Il Padre Nostro: una preghiera solo cristiana? e se lo si leggesse all'incontrario?

Siamo abituati a pensare che il Padre Nostro, siccome ce l’ha insegnato Gesù, sia una preghiera cristiana. È vero sì e no.



Siamo abituati a pensare che il Padre Nostro, siccome ce l’ha insegnato Gesù, sia una preghiera cristiana. È vero sì e no. Certo, l’ha formulata lui ma non dobbiamo dimenticare che era un ebreo e perciò pregava come tale, rispettando le modalità del suo tempo. Nella sua tradizione c’erano già alcuni punti fermi: ogni preghiera iniziava con una benedizione che doveva contenere il nome di Dio e il suo regno, proprio come nelle prime parole del Padre Nostro (Berakhah), seguita dalla sua “santificazione” che significa “mettere da parte” separare Dio da ciò che è profano (Kedushah) e contemporaneamente chiedere che questo avvenga, che l’umanità lo riconosca come un padre.

Pian piano nei secoli si era venuta a formare quella che oggi è la Tefillah che consiste in tre benedizioni iniziali, tre finali e il corpo centrale è costituito da alcune richieste (oggi codificate in tredici) tra le quali già all’epoca di Gesù si chiedeva di far tornare a Dio coloro che si sono allontanati da Lui, il perdono dei peccati, la liberazione dal male e si domandava a Dio di combattere al nostro fianco le lotte che non siamo capaci di affrontare da soli.

In quel periodo c’era una certa flessibilità nella formulazione della Tefillah: a loro discrezione i maestri della Leggepotevano modificarla secondo il momento storico, o secondo chi fossero i presenti. Il contenuto era più importante della forma che, in ogni caso, rimaneva ferma. Gesù, con il suo Padre Nostro, si colloca nella linea di questa prassi.

Le tre parti nelle quali si suddivide il Padre Nostro sono facilmente identificabili e vi si potrebbero agganciare tre diversi atteggiamenti delle mani:


Mani alzate verso l’alto

(in segno di adorazione)

Padre nostro che sei nei cieli 

Sia santificato il tuo nome

Venga il tuo regno 

Sia fatta la tua volontà in cielo come è fatta in terra

Mani aperte verso l’alto 

(in atto di ricevere un dono)

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Rimetti a noi i nostri debiti

Come noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori

Mani incrociate sul petto 

(in segno di umile richiesta)

Non abbandonarci alla tentazione

Ma liberaci dal male


Su questa preghiera c'è ricco ed interessante uno studio di Milena Beux Jäger edito da Silvio Zamorani Editore (2012): "Padre Nostro. Una preghiera ebraica" (oggi purtroppo non più disponibile).


A questo link trovate una lettura particolare possibile del Padre Nostro che, se pregato “all’incontrario”, propone un percorso che fa fare l’itinerario del popolo d’Israele dalla sua schiavitù alla libertà, dal dono dell’Alleanza nell’esperienza del deserto, alla scoperta del servizio:

 

https://docs.google.com/document/d/1gSo1phOgLWhezWNDlg4jjUKcPB8Ig4zc/edit?usp=sharing&ouid=106691176849122854187&rtpof=true&sd=true

(BiGio)

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