La storia a volte sorprende. Così accade che il Libano arrivi al primo passo di un colloquio diretto a livelli di ambasciatori con gli israeliani a Washington, presente il mediatore americano, per tentare di avviare negoziati di pace con Israele in questo 14 aprile 2016, il giorno dopo la data che tutti i libanesi ricordano meglio di tutte le altre, il 13 aprile, la data in cui, nel 1975, scoppiò la sempre ricordata e mai abbastanza capita guerra civile.
È una richiesta avanzata dal Presidente libanese da settimane. Israele ha accettato, ma nel colloquio il Libano dovrebbe chiedere che si fermino le azioni militari. Numerosi Paesi, anche europei, hanno sostenuto la richiesta libanese. Secondo fonti diplomatiche, gli israeliani hanno acconsentito a una de-escalation che risparmi solo la capitale e i suoi sobborghi. Beirut ce la può fare? Se c’è una cosa che tutti sottolineano è proprio questa, che lo Stato libanese è un esempio di debolezza. Ma se questo è vero occorre anche dire come mai. Dopo anni complessi ma promettenti, nei quali sembrò ritagliarsi un futuro separato dai grandi contrapposti blocchi arabi, i «religiosi» filo-americani e i «laici» filo-sovietici, il Libano oltre a quindici anni di guerra civile ha conosciuto due occupazioni: quella del ...
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