Voglio iniziare chiarendo che non sono una teologa, ma una psicologa e, soprattutto, una cristiana, seguace di una persona: Gesù. Oggi, leggendo un articolo che mette in guardia da una triste realtà nella chiesa indiana – dove un prete si suicida ogni sei mesi – leggo che sono vittime di un sistema che «spiritualizza la sofferenza invece di affrontarla» – e penso che questo problema non sia esclusivo dell’India.
Per secoli nella spiritualità cristiana si è radicata la potente convinzione che più soffriamo, più sacrifici facciamo e più ci umiliamo, più ci avviciniamo a Dio. Questa idea ha l’inconveniente di trasformarsi in un terreno fertile per vari tipi di abusi, e credo che sia stato così. Il pericolo è che la croce venga interpretata come una «scuola della resistenza», dove il dolore è quasi un merito in sé stesso. Questa visione può essere legata a ...
La riflessione di María Noel Firpo è a questo link:
https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202508/250816firpo.pdf
Nessun commento:
Posta un commento