L’abisso dei naufraghi: il Mediterraneo non dimentica

Il Mediterraneo non dimentica. Raccoglie speranze, preghiere, corpi e prima o poi li restituisce. Non lo fa per pietà. Lo fa per inerzia, per correnti, per fisica. Ma ogni volta che un’onda depone una persona sulla riva, quella diventa qualcosa di drammatico: un confine tra i vivi e i morti, tra chi è arrivato e chi non ce l’ha fatta.


Il mare continua a restituire corpi di migranti sulle coste occidentali della Sicilia e della Calabria. Senza vita o in avanzato stato di decomposizione e, a volte, a pezzi. Notizie che la cronaca di questi tempi, per quanto impegnata correttamente a informare sulle tragedie in Ucraina o nella striscia di Gaza così in varie parti del mondo, relega in secondo piano. Sono tutti abissi di disumanità che si riducono spesso a una mero dato statistico. In Italia sono sbarcati 2280 migranti dal 1° gennaio al 19 febbraio 2026. Un numero inferiore rispetto allo stesso periodo del 2025 (5673) e del 2024 (4204). Eppure, centinaia, forse migliaia di persone mancano all’appello....

L'articolo di Lucio Romano è a questo link:

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