questo link:

https://moked.it/blog/2025/08/20/israele-appello-80-rabbini-guerra-contro-hamas-non-provochi-carestia/

Non c’è più religione

Nel volume Non c’è più religione? Le risposte di un filosofo in dialogo con Francesca Cosi e Alessandra Repossi, Lindau, Torino 2025; cf. qui per una presentazione del volume) il filosofo Marco Vannini offre le sue interpretazioni alla crisi delle credenze religiose, delle Chiese e delle religioni, con le sue proposte per la fede.


Marco, puoi fare cenno al tuo personale percorso di ricerca e quindi all’evoluzione del tuo pensiero in fatto di religione e di fede?

Devo dire innanzitutto che per me il percorso di ricerca si identifica con quello di vita, perché non ho mai considerato la religione semplicemente un argomento di ricerca intellettuale, quale potrebbe essere, ad esempio, un periodo storico o un evento fisico, ma come la questione fondamentale dell’esistenza. «Cosa vuoi conoscere?», chiede la Ragione ad Agostino nei Soliloqui, e Agostino risponde: «Dio e l’anima». «Niente altro?» «Niente altro».

Ecco, io questo l’ho sempre pensato, fin da ragazzo, e non perché ...

L'intervista di Giordano Cavallari è a questo link:

https://www.settimananews.it/reportage-interviste/non-piu-religione/?utm_source=newsletter-2025-08-19