Un processo elettorale lungo e macchinoso che terminerà il 25 gennaio. Nel Paese oltre 3,5 milioni di persone, su una popolazione di circa 55 milioni è sfollata e in difficili condizioni umanitarie. L'appello del Papa durante la benedizione Urbi et orbi, il 25 dicembre: "Al Principe della Pace domandiamo che illumini il Myanmar con la luce di un futuro di riconciliazione"
È un voto a “macchia di leopardo” quello in corso in Myanmar. Nel Paese, governato da una giunta militare e lacerato da un conflitto civile, l’esercizio di democrazia risulta difficile e incompleto – denunciano diverse organizzazioni della società civile e le organizzazioni internazionali – dato che la giunta dei generali al potere ha escluso dalle liste le formazioni di opposizione come la Lega nazionale per la democrazia, quelle che guidavano il governo democraticamente eletto a febbraio 2021, quando il colpo di stato militare ha sovvertito il potere...
La nota di Paolo Affatato è a questo link:
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