La guerra in Iran ha messo in luce ciò che trent’anni di studi controversi, di analisi da salotto e di fantasie deliranti dei grandi nomi della politica estera erano riusciti a nascondere.
Ha accelerato in tempo reale e con spettacolare brutalità il crollo del mito fondante del mondo occidentale nell’era post-guerra fredda — vale a dire la grande illusione di un mondo relativamente armonioso, interconnesso attraverso il commercio, gli scambi sociali e le comunicazioni digitali. Quel mito — chiamiamolo la scommessa globalista — ha a lungo sostenuto che l’integrazione economica e la dipendenza reciproca dalle tecnologie avanzate avrebbero inesorabilmente eroso le antiche inimicizie di religione, cultura e civiltà...
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