Vi spiego la sfida teologica dietro il Memorandum Usa-Iran.

Trump tenta di sostituire la logica dello scontro tra Bene e Male con quella del primato economico, mettendo in crisi la teologia del “Dio degli eserciti”: il nemico diventa negoziabile e integrabile, con effetti sul mondo evangelicale e sulle scelte di Teheran, sospese fra ideologia e pragmatismo. 

Donald Trump è l’uomo che si presenta al mondo con un progetto non esplicitato ma evidente: siccome ho perso con le armi vincerò con i soldi. Al cuore di questo Memorandum, tra tante clausole di reciproca sfiducia, c’è un’idea-progetto, assieme all’intesa sul nucleare ancora nebulosa e su cui Tehran non dice no. Trump sembra dire: “Io riporto il capitale della potenza imperialista, il capitale a stelle e strisce e occidentale, nel cuore di quello che ho definito l’impero del male e che ci definiva impero del male. Se accettano (e devono accettare) questo cambierà l’impero del male in un altro impero”. Se la scommessa è giusta lo vedremo, ma intanto cambia Trump. Innanzitutto deve ammettere che ...

L'analisi di Riccardo Cristiano è a questo link:

https://formiche.net/2026/06/vi-spiego-la-sfida-teologica-dietro-il-memorandum-usa-iran/?fbclid=IwY2xjawSh0wtleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFyajI2UkpLTnlyN3h4ZkNSc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHtvzLxJCveBp4Fura28yUWWhA-7Cb7Cwtve7bFQ8OvTFaDD4LmjJTB5Fga3-_aem_9XzBx3Z2w5IEcQXSlsR6Gg#content


Nessun commento:

Posta un commento