L’ultimo rapporto della missione delle Nazioni Unite sul Sudan si concentra sulle violenze dell'ottobre scorso, quando i paramilitari conquistarono dopo 18 mesi di assedio la capitale del Darfur settentrionale. Il team di esperti denuncia che le Rsf agirono "con l’intento di distruggere in tutto o in parte" le comunità non arabe Zaghawa e Fur
Una campagna di distruzione contro le comunità non arabe i cui «tratti distintivi indicano un genocidio». Secondo un nuovo rapporto della Missione indipendente dell'Onu di accertamento dei fatti per il Sudan, sono queste le violenze perpetrate dai paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf) - in guerra da quasi tre anni contro l’esercito di Khartoum - in particolare nell’ottobre scorso a El Fasher, capitale del Darfur settentrionale. Il periodo è quello degli scontri che portarono poi i paramilitari a conquistare dopo 18 mesi di assedio la città, fino ad allora ultima roccaforte dell’esercito sudanese nella parte occidentale del Paese africano.
L'articolo di Giada Aquilino è a questo link:
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