Le lesioni dolose commesse da under 18 (reati spesso legati all’uso di coltelli) segnano aumenti importanti: +48% a Milano, +55% a Genova, +44% a Bologna. Marco Dugato, ricercatore di Transcrime: “Il rischio è che la narrazione finisca per alimentare il problema”. Il preside Raffaelli: “Sono convinto che il problema non si risolva con i controlli. Si affronta con relazione, dialogo, fiducia e presenza educativa costante. È un lavoro lento, ma è l’unico che può davvero incidere”
Da quando all’inizio dell’anno a La Spezia uno studente è morto accoltellato da un compagno di scuola, non passa settimana senza che le cronache nazionali o locali riportino un episodio che riguarda ragazzi, anche giovanissimi, responsabili o vittime di aggressioni con le cosiddette armi bianche, soprattutto lame e coltelli. Il fenomeno sembra dilagare, riguardando ragazzi sempre più giovani, nelle grandi città, nelle periferie, nei centri più piccoli, da Nord a Sud. Di fronte a quella che sembra essere diventata un’emergenza, la politica è intervenuta con proposte repressive e di controlli: il ministro dell’istruzione Valditara ha suggerito di mettere i metal detector all’ingresso delle scuole, il Governo ha approvato un decreto-legge che vieta di portare con sé coltelli e la vendita di armi da taglio ai minori ma ...
L'articolo di Marta Zanella è a questo link:

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