ZeroArmi, cresce l'esposizione delle banche italiane nel settore delle armi

Pubblicato il secondo rapporto elaborato da Fondazione Finanza Etica insieme alla Rete Italiana Pace e Disarmo, che analizza 24 gruppi bancari sulla base del loro grado di esposizione all’industria militare. Simone Siliani, direttore di Fondazione Finanza Etica: "Il nostro compito è informare i risparmiatori. Spesso non sono pienamente consapevoli"


Quanto sono coinvolte le banche italiane nel settore degli armamenti? È da questa domanda che parte la seconda edizione di ZeroArmi, il rapporto elaborato da Fondazione Finanza Etica insieme alla Rete Italiana Pace e Disarmo, che analizza 24 gruppi bancari sulla base del loro grado di esposizione all’industria militare. Quanto sono coinvolte le banche italiane nel settore degli armamenti? È da questa domanda che parte la seconda edizione di ZeroArmi, il rapporto elaborato da Fondazione Finanza Etica insieme alla Rete Italiana Pace e Disarmo, che analizza 24 gruppi bancari sulla base del loro grado di esposizione all’industria militare....

L'articolo di Guglielmo Gallone è a questo link:

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-02/zeroarmi-banche-italia-armi-difesa-europa.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Teheran non è il vero obiettivo. Occorre guardare più a Est - Sette grafici ISPI per capire - Senza dimenticare chi ha interrotto gli accordi del 2015

Colpire Teheran oggi significa decapitare il principale finanziatore e coordinatore di tutti i teatri di crisi che, negli ultimi vent’anni hanno costretto gli Stati Uniti a disperdere forze, attenzione e risorse.


Una volta neutralizzato l’Iran (e con esso i suoi proxy), il Medio Oriente potrà essere gestito con un impegno ridotto: alleanze con i sunniti del Golfo, presenza navale minima, deterrenza israeliana rafforzata. Il “fronte secondario” si chiude. Resta solo quello principale: la Cina ...

L'opinione di Roberto Arditti è a questo link:


Sette grafici ISPI per capire come siamo arrivati a questo punto:


Senza dimenticare chi ha interrotto gli accordi del 2015: