Nei giorni ventidue e ventitré marzo i cittadini saranno chiamati a decidere, mediante referendum, se accogliere o respingere le riforme che l’attuale governo ha promosso e che riguardano alcune modifiche all’ordinamento giudiziario e non, come erroneamente si vuole far credere, solo alla “separazione delle carriere dei magistrati”.
Il maldestro tentativo di nascondere sotto quella breve, ma ambigua espressione, il vero fine che si vuole raggiungere lo si desume da una sentenza del 6 febbraio u.s. della Corte di Cassazione, provocata dalla richiesta di oltre cinquecentomila cittadini. il popolo italiano vorrà correre il rischio di ignorare i pericoli cui si va incontro con questa azzardata riforma dell’ordinamento giudiziario – perché in effetti di questo si tratta – e poi rimpiangere il passato? Il quieta non movere in questo caso non ha un risvolto negativo né può qualificarsi come inerzia, bensì come invito alla prudenza e ad evitare rischi che potrebbero essere fonte di grossi guai. Valutare il tempo presente, carico di conflitti e agitato da motivazioni egoistiche e predatorie, è segno di avvedutezza e saggezza. Se si conosce o si paventa il pericolo non è prudente nascondersi, ma agire...
L'opinione di Piero Antonio Carnemolla è a questo link:
Nessun commento:
Posta un commento