Il linguaggio della guerra, in alcuni palazzi del potere, è tornato a essere epico, eroico, mistico. E noi europei, figli rispettosi dell’ordine multilaterale, dovremmo prenderlo sul serio
Chissà come la chiameranno quest’epoca buia nei libri di storia. Forse l’età della «nuova militarizzazione» e delle «guerre infinite», come ha proposto Lawrence Freedman, il grande vecchio degli studi strategici britannici. Forse l’era delle molte crisi, del ritorno all’economia di guerra e del riarmo, come suggeriva lo storico della Columbia University Adam Tooze esattamente un anno fa. Per Giuliano da Empoli, politologo prestato alla narrativa, è «l’ora dei predatori». Per gli storici Niall Ferguson e Leonida Tedoldi è il momento in cui si stanno plasmando «nuovi imperi». Ma qualunque sia l’etichetta che verrà scelta in futuro, due conclusioni trovano d’accordo più o meno tutti ...
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