Le canzoni, come la letteratura, sono dei laboratori simbolici. Così come hanno accompagnato nel secolo scorso il dolore assurdo della guerra (Lily Marlene, ad esempio) e dei genocidi (Se questo è un uomo) così possono anche adesso non essere solo momenti di evasione.
«Mi vuoi più suora o pornodiva?» canta Annalisa in Canzone estiva, e in una sola domanda riattiva un orizzonte millenario. Non è solo una provocazione pop, è la versione contemporanea di una dicotomia radicata nella tradizione cristiana. Da una parte la purezza, dall’altra la sensualità. Da una parte Maria, dall’altra Eva. In mezzo, per secoli, il corpo delle donne chiamato a scegliere o, peggio, a essere scelto...
La riflessione di Jessica Trombatore è a questo link:
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