Perché non possiamo scindere Cristo da Gesù e perché Enoc non è solo un orpello. Una succinta risposta analitica a Vito Mancuso.

la replica che Vito Mancuso ha voluto dedicare alla mia recensione del suo ultimo volume, Gesù e Cristo, non è solo un atto di cortesia intellettuale di cui lo ringrazio, ma un’occasione preziosa. È l’occasione per andare al cuore del problema che assilla il cristianesimo (o quel che ne resta) in Occidente: come può un profeta ebreo del I secolo, con la sua visione del mondo arcaica e mitologica, parlare ancora all’uomo digitale del XXI secolo?


Vi è infatti una differenza sostanziale che va ammessa: a differenza di quella vecchia scuola, Mancuso non nega l’orizzonte apocalittico di Gesù, anzi lo riconosce esplicitamente. Tuttavia, sebbene il suo metodo di partenza si distacchi da quello liberale classico, mi preme mostrare come lo spirito della sua proposta finisca per approdare ai medesimi lidi, e come, a mio parere, il “difetto” della sua ricostruzione non sia tanto teologico (ognuno è libero di credere ciò che vuole), ma rimanga profondamente storico. La tesi che sosterrò in queste righe è così articolata: ...

L'acuta replica di Adriano Virgili è a questo link:

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