In vista del Referendum confermativo ecco in parallelo due articoli di opinioni contrapposti che possano aiutare i nostri lettori a orientarsi in una questione molto tecnica, dove sono da valutare i pro e i contro di due modi di organizzare il servizio della magistratura, entrambi praticati e legittimi nei sistemi costituzionali democratici. E, dunque, a scegliere responsabilmente che cosa votare.
Il primo critica la separazione delle carriere sostenendo che comprometterebbe l’unità della magistratura e l’indipendenza del pubblico ministero, allontanandolo dalla cultura della prova: la riforma, se approvata, rischierebbe di sottoporre l’accusa al controllo dell’esecutivo, indebolendo così l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e l’efficacia del sistema giudiziario. Cazzola, invece, sostiene che questa riforma sia essenziale per garantire la piena terzietà del giudice e completare il modello processuale accusatorio in Italia: distinguere i percorsi professionali e gli organi di autogoverno non intaccherebbe l’indipendenza della magistratura, ma rafforzerebbe piuttosto l’imparzialità del giudizio e le garanzie per il cittadino.
Questi due interventi a questi link:
(prima coppia di interventi a questo link: https://spigolando-spigolando.blogspot.com/2026/01/referendum-si-o-no-un-aiuto-per.html)
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