La morsa nello Stretto di Hormuz e il bombardamento degli Usa sull'Isola di Kharg rivelano il vero nodo del conflitto in Iran: controllare i flussi del greggio, a danno innanzitutto di Europa e Cina. Mentre a Gaza la popolazione paga un prezzo ancora più alto: quello di vedere negato il proprio futuro
La guerra in Iran pone al centro del dibattito globale la questione energetica, più degli aspetti politici come il diritto all’autodeterminazione del popolo iraniano e la democratizzazione del Golfo Persico. Lo conferma il recente bombardamento statunitense sull’Isola di Kharg, uno degli hub più importanti del petrolio di Teheran: da qui transita il 90% delle esportazioni di greggio del paese. Inoltre, gli attacchi potrebbero intensificarsi se i Pasdaran non interromperanno il blocco delle navi nello Stretto di Hormuz....
L'analisi di Michele D'Amico è a questo link:
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