La guerra in Iran è anche una guerra climatica. Oltre ai suoi terribili costi umani, il conflitto in Iran sta mettendo in ginocchio l’approvvigionamento energetico globale a causa del rallentamento (e a volte blocco) delle spedizioni di petrolio, gas, fertilizzanti e altre merci.
L’ultima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, la COP30, è stata emblematica. L’Arabia Saudita ha guidato un gruppo di paesi petroliferi che hanno posto il veto a una “tabella di marcia” che portasse all’eliminazione graduale dei combustibili fossili, nemmeno menzionati nel testo finale della Conferenza. Tuttavia, scrivono sul Guardian Mark Hertsgaard e Kyle Pope sono i cofondatori del progetto giornalistico Covering Climate Now, 85 paesi, che sostenevano quella “road map” e hanno subito quel veto, hanno tutti gli strumenti per ribaltare lo status quo. L’occasione è la ...
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