Il mondo di ieri che non tornerà

L'invasione dell'Ucraina ha imposto una mobilitazione militare e politica irreversibile, segnando il passaggio a un'era di riarmo e difesa comune

“Del passato non sarebbe rimasto nulla. Nessuna delle nostre illusioni doveva rimanere viva”. 

La Grande guerra era finita da tempo quando Stefan Zweig scrisse queste parole, rivolte ai tanti illusi della sua generazione che pensavano ancora di poter riavere indietro il mondo di ieri, quello di prima del 1914. Come se quattro anni di conflitto totale, di mobilitazioni di massa, di distruzione e morte, di rancore e voglia di rivincita, potessero essere cancellati. Oggi possiamo compatire i contemporanei di Zweig, e chiamarli ciechi; ma in fondo non lo erano più dei tanti europei del 2026 ancora disposti a credere che, quando le armi in Ucraina taceranno, presto o tardi, si potrà far finta che il mondo non sia cambiato, che la guerra non abbia mutato irreversibilmente il destino del continente.

L'opinione di Marco Mondini è a questo link:

https://www.rivistailmulino.it/a/il-mondo-di-ieri-che-non-torner


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