Avvenimenti sorprendenti, normalmente tragici, popolano il notiziario di tutti i giorni. Non era questo che la mia generazione si aspettava; noi ottantenni abbiamo creduto ingenuamente, fino a ieri, di essere stati preservati dall’orrore della guerra, dopo le due guerre mondiali che segnarono la vita dei nostri nonni e dei nostri padri, tragedie che non avrebbero dovuto più ripetersi.
Di fatto, in questi nostri ottant’anni, le guerre non sono mancate, ma almeno fino alla crisi balcanica, riguardavano situazioni lontane da noi. C’erano guerre lontane, però, come quella del Vietnam, che hanno risvegliato nella gioventù mondiale la passione e l’impegno per la politica. Oggi è diverso: la guerra è la figura chiave per leggere il mondo...
La riflessione di Flavio Lazzarin è a questo link:
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