Trump tenta di sostituire la logica dello scontro tra Bene e Male con quella del primato economico, mettendo in crisi la teologia del “Dio degli eserciti”: il nemico diventa negoziabile e integrabile, con effetti sul mondo evangelicale e sulle scelte di Teheran, sospese fra ideologia e pragmatismo.
Donald Trump è l’uomo che si presenta al mondo con un progetto non esplicitato ma evidente: siccome ho perso con le armi vincerò con i soldi. Al cuore di questo Memorandum, tra tante clausole di reciproca sfiducia, c’è un’idea-progetto, assieme all’intesa sul nucleare ancora nebulosa e su cui Tehran non dice no. Trump sembra dire: “Io riporto il capitale della potenza imperialista, il capitale a stelle e strisce e occidentale, nel cuore di quello che ho definito l’impero del male e che ci definiva impero del male. Se accettano (e devono accettare) questo cambierà l’impero del male in un altro impero”. Se la scommessa è giusta lo vedremo, ma intanto cambia Trump. Innanzitutto deve ammettere che ...
L'analisi di Riccardo Cristiano è a questo link:
Nessun commento:
Posta un commento