Nel tempo dei «bulli planetari» il diritto internazionale appare sempre più fragile e subordinato alla legge del più forte. In questo vuoto di autorevolezza sovranazionale, papa Leone XIV emerge paradossalmente come una delle poche figure capaci di esercitare un soft power in alternativa al rogo.
Tra chi si occupa di geopolitica, relazioni internazionali e affini, non pochi sostengono che, in fondo, con Trump è cambiato poco o nulla. Gli argomenti addotti, trasversali rispetto agli schieramenti, hanno una loro robustezza: il diritto internazionale veniva scritto dalle potenze vincitrici o comunque dai più forti; a volte, anzi, non preesisteva nemmeno ai fatti che avrebbe dovuto normare, bensì veniva creato a posteriori per legittimare decisioni già prese. E l’ONU? ...
La riflessione di Fulvio Ferrario è a questo link:
Nessun commento:
Posta un commento