Colloquio con Vincenzo Camporini, Gad Lerner e Enza Pellecchia a cura di Marco Ventura
Reduce della Grande guerra, lo scrittore Jean Giono (1895-1970) fu un convinto pacifista. I suoi scritti e le sue attività, tra cui la creazione dell’«Organizzazione Contadour», gli costarono due periodi in carcere, nel 1939 quando si oppose alla mobilitazione e nel 1944 per sospetta connivenza con i nazisti. Nel 1937 pubblicò per Gallimard un volume (Refus d’obéissance) in cui raccolse l’articolo contro la guerra pubblicato nel novembre 1934 sulla rivista «Europe», nel ventesimo anniversario dell’inizio della Prima guerra mondiale, e quattro capitoli inediti del romanzo Le grand troupeau apparso nel 1931. Il volume esce ora per la prima volta in italiano, nella traduzione di Emanuelle Caillat e con due postfazioni, quella di Giuliano Ferrara, che contesta l’antimilitarismo di Giono, e quella di Gabriella Bosco, che situa il testo nella vita e nell’opera dello scrittore provenzale di padre piemontese (Mi rifiuto di obbedire, Einaudi Stile libero)....
Il confronto pubblicato su La Lettura del 18 gennaio 2026 è a questo link:
https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202601/260118camporinilernerpellecchiavenura.pdf

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