Stefano Levi della Torre: una voce e ebraica per la pace

La difficoltà gigantesca, che purtroppo è alla base della possibilità di pace, di riconoscere una cosa molto elementare, ov­vero che la nascita di Israe­le, se pure è stata una ne­cessità, ha il debito di avere sottratto terra ai palestine­si. Pertanto l'elaborazione deve essere quella di ac­cettare di avere tale debito, ma accettare di avere tale debito vuol dire che non c'è più l'innocenza

Trascrizione dell'intervento di Stefano Levi Della Torre tenuto il 3 maggio 2025 all'Assemblea soci Associazione Italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam. Nello stile si è scelto di lasciare il carattere di oralità

Da circa un anno e mezzo faccio parte di una rete che si chiama Mai indifferenti. Voci ebraiche per la pace. Abbiamo voluto accentuare il carattere ebraico perché è molto importante cercare di incidere nel mondo ebraico, dato l'aggrapparsi a stereotipi molto scossi, identitari, che nel mondo ebraico vigono, alimentando una particolare difficoltà, o rifiuto, di vedere quel che succede. I miei nemici sono - lo dico apertamente, mi prendo le mie responsabilità personali — il fascismo, in Israele, e l'islamismo reazionario. Quindi da un lato il governo Netanyahu (ma anche il senso comune purtroppo diffuso in Israele) e dall'altro Hamas. Questi sono nemici per noi, e lo proclamiamo: non siamo pro Hamas e contro Israele, o per Israele contro Hamas.

È qualcosa che riguarda quello che sta succedendo nel mondo in generale, che io chiamo conflitto di civiltà, ma non il conflitto di civiltà di cui si è parlato tempo fa. È un conflitto di civiltà che attraversa le civiltà....

L'intera trascrizione è a questo link:

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202507/250725levidellatorre.pdf

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