Magnifica humanitas ha tra i tanti tratti, tutti importanti, un aspetto che mi preme sottolineare; è un’enciclica pluralista. Questo emerge chiaramente dal bivio fondamentale che Leone XIV ci prospetta dall’inizio: Babele o la Gerusalemme del profeta Neemia.
Babele è il vecchio totalitarismo, il paradigma tecnocratico è il nuovo. Cosa dice Leone di Babele? Il racconto di «Babele si colloca alle origini dell’umanità, subito dopo le genealogie dei figli di Noè. Gli esseri umani, stabilitisi nella pianura di Sennaar, decidono di costruire una città e una torre “la cui cima tocchi il cielo” (Gen 11,4). Vogliono così garantirsi stabilità e potere, e soprattutto “farsi un nome”, temendo di essere dispersi sulla terra. L’impresa appare imponente: un’unica lingua, un’unica tecnologia, un’unica direzione. Tuttavia, il progetto nasconde una profonda insidia:...
L'analisi dell'enciclica di Cristiano Riccardo è a questo link:
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