Il Paese del sud-est asiatico, che il primo febbraio è giunto al quinto anniversario dalla presa del potere della giunta militare, vive un drammatico conflitto interno e una situazione terribile, resa ancora più grave da milioni di sfollati e di persone che soffrono la fame
Sono trascorsi 5 anni dal colpo di stato perpetrato dalla giunta militare del Myanmar, che ha fatto piombare il Paese del Sud-Est asiatico nella guerra civile e nel caos. E non sono certo bastate le elezioni legislative concluse la scorsa settimana — le prime dal 2020 e indette dai generali al potere — a ridare una parvenza di pace al lacerato Paese, frammentato tra conflitto, crisi umanitaria e tentativi di legittimazione elettorale, tantomeno l'invito, sempre da parte della giunta militare, al reintegro degli ex dipendenti pubblici che si erano dimessi per protestare contro il colpo di Stato di cinque anni fa a tornare al lavoro, impegnandosi a rimuoverli dalle "liste nere"....
L'articolo di Francesco Citterisch è a questo link:
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