Nel nostro cammino di accompagnamento della riforma sinodale voluta e iniziata da Papa Francesco e che Papa Leone ha promesso più volte di proseguire, in questa fase di ricerca e di studio in vista del confronto dell’assemblea generale della chiesa indetta nel 2028, vorrei evidenziare alcuni problemi emersi, quelli che secondo me attendono un’urgente risposta.
Si riaprano i cantieri e oggi non si abbia paura di una “riforma della Riforma”. Riforma che non significa un tornare al tradizionalismo, riforma che non significa una contaminazione tra i due riti (conciliare e straordinario) come propone il card. Koch, ma nella fedeltà alla riforma liturgica si apprestino quelle correzioni e quelle acquisizioni giudicate necessarie. Dalla sintesi della discussione e dalle proposizioni di alcuni paesi europei quali la Francia, la Germania, il Belgio, i Paesi Bassi, La Spagna, emerge la convinzione forte della centralità della liturgia nella vita della chiesa, ma nello stesso tempo il bisogno di un rinnovamento di modalità, stile, linguaggi e forme del celebrare....
L'articolo di Enzo Bianchi è a questo link:
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