Netanyahu, la “guerra eterna” e la complicità delle élite intellettuali: cosa resta della democrazia israeliana

Una nuova fragilissima tregua imposta da Trump ha messo temporaneamente fine a sei settimane estenuanti, trascorse dagli israeliani dentro e fuori dai rifugi in condizioni di emergenza permanente, tra restrizioni alla mobilità, chiusura delle scuole e dei cieli e paralisi parziale dell’economia, mentre i missili a grappolo iraniani piovevano dal cielo distruggendo interi quartieri. 

Il bilancio riportato il 7 aprile dalla piattaforma ynet era di circa 93145 sirene, 6305 sfollati, 40 morti e 7035 feriti ai quali si sommano la paura e la stanchezza, ma soprattutto la rabbia e lo spaesamento di fronte alle imbarazzanti dichiarazioni contraddittorie della leadership politica e militare. Anche questa volta la popolazione ha appreso la notizia dagli americani perché nessun esponente del governo israeliano ha ritenuto di dover comunicare con gli elettori che da anni pagano...

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