Tra le decisioni audaci di Papa Francesco vi è la nomina di laici e religiose a posizioni di autorità solitamente riservate a ministri ordinati, vescovi o cardinali, nei dicasteri della Curia romana. Il Papa ha giustificato questa innovazione con il principio sinodale che richiede una maggiore partecipazione dei fedeli alla comunione e alla missione della Chiesa. Questa iniziativa si scontra tuttavia con l’antica consuetudine di affidare le posizioni di autorità ai ministri ordinati. Questa consuetudine può certamente appoggiarsi sul Concilio Vaticano II, che ha definito la sacramentalità dell’episcopato (Lg 21). Da qui il disagio di fronte a una decisione papale che si rispetta ma che si considera forse provvisoria. Al punto che alcuni auspicano, all’alba del nuovo pontificato, che venga riaffermato lo stretto legame tra il ministero ordinato e la funzione di governo nella Chiesa....
Il commento del cardinale Ouellet è a questo link:
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