Per secoli abbiamo confuso il Vangelo con l’anagrafe e la fede con l’appartenenza a un blocco sociale. Oggi, il crollo della cristianità – quel sistema di potere e consuetudine nato con Costantino – non è una tragedia da piangere, ma l’occasione che il cristianesimo aspettava per tornare a essere se stesso.
Liberata dal peso delle istituzioni che devono compiacere tutti, la fede può finalmente tornare a essere ciò che era all’inizio: una scelta radicale, minoritaria e proprio per questo rivoluzionaria. La fine della cristianità è un’opportunità per il cristianesimo, poiché il cristianesimo ha vissuto fino ad ora un’ambiguità, quella di “essere” cristiani senza aver dovuto diventarlo. Questa coincidenza tra la fede e la società non esiste più, e la nuova situazione di minoranza dei cristiani è un’opportunità per manifestare che la loro fede è vissuta nella libertà e per amore.
L'articolo di Enzo Bianchi è a questo link:
Nessun commento:
Posta un commento