In vista del Referendum confermativo saranno pubblicati in parallelo sempre due articoli che possano aiutare i nostri lettori a orientarsi in una questione molto tecnica, dove sono da valutare i pro e i contro di due modi di organizzare il servizio della magistratura, entrambi praticati e legittimi nei sistemi costituzionali democratici. E, dunque, a scegliere responsabilmente che cosa votare.
Apriamo con gli interventi di Nicolò Zanon, giudice costituzionale e professore ordinario di Diritto costituzionale all'Università di Milano, e Rocco Gustavo Maruotti, pubblico ministero a Rieti e segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati. Il primo sostiene che, a differenza di quanto pensano molti detrattori, sia la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti l'obiettivo essenziale della riforma, e che l'altro obiettivo fondamentale sia liberare i magistrati dal potere di influenza e di controllo delle correnti. Maruotti invece, schierato sulle ragioni del «no», è convinto che la legge nasconda un obiettivo ben più pregnante, ossia la completa riscrittura delle norme che regolano struttura, modalità di composizione e funzioni del Consiglio superiore della magistratura.
I rispettivi interventi sono a questi due link:
Nicolò Zanon:
Rocco Gustavo Maruotti:
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