Questa volta, almeno, ci vengono risparmiate le ideologie sulla "guerra di liberazione". Certo possiamo trovarne ancora qualche cantore, ma solo tra i vassalli dei Trump e dei Netanyahu, i quali, come non si sognano più di perdere il proprio tempo discutendo alle Nazioni Unite o con gli "alleati" europei, così si mostrano interessati alla liberazione del popolo iraniano da decenni di despotismo teocratico quanto all'insediamento di una Repubblica di incorruttibili in Venezuela.
Credo che anche la questione del nucleare rimanga in realtà del tutto in secondo piano. Trump non ci fa certo leva come il suo collega Bush jr., ancora zavorrato da consuetudini di pseudo diritto internazionale, alla ricerca di rendere "giusta" l'invasione dell'Iraq con la storia delle armi di distruzione di massa. Che importa se meno di un anno fa l'Intelligence americana aveva detto che non esistevano prove concrete dello sviluppo di un armamento atomico in Iran. Che gli ayatollah desiderino avere l'atomica è cosa ovvia. E un Paese che ne dispone diventa intoccabile o quasi. Vedi Corea del Nord. Perciò...
L'opinione di Massino Cacciari è a questo link:
https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202603/260306cacciari.pdf
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